COMICI CONTRO - "SE VINCONO I 5 STELLE ME NE VADO IN UNA DACIA IN RUSSIA" - BERLUSCONI SCATENATO CONTRO L'INCUBO M5S: "SO PER CERTO CHE DAVIGO E' STATO A GENOVA DA GRILLO. FARANNO UN GOVERNO CON 8 MAGISTRATI COME MINISTRI" - POI IL "BANANA" ARCHIVIA DI MAIO: "SE VINCONO NON LASCERANNO IL GIOCATTOLO NELLE MANI DI QUEL RAGAZZOTTO CHE NON PRENDEREI NEANCHE COME FATTORINO NELLE MIE AZIENDE. DIETRO C'E' ALTRO"

Francesco Verderami per www.corriere.it

 

putin berlusconi 4

Nemmeno ai tempi dei «comunisti» era arrivato a tanto: «Se vincono i Cinquestelle mi compro una dacia e me ne vado in Russia». Per Berlusconi i grillini non sono nemici, sono un tormento, un’ ossessione. Come in quegli incubi così realistici da sembrare veri, il Cavaliere li vede tramare per la conquista del potere, e giura che quanto sta per confidare non appartiene al mondo onirico:

 

«Non penserete che - se vincessero - lascerebbero il giocattolo a quel ragazzotto che non prenderei nemmeno come fattorino nelle mie aziende, vero? Dietro c’ è altro». Siccome i mostri sono la proiezione dell’ inconscio, assumono sembianze diverse a seconda di chi li genera e se li sente crescer dentro: «So per certo che Davigo è stato a Genova, a casa di Grillo, per tre volte. E so che hanno stretto l’ accordo per fare il governo, con otto magistrati come ministri».

 

«La volta in cui si voltò per non salutarmi»

PUTIN BERLUSCONI

Così Berlusconi materializza il suo fantasma tra i presenti, «e perché abbiate l’ idea del personaggio, vi racconto cos’è successo un giorno che mi è capitato di incrociarlo. Vedendolo avanzare, ho ritenuto giusto salutarlo: “Buongiorno dottor Davigo”, ho detto a voce alta. E lui, invece di rispondermi, si è ostentatamente voltato dall’ altra parte». Il passato e il futuro si fondono in quella figura e in quel gesto «che non so come qualificare». Non conta per il Cavaliere che il «dottor Davigo» abbia smentito di voler entrare in politica, è convinto sia negli spogliatoi, pronto a scendere in campo di persona o con suoi sostituti: «L’hanno visto mentre si salutava con Grillo. Prima si sono dati la destra, poi hanno coperto la stretta con le mani sinistre».

 

L’auto esilio

BERLUSCONI PUTIN

Ecco la nuova via al giustizialismo, perciò non riesce a darsi pace. I «rossi» sono stati soppiantati dai grillini, «ribellisti» e anche «pauperisti»: «Nel loro programma, per la tassazione sulla casa hanno adottato la legislazione della Francia, la più oppressiva in Europa. Infatti molti francesi facoltosi avevano iniziato a investire a Montecarlo, ma visto che nel Principato le quotazioni sono arrivate a sessantamila euro al metro quadro, si sono orientati sul mercato russo, dove le dacie ora hanno prezzi altissimi».

 

«Vincessero loro», la dacia diverrebbe per Berlusconi il luogo dell’ esilio, almeno così dice. E non è un caso se, per esorcizzare il rischio, si mette a citare i manifesti della Dc del ‘48, «che nemmeno io sono riuscito ad avvicinare per genialità»: a settant’anni dal voto che divise don Camillo e Peppone, c’ è una nuova minaccia per il Paese. Evocare il pericolo serve al Cavaliere per chiamare a raccolta l’ elettorato moderato che si è rifugiato nell’ astensionismo. Lo stesso schema adottato contro di lui in passato dalle tante sinistre che pure si riunivano per fermare il «comune nemico».

 

I 46 seggi mancanti

davigo

È vero, il centro-destra macina consensi nei sondaggi, ma oggi appare (quasi) impossibile conquistare quei 46 seggi che mancano alla coalizione per ottenere la maggioranza assoluta in Parlamento. E se fallisse il «piano A», con i numeri che girano sul Pd, per Berlusconi sarebbe (quasi) impossibile realizzare anche il «piano B», cioè le larghe intese. Perciò batte sul pericolo grillino, il suo «all’ armi all’ armi» è un modo per far accorrere votanti il 4 marzo: più sarà alta la percentuale degli astensionisti, più sarà alta la percentuale di M5S.

GRILLO DI MAIO CASALEGGIO

 

«Cosa succederebbe alle vostre famiglie?»

Ché poi l’ ossessione del Cavaliere ha un nesso con la realtà: lui fiuta il vento e legge gli amatissimi sondaggi, sa che al Nord, tranne il Piemonte, la forza dei grillini è contenuta dai leghisti e non va oltre il 15%. Ma al Centro e soprattutto al Sud i Cinquestelle superano il 30%, con un impatto tale da poter rovesciare i pronostici anche nelle sfide per l’ uninominale. Nonostante i loro errori politici e grammaticali, insomma, possono contare sul fascino del nuovo che gonfia le loro vele.

 

E la tesi che gli elettori, dopo aver provato la destra e la sinistra, vogliano ora provare i grillini deve avere un qualche fondamento, se è vero che Berlusconi l’ altra sera a Porta a Porta ha detto: «... Magari c’ è chi pensa “ruberanno pure loro forse. Ma ancora non hanno imparato quindi vediamo intanto cosa sanno fare”». E allora «all’ armi all’ armi»: «Mi rivolgo a chi pensa di non votare. Sapete cosa accadrebbe a voi e alle vostre famiglie se vincessero i Cinquestelle?». Berlusconi l’ ha già visto nel suo incubo.

luigi di maio a bresciaDI MAIO

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