controlli frontiere

CONFINE PENA MAI - BRUXELLES VUOLE RIVEDERE L'ACCORDO DI SCHENGEN CON MAGGIORI CONTROLLI ALLE FRONTIERE ESTERNE ALL'UE - MA UN CONTO È SORVEGLIARE I CONFINI POLACCHI, UN CONTO È TENERE A BADA GLI ARRIVI SULLE COSTE ITALIANE. E INFATTI SUI RICOLLOCAMENTI DEI MIGRANTI SI PARLA ANCORA DI SCHEMA VOLONTARIO, CON L'ITALIA CHE LO PRENDE IN SACCOCCIA PERCHE' GLI ALTRI PAESI NON VOGLIONO ACCOLARSI FLUSSI MIGRATORI...

Stefano Graziosi per "la Verità"

 

Immigrati passano la frontiera

Una riforma dell' area Schengen, ma sui flussi di immigrati nessuna novità. La redistribuzione tra Paesi Ue resterà un miraggio. O meglio una decisione volontaria. È questo il succo dell' annuncio dato ieri dal presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen: «La libertà di circolare, vivere e lavorare in diversi Stati membri è una libertà cara agli europei. Uno dei più grandi successi dell' Ue.

 

Diverse crisi e sfide ci hanno dimostrato che non possiamo dare per scontata Schengen».

«Oggi», ha proseguito, «presentiamo una via da seguire che assicurerà che Schengen possa resistere alla prova del tempo, che assicurerà il libero flusso di persone, beni e servizi in qualsiasi circostanza per ricostruire le nostre economie e per farci emergere più forti insieme».

 

frontiera gibilterra senza mascherine

Nel dettaglio, le novità riguardano innanzitutto la gestione delle frontiere esterne all' Unione europea: il controllo dei confini avverrà attraverso il lancio di un «corpo permanente della guardia di frontiera e costiera europea», con l' obiettivo di «rendere interoperabili i sistemi informativi per la gestione delle frontiere e della migrazione entro il 2023». In tutto questo, si prevede di «rendere digitali le domande di visto e i documenti di viaggio».

 

Un secondo elemento di intervento riguarda poi il rafforzamento interno dell' area Schengen. In particolare, verranno introdotti «un codice di cooperazione per la polizia dell' Ue; l' aggiornamento del quadro "Prüm" per lo scambio di informazioni su Dna, impronte digitali e immatricolazione dei veicoli; e l' estensione dell' uso delle Advance passenger information ai voli intra Schengen».

 

frontiera italia svizzera

La Commissione ha infine auspicato un non meglio precisato «approccio comune» nella gestione migratoria, quando sarà adottato il Nuovo patto su migrazione e asilo. Un vago accenno che nasconde la realtà dei fatti. Il vertice tra i governi di Berlino e Parigi ha già mostrato che Emmanuel Macron e Angela Merkel non cederanno sul punto.

 

Il presidente francese vorrebbe riaprire sulle quote solo in cambio della garanzia che le persone che arrivano dall' Italia saranno respinte in Italia. Una fonte citata da Repubblica parla apertamente di una redistribuzione del 30% tra Italia, Francia e Germania con l' esplicita richiesta che chi arriva passando per l' Italia possa essere rimandato nel Belpaese. In sostanza, una fregatura.

bardonecchia frontiera

 

Ora, è senz' altro una buona notizia che Bruxelles pensi a come irrobustire i confini esterni dell' Unione. Così come ha un senso il rafforzamento della cooperazione tra le forze dell' ordine nazionali. Ciò detto, gli annunci della von der Leyen appaiono volutamente così vaghi sulla tutela delle frontiere meridionali e sulla spinosa questione migratoria.

Un conto è infatti il controllo dei confini polacchi, un conto è quello delle coste del Sud Italia.

 

POLIZIA DI FRONTIERA

Lo stesso fatto di aver citato, come abbiamo visto, il Nuovo patto su migrazione e asilo non è esattamente di buon auspicio per Roma. Quando questo patto fu proposto a settembre scorso, la Commissione europea diramò infatti un comunicato in cui si sosteneva: «Sebbene il nuovo sistema si fondi sulla cooperazione e su forme flessibili di sostegno inizialmente su base volontaria, saranno richiesti contributi più rigorosi nei periodi di pressione su singoli Stati membri, sulla base di una rete di sicurezza».

 

POLIZIA DI FRONTIERA

Insomma, nessuna garanzia sui ricollocamenti: tanto che lo stesso ministro dell' Interno, Luciana Lamorgese, segnalò all' epoca come quel piano fosse insufficiente. Tra l' altro, proprio la settimana scorsa, la Johansson ha lasciato intendere che, su questo patto, non è ancora vicino un compromesso tra i vari Paesi membri.

 

Sembrano quindi preannunciarsi degli attriti tra Palazzo Chigi e Bruxelles, soprattutto dopo che Mario Draghi ha invocato un maggiore coinvolgimento dell' Unione europea in materia di gestione migratoria. Intervenendo lunedì sulla questione, ha non a caso affermato: «L' Italia continuerà a fare la sua parte in termini di risorse e capacità formative, ma serve un' azione dell' Ue determinata e rapida». Un' azione che tuttavia, almeno per ora, non si scorge all' orizzonte.

Ultimi Dagoreport

claudia conte matteo piantedosi giorgia meloni

FLASH! – CHI AVRÀ SUGGERITO AL MINISTRO DELL’INTERNO MATTEO PIANTEDOSI DI QUERELARE DAGOSPIA PROPRIO QUANDO I GIORNALONI DE’ NOANTRI SI ERANO GIÀ DIMENTICATI DELLA SUA AMANTE CLAUDIA CONTE? - QUELLO CHE È CERTO È CHE NE' I VERTICI DEL VIMINALE NE' LA ''FIAMMA MAGICA'' ERANO A CONOSCENZA DELL’INTEMERATA DEL MINISTRO INNAMORATO VERSO DAGOSPIA - E, A QUANTO PARE, A ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI, GIÀ ALLE PRESE CON MILLE ROGNE (EUFEMISMO), LA MOSSA DI PIANTEDOSI NON È STATA ACCOLTA PER NIENTE BENE…

roberto gualtieri alessandro rivera fabrizio palermo francesco gaetano caltagirone

CHI NON SALTA, CALTA E'... – DIETRO ALLE DIMISSIONI DI FABRIZIO PALERMO DAL CDA DI MPS CI SAREBBE UN "SUGGERIMENTO" DI ROBERTO GUALTIERI: IL SINDACO DI ROMA, PRIMO AZIONISTA DI ACEA (HA IL 51%), AVREBBE CONSIGLIATO AL MANAGER DI NON RISCHIARE LA FACCIA PER LE BATTAGLIE (PERSE) DI CALTAGIRONE. “ALTRIMENTI AVRÒ DIFFICOLTÀ CON I MIEI DEL PD PER RICONFERMARTI ALL'ACEA” – LA “STAFFETTA” POSSIBILE CON ALESSANDRO RIVERA: L’EX DG DEL TESORO ARRIVA COME PRESIDENTE, MA TRA UN ANNO POTREBBE DIVENTARE CEO (SE PALERMO TENTASSE NUOVE AVVENTURE, DOPO IL FALLITO ASSALTO DI CALTARICCONE AL “MONTE”)

la stampa alberto leonardis carlo toto luciano tancredi antonio di rosa alessandro de angelis maurizio molinari

DAGOREPORT- LA ''SAE'' L’ULTIMA? PROSSIMAMENTE IN EDICOLA “LA STAMPA D’ABRUZZO”! BATTUTACCE A PARTE, LA NOTIZIA DEL GIORNO È L’INGRESSO DELL’ABRUZZESE DI CHIETI, CARLO TOTO, CON UNA QUOTA DEL 25%, NELLA NUOVA SOCIETÀ “SAE-LA STAMPA”, DI CUI L’ABRUZZESE DELL’AQUILA, ALBERTO LEONARDIS, MANTIENE IL CONTROLLO AL 51% - DOPO AVER ACQUISITO PER LA CIFRA RECORD DI 14 MILIONI DAGLI ANGELUCCI IL 40% DEL QUOTIDIANO ROMANO ''IL TEMPO'', ORA, FIUTATO IL VENTO, TOTO TRASLOCA VERSO UN GIORNALE DA POSIZIONARE SU UN CENTRO-SINISTRA BEN PETTINATO, ADEGUATAMENTE ANCORATO SUL TERRITORIO, CON UNA FORTE VOCAZIONE INTERNAZIONALE AD OPERA DI MAURIZIO MOLINARI – COM’È CONSUETUDINE NELLE OPERAZIONI DI LEONARDIS, TOTO AFFIANCA AGNELLI-ELKANN (TRAMITE UNA NUOVA SOCIETÀ NON PROFIT) CHE RESTANO COSÌ NELLA ''STAMPA” COL 20%, PIÙ VARIE FONDAZIONI E AZIENDE PIEMONTESI - IN POLE PER LA DIREZIONE, IL VETERANO ANTONIO DI ROSA; VICE: TANCREDI E DE ANGELIS...

marcello sala luigi lovaglio gaetano caputi giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone

DAGOREPORT: C’È MOLTA TENSIONE IN “SALA” DI ATTESA - DAVANTI A UN’IPOTESI DI REATO SARÀ DIFFICILE PER LA CAMERA E IL SENATO NEGARE L’AUTORIZZAZIONE ALLA PROCURA DI MILANO, CHE INDAGA SULLA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA, AD ACQUISIRE LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA (NON INDAGATO), CON MINISTRI E PARLAMENTARI – SE, PUTACASO, SBUCASSE UNA CONVERSAZIONE DEL TITUBANTE SALA CON L’INFLUENTE CAPO DI GABINETTO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, GAETANO CAPUTI, OPPURE UNO SCAMBIO DI MESSAGGI CON IL CAPO DI GABINETTO DEL MINISTRO GIORGETTI, STEFANO VARONE, VERREBBE MENO IL RISCHIO DI VIOLARE LE PREROGATIVE PARLAMENTARI...