1- SOMMARIO DELLA DECOMPOSIZIONE BY VITTORIO FELTRI: “IL PDL È MORTO E BERLUSCONI SI È SCOCCIATO. AVREBBE DOVUTO RITIRARSI GIÀ MOLTO TEMPO FA. NON HA PIÙ VOGLIA, CERCA QUALCUNO CHE RAPPRESENTI IL CENTRODESTRA AL POSTO SUO MA NON LO TROVA. NOI ABBIAMO ALFANO, CHE È SIMPATICO. MA DOVE CAZZO VAI CON ALFANO?” 2- ARIA DA PRE-MANI PULITE. IL CAI-NANO CACCIA GLI EX DI AN E RIFORMA FORZA ITALIA 3- E FELTRI: “FORMIGONI È MORTO. LA POLVERINI, RENATA ZERO, PURE. DECADENZA E SFILACCIAMENTO. IL PDL HA UN MERCATO, MA NON HA PIÙ UN PRODOTTO DA OFFRIRE” 4- SARDO (“UNITÀ”): “INEVITABILE UN SALTO GENERAZIONALE SIA A DESTRA SIA A SINISTRA”

Salvatore Merlo per "il Foglio"

"Il Pdl è morto e Berlusconi si è scocciato. Avrebbe dovuto ritirarsi già molto tempo fa. Non ha più voglia, cerca qualcuno che rappresenti il centrodestra al posto suo ma non lo trova. Noi abbiamo Alfano, che è simpatico. Ma dove cazzo vai con Alfano?", dice Vittorio Feltri. E il direttore rende così l'idea del clima sfilacciato, a dir poco incerto e un po' crepuscolare che si respira nel Palazzo, ma non solo dalle parti del Cavaliere. "Forse non siamo ancora al collasso del sistema politico, ma la Seconda Repubblica oggi ha fatto fallimento", dice Claudio Sardo, direttore dell'Unità.

Pare che ieri sera la redazione di "Ballarò", la trasmissione di RaiTre, abbia avuto qualche problema nel reperire gli ospiti politici: solo dinieghi, "Ballarò? mi dispiace, ma ho da fare". Nessun esponente del Pdl, e nessuno del Pd, escluso il presidente del Senato Renato Schifani, disponibile ad affrontare l'onda di piena che dalla Sicilia alla Campania, dal Lazio fino alla Lombardia e al Veneto, investe in queste ore la politica e descrive un impietoso sommario di decomposizione: la procura di Palermo indaga sulle spese dei gruppi parlamentari dell'assemblea regionale siciliana; a Napoli si indaga sui fondi dei gruppi del parlamentino campano; e a Venezia questo è il titolo del Gazzettino andato ieri in edicola: "Soldi in nero ai consiglieri".

Come in tutti i momenti dissolutivi, nella storia come nella recente cronaca politica da Mani pulite in poi, anche questa volta saltano i vincoli d'appartenenza, i rapporti anche più antichi e sedimentati, coperture e complicità, e all'interno dei partiti s'avanzano gruppi, bande, padroncini in lotta tra loro: come nel Lazio, prima che Renata Polverini decidesse di dimettersi, così anche in Lombardia dove il potere celeste di Roberto Formigoni vacilla e fa gola ai leghisti alleati e amici di un tempo. Nel Pdl, nel quartier generale bombardato, la distanza umana e antropologica tra una parte degli ex di An e il gruppo degli ex di Forza Italia appare ormai incolmabile. E infatti si parla di separazione consensuale.

Mentre il Pd tace un po' preoccupato, Silvio Berlusconi chiama in correità gli altri partiti. "Nel Lazio tutti i gruppi sono stati corresponsabili" nell'intenso scialacquo di denaro pubblico, ha detto il Cavaliere. Lui coltiva l'idea di un grande gesto di rottura che possa imprimere una "discontinuità" all'interno del suo Pdl, ma ancora non sa bene che fare, ancora oscilla tra "sto con Mario Monti" e "sto studiando Beppe Grillo".

Eppure nella notte tra lunedì e martedì, riuniti alcuni fedelissimi ad Arcore, il Cavaliere ha dato l'impressione di voler spacchettare sul serio il Pdl in più di un soggetto da federare sotto una comune insegna: un partito della destra per gli ex di An, uno dei democristiani, uno dei socialisti, uno dei liberali... "Cambiare nome, cambiare classe dirigente, tutti a casa", dice Daniela Santanchè, ma intanto negli occhi di ciascun attore sul proscenio politico si intravvede lo spettro di Mani pulite, l'antivisione di un disastro: la legge elettorale che i partiti anche stavolta considerano un'ipotesi di salvezza (come fu per il mattarellum); e il traffico d'influenza, il pacchetto anticorruzione cui il Pdl ormai sa di doversi piegare come un giunco colpito dalla piena, che ricorda il cedimento esiziale del 1992 sull'immunità parlamentare.

"Lo spettacolo sulla legge elettorale è indecoroso", dice Sardo. E Feltri: "Così non si salva proprio nessuno, anzi il botto sarà notevole. Le spese allegre le hanno fatte tutti, in quasi tutte le regioni. Formigoni è morto. La Polverini, Renata zero, pure. Sintomi di decadenza e sfilacciamento. Il centrodestra ha un mercato, ma non ha più un prodotto da offrire".

"Troppi, vergognosi fenomeni di corruzione. Bisogna risanare la politica", ha detto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, preoccupato dall'avvitamento del Palazzo a pochi mesi dalle elezioni. Inseguìto dagli scandali sulla vita debosciata dei parlamenti regionali d'Italia, il sistema politico si sente compresso tra due torsioni autoritarie: dall'alto il governo tecnico, con Mario Monti, il tassator cortese che rappresenta l'ipotesi di una ricostruzione morale, civile e politica; dal basso gli istinti plebei, il grillismo e le procure in movimento e senza briglia.

A sinistra pensano di potere risolvere tutto vincendo le elezioni "e dando al paese un governo politico", come sostiene Claudio Sardo, che dice: "Dopo queste elezioni sarà inevitabile un cambiamento, un salto generazionale sia a destra sia a sinistra. Ma queste elezioni dovranno dare un risultato chiaro e un governo che conservi il principio dell'alternanza. Se finisce come in Grecia, con un governo tecno-oligarchico, allora sì che subiremo un infarto politico prima che economico e finanziario".

Così dice la sinistra, mentre a destra non si coltiva più nemmeno la speranza di un'affermazione elettorale che possa capovolgere un destino che appare segnato: "A destra non c'è più niente - dice Vittorio Feltri - Il Pdl soffre di una inarrestabile sindrome dissolutiva e non produce più nulla, se non disastri come quello di Fiorito.

Anche Berlusconi deve rendersi conto che il mondo in cui lui ha vissuto e comandato, quello degli ultimi vent'anni, è finito. Lui non può continuare a promettere l'abolizione dell'Imu come nulla fosse. Avrebbe dovuto tuonare contro l'Europa, e avrebbe raccolto consensi, invece è rimasto a metà del guado. Né montiano né antimontiano, né europeista né antieuropeista. Avrebbe dovuto scegliere: se stai con Monti stacci fino in fondo".

 

 

NOVEMBRE BERLUSCONI A PIAZZA SAN BABILA ANNUNCIA LA NASCITA DEL POPOLO DELLA LIBERTA SILVIO BERLUSCONI VITTORIO FELTRI CLAUDIO SARDO ANGELINO ALFANO A PORTA A PORTA fini gasparri larussa bm03 gasparri larussaformigoni e polverini GIORGIO NAPOLITANO

Ultimi Dagoreport

 donald trump ursula von der leyen xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP SCHIFA L'EUROPA? E QUEL VOLPONE DI XI JINPING VUOLE USARLA PER FAR ZOMPARE L'ECONOMIA AMERICANA - IL PRESIDENTE CINESE HA FATTO UNA PROPOSTA “INDECENTE” ALLA COMMISSIONE EUROPEA DI URSULA VON DER LEYEN: “COMINCIAMO AD AVERE RAPPORTI ECONOMICI IN EURO”. TRADOTTO: LASCIATE PERDERE IL VECCHIO DOLLARO COME VALUTA DI RISERVA MONDIALE – XI SOFFIA SUL FUOCO: L’UE È IL PRIMO DETENTORE DEL DEBITO AMERICANO, PERTANTO HA IN MANO LE SORTI DELLA VALUTA USA (E QUINDI DELLA SUA ECONOMIA)

grande fratello vip pier silvio berlusconi alfonso signorini fabrizio corona ilary blasi

FERMI TUTTI: IL “GRANDE FRATELLO VIP” 2026 SÌ FARÀ - PIER SILVIO BERLUSCONI NON HA ALCUNA INTENZIONE DI DARLA VINTA A FABRIZIO CORONA NÉ TANTOMENO DI SCENDERE A COMPROMESSI: IL REALITY TORNERÀ IN ONDA, CON OGNI PROBABILITÀ, CON LA CONDUZIONE DI ILARY BLASI. IN RISERVA, RESTA IL NOME DI VERONICA GENTILI CHE, NELLA PASSATA STAGIONE, HA CONDOTTO CON MEDIOCRE FORTUNA L’“ISOLA DEI FAMOSI” – IN ENDEMOL, CASA DI PRODUZIONE DEL REALITY, C’È STATO UN AUDIT INTERNO PER FARE CHIAREZZA SUL TANTO VAGHEGGIATO "CASO SIGNORINI", E SUI METODI DI SELEZIONE DEI VARI CAST DELLE PASSATE EDIZIONI, NON RILEVANDO ALCUNA "CRITICITÀ" - RESTA IN PIEDI IL PIANO GIUDIZIARIO: LO STOP IMPOSTO ALLA PUNTATA DI OGGI DI “FALSISSIMO” SUL CASO SIGNORINI È UNA SBERLA PER CORONA CHE…

antonino salerno un genocidio chiamato olocausto

FLASH – IL CASO DEL LIBRO “UN GENOCIDIO CHIAMATO OLOCAUSTO” È RISOLTO! L’AUTORE, TAL ANTONINO SALERNO, NON SAREBBE UN DIRIGENTE DEL MINISTERO DELLA CULTURA, MA UN COMPOSITORE E DIRETTORE D’ORCHESTRA CHE COLLABORA CON LA RIVISTA “HISTORIA MAGISTRA” DI TORINO, DIRETTA DAL PROFESSORE FILO-PUTINIANO ANGELO D’ORSI, CHE AVREBBE DOVUTO PRESENTARE VENERDÌ, ALL’UNIVERSITÀ DELL’INSUBRIA, IL VOLUME, CHE PERÒ NON È STATO ANCORA PUBBLICATO (NÉ LO SARÀ MAI, SU DECISIONE DALLA CASA EDITRICE “MIMESIS”)

salvini vannacci

DAGOREPORT - MATTEO SALVINI HA DECISO: ROBERTO VANNACCI DEVE ANDARSENE DALLA LEGA. IL PROBLEMA, PER IL SEGRETARIO, È COME FAR SLOGGIARE IL GENERALE. CACCIARLO SAREBBE UN BOOMERANG: È STATO SALVINI STESSO A COCCOLARLO, NOMINANDOLO VICESEGRETARIO CONTRO TUTTO E CONTRO TUTTI. L’OPZIONE MIGLIORE SAREBBE CHE FOSSE L’EX MILITARE A SBATTERE IL PORTONE E ANDARSENE, MA VANNACCI HA PAURA CHE I TEMPI PER IL SUO PARTITO NON SIANO MATURI (DOVE PUÒ ANDARE CON TRE PARLAMENTARI, NON CERTO DI PRIMO PIANO, COME SASSO, ZIELLO E POZZOLO?) – ENTRAMBI SANNO CHE PIÙ ASPETTANO, PEGGIO È, ANCHE IN VISTA ELEZIONI: AVVICINARSI TROPPO AL 2027 POTREBBE ESSERE FATALE A TUTTI E DUE – LA “GIUSTA CAUSA” PER LICENZIARE IL GENERALE CI SAREBBE GIÀ, MANCA LA VOLONTÀ DI FARLO...

peter thiel donald trump

FLASH – TRUMP, UN UOMO SOLO ALLO SBANDO! IL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO È COMPLETAMENTE INCONTROLLABILE: DOPO AVER SFANCULATO, NELL’ORDINE, STEVE BANNON, ELON MUSK, PAM BONDI E TUTTO IL CUCUZZARO “MAGA”, ORA SAREBBE AI FERRI CORTISSIMI ANCHE CON PETER THIEL, IL “CAVALIERE NERO DELLA TECNO-DESTRA”, E DI CONSEGUENZA IL BURATTINO DEL MILIARDARIO DI “PALANTIR”, IL VICEPRESIDENTE JD VANCE – TRUMP SI CREDE L’UNTO DEL SIGNORE CON LA DEVOZIONE DEL POPOLO AMERICANO, ED È PRONTO A TUTTO PUR DI VINCERE LE MIDTERM DI NOVEMBRE - IL SEGRETARIO DI STATO, MARCO RUBIO, NON HA LE PALLE DI RIBELLARSI, TERRORIZZATO DI FINIRE CACCIATO O MESSO ALLA PUBBLICA GOGNA – E CON UN TRUMP IN COMPLETA DISGREGAZIONE MENTALE, SENZA NESSUNO CHE LO FERMI E CON IL SOGNO DI DIVENTARE “IMPERATORE DEL MONDO” (COME HA DETTO ROBERT KAGAN), C’È DA AVERE DAVVERO PAURA...