IO SPERIAMO CHE ME LA CAV: CHIUSO NELLA VILLA DI ARCORE PER ORDINE DEI SUOI LEGALI, CHE TEMONO ATTACCHI AI MAGISTRATI, BERLUSCONI SPERA CHE LA SENTENZA DECORRA DAL 26 MAGGIO: ‘QUALSIASI COSA SUCCEDA FARÒ SENTIRE LA MIA VOCE DURANTE LA CAMPAGNA ELETTORALE!’

Tommaso Labate per ‘Il Corriere della Sera'

«Qualsiasi cosa succeda, farò sentire la mia voce durante la campagna elettorale». Ci sono il divano, le stampelle, un ginocchio un po' meno dolorante, la fidanzata Francesca, la visita di Marina e Pier Silvio, la piccola gioia di un Milan che si sta riprendendo. E molto tempo trascorso davanti all'iPad, la tavoletta elettronica che ha iniziato a usare qualche mese fa, poca tv e ancora tanto, tantissimo, telefono. E poi c'è quell'orologio, che scandisce il conto alla rovescia verso la decisione del Tribunale di Milano.

Il Silvio Berlusconi che aspetta l'«ora X», che potrebbe arrivare da domani sera, è un uomo col cuore diviso a metà. Una metà gli dice che tutto andrà bene. Che è possibile, insomma, che si realizzi il mezzo miracolo anticipato ieri pomeriggio dal sito di Avvenire , e cioè l'affidamento a un centro anziani dell'hinterland milanese. Ma c'è sempre quella seconda metà del cuore, in cui hanno trovato riparo tutti i più oscuri presagi. «Vi ricordate come doveva finire in estate, no?», è la frase che s'è lasciato sfuggire all'inizio della settimana riportando la mente ai giorni precedenti la decisione della Cassazione, quando sembrava che la sentenza di secondo grado su Mediaset venisse annullata con rinvio in Corte d'Appello. «E invece...». E invece era andato tutto male. Come peggio, forse, non poteva.

È chiuso a villa San Martino e ha rinunciato al viaggio settimanale a Roma, Berlusconi, per un semplicissimo motivo. Archiviabile alla voce «ordine dei miei avvocati». L'inconfessabile auspicio del pool di legali, infatti, è che la sentenza che verrà emessa dal Tribunale sia «a decorrere dal 26 maggio». E cioè dal giorno dopo le elezioni europee.

In questo modo, si ragiona nella cerchia ristrettissima, il leader di Forza Italia avrebbe mani sufficientemente libere per gestire una campagna elettorale che grava essenzialmente sulle sue spalle. In pratica, riuscisse a ottenere quest'obiettivo, il tema dell'«agibilità politica», se non proprio superato, sarebbe quantomeno ridimensionato.

Ma per arrivare all'appuntamento col tribunale nelle «migliori condizioni possibili», Berlusconi è stato costretto a rimanere lontano dalla Capitale. Troppo alto il rischio che, nella girandola di incontri con i coordinatori del partito, la tensione pre-sentenza lo portasse verso qualche sfogo incontrollato sui giudici, che magari sarebbe finito nei retroscena. Per lo stesso motivo, in fondo, l'ex premier era stato tenuto alla larga dalla tentazione di apparire in televisione, che aveva accarezzato a lungo nei giorni scorsi.

Tiene un profilo basso, Berlusconi. Eppure, all'idea di qualche colpo di teatro da mettere in campo a ridosso della sentenza, non ha rinunciato fino all'ultimo. Fino a ventiquattr'ore fa, infatti, l'ex premier s'è mosso in più modi - diretti e per interposta persona - per cercare di ottenere un nuovo faccia a faccia con Matteo Renzi sul tema delle riforme. Tutti tentativi andati a vuoto, almeno per il momento. Allo stesso modo è stata riportata sulla scena, con un provvedimento urgente alla Corte europea dei diritti dell'uomo preparato dall'ex ministro spagnolo Ana Palacio, l'ipotesi di una sua candidatura alle elezioni del 25 maggio. Senza grandi esiti, anche qui.

Così, ad Arcore, è rimasta solo quell'atmosfera di attesa perenne. «Nessuna lista verrà chiusa prima della sentenza», è l'input che Berlusconi ha dato ai suoi. Segno che tutte le candidature, tutti i «sì» e i «no» che l'ex premier dovrà dire ai suoi, non saranno pronunciati prima della decisione dei giudici. «Non credo che il Tribunale di Milano potrà mettere bavagli al Presidente», ha messo ieri a verbale il suo consigliere politico Giovanni Toti.

Lui, l'ormai ex Cavaliere, avrebbe già un piano di riserva su come farla sentire lo stesso, «la mia voce». Circolano infatti molte idee, alcune delle quali sarebbero state prese in prestito da Beppe Grillo, su come Berlusconi potrebbe condurre una campagna elettorale «monca». Si parla di post sul blog, di video che potrebbero essere girati da lui e messi su Internet, di un massiccio utilizzo della Rete. D'altronde, l'uomo che decenni fa aggirò il monopolio di stato sulle tv trasmettendo videocassette pre-registrate con network locali è sempre lo stesso. Anche se, sulle spalle, ha trent'anni in più.

 

 

Silvio berlu BerlusconiFRANCO COPPI E NICCOLO GHEDINI GRILLO A ROMAMATTEO RENZI IN CONFERENZA STAMPA A PALAZZO CHIGI FOTO LAPRESSE Mediaset

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