giuseppe conte goffredo bettini

“CONTE È STATO FATTO CADERE. E LE RAGIONI DEBBONO ESSERE ANCORA INDAGATE MEGLIO…” - NEL LANCIARE LA SUA CORRENTE DE’ SINISTRA NEL PD, GOFFREDO BETTINI HA PAROLE DOLCI PER IL SUO AMATO CONTE: “GLI È STATO DETTO NO PER LA CANDIDATURA NEL COLLEGIO DI SIENA, E POI COME FEDERATORE. ALLA FINE HA SCELTO DI GUIDARE IL MOVIMENTO DI GRILLO. CON L'INTENZIONE DI RIFONDARLO. POTRÀ ESSERE UN BENE PER TUTTI. ZINGARETTI SAREBBE LA CANDIDATURA PIÙ FORTE PER ROMA - QUELLI CHE MI HANNO TANTO CRITICATO SU UNA MIA PRESUNTA IDEA DI ALLEANZA "STRUTTURALE" CON I 5 STELLE…”

Maria Teresa Meli per il “Corriere della Sera”

 

goffredo bettini guarda la diretta di giuseppe conte

Goffredo Bettini, il 14 aprile presenterà una sua piattaforma politica rivolta al Pd e a tutto il campo democratico... Una nuova corrente?

«Non è una corrente, ci tengo a sottolinearlo. Non ho mai avuto una corrente e ho scritto due libri "Oltre i partiti" e "Agorà" in polemica con una forma partito organizzata a canne d'organo e verticistica, che ha comportato una svalutazione del ruolo, della partecipazione, del potere, della libertà degli iscritti. Quella che proponiamo è semplicemente un'area di pensiero plurale, aperta, priva di un leader monocratico, che si pone l'obbiettivo di contribuire alla ricerca di una più forte identità del Pd e di pesare negli orientamenti del campo democratico».

 

Guarderà a sinistra?

GOFFREDO BETTINI GIUSEPPE CONTE

«Al centro c'è soprattutto, ma non solo, l'intenzione di ricomporre una presenza critica, moderna e aperta della sinistra italiana. Viviamo un paradosso: negli anni 70 l' Italia in Europa era «un' anomalia» per la forza di una sinistra comunista e socialista che insieme ai laici arrivava al 50%. Eppure il mondo era diviso in due, e una metà era dominato dall'Unione Sovietica. Oggi i comunisti non esistono più, ma è letteralmente scomparso, o irrilevante, o drammaticamente diviso, il mondo della sinistra. Un'anomalia al contrario. Infatti in tutti i Paesi occidentali il socialismo e la sinistra sono in campo, con alti e bassi. E dentro di loro emergono spesso letture innovative dei problemi della modernità. Dal tema delle crescenti disuguaglianze a quello della transizione ecologica».

goffredo bettini silvio berlusconi giuseppe conte by edoardobaraldi

 

La sua iniziativa sarà un contributo al Pd o porterà altri elementi di conflitto e confusione?

«Il documento che presenteremo penso sarà utile soprattutto al Pd, che ha bisogno come il pane di rendere visibile una tradizione più direttamente collegata alla lotta per la giustizia, la libertà, la dignità umana. Letta ha parlato fin dall'inizio di inclusività rispetto alle diverse sensibilità e culture. Sono d' accordo. La nostra iniziativa lavora per un equilibrio ed un bilanciamento, che al momento rischiano di mancare».

 

Come giudica il nuovo corso di Letta?

goffredo bettini gianni letta. giuseppe conte

«Positivamente. Siamo nella fase del decollo e troverei sbagliato "soffocare" Letta con dubbi pregiudiziali o con "entusiasmi" plaudenti, qualche volta inevitabilmente insinceri. In queste settimane ho avuto dei rapporti con il nuovo segretario, che mi hanno confermato la sua cultura, intelligenza, autorevolezza, correttezza. Allo stato attuale, nonostante qualche bizzarro commento, c'è una sostanziale continuità rispetto alle scelte fondamentali di Zingaretti e del suo gruppo dirigente. Naturalmente, Letta presenta anche importanti novità. Sui valori. La rappresentanza femminile. La trasformazione del partito. Ha anche indicato la sua preferenza per un sistema elettorale maggioritario. Lasciamolo fare. Per quanto mi riguarda lo aiuterò nei modi che riterrà più opportuni».

 

Zingaretti Bettini

Che cosa pensa di questo cambio di posizione rispetto alla legge elettorale? Ora il Pd è per il maggioritario a doppio turno.

«Lo schema maggioritario impone un'alleanza già definita in partenza. Si deve procedere con accortezza. È buffo. Quelli che mi hanno tanto criticato su una mia presunta idea di alleanza "strutturale" con i 5 Stelle, non riflettono sul fatto che mentre con il proporzionale ogni partito può mantenere, in una alleanza competitiva, la propria identità e il proprio profilo, con il maggioritario il Pd sarà obbligato "strutturalmente" a presentarsi di fronte agli elettori con il movimento di Grillo, e spero rapidamente di Conte.

 

Bettini e Zingaretti

Non mi impicco sull' ingegneria delle regole, per me comanda sempre la politica. Segnalo esclusivamente il pericolo di una sovrapposizione di punti di riferimento sociali, di posizionamento, di parole d' ordine tra il Pd e ciò che sarà il nuovo partito di Conte. Sarebbe un errore. Ridurrebbe le potenzialità espansive dell' intera alleanza. Ma Letta, mi pare lucido e so che il tema lo ha ben presente».

 

È vero che lei continua ad essere molto vicino a Giuseppe Conte?

«C' è stata con Conte una collaborazione nei mesi passati che non ho la minima intenzione di cancellare. Il suo governo ha fatto bene all' Italia. Non è caduto. È stato fatto cadere. Le ragioni debbono essere ancora indagate meglio. Ancora oggi Conte ha un rapporto molto saldo con l' opinione pubblica italiana.

goffredo bettini nicola zingaretti piero fassino

 

Non è un peso morto. Ma una risorsa. Il rammarico è non aver voluto utilizzare la sua forza da parte di tutti. Gli è stato detto no per la candidatura nel collegio di Siena, e poi come federatore. Alla fine ha scelto di guidare il movimento di Grillo. Con l' intenzione di rifondarlo. Potrà essere un bene per tutti. Il Pd avrà un interlocutore pacato, ragionevole, amichevole e di valore. Con la speranza, ripeto, che egli possa arare territori sociali e politici nei quali la sinistra da decenni arriva più difficilmente».

 

A Roma il Pd sembra prendere tempo e Carlo Calenda resta in campo. Come vedrebbe la candidatura di Zingaretti a sindaco?

CARLO CALENDA

«Zingaretti sarebbe, a mio avviso, la candidatura più forte. Per ovvie ragioni. Anche sulla vaccinazione nel Lazio, sta dimostrando di essere un fuoriclasse sul piano amministrativo. Ha ripetuto, tuttavia, che non vuole candidarsi a Roma. Deve concludere la sua complessa esperienza alla Regione, svolge un ruolo di governo locale da più di quindici anni, dovrà nelle prossime settimane «per forza di legge» commissariare il comune di Roma se non indicherà un sito per i rifiuti del suo territorio.

 

zingaretti letta

Letta sta seguendo da vicino la vicenda. La risolverà al meglio. Aggiungo, per completezza, che occorre far presto per non logorare le altre candidature in campo. Di donne e di uomini. A partire da quella di Gualtieri, che si è detto disponibile a concorre alle primarie e rappresenta una carta di enorme valore per Roma.

 

E garantisce un rapporto con il governo nazionale e l'Europa. Il tema di Calenda è diverso. Non mi pare che egli accetti il percorso dell' alleanza del centrosinistra romano. Nulla di male. Se vorrà, giocherà la sua partita in piena libertà. Spero senza inasprire toni e conflitti con il Pd. Perché, a mio avviso, rimane il leader più significativo e vivo di quell' area liberale e modernizzatrice, indispensabile al campo democratico per vincere in Italia contro la destra».

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