atac

BENVENUTI NELLA LA ROMA DEL TREMILA. COME I DIPENDENTI CHE OGNI GIORNO NON VANNO AL LAVORO - TRA MALATTIE, PERMESSI, LICENZE PER ANDARE A MESSA, IL 13% DEI LAVORATORI DELLE CONTROLLATE DEL COMUNE (ATAC, AMA, ECC) NON SI PRESENTA. A MILANO IL TASSO È LA METÀ - NEI DEPOSITI DEI MEZZI PUBBLICI ORA SI TAGLIA IL BARBIERE E PURE LA MENSA TRABALLA: IL POTENTE SINDACATO RIUSCIRÀ A INTERVENIRE?

 

 

1. IN 3 MILA ASSENTI OGNI GIORNO LO SCANDALO DELLE PARTECIPATE

Lorenzo De Cicco Giuseppe Gioffreda per il Messaggero

 

Tra malattie, permessi 104, fantasiose licenze per andare a messa o «per fare il trasloco» (con autocertificazione, ça va sans dire), nella galassia delle aziende del Campidoglio si assenta ogni giorno quasi il 12,6 per cento dei dipendenti. Sia chiaro: ferie e riposi settimanali esclusi.

 

VIRGINIA RAGGI E ANDREA MAZZILLOVIRGINIA RAGGI E ANDREA MAZZILLO

Significa che lasciano sguarniti i turni tra autisti di bus, netturbini o impiegati quasi 3mila addetti su 22.700: uno ogni otto. Questo tenendo in considerazione soltanto le società partecipate al 100 per cento dal Comune di Roma. È contro di loro che ora rischia di abbattersi il «pugno di ferro» minacciato l' altro ieri dalla sindaca Virginia Raggi, ospite al forum del Messaggero. Una mossa per provare a «spazzare via le sacche di inefficienza» da una ridda di enti che ogni anno succhiano diversi miliardi di euro alle già disastrate casse di Palazzo Senatorio.

 

I NUMERI

In questo inglorioso ranking dell' assenteismo, sul gradino più alto del podio c' è l' Ama, la municipalizzata dei rifiuti. L' ultimo report trimestrale sulle assenze ha certificato che ogni giorno dà forfait il 14,9 per cento dei lavoratori. All' Atac, la malandata azienda dei trasporti pubblici su cui pesa un debito monstre da 1,2 miliardi di euro, invece il tasso di assenza è del 12,1 per cento, quasi il doppio dell' omologa partecipata milanese, la Atm, dove non si presenta al lavoro il 6,8 per cento del personale.

AUTISTA ATAC 2AUTISTA ATAC 2

 

Considerando che Atac ha quasi 12mila dipendenti, vuol dire che quasi 1.400 lavoratori disertano i turni. Di questi, 750 sono autisti o macchinisti, oltre la metà dei quali non timbra il cartellino lamentando «problemi di salute». Una delle percentuali più alte è quella dei macchinisti (12,5 per cento di assenze), con le malattie che pesano per il 5,5 per cento e i permessi legati alla legge 104 per il 2,5 per cento.

 

Ancora peggio va ad Aequa Roma, l'«Equitalia» del Campidoglio, che dovrebbe scovare i furbetti che evadono le tariffe comunali. Qui si assenta il 14,2% dei dipendenti. E allora forse non è un caso che il 90% delle controversie di medio e grande importo venga smaltito in ritardo, come ha certificato un rapporto interno.

 

AUTISTA ATAC 1AUTISTA ATAC 1

Come si spiega questa abnorme proliferazione di assenze? Sicuramente le malattie hanno un peso determinante (all' Ama sono il 7,3 per cento), ma accanto alla pioggia di certificati medici che ogni giorno invadono gli uffici del Personale delle varie società comunali, c' è una sfilza di permessi e congedi dalla natura quantomeno singolare.

 

Qualche esempio: ad Aequa Roma il Natale e la Pasqua si festeggia in anticipo. Ai 300 dipendenti infatti da anni viene concesso un permesso (retribuito, ovviamente) per assistere alla messa in occasione delle due maggiori festività cristiane.

 

Quando? Ovviamente non nei cosiddetti «super-festivi», quando i dipendenti pubblici sono naturalmente a riposo. Questa speciale licenza «per le messe», come si legge nell' ultimo contratto decentrato che risale al giugno del 2007, viene elargita a chi partecipa alle cerimonie «nei giorni precedenti l' evento». Ci si assenta per celebrare la festa, prima della festa stessa. Pensare che Aequa Roma già riconosce ai suoi lavoratori 72 ore di permessi retribuiti all' anno, che si aggiungono alle 32 ore previste dal contratto nazionale della categoria.

MONNEZZA A ROMAMONNEZZA A ROMA

 

All' Adir, la Mutua assicuratrice di cui Roma Capitale possiede il 74% (il resto è di Atac e Ama), le assenze sfiorano il 10 per cento (9,96 per cento). Nel contratto dei 78 dipendenti è previsto un giorno di riposo, sempre pagato, per chi fa il trasloco. Non c' è bisogno di mostrare le foto degli scatoloni, basta un autocertificazione in cui si fa cenno al «cambio di abitazione». Fino a qualche tempo fa chi lavorava alle Assicurazioni capitoline aveva diritto, si fa per dire, anche a una «pausa colazione» (15 minuti al giorno) e di un' ora al mese di licenza per andare al bancomat («operazioni bancarie», recitava il contratto).

 

MONNEZZA ROMAMONNEZZA ROMA

A Risorse per Roma, la partecipata romana a cui tocca gestire l' immenso patrimonio immobiliare del Comune, oltre 40mila tra appartamenti e locali, i 640 dipendenti fino a un paio di anni fa godevano di 40 ore di permessi l' anno per le visite mediche di nonni, fratelli e nipoti. «Senza necessità di giustificazione oraria».

 

Permesso abolito, insieme a tanti altri, dall' attuale presidente e amministrazione delegato, Massimo Bartoli. Il risultato qual è? Oggi Risorse è la municipalizzata capitolina con il tasso di assenze più basso, e per distacco. Appena il 4 per cento. Una mosca bianca nello sciame delle malconce partecipate di Roma. Infatti Bartoli ha appena rassegnato le sue dimissioni.

 

 

2. NEI DEPOSITI C' ERA ANCHE IL BARBIERE: 5 EURO LA SFORBICIATA DURANTE IL LAVORO

Lorenzo De Cicco per il messaggero

 

 

Barba e capelli? Cinque euro. Ma la sforbiciata, adesso, tocca ai barbieri dell' Atac. Pochi lo sanno, ma autisti e macchinisti della più grande partecipata dei trasporti d' Italia, da anni, possono andare dal parrucchiere direttamente sul posto di lavoro.

artigiani barbiereartigiani barbiere

Mentre aspettano di montare sul bus o, non troppo di rado, perfino quando risultano in malattia. Basta affacciarsi nei locali riservati dentro i depositi, da Tor Vergata a Tor Sapienza.

 

Adesso però ai barbieri toccherà appendere le forbici al chiodo.

Venerdì scorso infatti l' amministratore unico della società, Manuel Fantasia, ha firmato una circolare in cui si legge che Atac «non ha interesse a mantenere attivo il servizio attualmente svolto nei locali barberie». Ecco perché «i locali occupati - c' è scritto nel provvedimento - dovranno essere resi liberi da persone e cose entro e non oltre il 31 luglio 2017».

 

IL RUOLO DEI SINDACATI

A ricevere la circolare è stato il Dopolavoro, il cartello dei sindacati che per decenni ha gestito le mense aziendali senza contratto, ma ricevendo milioni su milioni dalla società del Campidoglio. Che pagava al buio, senza nessun controllo su quanti pasti venissero effettivamente distribuiti ai dipendenti. Una commessa su cui infatti sta indagando la Procura di Roma, dopo l' esposto presentato dall' ex direttore generale, Marco Rettighieri. E infatti anche le mense ora sono in via di smantellamento.

 

Le barberie erano dunque in mano all' organizzazione dei sindacati, evidentemente intenzionati a difendere l' inalienabile diritto di sfoggiare l' ultimo hairstyle prima di entrare in cabina di guida. Il problema è che spesso ad accomodarsi sulle poltroncine del parrucchiere, a prezzi popolari, era anche chi per l' azienda risultava in permesso o addirittura in malattia.

 

PIETRO SPIRITOPIETRO SPIRITO

Un esempio? L' ex direttore operativo della municipalizzata, Pietro Spirito, che sul disastro di Atac ha scritto un libro, Trasportopoli, racconta di avere scovato dal barbiere della rimessa di Acilia, qualche anno fa, un autista che aveva disertato i turni per «motivi di salute». Racconta Spirito: «Appena uscito dal salone barbiere in canottiera e sandali, rivolgendosi agli altri colleghi presenti nel piazzale, esclama: Aho! Me ne torno ar mare. Del resto sto in malattia, e me devo curà. Se vedemio, buon lavoro a tutti».

 

Ovviamente il malcapitato dirigente provò a reagire, chiedendo le generalità per procedere a una contestazione disciplinare. Risposta: «Faccia pure, tanto finirà nel nulla».

E aveva ragione. Ricorda ancora Spirito: «La mia contestazione disciplinare si arenò nelle secche di una procedura organizzativa aziendale orientata a tutelare i peggiori comportamenti dei dipendenti, soprattutto quando sono sotto l' ala protettiva del sindacato».

 

LO STOP

Ma, come per le mense ormai «in crisi di scorte» (quella di via Prenestina ha già chiuso i battenti), anche per i barbieri è arrivato il momento di smobilitare.

ATACATAC

Questo almeno chiedono i nuovi vertici dell' azienda. La missiva spedita dall' amministratore unico al Dopolavoro infatti avverte che se i locali non verranno liberati, «il Dopolavoro sarà ritenuto responsabile per ogni danno conseguente al protrarsi dell' illegittima permanenza degli attuali occupanti». E Atac si tutelerà nelle sedi legali. Forse è il caso di darci un taglio.

 

 

 

Ultimi Dagoreport

luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi mps

DAGOREPORT - FERMI TUTTI! LA VITTORIA DI CALTAGIRONE AL PALIO BANCARIO DI SIENA NON APPARE SCONTATA: LA LISTA ALTERNATIVA DI TORTORA-LOVAGLIO RIAPRE I GIOCHI – TUTTO GIRA INTORNO ALLA DECISIONE DELLA HOLDING DELFIN, PRIMO SOCIO DI MPS COL 17,5%: VOTERÀ LA LISTA DEL CDA IN COMPAGNIA DI CALTAGIRONE O SI ASTERRÀ? – MA ANCHE L’ASTENSIONE DEL GRUPPO GUIDATO DA UN FRANCESCO MILLERI SEMPRE PIU' TERRORIZZATO DALL’INCHIESTA GIUDIZIARIA DI MILANO E DALLA LITIGIOSITÀ DEGLI OTTO EREDI DEL VECCHIO, POTREBBE GIOCARE A FAVORE DI LOVAGLIO - COME MAI IL PRESIDENTE DI MEDIOBANCA, VITTORIO GRILLI, SUGGERITO DA MILLERI, SI SAREBBE MOSSO A FAVORE DI LOVAGLIO? - COSA FARANNO GLI INVESTITORI ISTITUZIONALI CHE HANNO QUASI IL 60% DEL CAPITALE MPS? - CON LA QUOTA DEL 4,8%, IL MEF DI GIORGETTI E UN GOVERNO AZZOPPATO DALLA DISFATTA DEL REFERENDUM SI MUOVERANNO DIETRO LE QUINTE PER SOSTENERE UNO DEI CONTENDENTI O MANTERRANNO UNA RIGIDA NEUTRALITÀ? AH, SAPERLO…

maurizio gasparri antonio tajani paolo barelli forza italia fabrizio corona massimo giletti marina berlusconi

DAGOREPORT - QUANTE PROBABILITÀ HA MAURIZIO GASPARRI DI RESTARE NELLA COMMISSIONE DI VIGILANZA RAI? POCHE, POCHISSIME, QUASI ZERO - DI PIU': PER LA FELICITÀ DI GIANNI LETTA, L'EX CAPOGRUPPO DI FORZA ITALIA AL SENATO NON SARÀ PIÙ IL “PLENIPOTENZIARIO” DI TAJANI A VIALE MAZZINI. E COSI' NON POTRÀ PIÙ “SABOTARE” SIMONA AGNES - COME È ALTRETTANTO CERTO CHE SCOMPARIRANNO DALLE TRASMISSIONI RAI LE INNUMEREVOLI INTERVISTE DELL’EX COLONELLO AN DI FINI. COME NON ASSISTEREMO PIÙ ALLE OSPITATE "A TUTTO GAS" DI FABRIZIO CORONA IN CHIAVE ANTI MARINA E PIER SILVIO, DI CUI NE PAGA IL PREZZO L’INCAUTO MASSIMO GILETTI - SI SALVA (PER ORA) DALL’EPURAZIONE IL CAPOGRUPPO ALLA CAMERA DI FORZA ITALIA, PAOLO BARELLI. E UN GRAZIE LO DEVE RIVOLGERE AL FIGLIOLO GIANPAOLO SPOSATO CON FLAMINIA TAJANI - VIDEO: IL "FAR WEST" DI SALVO SOTTILE CON GASPARRI CHE SI SCAGLIA CONTRO "REPORT" DI RANUCCI

daniela santanche giorgia meloni giorgio mottola

DAGOREPORT - COME MAI LA FU “GIORGIA DEI DUE MONDI” HA DECISO LA “DESANTANCHEIZZAZIONE” DEL GOVERNO SOLO ADESSO, PUR AVENDO AVUTO A DISPOSIZIONE PIÙ DI TRE ANNI DI CASINI GIUDIZIARI PER METTERLA ALLA PORTA? - NON È CHE ALL’INDOMANI DELLA DISFATTA, MAGARI LEGGENDO UN POST SU FACEBOOK DI “REPORT” (‘’I SOLDI DELLA SOCIETA’ INDAGATA PER MAFIA A DANIELA SANTANCHE’ E LE OMBRE SUI “SALVATORI” DI VISIBILIA’’), LA PREMIER E IL SUO ENTOURAGE DI PALAZZO CHIGI HANNO SENTITO ODOR DI BRUCIATO E PRESO LA PALLA AL BALZO PER BUTTARE FUORI L’INSOSTENIBILE MINISTRO DEL TURISMO? GIÀ IL GIORNO DELLA SCONFITTA, IL RICHELIEU DI PALAZZO CHIGI, FAZZOLARI, AVEVA MESSO IN CONTO LA POSSIBILE REAZIONE DI UNA MAGISTRATURA RINGALLUZZITA DALLA VITTORIA, PREANNUNCIANDO CHE “L’AZIONE (DELLE TOGHE) POTREBBE DIVENTARE PIÙ INVASIVA" - E OGGI, LA PROCURA DI ROMA HA RICICCIATO IL CASO SOGEI CON PERQUISIZIONI AL MINISTERO DELLA DIFESA E IN UNA SERIE DI SOCIETÀ PUBBLICHE TRA CUI TERNA, RETE FERROVIARIA ITALIANA, POLO STRATEGICO NAZIONALE... - VIDEO DI GIORGIO MOTTOLA

radio deejay theodore kyriakou linus albertino

FLASH – THEO KYRIAKOU NON HA SCELTO A CASO DI ANDARE A MILANO PER IL DEBUTTO DA EDITORE DI “REPUBBLICA”: NEGLI STORICI STUDI DI VIA MASSENA C’È LA SEDE OPERATIVA DELLE RADIO DEL GRUPPO GEDI, CHE SONO L’UNICO ASSET CHE INTERESSA AL MAGNATE GRECO – QUEL VOLPONE DI KYRIAKOU, PIÙ FURBO DI ELKANN, HA DATO UNO ZUCCHERINO ALLA REDAZIONE DI “REP”, INCONTRANDO I GIORNALISTI E PROMETTENDO INVESTIMENTI. MA IL SUO VERO OBIETTIVO ERA IL FACCIA A FACCIA CON LINUS (DIRETTORE EDITORIALE DEL POLO RADIOFONICO): LA PRIORITÀ È METTERE A PUNTO UN PIANO PER DARE UNA RINFRESCATA A RADIO CAPITAL E RENDERE PIÙ COMMERCIALE LA DISCOTECARA “M2O”, DI CUI È DIRETTORE ARTISTICO ALBERTINO (FRATELLO DI LINUS)

netanyahu bin salman donald trump ghalibaf iran xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP HA DETTO UNA MEZZA VERITÀ NEL SOLITO MARE DI STRONZATE: UN NEGOZIATO CON L’IRAN C’È ED È BEN AVVIATO. IL GUAIO È CHE DOVEVA RIMANERE SEGRETO, COME SEMPRE QUANDO CI SONO TRATTATIVE COSÌ DELICATE – IL RUOLO DEL MEDIATORE SPETTA AL PAKISTAN, POTENZA NUCLEARE IN OTTIMI RAPPORTI CON L’ARABIA SAUDITA DI BIN SALMAN (CHE VUOLE ANNIENTARE IL REGIME IRANIANO) – IL TYCOON È PRONTO A SPEDIRE IL VICE JD VANCE: SAREBBE UN MESSAGGIO ALLA BASE CONTRARIA ALLA GUERRA (VANCE È UN’ISOLAZIONISTA) – NETANYAHU HA ABBASSATO LE PENNE DOPO CHE I MISSILI BALISTICI DEGLI AYATOLLAH HANNO BUCATO L’IRON DOME E SONO ARRIVATI A UN PASSO DALL’IMPIANTO NUCLEARE DI DIMONA, SU INDICAZIONE DELL’INTELLIGENCE CINESE …

putin trump orban zelensky droni ucraina

DAGOREPORT – IL MONDO È CONCENTRATO SULLE BOMBE DI TRUMP E NETANYAHU IN IRAN E SI È DIMENTICATO DEI POVERI UCRAINI: IERI PUTIN HA LANCIATO MILLE DRONI SU TUTTO IL PAESE, GLI USA CONTINUANO CON IL LORO PRESSING SU KIEV PER LA RESA E IL PRESTITO DA 90 MILIARDI DALL'UNIONE EUROPEA È BLOCCATO PER IL VETO DI ORBAN (IL 12 APRILE SI VOTA A BUDAPEST E FINO A QUEL GIORNO NON SE NE PARLA) – ZELENSKY SI SBATTE COME UN MOULINEX PER FAR CAPIRE AL TYCOON CHE IL FRONTE È UNICO (RUSSIA E IRAN SONO ALLEATI) MA QUELLO NON CI SENTE – L’ESERCITO UCRAINO IN QUATTRO ANNI DI GUERRA È DIVENTATO UNO DEI PIÙ AVANZATI AL MONDO: È L’UNICO CHE SA COME ABBATTERE I DRONI IRANIANI, E STA ADDESTRANDO I PAESI DEL GOLFO...