BANANA DRAMA - ENNESIMO CAPOVOLGIMENTO DI POMPETTA: BERLUSCONI POTREBBE NON PARLARE IN AULA NEL GIORNO DELLA DECADENZA - E CONFIDA DI NUOVO NEL “TRADITORE” RE GIORGIO: “MI DIA LA GRAZIA, IO NON LA CHIEDERÒ MAI”

Ugo Magri per "la Stampa"

Berlusconi ci ripensa, forse rinunzia a pronunciare in Senato l'ultimo disperato fiammeggiante discorso della sua carriera parlamentare. Si va convincendo che presentarsi mercoledì in aula, e rovesciare contro la magistratura tutto quanto gli passa per la mente, sarebbe un doppio boomerang. Suonerebbe come provocazione sfrontata nei confronti delle Procure, specie di quelle che un'ora dopo potrebbero spiccare un mandato di carcerazione domiciliare.

Già non mancano i rumors, specie da Milano come effetto dell'inchiesta «Ruby ter». Andarsi a cercare il martirio, per quanto invocato dai pasdaran, non è gesto compatibile con gli interessi aziendali in gioco. Ma c'è dell'altro. Il Cavaliere riflette sull'immensa vergogna che gli causerebbe l'espulsione fisica dal Parlamento.

Berlusconi rischia, una volta passata la decadenza, di essere allontanato dall'emiciclo come un intruso, in base alla spietata formula: «Preghiamo il dottor Berlusconi di uscire dall'aula per consentire la prosecuzione dei nostri lavori». Le immagini dell'ex-premier che guadagna furibondo l'uscita, magari accompagnato dagli sberleffi della sinistra e dal ludibrio dei Cinque stelle, forse addirittura (questo si spingono a ipotizzare certi «berluscones» nel delirio delle ultime ore) con i carabinieri in attesa giù davanti al portone, farebbero all'istante il giro del mondo segnando, esse sì, il crepuscolo di un'epoca...

Dunque al momento, quando il conto alla rovescia segna «meno tre giorni», e ormai tutti danno scontato che il 27 pomeriggio si voterà sulla decadenza senza ulteriori «traccheggiamenti» (come li definisce il presidente del Senato Grasso), l'orazione berlusconiana contro la giustizia ingiusta sembra destinata ad altre platee.

Tipo quella dei giovani forzisti, che all'Eur hanno udito il Cavaliere lanciarsi nell'elogio del mafioso Mangano, «un eroe» perché non accettò di chiamarlo in causa a Palermo (diversamente dall'ex senatore De Gregorio «convinto dai pm di Napoli ad accusarmi»). I giovani «falchi» sono rimasti interdetti dalla definizione del «Corsera» quale «organo della Procura milanese».

Ma hanno convenuto con Silvio che sarebbe «ridicolo» scontare i servizi sociali da Don Mazzi «il quale dice "Presidente, venga a pulire i cessi qui da noi", credete che io possa umiliarmi così?». E infine, sono stati testimoni del primo minaccioso attacco al Presidente della Repubblica. Berlusconi (ecco la novità) ormai lo sfida pubblicamente. Napolitano, alza la voce, «non dovrebbe avere un attimo di esitazione a dare, senza che io presenti la richiesta, in quanto ho la dignità di non chiederla, un provvedimento di grazia».

L'ex-premier sa che il Capo dello Stato mai lo farà a comando (e forse nemmeno dietro cortese domanda). Ma in realtà Berlusconi non mira alla clemenza presidenziale. Semplicemente, dicono i suoi, vuole marcare l'addio al Parlamento con un rombo assordante di tuono, intende sottoporre la Repubblica a uno stress senza precedenti. Non a caso già grida al «golpe» e minaccia con toni giudicati eversivi dal Pd: «La sinistra non pensi che il colpo di Stato si realizzi senza una reazione da parte nostra...».

Sembra l'avvio di un'«escalation» che punta a sommergere il Colle, senza risparmiare le altre istituzioni. Ormai espulso dal Parlamento, Berlusconi già si comporta come un leader extra-parlamentare. Manifestazione convocata per mercoledì pomeriggio davanti a Palazzo Grazioli, stavolta senza obiezioni dal sindaco Marino.

Sarà una sorta di veglia intorno al leader, ma con l'intento di trasferirsi tutti quanti davanti a Palazzo Madama (cordoni di sicurezza permettendo) qualora alla fine il Cavaliere decidesse ugualmente di presentarsi in Senato. Domani, conferenza stampa per mostrare certe carte in arrivo dagli Usa, annunciate come la prova del fisco americano «che io non c'entro niente» con le società off-shore di Agrama, per le quali gli è piovuta addosso la condanna. Sempre domani, assemblea dei gruppi forzisti, deputati e senatori superstiti, per formalizzare un ormai scontatissimo passaggio all'opposizione.

 

napolitano berlusconiNAPOLITANO E TESTA BERLUSCONI BERLUSCONI BERTINOTTI MARINI NAPOLITANO Napolitano - Berlusconi

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