berlusconi e zangrillo 3ad2d5a_mgzoom

“GLI ESAMI LI ABBIAMO FATTI E IO MI SENTO ABBASTANZA BENE. ADESSO POSSO TORNARE A CASA, GIUSTO?” – DUE NOTTI FA L’ARRIVO AL SAN RAFFAELE DI BERLUSCONI. LA TAC AI POLMONI, IL NIET DI ZANGRILLO AL RITORNO A CASA. ORA IL BANANA DOVRA’ RESTARE IN OSPEDALE ALMENO 10 GIORNI – CON LA POLMONITE BILATERALE, INDIVIDUATA NELLA SUA "FASE PRECOCE", NON C’È DA ALLARMARSI MA NEMMENO DA STARE TRANQUILLI - I RISCHI PER ETÀ E PATOLOGIE PREGRESSE (DIABETE IN PRIMIS)

Tommaso Labate per corriere.it

 

silvio berlusconi alberto zangrillo

«Allora, gli esami li abbiamo fatti e io mi sento abbastanza bene. Adesso posso tornare a casa, giusto?». Con l’«umore non proprio dei migliori» di Silvio Berlusconi, di cui poi parlerà apertamente durante la diffusione del bollettino medico di metà pomeriggio, il professor Alberto Zangrillo inizia a fare i conti a mezzanotte in punto.

 

Esattamente sedici giri d’orologio prima della conferenza stampa del primario anestesista trasmessa a reti unificate da tutti i siti d’informazione, nelle prime ore di una nottata che sarà insonne per entrambi.

 

Il medico oggi più celebre del San Raffaele e il più celebre dei suoi assistiti sono faccia a faccia in una stanza dell’ospedale di Milano Due, nel rispetto dei dispositivi di sicurezza predisposti per accogliere una persona contagiata dal Covid-19. Il dialogo è complicato, anche perché c’è la distanza e ci sono le mascherine di mezzo.

silvio berlusconi alberto zangrillo

 

E poi Berlusconi è affaticato, avverte leggeri sintomi di stanchezza e spossatezza, anche se non ha febbre. Vuole tornare a casa, a villa San Martino, da cui era uscito con la promessa che sarebbe stato giusto per il tempo di fare un esame e poi via, l’avrebbero riportato indietro. Non succederà nulla di tutto questo.

 

Con i risultati della Tac ai polmoni sotto gli occhi, portati dal tecnico di laboratorio mentre le dita di Berlusconi tamburellano nervosamente sul lettino, Zangrillo oppone il suo niet alla voglia del Cavaliere di tornare ad Arcore per smaltire i sintomi del Coronavirus nello spazio isolato che gli avevano ricavato all’interno della villa — soggiorno con vista sulla parte nord del parco circostante e uso esclusivo della sala da pranzo adiacente — magari continuando a fare la campagna elettorale per le Regionali al ritmo di due telefonate al giorno.

 

suite berlusconi

 

 

La diagnosi immediata di Zangrillo rimanda a una polmonite bilaterale, individuata per fortuna nella sua «fase precoce». Non c’è da allarmarsi ma nemmeno da stare tranquilli. Non c’è immediato pericolo di finire in terapia intensiva ma nemmeno la serenità di rispedire il paziente a casa, come se nulla fosse. Soprattutto perché di mezzo ci sono, oltre agli anni che diventeranno ottantaquattro il 29 settembre, anche quelle patologie pregresse che l’hanno portato a frequentarlo spesso, il San Raffaele, negli ultimi anni.

 

Berlusconi, alla fine del dialogo, accetta di farsi ricoverare. Gli ripetono a più riprese quello che sarà il mantra dei comunicati ufficiali e delle voci ufficiose, la formula dei «fini precauzionali» per cui è meglio stare in ospedale e mantenersi anche sotto la più bassa soglia di rischio.

 

suite berlusconi

Gli parlano di quella «situazione confortante», che Zangrillo stesso sottolineerà a più riprese rispondendo ai cronisti nel pomeriggio. E gli illustrano un percorso che sarà lungo almeno dieci giorni, il perimetro temporale durante il quale i polmoni del Cavaliere giocheranno la loro partita con l’infezione polmonare derivante dal Coronavirus, con l’obiettivo primario di non farla avanzare oltre lo stato precoce.

 

silvio berlusconi

E dire che la serata precedente, quella di giovedì, era cominciata sotto tutt’altro segno. «Avevo qualche linea di febbre ma adesso è passata», aveva ripetuto Berlusconi parlando al telefono con compagni di partito e avversari politici (tra questi, ore prima, anche col presidente del Consiglio Conte).

 

Alle 22, dopo averlo sentito, Zangrillo lo convince a raggiungere il San Raffaele per sottoporsi a una Tac ai polmoni. Come a dire, togliamoci il pensiero, vediamo che cosa esce, il tempo di avere le lastre, le guardiamo e si torna a casa come se nulla fosse. L’ex premier accetta di buon grado, anche se il sentirsi decisamente meglio rispetto alla mattina l’aveva già portato ad abbassare la guardia.

 

SILVIO BERLUSCONI POSITIVO AL CORONAVIRUS BY BOCHICCHIO

«Sto meglio rispetto a qualche ora fa, le linee di febbre che avevo non ci sono più. Buon segno, no?». Alle 23, i diciannove e rotti chilometri che separano il cancello di Villa San Martino dall’ingresso dell’ospedale di Milano Due sono già stati coperti dalla colonna di auto di Berlusconi. Le macchine torneranno all’alba indietro senza il loro legittimo proprietario, che rimane ricoverato.

 

Le domande sullo stato di forma di Berlusconi troveranno risposte nell’arco dei prossimi dieci giorni. Le paure sul possibile allargamento del cluster familiare non sono ancora alle spalle.

 

berlusconi villa certosa

Anche se una notizia positiva, ieri all’ora di cena, arriva. I componenti del consiglio di amministrazione di Fininvest che si erano sottoposti al tampone a Milano (c’è chi l’ha fatto fuori regione) — avevano incontrato l’ex premier martedì sera a cena, nel posticipo del tradizionale pranzo del lunedì — hanno avuto l’esito del test. Tutti negativi al Covid-19. A cominciare da Adriano Galliani, che a meno di sorprese dell’ultimo minuto potrà assistere all’amichevole Milan-Monza. Seduto accanto a una sedia vuota, quella che sarebbe toccata a Berlusconi.

tweet berlusconi coronavirus flavio briatore con silvio berlusconi il 12 agostoZANGRILLO PARLA DI BERLUSCONI

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