IL BANANA RASSEGNATO - BERLUSCONI VERSO L’AFFIDAMENTO AI SERVIZI SOCIALI, E’ L’UNICO MODO PER EVITARE LO SMACCO DELLE MANETTE

Giovanni Bianconi per "Il Corriere della Sera"

Quando l'avvocato Franco Coppi ha provato a spiegarglielo, la settimana scorsa ad Arcore, Silvio Berlusconi mostrava di non crederci. «Ma com'è possibile?». «È possibile perché c'è una condanna definitiva, e per quanto la consideriamo ingiusta è valida e dev'essere applicata», ha risposto il legale.

Quindi, se l'ex premier prima del prossimo 15 ottobre non chiederà l'affidamento in prova ai servizi sociali, l'indomani si presenteranno da lui due carabinieri, lo porteranno nella stazione più vicina, gli faranno le foto segnaletiche di faccia e di profilo, prenderanno le sue impronte digitali e poi lo accompagneranno di nuovo a casa, nella veste di detenuto agli arresti domiciliari.

Tutto questo avverrà in automatico se nel frattempo il Senato avrà votato la decadenza di Berlusconi in base alla cosiddetta «legge Severino» (di qui il tentativo del Pdl di prendere tempo in commissione). Se invece l'ex capo del governo fosse ancora un senatore in carica, ci vorrà la ratifica dell'arresto da parte dell'assemblea di Palazzo Madama.

Ma il voto non riguarderà più l'interpretazione della legge, la sua costituzionalità o i ricorsi alle corti europee; si tratterà solo di votare l'applicazione della sentenza, e sarà difficile trovare argomenti per convincere la maggioranza a respingere l'esecuzione della pena.

Dopodiché, l'idea di un Berlusconi che esercita l'attività di leader politico dagli arresti domiciliari - preconizzata da qualcuno in questi giorni con viavai di politici in casa, telefonate continue, proclami televisivi e iniziative d'altro tipo - non sembra di semplice realizzazione.

Tutt'altro. È stato ancora Coppi a illustrare la situazione all'incredulo condannato: da detenuto, anche per incontrare i suoi figli dovrà chiedere il permesso al giudice. Perché sono residenti altrove, e dunque potranno parlargli solo previa autorizzazione, in giorni predefiniti e per tempi limitati. Saranno interdetti i contatti con chiunque non abiti nella casa-prigione, a parte due avvocati di fiducia.

Anche il fido Gianni Letta, per dirne uno, dovrà rivolgersi al magistrato di sorveglianza specificando i motivi dell'incontro, come ogni altro consigliere, amico, esponente politico (deputati e senatori normalmente possono entrare in carcere in virtù del sindacato ispettivo che compete al loro ruolo, ma non nelle abitazioni dei reclusi ai domiciliari).

La schiera dei domestici, probabilmente, dovrà essere ridotta e selezionata rispetto all'attuale composizione. E il luogo della detenzione, verosimilmente, non potrà essere Arcore dove c'è un hangar con relativo elicottero pronto a levarsi in volo, bensì la residenza romana di palazzo Grazioli. O qualche altra casa dove non ci siano tentazioni di fuga così a portata di mano.

Tutto questo consiglierebbe Berlusconi a scegliere quanto prima la strada del lavoro socialmente utile, alternativo alla detenzione, che il leader del Pdl ha finora mostrato di non gradire poiché la considera una forma di accettazione della condanna che lui insiste nel voler rifiutare. Inoltre l'affidamento in prova - che in ogni caso dev'essere accordato dal giudice - significherebbe cominciare a scontare la pena (un anno, grazie all'indulto, ridotto a nove mesi dall'ulteriore sconto garantito dalla legge penitenziaria).

Un pre-requisito necessario, in teoria, all'eventuale concessione della grazia, unico rimedio rispetto all'altra spada di Damocle che pende sul capo di Berlusconi: l'interdizione dai pubblici uffici che la corte d'appello di Milano si appresta a rideterminare secondo le indicazioni ricevute dalla corte di cassazione.

Indipendentemente dall'esito della procedura per la decadenza, l'interdizione - che arriverà tra poco più d'un mese, e si prevedono spazi molti stretti per un ulteriore ricorso di legittimità - riproporrà il tema dell'uscita di Berlusconi dal Senato. Legata anch'essa a un voto di ratifica che, considerati i rapporti di forza a Palazzo Madama, pare abbastanza scontato.

Senza la grazia e senza immunità parlamentare, insomma, Berlusconi tornerà ad essere un condannato come gli altri. E un imputato e indagato come gli altri, nei procedimenti ancora aperti. Con tutti i rischi del caso: non solo gli ipotetici arresti preventivi, da più parti paventati, ma anche perquisizioni e possibilità di intercettazioni dirette.

 

SILVIO BERLUSCONI FRANCO COPPI COPPI franco berlu in tribunale FRANCO COPPI SILVIO berlusconigianniletta Palazzo Grazioli

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte matteo renzi alessandro onorato silvia salis

DAGOREPORT – CON L'ARMATA BRANCA-MELONI TRAVOLTA DAL BOMBASTICO VANNACCI E DA MILLE PROBLEMI IRRISOLTI, CONTINUA L'IRRESPONSABILE TAFAZZISMO DELL'OPPOSIZIONE - LA DISFIDA TRA SCHLEIN E CONTE PER CHI SARÀ IL CANDIDATO PREMIER ALLE POLITICHE 2027: CHE FARE? PRIMARIE ''SECCHE'' O CON BALLOTTAGGIO? - RIPIENA COME UN BIGNÉ DI AMBIZIONE, ELLY SA BENISSIMO CHE SOLO VINCENDO LE PRIMARIE HA LA GARANZIA DI POTER UN DÌ TRASLOCARE A PALAZZO CHIGI. ALTRIMENTI, UNA VOLTA APERTO IL TAVOLO CON I LEADER DEL CAMPOLARGO, FINIREBBE SUBITO MESSA DA PARTE COME PREMIER, A FAVORE DI UNA PERSONALITÀ CON CAPACITÀ DI GOVERNO - RINGALLUZZITA DA FRANCESCO BOCCIA E DAL SUO CIRCOLETTO DEL NAZARENO (I VARI BONAFONI, TARUFFI, BRAGA, FURFARO), ELLY NON SI RENDE CONTO DI POTER VANTARE, COME SUA UNICA ESPERIENZA POLITICA, IL RUOLO DI ‘’ASSESSORE CON DELEGHE AL WELFARE E AL COORDINAMENTO DI UN NUOVO PATTO PER IL CLIMA’’ DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA: UN PO' POCO PER OCCUPARSI DELLA GOVERNANCE DI UN PAESE ALLA FRUTTA - A FAVORE DI ELLY: L'ALLEANZA CON M5S E LA NECESSITA' DI DAR VITA ALLA ''TERZA GAMBA'' CENTRISTA - IL CASO SALIS - RENZI, "IL MALE NECESSARIO" PER MANDARE A CASA I MELONI MARCI...

legge elettorale giorgia meloni roberto zaccaria vannacci

DAGOREPORT – SALVATE IL SOLDATO MELONI DAL PANTANO DELLA LEGGE ELETTORALE! - SE VUOLE DAVVERO ANDARE AL VOTO NELL’APRILE 2027, MELONI HA UN’UNICA OPZIONE: AFFOSSARE IL SUO MELONELLUM – ANCHE SE VENISSE APPROVATO A FINE LUGLIO, CON IL CONSEGUENTE RICORSO ALLA CORTE COSTITUZIONALE,  I TEMPI TECNICI PER ANDARE ALLE URNE IN PRIMAVERA SONO UN SOGNO – IN PIU’ IL FATTORE VANNACCI HA FATTO SALTARE I PIANI DELLA DUCETTA SUL PREMIO DI MAGGIORANZA - CHE FARE? NIENT'ALTRO CHE ASPETTARE I TEMPI BIBLICI DELLA CONSULTA E VOTARE A OTTOBRE - ALTRIMENTI, TENERSI L'ATTUALE SISTEMA ELETTORALE VUOL DIRE PER GIORGIA E CAMERATI RITORNARE A LEGGERE TOLKIEN A COLLE OPPIO.....

antonio marano simona agnes roberto sergio giampaolo rossi rai meloni

DAGOREPORT – RAI, CHE BORDELLO! COME SI E' ARRIVATI ALLE DIMISSIONI IN BLOCCO DEI COMPONENTI DELLA COMMISSIONE VIGILANZA? - È STATO SOLO L’ULTIMO TASSELLO DI UN DOMINO CHE NASCE CON IL PENSIONAMENTO, PREVISTO A NOVEMBRE, DEL DIRETTORE GENERALE ROBERTO SERGIO - LA DESTRA AVEVA CONVINTO LA GIANNILETTA-DIPENDENTE SIMONA AGNES A PRENDERE IL SUO POSTO, DIMETTENDOSI DAL CDA RAI - MOSSA CHE AVREBBE PERMESSO A TELEMELONI DI POTER FARE BINGO PRENDENDO, DOPO L'AD ROSSI, ANCHE IL PRESIDENTE - FIUTATA L’ARIA DI FREGATURA, I PARLAMENTARI DELLA VIGILANZA HANNO RIMESSO IL LORO MANDATO – PALINSESTI THRILLER: DOMANI SARANNO PRESENTATI I PROGRAMMI DELLA NUOVA STAGIONE, MA MOLTI CONTRATTI ANCORA NON SONO STATI NEMMENO FIRMATI…

giorgia meloni carabinieri

FLASH – I MARANZA SCATENANO IL PANICO NELLE STRADE DI ROMA, GLI APPARTAMENTI VENGONO SVALIGIATI E LE STAZIONI SONO UN SUK DOVE NON SI PUÒ GIRARE DA SOLI. E IL GOVERNO TUTTO LEGGE E SICUREZZA CHE FA? A FEBBRAIO IL COMANDANTE GENERALE DEI CARABINIERI, SALVATORE LUONGO, LANCIÒ L’ALLARME: “C’È UNA CARENZA DI QUASI 10.200 UNITÀ, CORRISPONDENTE ALL'8,5% DELLA FORZA PREVISTA DALLA LEGGE”. SONO PASSATI 5 MESI: COSA HA FATTO GIORGIA MELONI? AVRÀ ASSUNTO I MILITARI CHE SERVONO A CONTRASTARE L’EMERGENZA SICUREZZA? L’HA CAPITO CHE LE PROSSIME ELEZIONI SI GIOCANO SU QUESTO TEMA?

friedrich merz afd cdu

FLASH – COSA SUCCEDERÀ IN GERMANIA, ORA CHE LA LOCOMITIVA TEDESCA È DERAGLIATA? CI SONO I 100MILA LICENZIAMENTI DI VOLKSWAGEN, SIEMENS TAGLIERÀ ALMENO 6MILA POSTI DI LAVORO E IL GOVERNO DI QUELLO STOCCAFISSO DI FRIEDRICH MERZ È IN BAMBOLA. LA POPOLARITÀ DEL CANCELLIERE È IN CADUTA LIBERA E I POST-NAZISTI DI AFD SONO ORMAI IL PRIMO PARTITO – AD ANGOSCIARE IL GOVERNO DI BERLINO C’È ANCHE IL DOSSIER COMMERZBANK: VISTA L’ARIA CHE TIRA, SI TEME CHE LO SFORBICIATORE ANDREA ORCEL, ORA CHE UNICREDIT HA IL CONTROLLO DELLA BANCA TEDESCA, MANDI A CASA MIGLIAIA DI PERSONE…

donald trump benjamin netanyahu

FLASH – LA STRATEGIA ELETTORALE DI NETANYAHU? BOMBARDARE! “BIBI” CONTINUA A MARTELLARE IL LIBANO PER RISALIRE NEI SONDAGGI, IN VISTA DELLE ELEZIONI DI OTTOBRE, MA ORMAI IL SUO DESTINO SEMBRA SEGNATO – ANCHE DONALD TRUMP GLI HA CONSEGNATO UN BEL “VAFFA”: IL TYCOON HA CAPITO CHE DEVE PUNTARE LE SUE FICHES SU UN GOVERNO DI CENTRODESTRA CHE ABBIA UN PREMIER MENO COMPROMESSO DI “BIBI”. LO SPARTIACQUE CHE HA PORTATO TRUMP A SCARICARE NETANYAHU È STATO IL NO ALLA GRAZIA DA PARTE DEL PRESIDENTE ISAAC HERZOG…