I MIEI MIGLIORI NEMICI - IL BANANA DECADUTO GUARDA A BEPPEMAO E A RENZIE FONZIE PER FAR SALTARE GOVERNO E PARLAMENTO (E BLINDARE IL BIPOLARISMO)

Carmelo Lopapa per "la Repubblica"

PROVARE a scardinare tutto, governo e Parlamento, giocando di sponda con Grillo. E stringere allo stesso tempo un'intesa elettorale col Pd di Renzi già nelle prossime settimane.

Le elezioni anticipate non ce le danno, ma dobbiamo approvare un nuovo sistema con chi in Parlamento è per il bipolarismo, il governo non ci dovrà mettere mano» catechizza i suoi Silvio Berlusconi, per nulla rassegnato.

Vuole fare in fretta comunque, per trascinare il Paese al voto prima del "blackout" della presidenza Ue italiana. È la strategia borderline di un Cavaliere per metà extraparlamentare per metà con ambizioni riformiste. Il ritorno alle urne, unica bussola. La convention di oggi all'Auditorium della Conciliazione, del resto, il lancio dei mille (nel frattempo lievitati a «tremila») club "Forza Silvio" non è altro che una nuova tappa della lunga campagna elettorale aperta il giorno della decadenza.

Evento da contrapporre alle primarie e all'incoronazione di Matteo Renzi e in cui non si vedrà alcun parlamentare forzista, nessun posto riservato loro in platea. E infatti diserteranno tutti, fatta eccezione per Deborah Bergamini, nuovo responsabile comunicazione, e Annagrazia Calabria, a capo dell'organizzazione dei giovani. Che poi saranno protagonisti, a beneficio di telecamere, tra i 1.700 che gremiranno la sala a due passi dal Vaticano.

Mastica amaro la vecchia guardia del partito, falchi e lealisti compresi. Allarmati in queste ore anche dall'ascesa di due nuove stelle nella costellazione berlusconiana. Marcello Fiori, a cui fanno capo i club: sua l'organizzazione della kermesse di oggi pomeriggio e lui sarà tra i pochi a salire sul palco assieme ai giovani.

E poi Giovanni Toti, direttore di Tg4 e Studioaperto, ormai con un piede in Forza Italia e consigliere tra i più ascoltati. Berlusconi è assai preso e galvanizzato dal bagno di folla under 30 allestito per oggi, raccontano, è rimasto ieri a Roma per lavorarci. Si lancerà in un nuovo sermone antigiudici ma intenzionato a giocare davanti ai ragazzi la carta dell'entusiasmo, «stile ‘94». Ai dirigenti e parlamentari di Forza Italia ha lasciato il compito di tenere ieri conferenze stampa in tutte le province.

Chi lo ha sentito nelle ultime ore spiega che per la prima volta il capo è con la testa sul nuovo sistema elettorale, nonostante le ritrosie di sempre su listini, preferenze e quozienti. Ha sentito già numerosi esperti. Gli hanno spiegato che votare con le Europee a maggio sarebbe possibile, ora che alle politiche anche in Italia si voterà in un solo giorno.

E allora bisogna aprire subito il tavolo della riforma. Non ha ancora un'idea chiara sul sistema, ha preso davvero in considerazione un ritorno al Mattarellum, comunque convinto che «bisogna lavorarci in Parlamento con tutti coloro che credono nel bipolarismo: il governo deve starne fuori». Devono starne fuori Letta e Alfano, insomma. Denis Verdini sponsorizza lo spagnolo: il 20 per cento (150 parlamentari) eletto col proporzionale in liste bloccate, il restante 80 con collegi e preferenze per scegliere tra 4-5 deputati.

Una sola la linea guida, per dirla con Deborah Bergamini: «Guai a tornare agli obbrobri della Prima Repubblica». «E mai doppio turno al quale si presenterebbe meno della metà degli italiani come alle ammini-strative » è il paletto del responsabile elettorale Ignazio Abrignani. I giochi si apriranno in settimana, quando il Pd avrà un leader che, ne è certo Berlusconi, «ha il nostro stesso interesse ad andare presto al voto».

Su governo e Quirinale il Cavaliere vuole tenere alta la tensione. Lascia che siano i suoi a sparare sull'impeachment a Napolitano, dalla Santanché a Brunetta a Minzolini. Come sulla storia dei 148 «parlamentari abusivi della sinistra» sui quali i giornali di area hanno già avviato la campagna. «Nella nota di venerdì non ce l'avevo col Colle, ma con la Consulta » ha provato a minimizzare ieri coi suoi, ai quali ha anche spiegato che va bene Grillo, «Ma non possiamo dare l'impressione di inseguirlo su tutto».

Va bene puntare sull'anti-politica, insomma, ma quella metà di campo è già occupata dal comico e bisognerà pur distinguersi per raccogliere voti. Sulla kermesse di Angelino Alfano ha buttato giusto un occhio. Sarcastico il commento di Berlusconi: «Anche al lancio di Fli c'era tanto entusiasmo».

 

RENZI E BERLUSCONIBILD GRILLO E BERLUSCONI ACCUSATI DI ESSERE POLITICI CLOWN IN GRADO DI DISTRUGGERE LEURO grillo RENZIBEPPE GRILLO SBERTUCCIA RENZI E LE NONNE

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