iran ali khamenei reza pahlavi proteste trump

AYATOLLAH, VE NE VOLETE ANNA’? CONTINUA LA PROTESTA IN IRAN, IL REGIME SPARA SULLA FOLLA. DECINE DI MORTI E ARRESTI. “IN PIAZZA I TERRORISTI, NEMICI DI DIO”. LA TV DI STATO MOSTRA SOLO STRADE VUOTE O CORTEI PRO-GOVERNO, STOP A INTERNET E TELEFONI - TRUMP INCORAGGIA I MANIFESTANTI: “SIAMO PRONTI A INTERVENIRE”. IL PENTAGONO AVREBBE GIÀ PRESENTATO IL PIANO AL PRESIDENTE USA - DUE GLI SCENARI: QUELLO VENEZUELANO (SENATORI AMERICANI PARLANO APERTAMENTE DI “UCCIDERE KHAMENEI”, DEL RESTO TRUMP NON SI PONE LIMITI DI LEGALITÀ) IL SECONDO PREVEDE DI FINANZIARE E ARMARE QUALSIASI GRUPPO OSTILE AL REGIME. REZA PAHLAVI, IL FIGLIO ESULE DELLO SCIÀ DEPOSTO NEL 1979, ASSICURA DI ESSERE PRONTO A TORNARE PER GUIDARE UNA “TRANSIZIONE DEMOCRATICA” - DAGOREPORT: È FINALMENTE SCOCCATA L’ORA DI UNA NUOVA RIVOLUZIONE IN IRAN? - VIDEO

DAGOREPORT

https://www.dagospia.com/politica/dagoreport-e-finalmente-scoccata-l-ora-nuova-rivoluzione-in-iran-gli-459770

 

Gabriella Colarusso per repubblica.it- Estratti

 

iran proteste manifestanti 2

La foto è stata scattata l’8 gennaio, intorno alle 23, a Rasht. Ci arriva via Signal e grazie a Starlink, nel buio in cui è costretto l’Iran dopo che i suoi governanti hanno deciso di staccare ogni canale di comunicazione con il mondo esterno e tra gli iraniani all’interno del Paese: i telefoni, internet, i segnali satellitari.

 

A terra c’è il corpo di un manifestante coperto da un lenzuolo bianco, in una pozza di sangue. È l’istantanea della repressione «senza clemenza» che le autorità iraniane hanno promesso contro quelli che chiamano «vandali» «criminali», «rivoltosi» e da ieri anche «terroristi», facendo temere agli attivisti un’ondata di condanne a morte. Chiunque prenda parte alle proteste sarà considerato un «nemico di Dio», avverte il procuratore generale Mohammad Movahedi Azad (...)

 

 

Nel blackout senza precedenti la censura è selettiva: gli apparati di sicurezza garantiscono le connessioni alla tv di stato e a poche agenzie di stampa controllate dal governo che mostrano immagini di strade vuote e di manifestazioni «a favore della Repubblica islamica» durante i funerali di alcuni agenti di sicurezza uccisi nei disordini. Ma è solo una parte della realtà. La piazza che vuole la fine della repubblica islamica non retrocede e si allarga, cresce.

 

 

iran proteste manifestanti 7

Al quattordicesimo giorno di proteste, le strade di Teheran, Mashhad, Tabriz, Ahvaz, Rasht tornano a riempirsi, migliaia, forse centinaia di migliaia di manifestanti. “Lunga vita al re”, “L’Iran sarà libero”, “Riprendiamoci la nostra patria”, “Morte a Khamenei”, “Morte al dittatore”, “Non abbiamo più paura” scandiscono rispondendo all’appello di Reza Pahlavi, il figlio esule dello Scià deposto nel 1979 che ha chiesto ai manifestanti di non lasciare la piazza e assicura di essere pronto a tornare in Iran per guidare una «transizione democratica». Il sistema risponde con forza bruta.

 

Le testimonianze di alcuni medici raccolte dalla Bbc parlano di tre ospedali di Teheran sopraffatti da corpi di «pazienti morti o feriti» con «colpi diretti alla testa dei giovani, e anche al cuore».

ali khamenei

 

 

 

(...)

 

L’ong Human Rights Activists News Agency parla di almeno 65 morti dall’inizio delle proteste, tra cui 49 civili, mentre gli arresti sarebbero oltre 2.300. Si tratta di numeri parziali perché il blackout impedisce di avere un quadro completo della situazione. Ci sono morti anche tra le forze di sicurezza, riferisce la ong Hengaw.

 

Fonti tra gli attivisti confermano a Repubblica che alcune organizzazioni di camionisti sono entrate in sciopero e che da oggi altri settori produttivi potrebbero unirsi, rispondendo all’appello di Pahlavi che ha chiesto ai lavoratori dell’industria, del petrolio, ai professionisti di bloccare il Paese. Mentre il ministro degli Esteri Abbas Araghchi accusa Stati Uniti e israeliani di essere dietro le rivolte e di fomentare un disegno eversivo, il presidente Masoud Pezeshkian, che pure aveva avuto nei primi giorni un atteggiamento più morbido con i manifestanti, per ora tace.

 

Ieri sera era stato annunciato un suo discorso: cancellato, potrebbe tenerlo oggi. Intanto il sistema prepara la sfida nelle piazze e indice una manifestazione a sostegno della repubblica islamica per domani. Mostreranno i muscoli, sarà senz’altro molto partecipata, ma sarà l’unica cosa che gli iraniani potranno vedere sulla tv megafono del potere.

 

iran proteste manifestanti

ALI KHAMENEI

Estratti dell’articolo di Andrea Nicastro per corriere.it

 

(...) Ieri la Guida Suprema dell’Iran, l’ayatollah Ali Khamanei, è comparso come sempre al suo pubblico di donne in chador nero e uomini in grigio. Nelle strade i suoi sgherri tagliano internet, sparano ai manifestanti e li arrestano, eppure Khamenei ha detto che «quel mucchio di vandali vuole solo fare un favore a Trump». Forse un giorno gli storici dovranno spiegare la miopia di chi non capisce di avere i giorni contati. Forse no. 

 

trump

La Casa Bianca sa di non poter invadere l’Iran. Dopo l’esperienza dell’Iraq e dell’Afghanistan, non vuole morti americani all’estero. Anche l’idea della proxy war, la guerra fatta combattere a qualcun altro, è fallita dopo 10 anni di scontri tra Iraq e Iran. Il presidente Trump ha annunciato una linea rossa: se la repressione sarà sanguinosa, le «meravigliose armi americane» difenderanno gli insorti. Tradotto: bombe. Negli anni passati i dissidenti iraniani hanno osteggiato l’ipotesi. La premio Nobel Shirin Ebadi è rimasta ferma sulla «non interferenza», ma la protesta 25-26 è diversa anche sotto questo aspetto. Reza Ciro Pahlavi, il figlio dell’ultimo scià, è più ambiguo sull’intervento straniero. Esule tra Los Angeles e Parigi, lancia appelli online alla rivoluzione, ha un seguito rilevante tra gli expat e in strada si sentono cori chiedere il suo ritorno. Il 13 gennaio secondo influencer trumpiani sarà a Mar-a-Lago, la reggia di Trump in Florida. 

 

Due gli scenari: quello libanese-venezuelano e quello siriano. Il primo è un mix di intelligence e cacciabombardieri per individuare ed eliminare i vertici del nemico. L’ha sperimentato Israele contro i filo iraniani di Hezbollah in Libano e l’ha «americanizzato» Trump con il rapimento del presidente venezuelano Maduro. Via la «testa del serpente», la speranza è che il corpo cambi atteggiamento. Senatori americani parlano apertamente di «uccidere Khamenei». Trump non si pone limiti di legalità. Il secondo scenario prevede di finanziare e armare qualsiasi gruppo ostile al regime. 

 

reza pahlavi

 

TRUMP

Estratti di Paolo Mastrolilli per repubblica.it

 

Potrebbe cominciare sequestrando le petroliere iraniane, il presidente Trumpcome sta facendo con quelle venezuelane o russe. È il suggerimento che la pagina degli editoriali del Wall Street Journal ha dato al capo della Casa Bianca, mentre gli Usa alzano il livello della minaccia contro gli ayatollah, se risponderanno alle proteste in corso con una repressione violenta.

 

Boicottare l’industria dell’energia non costerebbe molto, a parte i riflessi sui mercati mondiali del greggio, e non richiederebbe un massiccio intervento militare, ma darebbe un colpo potenzialmente fatale al regime islamico. Il New York Times però ha scritto che il Pentagono ha già presentato a Trump una lista dei possibili obiettivi, che includono anche strutture non militari a Teheran. Lui non ha deciso, ma potrebbe farlo ora in ogni momento.

donne iraniane si accendono sigarette bruciando la foto di khamenei

 

(...)

donne iraniane si accendono sigarette bruciando la foto di khamenei donne iraniane si accendono sigarette bruciando la foto di khamenei PROTESTE IN IRAN PROTESTE IN IRAN iran manifestanti 45

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