SOTTO IL BANANA NIENTE: IL CENTRODESTRA ITALIANO “DOPATO” DA BERLUSCONI

Claudio Cerasa per Rivista Studio http://www.rivistastudio.com/editoriali/politica-societa/il-centrodestra-non-esiste/

A due mesi dalla nascita del governo Letta, e a poco più di tre mesi dalle ultime elezioni, si può dire con una buona dose di razionalità che il centrodestra italiano è una realtà politica che, con rispetto parlando, vive all'interno di una nuvola che riesce a non perdere quota solo grazie a uno stupefacente di nome Berlusconi. La diciamo grossa ma almeno così attiriamo la vostra attenzione e siamo certi che ci seguirete nel ragionamento.

Mettiamola così: i sedicenti liberali italiani, quelli che prima si sono ritrovati sotto le bandiere di Forza Italia, che poi sono passati sotto le bandiere del Pdl e che ora stanno tornando sotto le bandiere di Forza Italia, vivono da vent'anni sotto l'effetto del doping berlusconiano. Senza il doping, come si è visto alle ultime elezioni comunali, il centrodestra non esiste.

Con il doping, come si è visto alle ultime politiche, il centrodestra riesce ancora a rimanere in gara ma solo perché il suo avversario ha passato tre mesi a darsi allegre e spensierate bottigliate in mezzo alle gambe (a meno che non siete tra quelli che credono davvero alla favola della straordinaria rimonta del Pdl alle ultime elezioni...).

Oggi però, vuoi per questioni anagrafiche vuoi per questioni di carattere giudiziario, l'eterna e irrisolta questione del che succede se il centrodestra dovesse improvvisamente ritrovarsi priva del suo capo, e dunque del suo doping, esiste più di prima, esiste ogni giorno di più, ed esiste, e preoccupa, perché, molto semplicemente, il Pdl senza Berlusconi non c'è: non c'è un progetto culturale credibile, non c'è un leader futuro plausibile, non c'è una struttura autonoma, non c'è una classe dirigente in grado di poter correre con le proprie gambe, non c'è un percorso tracciato da seguire, insomma, niente, il centrodestra non esiste, è sparito, puf.

In questo deprimente quadro clinico, e per certi versi comico, pesa il fallimento del sogno liberale che ha permesso al centrodestra di crescere a metà degli anni novanta. Ma pesa ancora di più il modo in cui la corte di Berlusconi non è riuscita a sottrarsi alla stessa patologia che negli anni ha colpito il centrosinistra: costruire la propria identità non attraverso la declinazione di proprie policy ma attraverso la pura e semplice e pigra contrapposizione a un altro progetto politico.

E qui arriviamo al secondo doping di cui ha usufruito in questi anni il centrodestra, doping gentilmente concesso dagli amici del centrosinistra. In nome della vecchia teoria della divisione degli elettori in grandi scompartimenti stagni, non comunicanti gli uni con gli altri, il centrosinistra da anni evita con cura di "rubare temi" agli avversari, e così facendo, rivolgendosi dunque solo al proprio elettorato, ha regalato continuamente praterie politiche agli avversari, dando dunque così la possibilità al centrodestra di poter trasformare il proprio "no" (no alle patrimoniali, no a nuove tasse, no alla sinistra che vuol far piangere i ricchi", "no a una sinistra che vuole spendere e spandere") in un preciso progetto politico.

Oggi questa rendita di posizione di cui ha goduto per anni il centrodestra comincia a perdere consistenza (complice il salutare scontro tra leader nel Pd), e il popolo della libertà, o come diavolo si chiamerà, deve dunque necessariamente trovare qualcuno che rileggitimi il centrodestra deleggittimando chi questo centrodestra lo ha portato alla situazione di oggi.

A Berlusconi dunque serve una nuova corte dei miracoli, che riesca nell'impresa di creare attorno al suo leader un nuovo progetto, una nuova squadra. Pensare di riconquistare una parte del paese dicendo no imu, no iva, no comunisti, no Vendola è un insulto ai propri elettori.

Al centrodestra occorre una cura da cavallo per cominciare a correre senza doping. Servono nuovi leader, servono nuovi imprenditori, servono nuovi strumenti, nuovi centri studi, nuovi creativi, nuovi spin doctor (magari non quelli di Monti) nuove idee, nuove storie da raccontare, nuove strategie per rubare temi al Centrosinistra e per fare concorrenza già da oggi al prossimo probabile candidato premier del Pd, ovvero Matteo Renzi.

O si fa così oppure, molto semplicemente, il popolo di Berlusconi prima o poi si ritroverà in overdose da doping, e regalerà il paese a Vendola e Fassina. Ne vale la pena?

 

silvio berlu occhiali berlusconi e alfano santanche e berluBRUNETTA E BERLUSCONI RENZI E BERLUSCONIENRICO LETTA E SILVIO BERLUSCONI

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