BO XILAI: PASSATO REMOTO DEL VERBO “PURGARE” - COME LA DEMOCRATICA CINA HA SEPOLTO IN UNA CELLA IL “PICCOLO MAO”

Ilaria Maria Sala per "La Stampa"

Ergastolo a Bo Xilai: si conclude così la vicenda del "principe" rosso - figlio di Bo Yibo, uno degli alleati più stretti di Mao Zedong - che per un breve periodo sembrava poter aspirare alle vette più alte del potere cinese. Bo, ex-membro del Politburo e segretario di partito a Chongqing, dove aveva cercato di introdurre una linea politica "maoista" (coreografie da Rivoluzione Culturale unite a maggiori politiche sociali) e una violenta lotta alla corruzione dal gusto di purga, è stato politicamente sepolto.

I crimini che lo hanno portato all'ergastolo sono la corruzione, l'abuso di potere e l'allocazione fraudolenta di fondi: reati non violenti che potrebbero dunque portare alla scarcerazione di Bo fra dieci anni. Ma anche volendo immaginare un improvviso rovescio di fortuna, a quell'epoca Bo sarebbe oltre i limiti d'età per un ritorno al Politburo - e questa improbabile prospettiva gli è stata comunque preclusa dalla negazione a vita dei diritti politici.

Dai tempi di Lin Biao, ex-leader rivoluzionario fedelissimo di Mao caduto in disgrazia e morto in un misterioso incidente aereo nel 1971, non si assisteva a una così fragorosa caduta dal potere in Cina.

Il processo a Bo Xilai, tenutosi il mese scorso nella città di Jinan, era stato uno degli esempi di teatro politico più appassionanti degli ultimi tempi, con tanto di aggiornamento via micro-blogging su quanto avveniva all'interno dell'aula (naturalmente previa censura). Bo si era mostrato combattivo, per quanto tutti gli osservatori concordassero nel reputare il dibattito in aula poco diverso da un copione concordato.

Secondo un commento Nicholas Bequelin, di Human Rights Watch, «non si è assistito a un processo giusto, le vittime di Bo non hanno avuto giustizia, e al popolo cinese non è stata garantita la luce sugli abusi di potere di Bo». La trasparenza selettiva a cui si è assistito, però, è stata maggiore di quella che si ha solitamente nel sistema giudiziario cinese,e mostra «quello a cui la giustizia cinese aspira».

La fine di Bo Xilai è arrivata a seguito di una storia scabrosa, che ha per un breve periodo esposto al pubblico la corruzione e la vita oltre ogni legge di una classe politica sulla quale le informazioni sono sempre scarse. Tutto cominciò a crollare nel febbraio dello scorso anno, dopo che un super-poliziotto di Chongqing, Wang Lijun, in seguito a una lite con Bo cercò asilo al Consolato americano, venendone respinto.

Ancora non si sa con esattezza la causa della tentata defezione, ma sembra che il litigio fosse avvenuto a causa della copertura dell'omicidio di Neil Heywood, ex-collaboratore della moglie di Bo Xilai, Gu Kailai, che è stato probabilmente ucciso da quest'ultima in seguito a delle transazioni finanziarie andate male. Gu sta attualmente scontando una pena di morte commutata in ergastolo per l'assassinio di Heywood, mentre Wang è stato condannato a 15 anni di prigione per abuso di potere e tentata defezione. Entrambi hanno testimoniato al processo contro Bo Xilai.

Per quanto mille domande ancora rimangano, il circolo si è ora chiuso con la sentenza a Bo. Soprattutto, scegliendo di mettere in luce le nefandezze dell'ex-segretario di partito di Chongqing solo dopo averlo espulso dal Partito Comunista, il Partito stesso è riuscito ancora una volta ad auto-assolversi da ogni colpa, mostrandosi sollecito a isolare una «mela marcia» al suo interno e ribadendo la propria forza. Chiunque pensasse ancora che Xi Jinping non faccia sul serio, o esiti a consolidare il suo potere, è stato definitivamente smentito.

 

xilai b bo xilai x Bo XilaiGU KAILAI - BO XILAI - BO GUAGUA DURANTE UN'ESCURSIONENeil Heywood Bo Xi Xilaineil-heywoodBarack Obama e Xi Jinping si incontrano a Sunnylands

Ultimi Dagoreport

tommaso cerno lirio abbate sigfrido ranucci giuliano ferrara valter lavitola

DAGOREPORT - SE C'È UN FILO DI CONTINUITÀ NELLA STORIA DELL’ITALIETTA, UN ELEMENTO CHE RIMBALZA DA UN SECOLO ALL'ALTRO, È IL TRASFORMISMO - SE ALL’EPOCA SULLA VOLATILITÀ DI GIULIANO FERRARA SCESE UNA SORTA DI CONDANNA MORALE, OGGI SI VEDONO COSE CHE DIECI ANNI FA SI POTEVANO IMMAGINARE SOLO IN UN FANTAFUMETTO - L'"AMICIZIA FRATERNA" CHE LEGA L’EX GALEOTTO LAVITOLA CON IL GIORNALISTA DI PUNTA DELL’ANTI-POTERE, SIGFRIDO RANUCCI - L’EX DIRETTORE DELL’''ESPRESSO” LIRIO ABBATE CHE È IN ATTESA DI ASSUMERE LA VICE-DIREZIONE DEL ‘’GIORNALE’’, DOVE L’ATTENDE IL ‘’CERNO-BYL’’ DEL TRASFORMISMO: IL GAIO TOMMASINO, NEL BREVE GIRO DI UN LUSTRO, È STATO DIRETTORE DELL’’’ESPRESSO’’, VICEDIRETTORE DI ‘’REPUBBLICA’’, SENATORE PD SOTTO L’ALA DI RENZI, FINO A QUANDO, TRAFITTO DAL RAGGIO DI GIORGIA MELONI, E' PLANATO NELLA STAMPA DI DESTRA - TI BUTTI NELLA VITA DI MARIO ORFEO E SALTA FUORI DI TUTTO: DA CALTAGIRONE ALLA RAI, DA “REPUBBLICA” A LEONARDINO DEL VECCHIO…

sondaggi pagnoncelli meloni salvini vannacci trump

DAGOREPORT - DISGREGARE L’UNIONE EUROPEA, ALIMENTANDO FINANZIARIAMENTE LE FORZE SOVRANISTE EUROPEE, È L’OBIETTIVO DI TRUMP - NEL 2019, ALLA VIGILIA DELLE ELEZIONI EUROPEE, BANNON RISPONDE A UNA MAIL DI EPSTEIN: “SONO CONCENTRATO SOLO SUL RACCOGLIERE FONDI PER LE PEN E SALVINI IN MODO CHE POSSANO CANDIDARSI CON LISTE COMPLETE” - MEZZO MILIARDO DI CONTRIBUTI NON PUBBLICI DI CUI NON SI HA TRACCIA HANNO ARRICCHITO LE CASSE DEL BRITANNICO FARAGE ALLO SPAGNOLO VOX, FINO AI NAZI-TEDESCHI AFD – FINITO A “VAFFA” IL RAPPORTO TRA TRUMP E MELONI, SGRETOLATASI LA LEGA, ENTRA IN CAMPO, CARICO DI MUNIZIONI, IL GENERALE ROBERTINO VANNACCI. E SUBITO IL SUO PARTITO FA IL BOTTO  - “L’AFD ALLEATO CON FUTURO NAZIONALE È LA SCOMMESSA DI BANNON. I PUNTI NEL PROGRAMMA SONO GLI STESSI: REMIGRAZIONE, FINE DEL SOSTEGNO ALL’UCRAINA. PIÙ IN GENERALE: IMPLOSIONE DELL’UNIONE EUROPEA” – E RICICCIA LA DOMANDINA: CHI FINANZIA L’EX PARA’ DELLA FOLGORE?

nicola fratoianni elly schlein vladimir putin gaetano manfredi

DAGOREPORT - CON L'ARMATA BRANCA-MELONI SOTTO SCHIAFFO DEL VANNACCISMO, IL CENTROSINISTRA RIESCE A MOSTRARE SOLO UN CAMPOLARGO SGARRUPATO E PIENO DI BUCHE - LA MANIFESTAZIONE DI NAPOLI HA FATTO INCAZZARE DI BRUTTO ELLY SCHLEIN PER LE INTEMERATE DI FRATOIANNI E DI CONTE CONTRO L'AUMENTO DELLE SPESE PER LA DIFESA: PER I LEADER DI AVS E M5S, DOPO QUATTRO ANNI DI GUERRA, L'EUROPA SI E' INVENTATA LA "MINACCIA PUTIN" - ANCHE IL LANCIO DEL SINDACO DI NAPOLI, GAETANO MANFREDI, COME LEADER DELLA "GAMBA CENTRISTA", HA INFIAMMATO I NEURONI DI ELLY - IL TIMORE DELLA SEGRETARIA CON L’ESKIMO È CHE IL NUOVO AGGREGATO, ANZICHÉ GUIDATO DA PERSONALITÀ NUOVE CAPACI DI ATTIRARE GLI ELETTORI MODERATI, SIA FORMATO DA POLITICI PD, COL RISULTATO DI FARLA PRECIPITARE NEI SONDAGGI...

mario orfeo mirja cartia dasiero theodore kyriakou

DAGOREPORT – PERCHÉ MARIO ORFEO HA DETTO ADDIO A “REPUBBLICA”? DIETRO ALLE DIMISSIONI C’È UNA FRATTURA INSANABILE CON IL NUOVO EDITORE, IL GRECO THEO KYRIAKOU, E LA NUOVA AD, MIRJA CARTIA D’ASERO – “PONGO” SI È OFFESO PERCHÉ I NUOVI PADRONCINI DI LARGO FOCHETTI HANNO DATO MANDATO AI CACCIATORI DI TESTE DI INDIVIDUARE UN PROFILO ADATTO A GUIDARE LA “CNN ITALIANA” CHE SOGNA IL MAGNATE GRECO. MA COME, È STATA LA RAMPOGNA DI ORFEO, IO SONO STATO DIRETTORE DI DUE TG (TG1 E TG3) E DG RAI, E QUELLI MI IGNORANO? SENTITOSI SCAVALCATO IRRIMEDIABILMENTE, ORFEO VOLA TRA LE MUNIFICHE BRACCIA DI LEONARDINO DEL VECCHIO – PER LA “CNN” DI KYRIAKOU DOVREBBE ARRIVARE IL DESTRISSIMO ANDREA PUCCI, ALLA FACCIA DEL CDR SOVIET DI “REP”…

marco bucci gianluigi aponte michele brambilla andrea malaguti il secolo

FLASH! - ALL'INDOMANI DEL VIOLENTO SCAZZO CON QUERELA TRA IL GOVERNATORE DELLA LIGURIA MARCO BUCCI, CHE HA UN'IDEA DELLA LIBERTA' DI STAMPA PARI A QUELLA DI TRUMP, E IL DIRETTORE DEL "SECOLO XIX", MICHELE BRAMBILLA, ANCHE IL RAPPORTO DELL'EDITORE DEL QUOTIDIANO GENOVESE, L'ARMATORE DEI 7 MARI GIANLUIGI APONTE CON IL GOVERNATORE HA COMINCIATO A DECLINARE - PER RISOLVERE LA SITUAZIONE, APONTE HA INCARICATO IL GENERO PIERFRANCESCO VAGO, PRESIDENTE DI MSC CROCIERE, DI PROPORRE LA DIREZIONE ALL'EX DIRETTORE DE "LA STAMPA", ANDREA MALUGUTI (CORTEGGIATO ANCHE DA LEONARDINO DEL VECCHIO PER IL POLO EDITORIALE QN)....