bergoglio congresso usa

BERGOGLIO, SEI MEGLIO DI FORLANI – NEGLI USA, CHI VOLEVA STRUMENTALIZZARE POLITICAMENTE IL PAPA RESTA CON UN PUGNO DI MOSCHE – FRANCESCO PARLA DI FAMIGLIA ED ECONOMIA SENZA REGALARE UN SOLO SLOGAN SU MATRIMONI GAY O CAPITALISMO “SELVAGGIO”

Mattia Ferraresi per “il Foglio

 

Sono rimasti delusi i politici americani che erano ansiosi di usare le parole di Papa Francesco come vessilli di battaglie politiche, quindi mondane. Davanti al Congresso in seduta comune non si è presentato il Francesco tosto e dalla parola tagliente, quello che ha fraternamente corretto i vescovi americani il giorno prima, ma quello accorto, prudente, il leader tattico che non vuole concedere all’uditorio occasioni prossime di strumentalizzazione.

BERGOGLIO AL CONGRESSO USABERGOGLIO AL CONGRESSO USA

 

Un discorso che trova la sua dimensione politica nel fatto di essere impolitico, nella capacità di sottrarsi alla logica degli schieramenti. I democratici, in particolare, speravano di ottenere dal Papa degli ultimi e della “casa comune” qualche frammento da rivendere come tweet da campagna elettorale, magari accompagnato dalla solenne dichiarazione della fine delle culture wars. Una fine rovinosa per i repubblicani e per il mondo cattolico più agguerrito, s’intende. A destra, invece, sognavano una parola definitiva contro l’aborto e per la famiglia naturale. Nessuno ha ottenuto ciò che sperava.

 

BERGOGLIO AL CONGRESSO USABERGOGLIO AL CONGRESSO USA

Il Papa ha parlato ai rappresentanti della “terra dei liberi e della casa dei valorosi” misurando le parole e attestandosi su un livello generico complicato tanto da attaccare quanto da strumentalizzare: ha parlato di ambiente ma senza concedere la formula “climate change”, onusta di significati politici, ha invitato a difendere “la vita umana in ogni fase del suo sviluppo” senza approfondire oltre, ha parlato di una famiglia “minacciata, forse come mai in precedenza, dall’interno e dall’esterno” ma senza citare i matrimoni gay, ha elogiato il dialogo a livello internazionale ma senza parlare di Cuba né l’embargo, sul quale un tesissimo Congresso è chiamato a esprimersi. Il “rispetto per le nostre differenze e per le nostre convinzioni di coscienza” ha lambito, senza svolgerla, la questione infiammata della libertà religiosa tanto cara ai vescovi americani.

 

arrivo di papa francesco in usaarrivo di papa francesco in usa

La questione della povertà non è stata accompagnata da affondi sul capitalismo selvaggio – faccenda delicata nell’orgogliosa patria del mercato – e le sue nefaste conseguenze, e dalla Laudato Si’ ha estratto invece una citazione positiva sul ruolo dell’impresa: “L’attività imprenditoriale, che è una nobile vocazione, orientata a produrre ricchezza e a migliorare il mondo per tutti, può essere un modo molto fecondo per promuovere la regione in cui colloca le sue attività, soprattutto se comprende che la creazione di posti di lavoro è parte imprescindibile del suo servizio al bene comune”.

 

Francesco ha saltato nel discorso un passaggio incluso nel testo preparato: “Se la politica dev’essere veramente al servizio della persona umana, ne consegue che non può essere sottomessa al servizio dell’economia e della finanza”. Qualcuno ha visto nella scelta un’ulteriore testimonianza di prudenza nell’affrontare il mondo politico (“sottomessa” nell’originale inglese era reso con “slave”, schiava, espressione ancora più forte), ma Padre Lombardi ha spiegato che si è trattata soltanto di una “svista”, un paragrafetto scivolato via dallo sguardo papale.

 

OBAMA BERGOGLIO OBAMA BERGOGLIO

Francesco si è concentrato su quello che unisce più che su quello che divide, insistendo sul “bene comune” che è “il fine di ogni politica”, la “solidarietà”, la “sussidiarietà”, il ruolo positivo della politica, l’importanza del dialogo fra le nazioni, la figura del buon leader politico che agisce in “spirito d’apertura e con senso pratico”.

 

Ha indicato Mosé come modello dell’uomo politico che fa le leggi ed è aperto a Dio, facendo reagire la narrazione veterotestamentaria con quattro testimoni americani: Abraham Lincoln, Martin Luther King, Dorothy Day e Thomas Merton, simboli di quattro valori fondamentali: “Libertà, pluralità e non-esclusione, giustizia sociale, capacità di dialogo e di apertura a Dio”. E’ stata una festa dello “spirito di collaborazione che ha procurato tanto bene nella storia degli Stati Uniti”, una fra le tante annotazioni d’orgoglio a stelle e strisce che hanno fatto commuovere fino alle lacrime lo speaker della Camera, John Boehener, e il vicepresidente, Joe Biden, due cattolici di sponde opposte che vegliavano alle spalle del Papa durante il discorso.

 

OBAMA BERGOGLIOOBAMA BERGOGLIO

Francesco ha richiamato la regola aurea e ha indicato una tentazione: “Il semplicistico riduzionismo che vede solo bene o male”, sorgente di una polarizzazione ideologica che non porta a nulla. Il prevedibile attacco alla pena di morte è stato accolto con applausi timidi dall’assemblea, mentre inattesa era l’allusione alla punizione nel paese con il più alto tasso di incarcerazione al mondo: “Tutti coloro che sono convinti che una giusta e necessaria punizione non deve mai escludere la dimensione della speranza e l’obiettivo della riabilitazione”.

 

Più applaudito l’attacco al commercio delle armi. Sulla crisi dei rifugiati ha detto: “Non dobbiamo lasciarci spaventare dal loro numero, ma piuttosto vederle come persone, guardando i loro volti e ascoltando le loro storie, tentando di rispondere meglio che possiamo alle loro situazioni. Rispondere in un modo che sia sempre umano, giusto e fraterno. Dobbiamo evitare una tentazione oggi comune: scartare chiunque si dimostri problematico”, passaggio che contiene un’implicita citazione della “cultura dello scarto” con cui il Papa ha condannato l’aborto, altra questione ambiguo che sfugge a una lettura di parte.

OBAMA BERGOGLIOOBAMA BERGOGLIO

 

Infine, la famiglia. L’istituto fondamentale della società umana messo in discussione ma intorno al quale il Papa non ha dato indicazioni di natura politica ai congressmen. Come sempre, Francesco ha preferito esercitarsi sul registro esistenziale della testimonianza invece che insistere su una verità dottrinaria: “Io posso solo riproporre l’importanza e, soprattutto, la ricchezza e la bellezza della vita familiare”. Un “God bless America” ha chiuso un discorso misuratissimo, senza colpi di scena e per questo complicato da manipolare ideologicamente, un intervento del quale è più facile notare ciò che omette rispetto a quanto afferma.

OBAMA BERGOGLIOOBAMA BERGOGLIO

 

Ultimi Dagoreport

trump netanyahu bin salman

DAGOREPORT – TRUMP IN CUL DE SAC: A UN MESE E MEZZO DALLE ELEZIONI DI MIDTERM, IN CUI RISCHIA DI PERDERE OLTRE ALLA CAMERA ANCHE IL SENATO, IL DISTURBATO DELLA CASA BIANCA E' POSSEDUTO DALL'URGENTE BISOGNO DI USCIRE DAL PANTANO IN CUI SI È INFILATO NEL GOLFO - PER RISOLLEVARE I SUOI CONSENSI AGONIZZANTI, HA DAVANTI TRE GLI SCENARI POSSIBILI: PER DIMOSTRARE CHE IL CIUFFO CE L'HA ANCORA DURO, CONTRO IL PARERE DEI SUOI GENERALI, TRUMP ORDINA UN NUOVO MASSICCIO BOMBARDAMENTO DELL’IRAN – SECONDO IPOTESI: IL TYCOON ABBASSA LA CRESTA E RAGGIUNGE UN COMPROMESSO CON IL REGIME DI TEHERAN (PASDARAN E CIA TRATTANO DA TEMPO SOTTOTRACCIA), USCENDONE DI FATTO CON L'IMMAGINE DELLO SCONFITTO – LA TERZA STRADA VEDE I PAESI DEL GOLFO, LE CUI ECONOMIE STANNO PAGANDO UN PREZZO ALTISSIMO PER LA SCELLERATA GUERRA TRUMPIANA, TENTARE UN ACCORDO DIRETTO CON IRAN E HOUTHI PER RIPRENDERE A MACINARE PETRODOLLARI – TRA LO STALLO IRANIANO, IL CONFLITTO CHE CONTINUA IN UCRAINA, NETANYAHU SCARICATO E MELANIA INVEPERITA DI PORTARE LE CORNA, “THE DONALD” E' UN ANIMALE FERITO, QUINDI PERICOLOSO...

urbano cairo enrico mentana

DAGOREPORT - VUOI VEDERE CHE ALLA FINE TRA URBANO CAIRO ED ENRICO MENTANA FINIRÀ A TARALLUCCI E VINO, INTONANDO: CHI HA AVUTO, HA AVUTO, CHI HA DATO, HA DATO, SCURDAMMOCE 'O PASSATO? - SE CHICCO NON HA ANCORA TROVATO UNA ALTERNATIVA AL SINISTRISMO DE LA7 (CHE FINE HANNO FATTO LA ''CNN ITALIANA'' DI KYRIAKOU, IL RITORNO A MEDIASET O LE VOCI SU SKY?), DA PARTE SUA URBANETTO NON HA ANCORA SCOVATO CON CHI SOSTITUIRLO AL TG E LASCIA LA PORTA APERTA AL RINNOVO DEL CONTRATTO IN SCADENZA IL 31 DICEMBRE PROSSIMO: "LA MIA STIMA PER MENTANA E' INTATTA..."

giorgia meloni ignazio la russa antonio tajani fabio rampelli roberto occhiuto marina berlusconi cirielli

DAGOREPORT – IN QUELLA POLVERIERA CHE E' DIVENTATA L'ARMATA BRANCA-MELONI, LA MICCIA E' COLLEGATA A DUE EVENTI: L’ELEZIONE SUPPLETTIVA IN CALABRIA E IL VOTO A SCRUTINIO SEGRETO ALLA CAMERA SULLA LEGGE ELETTORALE (SPUNTERANNO FRANCO-TIRATORI TRA COLORO CHE SANNO DI NON ESSERE RICANDIDATI NEL 2027? CHE DECIDERANNO LE DONNE DI FORZA ITALIA INVEPERITE PER LA MANCATA ALTERNANZA DI GENERE?) – IL CASO CALABRESE, CON IL CANDIDATO DI VANNACCI CHE RUBA VOTI A FORZA ITALIA E RISCHIA DI FAR VINCERE IL PD, PUO’ ESSERE L’OCCASIONE CHE TAJANI ASPETTAVA DA TEMPO: REGOLARE I CONTI CON IL GOVERNATORE OCCHIUTO, SUO NEMICO INTERNO, SU CUI RICADREBBE LA COLPA DELLA SCONFITTA DI FABIO ROSCIOLI, TESORIERE DI LADY BERLUSCONI – SE LA FAIDA TRA GLI AZZURRI È PALESE, IN FDI DEVONO GESTIRE I MALUMORI DEI “RAS” LOCALI. A MILANO LA RUSSA NON DIGERISCE LA PROPOSTA DI CANDIDARE A SINDACO L’AZZURRO PEREGO, NOME NON SGRADITO A VIA DELLA SCROFA - IN CAMPANIA C’È LA ROGNA DEL VISPO CIRIELLI, L'EX COLONNELLO DI GIORGIA CHE INVOCA DI IMBARCARE VANNACCI NELLA COALIZIONE - NEL LAZIO IL MENTORE DELLE SORELLE MELONI, FABIO RAMPELLI, NON SOLO SI E' AUTOCANDIDATO A SINDACO DI ROMA IN BARBA AL PARTITO, MA SCALPITA PER PIAZZARE I SUOI "GABBIANI" NELLE PROSSIME LISTE ELETTORALI - STENDIAMO UN "PELO PIETOSO" SUL'ALTRO ALLEATO, LA LEGA SPROFONDATA AL 4,5% CON SALVINI APPESO A CIO' CHE POTRA' SUCCEDERE DOMENICA PROSSIMA SUL PRATONE DI PONTIDA...

roberto vannacci elly schlein giorgia meloni legge elettorale ballottaggio

DAGOREPORT! LA NUOVA LEGGE ELETTORALE È INCOSTITUZIONALE? MONTA IL DIBATTITO CON 160 COSTITUZIONALISTI CHE ANDRANNO AVANTI CON I RICORSI ALLA CORTE COSTITUZIONALE - LA SCOMMESSA DELLA MELONI: UNA VOLTA APPROVATA LA LEGGE, ANDARE AL VOTO A MAGGIO PER EVITARE IL GIUDIZIO DI INCOSTITUZIONALITA' DELLA CONSULTA – LA PROTESTA DEL CIVICO ONORATO SULLE FIRME RICHIESTE PER PRESENTARE LE LISTE (6MILA PER OGNI COLLEGIO): UNA NORMA CHE IN REALTA’ FA COMODO A FORZA ITALIA E NOI MODERATI IN FUNZIONE ANTI-ONORATO MA ANCHE ALLA SINISTRA, CHE SI METTEREBBE AL RIPARO DALLE NUOVE CREATURE POLITICHE (TIPO GRILLO) – VANNACCI AL 99% NON DOVREBBE AVER BISOGNO DI RACCOGLIERE LE 6MILA FIRME - L’ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA PER CHI ARRIVA AL 42%: NON NE PARLA NESSUNO NEL PD PERCHE’ FA COMODO ANCHE A SCHLEIN…

elly schlein giuseppe conte dario franceschini

DAGOREPORT - CONTRORDINE, COMPAGNI, LE PRIMARIE SI FARANNO INDIPENDENTEMENTE DALLA LEGGE ELETTORALE! CONTE HA DATO UN AUT AUT AGLI ALLEATI DEL CAMPO LARGO METTENDO I GAZEBO COME “CONDICIO SINE QUA NON” PER ESSERE NELL'ALLEANZA CON IL PD – MA LE PRIMARIE, OLTRE A ESSERE DIVISIVE, SONO UN GRAN CASINO SUL FRONTE REGOLAMENTARE: SARANNO APERTE O CHIUSE? CI SARA’ IL VOTO ONLINE? E PREVEDERANNO UN BALLOTTAGGIO? - PER ELLY, CHE TREMA PERCHÉ CONTE CON LA POSIZIONE SULL’UCRAINA DRENA VOTI AL PD SCESO AL 20%, I GAZEBO SONO DIVENTATI UN PROBLEMA ANCHE ALL’INTERNO DEL PARTITO (AL PUNTO CHE NON HA POTUTO CONCEDERE L’ENDORSEMENT A MARIO CALABRESI, CANDIDATOSI A SINDACO DI MILANO, PERCHÉ HA PAURA DI PERDERE I VOTI DI PIERFRANCESCO MAJORINO). COSI’ PER BLINDARSI E’ COSTRETTA A STRINGERE ACCORDI CON RENZI, FRANCESCHINI E ALTRI CAPATAZ DEM. MA NON ERA LEI CHE DICEVA “NON VOGLIAMO PIÙ CAPIBASTONE E CACICCHI?”

giorgia meloni tommaso longobardi giovanbattista fazzolari gian marco chiocci filini

DAGOREPORT - COME MAI GIORGIA MELONI HA FATTO “ROTOLARE LA TESTA” DEL SUO STRATEGA SOCIAL, TOMMASO LONGOBARDI? A POCHI MESI DALLE ELEZIONI, CON I SONDAGGI CHE DANNO IL CAMPO LARGO IN VANTAGGIO E VANNACCI CHE SCIPPA CONSENSI A DESTRA, LA DUCETTA SI È ACCORTA CHE LA PROPAGANDA DI PALAZZO CHIGI NON FUNZIONA PIÙ – LONGOBARDI ERA GIÀ FINITO NEL MIRINO DEL “CERCHIO TRAGICO” DELLA SORA GIORGIA DOPO LA DISFATTA AL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, DOVE ERANO STATI DECISIVI I VOTI DEGLI ELETTORI PIÙ GIOVANI PER IL “NO” – ORA LA DUCETTA VUOLE UNA SVOLTA NELLA COMUNICAZIONE DEL GOVERNO E RICICCIA L’IDEA DI ASSOLDARE COME PORTAVOCE IL DIRETTORE DEL TG1, GIAN MARCO CHIOCCI. PICCOLO PARTICOLARE: CHIOCCI, FIN TROPPO AUTONOMO ED ESPERTO, SAREBBE UN “ACQUISTO” INDIGESTO PER FAZZOLARI E FILINI, IL DUO CHE GESTISCE LA MACCHINA COMUNICATIVA DI FDI – SI VOCIFERA CHE PALAZZO CHIGI PENSI A GINO ZAVALANI, VOLTO DI ESPERIA, PER RILANCIARE I SOCIAL – LA PRECISAZIONE DI ZAVALANI