SESSANTOTTINO, CHIACCHIERE E BOTTINO - L’ARTICOLO DI ALDO GRASSO SUI ‘COMPAGNI’ CHE VOLEVANO CAMBIARE IL MONDO E CHE HANNO CAMBIATO SOLO LA LORO SITUAZIONE PREVIDENZIALE, CON PENSIONI DA URLO, FA INCAZZARE RUSSO SPENA - “SI ATTACCANO LE PERSONE PER ATTACCARNE LE IDEE. IL MIO IMPEGNO PER CAMBIARE UNA SOCIETÀ SEMPRE PIÙ INGIUSTA È SEMPRE PIÙ APPASSIONATO” - GRASSO LAPIDARIO: “SIAMO SEMPRE IN ATTESA DELLE GRANDI RIFORME CHE IL ’ 68 CI AVEVA PROMESSO”…

1 - SOCIETÀ, RIFORME E PROTAGONISTI DEL ' 68
Lettera di Giovanni Russo Spena al "Corriere della Sera"

Sul Corriere della Sera del 27 novembre, Aldo Grasso afferma che tra le tante, esiste anche la «Casta del Sessantotto» ; la quale è da lui posta in verità in buona compagnia di quella di Palmiro Togliatti. Ho la sgradevole impressione che si attacchino le persone per attaccarne le idee. Per quanto mi riguarda mi permetto 4 osservazioni.

1) Nel Settanta chiusi lo studio di mio padre, avvocato di rilievo, per « fare la rivoluzione » come scrive Grasso. Vinsi il concorso universitario e insegnai a lungo proprio per evitare di diventare politico di professione. Ricordo che lo stipendio di un parlamentare demoproletario corrispondeva al quinto livello del salario metalmeccanico. Era una scelta politica e di vita.
2) Credo di aver fatto qualcosa, nella mia fin troppo lunga vita parlamentare: forse migranti, detenuti, lavoratori, coloro che lottano contro le mafie (chi si ricorda di Peppino Impastato?) lo sanno.
3) Comunque, in mille convegni e atti parlamentari ho sempre sostenuto la mia contrarietà ai cumuli pensionistici. La nostra proposta come partito, è di un tetto massimo di 5 mila euro per tutte le pensioni e il loro cumulo. Appoggiamo la proposta di legge dei Cobas. Se domani vengono aboliti i vitalizi anche per gli ex parlamentari sono l'uomo più felice del mondo.
4) Il mio partito, per regolamento, prevede che il 55 per cento degli emolumenti parlamentari vadano al partito per autofinanziamento e a riviste, associazioni, movimenti. Sia tranquillo Aldo Grasso: non ho affatto cambiato idea; anzi, il mio impegno per cambiare una società - che ritengo sempre più ingiusta- è sempre più appassionato.

Risposta di Aldo Grasso
Gentile Russo Spena, fiduciosi, siamo sempre in attesa delle grandi riforme che il ' 68 ci aveva promesso.

2 - VITALIZI ANCHE ALLA CASTA DEL ' 68 CHE VOLEVA CAMBIARE IL MONDO
Aldo Grasso per il "Corriere della Sera"

Il mitico ' 68 va in pensione, les dieux s'en vont. Ha suscitato molta curiosità la notizia che l'ex presidente della Camera, Fausto Bertinotti, va in pensione. Con il famoso vitalizio che, notizia di pochi giorni fa, non verrà più elargito ai parlamentari. Non ora, ma a partire dal 2018. «Se mi toglierei il vitalizio? Se mi dessero qualcos'altro per vivere sì, se mi dessero una pensione sì. Ho lavorato una vita e ho diritto a una pensione, poi come si chiami non conta» ha precisato Bertinotti. Vitalizio è peggio di pensione: si porta dietro un retaggio medioevale, è un recinto per privilegiati.

La pensione, almeno, ha un che di piccolo- borghese, richiama la panchina dei giardini pubblici, le discussioni attorno alle buche dei lavori in corso, il quartino alla bocciofila. Se poi ad andare in pensione è un ex ribelle, un ex rivoluzionario, un ex sindacalista la malinconia cresce. Veramente anche la moglie Lella è da tempo una baby pensionata, avendo usufruito di agevolazioni per il pubblico impiego. Ma almeno si è dedicata anima e corpo al marito, diventando la sua look maker, creando il communist cashmere style tanto caro al salotto di Bruno Vespa.

Anche Mario Capanna è andato in pensione. Come Cincinnato si è ritirato in campagna a vivere dei prodotti della terra. L'ex leader del Movimento studentesco prende 5.000 euro dalla Regione Lombardia e 4.725 euro dal Parlamento. Fa una certa impressione, per chi ricorda Capanna arringare la folla degli studenti milanesi per distruggere la borghesia e rigenerare la Storia, fa impressione vederlo ora alle prese con i vasetti di salsa di pomodoro e di miele o spaccare la legna per il caminetto. Il suo successore alla guida di Democrazia proletaria, Giovanni Russo Spena, di pensioni ne ha tre: una da ex parlamentare (4.725 euro), una da ex consigliere regionale ( 3.000 euro) e una da ex professore (3.250 euro).

Costa la casta: non hanno rubato nulla, i soldi spettano loro per legge. Volevano cambiare il mondo, hanno cambiato la loro situazione previdenziale. Lunga vita a Bertinotti, Capanna e Russo Spena. Ma fra cinquant'anni, caso mai dovessero trapassare, sulle loro tombe non sfigurerebbe l'epitaffio che Indro Montanelli aveva vergato per il Migliore: «Qui riposa Palmiro Togliatti impiegato modello di rivoluzioni parastatali» .

 

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