BUNGA BUNGA ADDIO? - ERA ATTESISSIMO L’INTERROGATORIO MICHELLE COINCECAO, LA BRASILIANA CON IN TASCA I NUMERI RISERVATI DI SILVIO BERLUSCONI CHE CORRER IN QUESTURA, LA NOTTE DEL 27 MAGGIO 2010, A “LIBERARE” LA MINORENNE RUBY RUBACUORI, MA FINISCE CON UN FLOP PER LA BOCCASSINI – CHE S’INCAZZA MA I TABULATI, INESORABILI, DIMOSTRANO INVECE CHE QUELLA SERA LA PUPA NON ERA AD ARCORE - ORA LA PROCURA NON VUOL PIÙ SENTIRE 40 TESTI...

1- IRA BOCCASSINI: "LA CONCEICAO MENTE"
di Gianni Barbacetto per Il Fatto


È una delle attrici protagoniste del caso Ruby: Michelle Coincecao, brasiliana dalla professione incerta ma con in tasca i numeri riservati di Silvio Berlusconi. È lei a correre in questura, la notte del 27 maggio 2010, a "liberare" la minorenne Karima El Mahroug in arte Ruby Rubacuori.

È lei a parlare al telefono con Berlusconi, che poi quella notte telefonerà più volte ai funzionari della questura di Milano, facendo pressioni perché rilascino la ragazza. È lei a portarsela a casa, alla fine, dopo un anomalo affido alla "consigliera ministeriale" Nicole Minetti. È lei, con le sue dichiarazioni contraddittorie, a essere la vera mina vagante che potrebbe far deflagrare il processo.

Ieri Michelle è arrivata a testimoniare davanti al tribunale che giudica Berlusconi per concussione (per le pressioni ai funzionari) e prostituzione minorile (per i rapporti con Ruby). Con la sua cantilena brasileira ha raccontato delle feste di Arcore, cene "molto normali, molto eleganti", e di quanto fosse buono e gentile "lui", cioè il padrone di casa, allora presidente del Consiglio. E Ruby? "Diceva a tutti che aveva 24 anni", ripete più volte.

A interrogarla è Ilda Boccassini, che all'ennesima contraddizione sbotta: "La teste riferisce palesemente il falso e va ammonita formalmente". La presidente del tribunale, Giulia Turri, la ammonisce e le ricorda che ha giurato di dire la verità. Ma quante sono le verità di Michelle? "Sono andata ad Arcore la prima volta nel 2008 con Lele Mora", racconta ieri ai giudici. "Ci sono tornata nel 2009 con Gianpaolo Tarantini" (l'imprenditore pugliese che riforniva di escort Berlusconi per le sue feste a Palazzo Grazioli e a Villa Certosa). "Poi non sono più andata ad Arcore".

Ma Boccassini le contesta che i tabulati telefonici provano invece la sua presenza nel luglio 2010. "Ero ad Arcore nell'aprile 2010, insieme a Ruby", aveva raccontato in un'intervista (polpetta per avvelenare il processo? Effetto speciale per alzare il prezzo?). I tabulati, inesorabili, dimostrano invece che quella sera era da tutt'altra parte.

Alla fine Michelle cede. Ritratta. "Non ho mai incontrato Ruby ad Arcore". E ancora: "Sì, Ruby mi ha detto che faceva la escort". Ecco spiegato quel "Ruby troia" nell'agenda del suo telefonino, accanto a tanti nomi di uomini ("Carlo cabrito", "Enzo cabrito", "Simone cabri-to"...) e a un "Silvio Berluscone papi".

Boccassini interroga anche Roberta Bonasia, indicata come "la fidanzata di Berlusconi": "Cene eleganti", quelle di Arcore, senza spogliarelli, senza statue con falli, senza sesso. I pm annunciano a questo punto di voler accelerare il processo e rinunciare dunque a una quarantina di testimoni (Iris Berardi, Alessandra Sorcinelli, Raffaella Fico, Eleonora Faggioli, Emilio Fede...). La procura si riserva di rinunciare anche a interrogare la persona offesa (cioè Ruby). Alla prossima udienza, arriveranno Nicole Minetti e Lele Mora.
Crolla la superteste E i Pm rinunciano a Ruby

2- LA CONCEICAO NEGA DI AVER VISTO LA GIOVANE COL CAV. È L'ENNESIMO FLOP, ORA LA PROCURA NON VUOL PIÙ SENTIRE 40 TESTI
di Luca Fazzo per Il Giornale

«Mi sono confusa»: Michelle Conceicao si affida a tre parole per cercare di uscire in qualche modo dal groviglio di bugie in cui chissà perché si è andata a ficcare.
Questa bella brasiliana di quarant'anni e di incerto mestiere si trova faccia a faccia con Ilda Boccassini, decisa a chiederle conto delle cose dette e non dette, di quelle messe a verbale davanti a lei e di quelle dichiarate ai giornali che l'hanno inseguita a lungo facendone una star del caso Ruby, la superteste che chiudeva il cerchio intorno a Berlusconi.

Su molti aspetti, è ancora da capire quando Michelle abbia detto frottole e quando la verità. Ma una cosa è certa: di avere incontrato Ruby Rubacuori ad Arcore, di averla vista infilarsi nella camera da letto di Silvio Berlusconi e di averla vista uscire trionfante dicendo «era stanco, ho dovuto fare tutto io», insomma di avere assistito in diretta alla commissione del delitto attribuito al Cavaliere, tutto questo la Conceicao se l'è inventato. Lo dicono i tabulati del suo cellulare, portati in aula dalla Boccassini. E alla fine lo dice anche lei, con un filo di voce: «Non è vero niente. Mi sono confusa».

Così anche la Conceicao va ad aggiungersi all'elenco delle testi del caso Ruby uscite malconce dall'interrogatorio in aula. Supertesti - come lei, come Ambra Battilana - più mediatiche che davvero utili all'inchiesta. Delle sparate di Michelle, la Procura non si è mai fidata, e non era certo sulle sue rivelazioni che puntava a costruire la richiesta di condanna di Berlusconi. Ma ieri, a fine udienza, accade qualcosa che costringe a chiedersi: quali sono, allora, le testimonianze su cui i pubblici ministeri intendono appoggiare la loro requisitoria?

Perché Ilda Boccassini e il suo collega Antonio Sangermano annunciano a sorpresa una robusta sforbiciata alla loro lista di testimoni. Spariscono quaranta nomi, tra cui numerose ragazze delle feste di Arcore, e l'ex direttore del Tg4 Emilio Fede, imputato nel processo parallelo per induzione alla prostituzione. E potrebbe sparire («ci riserviamo di rinunciare alla testimonianza», dice Ilda) anche Karima el Mahroug, alias Ruby. Ovvero la vittima di Berlusconi, o presunta tale.

È una sorpresa, perché l'interrogatorio di Ruby si annunciava come il piatto forte del processo. La ragazza finora ha sempre negato di avere avuto rapporti hot con il Cavaliere, e si preparava a venire in aula a ripetere la sua versione. Ma era scontato che Ilda Boccassini non gliel'avrebbe fatta passare tanto facilmente, e che avrebbe rinfacciato a Ruby tutte le intercettazioni e le testimonianze che secondo la Procura dimostrano il contrario.

Si annunciava, insomma, un interrogatorio duro e decisivo. Invece la Procura rinuncia. Certo, Ruby in aula dovrà venirci perché è citata anche come teste a difesa dai legali di Berlusconi, e in quell'occasione la Procura potrà farle delle domande. Ma la sparizione della vittima dalla lista delle prove d'accusa è comunque un segnale inatteso e di difficile lettura.

Bisogna ricordare che anche le altre presunte vittime di Berlusconi, i funzionari della questura di Milano che l'allora premier avrebbe costretto a rilasciare Ruby, hanno compattamente negato di avere subìto pressioni. E non risulta che la Procura li abbia incriminati per falsa testimonianza.

Chi verrà sicuramente incriminata per questo reato è Michelle Conceicao. Il giudice Giulia Turri, sul finire della sua deposizione, cerca di darle una ultima chance di schivare il guaio, le chiede pazientemente se vuole ripensarci e mutare versione, ma la brasiliana non si smuove.

Dire balle ai giornali non è reato, ma ieri la donna ha detto in aula, sotto giuramento, due cose che appaiono documentalmente false: di non avere saputo che Ruby era minorenne, e qui è smentita da una intercettazione; e di non essere stata nel luglio 2010 ad una festa ad Arcore, e qui sono i tabulati telefonici a dimostrare il contrario.

 

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