silvio berlusconi matteo renzi

SEPARATI IN CASA: BERLUSCONI E SALVINI COME A CASA VIANELLO – IL CAV PUNTA AL GOVERNISSIMO, LA LEGA DI MATTEO BALLA DA SOLA: 'SILVIO I NUMERI DI LE PEN SE LI SOGNA' – BERLU E MATTEO VORREBBERO UNO SBARRAMENTO 'DI VENDETTA' ALL’8%: DA UNA PARTE FUORI ALFANO, DALL'ALTRA D'ALEMA E BERSANI

 

1 - SALVINI: "PRONTI A CORRERE DA SOLI I NUMERI DI LE PEN BERLUSCONI SE LI SOGNA"

 

Annalisa Cuzzocrea per “la Repubblica”

 

«Se Berlusconi sarà con noi contro l' Europa delle banche e della finanza, bene. Altrimenti, faremo la nostra corsa». Il segretario della Lega Matteo Salvini non crede che la sconfitta di Marine Le Pen sia una lezione da imparare per il centrodestra italiano. Tutt' altro.

BERLUSCONI E SALVINIBERLUSCONI E SALVINI

 

Silvio Berlusconi ha detto che la vittoria di Macron insegna: non si vince inseguendo gli estremi. È un monito per lei, lo sa?

«Mi incuriosiscono molto i macronisti italiani, Renzi e Berlusconi, i cui omologhi partiti francesi non sono neanche arrivati al ballottaggio. Marine Le Pen ha ottenuto 11 milioni di voti, è il secondo partito del suo Paese, numeri che Pd e Forza Italia vedono col binocolo».

 

Ma l' onda sovranista è stata fermata. Come in Olanda, in Austria.

«Macron era sostenuto dal potere economico, finanziario, mediatico. Da Bruxelles, imam, calciatori e intellettuali. Si è giocato il tutti contro uno: di là c' era il diavolo da sconfiggere. Ma a giugno ci sono le elezioni per il Parlamento e lì si vedrà. E voglio vedere cosa farà Macron, che è quello del Jobs Act alla francese, contro cui vecchi e giovani erano scesi in piazza. È come se l' Italia avesse votato la Fornero».

 

SALVINI LE PENSALVINI LE PEN

Oppure il messaggio di chiusura, antieuropeo, di estrema destra, ha una soglia oltre cui in Europa non può arrivare, non crede?

«Nessuno mi farà dire per convenienza elettorale che l' euro è giusto, che bisogna dare più poteri all' Europa, che Bruxelles sta lavorando bene sull' immigrazione. Io l' Europa la voglio cambiare».

 

Questo lo dicono tutti.

«Ma noi vogliamo i fatti! Due settimane fa a Bruxelles si è votato il bilancio: Pd, Forza Italia e M5S hanno rifinanziato Frontex. Noi abbiamo detto no e abbiamo votato - senza di loro - per la sospensione dei finanziamenti alle Ong che non collaborano. A proposito di Europa, non è un caso che il primo viaggio di Macron sia dalla Merkel».

 

A Berlusconi non dispiace. Siete alleati oppure no?

«Su Macron, Berlusconi sta con Renzi, Boldrini e 5 stelle. Una componente abbastanza strana».

 

Non mi ha risposto.

«A livello locale ho fatto il massimo sforzo per avere una squadra il più ampia possibile. Siamo insieme a Genova, Como, Padova, Alessandria. Ma se ci fossero le politiche domattina, Berlusconi deve sapere che ci sono temi sui quali non siamo disposti a trattare, a costo di fare la nostra corsa. Abbiamo proposto da tempo una tassazione unica al 15 per cento: ci hanno dato dei pazzi, adesso la fa Trump».

SALVINI LE PEN WINDERSSALVINI LE PEN WINDERS

 

Con quale legge elettorale intende farla, questa corsa?

«Io sono per i collegi maggioritari. Chi vince governa, chi perde va all' opposizione. Altri vogliono il proporzionale, quindi il caos. Ma ribadisco a Renzi: se fa un decreto, la Lega c' è».

 

Qualunque, purché si voti?

«Siamo gli unici a volerlo davvero. Se il 29 maggio Renzi porta una legge elettorale in Parlamento, noi gliela votiamo. Il problema è che non riescono a mettersi d' accordo su niente».

 

E la Lega è unita? Il suo avversario al congresso è appoggiato da Maroni. Le contestano il sodalizio con Le Pen.

SALVINI MARONISALVINI MARONI

«I militanti hanno firmato all' 87 per cento per la mia candidatura. Domenica 14 si potranno votare due idee di Lega. Una che torna nel suo recinto e si allea obbligatoriamente con Berlusconi, come vuole Bossi. O la mia: un partito forte, con le mani libere, che se vuole si allea, altrimenti no, perché non ce l' ha ordinato il medico. Che parla di autonomia, con i referendum in Lombardia e Veneto, proprio perché non va al rimorchio di nessuno. Se qualcuno pensa di presentarsi con Alfano, Verdini, Cicchitto e Casini, si attacca al tram. Quel centrodestra ha già governato. E ha fallito».

 

E i 5 stelle? A parte la gara a chi arriva prima, su ong e immigrazione dite la stessa cosa. Come su euro e banche.

«Loro parlano soltanto. Guardi il rivoluzionario Manlio Di Stefano, che non vede l' ora di lavorare con Macron: il pupillo di Soros, il prodotto di Wall Street. Che misera fine per la rivoluzione».

 

2 - MA IL CAVALIERE PUNTA DRITTO AL GOVERNISSIMO

Carmelo Lopapa per “la Repubblica”

 

Buoni rapporti con l' Eliseo, prima di ogni ragion politica. «Perché oggi gli unici guadagni veri li ricavo da La Cinque» traduce in spiccioli il pragmatico patron di Mediaset nel chiuso di Arcore. Detto questo, la svolta di Parigi muta gli scenari e anche l' ottantenne Silvio Berlusconi vede ora meno plumbeo il suo futuro politico.

MACRON BRIGITTEMACRON BRIGITTE

 

«Io e Renzi abbiamo solo un' arma per mettere all' angolo anche in Italia i populisti Grillo e Salvini: una legge elettorale con premio alla lista e lo sbarramento alto, all' 8%». È la convenzione del Cavaliere che non crede al patto Pd-M5S per cambiare l' Italicum, offre la sua di mano e rilancia la sfida all' altro Matteo. La sconfitta di Le Pen diventa così la conferma che «anche Salvini non potrà mai guidare il governo di un grande Paese europeo». Correremo da soli, lo provoca il capo della Lega durante il Consiglio federale in via Bellerio. Noi siamo pronti, gli manda a dire il leader forzista.

berlusconi renzi berlusconi renzi

 

Dopo il voto si aprirà un' altra partita e le larghe intese, questo è il sottinteso della tesi di Arcore, «salveranno l' Italia e l' Euro, come in Germania». Ma perché Pd e Forza Italia possano avere un numero di parlamentari sufficienti a dar vita a un governo - è il ragionamento fatto nei giorni scorsi da emissari del Cavaliere a esponenti dem - sarà necessario far "pulizia" di tutte le forze minori, dai centristi alla sinistra passando anche per Fratelli d' Italia.

 

Una ghigliottina al 7-8%. Che consenta una redistribuzione dei parlamentari non assegnati alle forze minori tra gli unici partiti che sopravviveranno: Pd, M5S, Fi e Lega. Berlusconi sogna così di toccare quota 20 e col Pd che magari superi per lo stesso meccanismo il 30, allora si aprirebbero nuovi scenari.

 

Per Giorgia Meloni, nonostante la leader di Fdi ancora ieri sera sostenesse che «l' Italia non è la Francia e qui è possibile un sovranismo di governo», sarebbe pronta una scialuppa di salvataggio. Altrimenti, «può sempre fare la lista dei lepenisti italiani», taglia corto il Cavaliere in privato.

alfano berlusconi adn x alfano berlusconi adn x

 

Nei colloqui riservati della scorsa settimana i senatori dem hanno fatto presente ai loro colleghi forzisti come l' introduzione dello sbarramento all' 8, colpo di grazia per Ncd e altri, equivarrebbe ad aprire una immediata crisi di governo. Che pochi possono permettersi. «Legislatura fino al 2018, ho stima del premier», si è affrettato a dire lo stesso Berlusconi entrando alla fiera "Tuttofood" di Rho. Non fosse altro perché per la fine dell' estate Strasburgo dovrebbe pronunciarsi sulla sua riabilitazione politica.

 

SALVINI MELONI TOTISALVINI MELONI TOTI

E ancora: «È bene che anche Salvini possa verificare che certe teorie non portano a convincere gli elettori e che quindi non vale la pena di perseguirle ». Altro che addio all' Ue e all' euro. Il governatore Giovanni Toti continua a sponsorizzare la santa alleanza con Salvini, sulla stessa linea Paolo Romani, Daniela Santanché, più defilato Renato Brunetta. Poi c' è l' altro "partito", guidato da Gianni Letta, che sta trascinando sempre più Berlusconi su posizioni antilepeniste e che lo spinge a dire che una «coalizione di centrodestra con la Lega potrà pure esserci, se costretti, ma ormai a guidarla potrà esserci solo un moderato».

Ultimi Dagoreport

nicola fratoianni elly schlein vladimir putin gaetano manfredi

DAGOREPORT - CON L'ARMATA BRANCA-MELONI SOTTO SCHIAFFO DEL VANNACCISMO, IL CENTROSINISTRA RIESCE A MOSTRARE SOLO UN CAMPOLARGO SGARRUPATO E PIENO DI BUCHE - LA MANIFESTAZIONE DI NAPOLI HA FATTO INCAZZARE DI BRUTTO ELLY SCHLEIN PER LE INTEMERATE DI FRATOIANNI E DI CONTE CONTRO L'AUMENTO DELLE SPESE PER LA DIFESA: PER I LEADER DI AVS E M5S, DOPO QUATTRO ANNI DI GUERRA, L'EUROPA SI E' INVENTATA LA "MINACCIA PUTIN" - ANCHE IL LANCIO DEL SINDACO DI NAPOLI, GAETANO MANFREDI, COME LEADER DELLA "GAMBA CENTRISTA", HA INFIAMMATO I NEURONI DI ELLY - IL TIMORE DELLA SEGRETARIA CON L’ESKIMO È CHE IL NUOVO AGGREGATO, ANZICHÉ GUIDATO DA PERSONALITÀ NUOVE CAPACI DI ATTIRARE GLI ELETTORI MODERATI, SIA FORMATO DA POLITICI PD, COL RISULTATO DI FARLA PRECIPITARE NEI SONDAGGI...

mario orfeo mirja cartia dasiero theodore kyriakou

DAGOREPORT – PERCHÉ MARIO ORFEO HA DETTO ADDIO A “REPUBBLICA”? DIETRO ALLE DIMISSIONI C’È UNA FRATTURA INSANABILE CON IL NUOVO EDITORE, IL GRECO THEO KYRIAKOU, E LA NUOVA AD, MIRJA CARTIA D’ASERO – “PONGO” SI È OFFESO PERCHÉ I NUOVI PADRONCINI DI LARGO FOCHETTI HANNO DATO MANDATO AI CACCIATORI DI TESTE DI INDIVIDUARE UN PROFILO ADATTO A GUIDARE LA “CNN ITALIANA” CHE SOGNA IL MAGNATE GRECO. MA COME, È STATA LA RAMPOGNA DI ORFEO, IO SONO STATO DIRETTORE DI DUE TG (TG1 E TG3) E DG RAI, E QUELLI MI IGNORANO? SENTITOSI SCAVALCATO IRRIMEDIABILMENTE, ORFEO VOLA TRA LE MUNIFICHE BRACCIA DI LEONARDINO DEL VECCHIO – PER LA “CNN” DI KYRIAKOU DOVREBBE ARRIVARE IL DESTRISSIMO ANDREA PUCCI, ALLA FACCIA DEL CDR SOVIET DI “REP”…

marco bucci gianluigi aponte michele brambilla andrea malaguti il secolo

FLASH! - ALL'INDOMANI DEL VIOLENTO SCAZZO CON QUERELA TRA IL GOVERNATORE DELLA LIGURIA MARCO BUCCI, CHE HA UN'IDEA DELLA LIBERTA' DI STAMPA PARI A QUELLA DI TRUMP, E IL DIRETTORE DEL "SECOLO XIX", MICHELE BRAMBILLA, ANCHE IL RAPPORTO DELL'EDITORE DEL QUOTIDIANO GENOVESE, L'ARMATORE DEI 7 MARI GIANLUIGI APONTE CON IL GOVERNATORE HA COMINCIATO A DECLINARE - PER RISOLVERE LA SITUAZIONE, APONTE HA INCARICATO IL GENERO PIERFRANCESCO VAGO, PRESIDENTE DI MSC CROCIERE, DI PROPORRE LA DIREZIONE ALL'EX DIRETTORE DE "LA STAMPA", ANDREA MALUGUTI (CORTEGGIATO ANCHE DA LEONARDINO DEL VECCHIO PER IL POLO EDITORIALE QN)....

lirio abbate mario orfeo la repubblica

FLASH! – LIRIO ABBATE LASCIA “REPUBBLICA”! - CON LA DIREZIONE DI MARIO ORFEO, NON CI SAREBBERO PIÙ LE “CONDIZIONI PROFESSIONALI” PER CONTINUARE IL LAVORO NEL GRUPPO: “UNA DECISIONE DOLOROSA, MA CHE CONSIDERO INEVITABILE” – NELLA LETTERA DI DIMISSIONI, L'AUTORE DI BOMBASTICHE INCHIESTE ANTI-MAFIA, GIA' DIRETTORE DE “L’ESPRESSO”, FA CAPIRE CHE NON C’È PIÙ SPAZIO PER UN PROGETTO PROFESSIONALE COERENTE CON IL SUO LAVORO - NON C’ENTRA IL CAMBIO DI EDITORE (AL GRECO INTERESSA SOLO LA TV), MA LA DIREZIONE DI ORFEO CHE HA  AZZERATO LO SPAZIO PER INCHIESTE, APPROFONDIMENTI E LAVORI PIÙ STRUTTURATI…

gualtieri rocca metropolitan zingaretti carocci

DAGOREPORT - QUELLO CHE CAROCCI NON DICE! CI SONO PASSAGGI SOTTACIUTI, OMISSIONI E CLAMOROSI “NON DETTI” NEGLI AFFONDI DI VALERIO CAROCCI SULLA QUESTIONE DELLA RICONVERSIONE DELL’EX CINEMA METROPOLITAN, CHIUSO DAL 2010, CHE DIVENTERÀ UN'ATTIVITÀ COMMERCIALE. QUELLA CHE VIENE DESCRITTA PIGRAMENTE COME “UNA SPECULAZIONE”, PREVEDE IL MANTENIMENTO DI UNA SALA DA 100 POSTI, IL RECUPERO DI DUE CINEMA STORICI COME "L'AIRONE" E "L'APOLLO" E GARANTISCE 60 NUOVI POSTI DI LAVORO - ALLA FACCIA DELL’IDEOLOGIA, QUI SI PARLA DI CREARE LAVORO, RIQUALIFICARE AREE DEL CENTRO STORICO, TEMI CHE IL “PRINCIPE ROSSO SUL PISELLO”, ORA CHE SI CANDIDA A UN RUOLO POLITICO SFIDANDO GUALTIERI, DOVREBBE AVERE A CUORE - VA INOLTRE RICORDATO CHE…