biden cina usa

LA MOSSA DI BIDEN – ALL’ASSEMBLEA DELL’ONU, IL PRESIDENTE USA SEMBRA OFFRIRE UNA TREGUA ALLA CINA: “NON STIAMO CERCANDO UNA NUOVA GUERRA FREDDA" – MA POI DICE: "DOBBIAMO PUNTARE GLI OCCHI SULLA REGIONE INDO-PACIFICA". TRADOTTO: CREARE UN CORDONE DI SICUREZZA PER CONTENERE L'ESPANSIONISMO POLITICO-MILITARE DI PECHINO - IL PATTO AUKUS CON AUSTRALIA E GRAN BRETAGNA E LA STRATEGIA A LUNGO TERMINE DI BIDEN DI IMPANTANARE LA CINA NELL'INDO-PACIFICO...

joe biden

Giuseppe Sarcina per www.corriere.it

 

Joe Biden offre una specie di «tregua nella competizione», pur senza mai nominarlo, a Xi Jinping. Assicura che gli Stati Uniti non vogliono imbarcarsi in una complicata e pericolosa guerra fredda, sottinteso con la Cina: «Siamo tornati al tavolo della comunità internazionale per voltare pagina». 

 

joe biden 4

Oggi, martedì 21 settembre, il presidente americano ha tenuto il suo primo discorso all’Assemblea dell’Onu. Ha parlato per 35 minuti, sforando il quarto d’ora assegnato a ogni oratore. Questa volta ha risparmiato sulla retorica cui ci ha abituato, sui valori morali, sull’«America faro della democrazia del mondo». 

 

Si è sforzato, invece, di tenere insieme «partner«, «alleati» e anche «avversari», indicando le «due emergenze planetarie» che devono affrontare tutti i Paesi: la pandemia e il climate change, naturalmente. 

 

joe biden 3

Biden ha anche accennato a un paio di proposte concrete, che svilupperà domani, mercoledì 22 settembre, nel summit sulla pandemia a livello di Capi di stato e di governo: «Abbiamo già stanziato 15 miliardi di dollari per contribuire alla risposta globale al Covid-19. Occorre fare di più e domani vi dirò quali saranno i nostri nuovi impegni». 

 

In arrivo altre risorse anche sul fronte del cambiamento climatico: «Lavorerò con il Congresso per raddoppiare gli aiuti per favorire la transizione energetica dei Paesi in via di sviluppo. Lo scorso aprile mi ero già impegnato a raddoppiare quei fondi, ora vi dico che raddoppieremo... il raddoppio». 

 

Joe Biden

Le cifre esatte su cui ragionare dovrebbero arrivare nei prossimi giorni: ma a occhio si sta parlando di circa 5-6 miliardi di dollari all’anno che potrebbero diventare più di 15, mobilitando capitali e investimenti privati. Forse non è molto, ma è comunque un segnale, è la conclusione implicita di Biden. 

 

Le misure, il pragmatismo ostentato dal leader americano discendono da uno schema politico a questo punto molto chiaro. «Per la prima volta negli ultimi vent’anni, gli Stati Uniti non sono più in guerra. È finito il tempo delle guerre senza fine, è venuto il momento di puntare sulla diplomazia. Sia chiaro: noi competeremo vigorosamente sui mercati, difenderemo i nostri interessi vitali e i nostri valori fondamentali. Ma useremo la forza militare solo come ultima spiaggia». 

 

joe biden xi jinping

Il primo messaggio, dunque, è per la Cina, il nuovo grande avversario, mai evocato esplicitamente: «Non stiamo cercando, lo ripeto, non stiamo cercando una nuova Guerra Fredda». 

 

E qui si apre come una fessura logica e politica nel ragionamento statunitense. Da una parte Biden insiste: «Siamo pronti a collaborare con tutti per affrontare i problemi che toccano tutta l’umanità, anche con quei Paesi con cui siamo in forte disaccordo». 

usa vs cina

 

Dall’altra parte, però, il numero uno della Casa Bianca traccia linee precise sulla mappa geo politica. «Dobbiamo puntare gli occhi sulla regione indo-pacifica, sull’Asia, per amplificare la diffusione dei nostri valori, per sviluppare i commerci, garantire la libertà di navigazione».

 

vertice usa cina 1

Tutte cose che tradotte significano: un cordone di sicurezza per contenere l’espansionismo economico e militare della Cina. Del resto il discorso all’Onu sembra quasi una parentesi formale nell’intenso lavorìo per costruire quella che Pechino ha definito «la Nato del Pacifico», un’operazione ostile guidata dagli americani con la collaborazione di Giappone, Australia, India e ora anche Regno Unito. È, però, oggettivamente complicato chiedere a Pechino di collaborare e, nello stesso tempo, lavorare a una gabbia per imbrigliarne la spinta. 

 

TRUPPE NATO IN AFGHANISTAN

Ma è così. Nel pomeriggio Biden ha visto il premier austrialiano, Scott Morrison (già in grande sintonia con Donald Trump); in serata incontra il britannico Boris Johnson alla Casa Bianca. Infine venerdì 24 faccia a faccia con il leader indiano Narendra Modi e con quello giapponese Yoshihide Suga, a margine del vertice Quad, «L’Accordo quadrilaterale di sicurezza», il formato che dal 2007 raggruppa appunto Stati Uniti, Giappone, India e Australia. 

 

TRUPPE NATO IN AFGHANISTAN

E l’Europa? Biden ha concesso solo un rapido cenno alla «fondamentale alleanza con gli europei», richiamando il «sacro dovere dell’Articolo 5 della Nato», cioè l’obbligo di tutti di intervenire a difesa di un partner sotto attacco. 

 

In questi giorni Biden sentirà per telefono il presidente Emanuel Macron per cercare di appianare lo scontro politico-diplomatico innescato dalla fornitura di sottomarini a propulsione nucleare all’Australia, soffiata dagli Stati Uniti alla Francia. Tutto qui: agli europei Biden chiede di condividere il peso della lotta mondiale al coronavirus e ai cambiamenti climatici, ma sembra proprio escluderli dalla grande partita nell’Indo-Pacifico.

Ultimi Dagoreport

RUGGIERI, TORNA COM’ERI! - DOPO AVER LETTO SU DAGOSPIA UN COMMENTO AI SUOI ELOGI A TRUMP, IL NIPOTE DI BRUNO VESPA RISPONDE CON UN VIDEO BILIOSO, DEFINENDO DAGOSPIA UN “SITARELLO” E PARLANDO DI “DELIRI STUPEFACENTI” - IL PARTY-GIANO RUGGIERI SI ADONTA PER COSÌ POCO? LO PREFERIVAMO GAUDENTE, TIPO BERLUSCONI IN SEDICESIMO, COME SVELATO DALLA SUA AMICA ANNALISA CHIRICO IN UN VIDEO DEL 6 GENNAIO. IN QUEL FILMATO, LA GIORNALISTA SVELÒ LE PASSIONCELLE DI RUGGIERI EVOCANDO “UN’AMICA MOLDAVA NON DICO CONOSCIUTA DOVE” - SORVOLIAMO SUI CONTENUTI POLITICI DEL VIDEO, DOVREMMO PRENDERLO SUL SERIO PER FARE UN CONTROCANTO. MA RUGGIERI, CHE ABBIAMO SEMPRE STIMATO PER LA SUA CAPACITÀ DI DRIBBLARE AGILMENTE IL LAVORO, È UN SIMPATICO BIGHELLONE DA TENNIS CLUB… - VIDEO!

donald trump peter thiel mark zuckerberg elon musk jordan bardella giorgia meloni nigel farage

DAGOREPORT – PER IL “T-REX” TRUMP (COPYRIGHT GAVIN NEWSOM) I SOVRANISTI EUROPEI SONO DINOSAURI VICINI ALL’ESTINZIONE. È LA MORTE DI QUELLA BANALE DIALETTICA CHE CI TRANQUILLIZZAVA (TIPO MELONI CONTRO SCHLEIN) A FAVORE DELLA POLITICA DEL CAOS: TU PRENDI L’UCRAINA, IO TOLGO MADURO DAL VENEZUELA, PRENDO LA GROENLANDIA E UN TERZO CONTINENTE A SCELTA – CON IL PRESIDENTE AMERICANO INTERESSATO SOLO AL BUSINESS E AGLI AFFARI (CHI INCASSERÀ I 20 MILIARDI “DONATI” DAGLI STATI PER L’ONU PRIVATA CHIAMATA “BOARD OF PEACE”?), E IN PROCINTO DI ANNETTERE LA GROENLANDIA, CON O SENZA ARMI, PURE CHI VEDEVA IN LUI UN CONDOTTIERO SI È DOVUTO RICREDERE. E COSÌ, DA BARDELLA A FARAGE, FINO ALLA MELONI CON I SUOI SUSSURRI IMBARAZZATI, I MAL-DESTRI EUROPEI HANNO CAPITO DI ESSERE SOLO PREDE PRONTE PER ESSERE DIVORATE DALLE FAUCI DEL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO

giampaolo rossi fiorello cucina

FLASH – È MAI POSSIBILE CHE FIORELLO SI METTA A CUCINARE NELLA SUA STANZA DI VIA ASIAGO, IN BARBA ALLE NORME DI SICUREZZA SUL LAVORO, E CHE I DIRIGENTI RAI NON PROFERISCANO PAROLA AL RIGUARDO? LA RAI È UNA TV PUBBLICA, E NESSUNO, NEMMENO FIORELLO, PUÒ FARE COME GLI PARE SENZA DARE LE DOVUTE SPIEGAZIONI - LA DOMANDA VERA, IN FONDO, È: CHI È IL VERO CIALTRONE? CHI CUCINA IN UFFICIO SENZA AUTORIZZAZIONE? I DIRIGENTI CHE SENZA AVERLO AUTORIZZATO TACCIONO? OPPURE, C’È QUALCHE CAPOCCIONE DELLA RAI CHE HA PERMESSO A FIORELLO DI SPADELLARE A VIA ASIAGO, ALLA FACCIA DELLE REGOLE DELLA TV PUBBLICA? DAGOSPIA ASPETTA RISPOSTE...

fiorello cucina

FOTO FLASH – MA FIORELLO IN RAI SI SENTE IL PADRONE DI CASA? SONO DUE GIORNI CHE CUCINA NELLA SUA STANZETTA DI VIA ASIAGO, ANCHE SE È VIETATO DALLE REGOLE AZIENDALI (SOPRATTUTTO IN QUESTO MOMENTO, CON ATTENZIONE ALLE STELLE ALLE MISURE DI SICUREZZA ANTI INCENDIO DOPO LA STRAGE DI CRANS MONTANA) – FIORELLO AVEVA ANCHE PUBBLICATO UNA STORIA SU INSTAGRAM MA POI L’HA RIMOSSA - FORSE QUALCUNO GLI HA FATTO NOTARE CHE NON PUO’ SPADRONEGGIARE COME GLI PARE, NONOSTANTE LA RAI CON LUI SIA SEMPRE APPECORONATA...

federico freni antonio tajani giorgia meloni francesco gaetano caltagirone

DAGOREPORT - DAVVERO BASTA UN MEZZO TAJANI PER BOCCIARE LA NOMINA ALLA GUIDA DELLA CONSOB DEL SOTTOSEGRETARIO ALL’ECONOMIA FEDERICO FRENI, IN QUOTA LEGA? - DAVVERO DOBBIAMO CREDERE CHE, DOPO QUATTRO ANNI DI IMPECCABILE SERVIZIO, IL “MAGGIORDOMO” DI CASA MELONI, CAMUFFATO DA LEADER DI FORZA ITALIA, SI TOGLIE IL TOVAGLIOLO DAL BRACCIO E SI TRASFORMA IN RAMBO? DAVVERO, IL "VAFFA" A FRENI E' ACCADUTO ALL’INSAPUTA DEI FRATELLINI DI MELONI? – IL GOVERNO HA MOTIVATO IL RINVIO CON UN SIBILLINO: “ULTERIORI APPROFONDIMENTI” - SCUSATE: DA PARTE DI CHI? FORSE QUELLI ATTESI DALLA PROCURA DI MILANO CHE INDAGA SUL “CONCERTO” TRA I SOCI (LOVAGLIO, CALTAGIRONE, MILLERI) NELLA SCALATA A MEDIOBANCA-GENERALI ATTRAVERSO MPS? - FRENI, CHE PURE NON È INDAGATO, È COLUI CHE PER CONTO DEL GOVERNO HA SEGUITO IN PRIMA PERSONA LA SCALATA - MAGARI, PRIMA DI FAR TRASLOCARE FRENI DAL MEF ALLA CONSOB, E' PIU' SAGGIO ATTENDERE GLI ‘’ULTERIORI APPROFONDIMENTI’’ CHE NEI PROSSIMI MESI, CON GLI INTERROGATORI DELLE ‘’PERSONE INFORMATE DEI FATTI” E DEI TRE INDAGATI (LOVAGLIO-CALTAGIRONE-MILLERI), POTREBBERO EMERGERE DALLA PROCURA DI MILANO…