pietrangelo buttafuoco michela murgia

“L'USO DELL'ANTIFASCISMO IN ASSENZA DI FASCISMO HA PORTATO A UNO STATO DI ALLUCINAZIONE” - PIETRANGELO BUTTAFUOCO: “LA DISTORTA PERCEZIONE DELLA REALTÀ DELLA SINISTRA HA PRODOTTO MOSTRI. BASTA PENSARE A QUELLO CHE ABBIAMO VISTO A PREDAPPIO IL 28 OTTOBRE. TU EVOCHI CONTINUAMENTE IL NEMICO... LO EVOCHI E LO EVOCHI E LO RIEVOCHI... E POI IL DISADATTATO, IL PRIVO DI IDENTITÀ, NE ASSUME LA FORMA. LA DESTRA IN QUESTO MOMENTO NON ESISTE E...”

Matteo Sacchi per “il Giornale”

 

pietrangelo buttafuoco

Ieri su Repubblica l' ex direttore Ezio Mauro ha pubblicato una lunga articolessa intitolata La lunga marcia della cosa nera che dedica largo spazio all'avanzata dei populismi che, per Mauro, sono «destra al cubo» nel senso che stravolgono e distorcono anche i valori di compassione del «buon conservatore occidentale» (non avevamo precedente contezza del fatto che Mauro considerasse buoni i conservatori).

 

Nel testo non mancano punture anche a sinistra, a partire dalla banalizzazione della Resistenza o dallo schiacciamento sulla globalizzazione. L'analisi, comunque, prende atto del risultato: «C' è una formula che riassume tutto questo, il mondo è senza un tetto, in questo mondo scoperchiato il cittadino torna individuo, si sente esposto e cerca protezione, sicurezza, tutela, magari rifugio, anche solo riconoscimento».

EZIO MAURO

 

Argomenti strani, soprattutto su un giornale abituato a presentare, giusto per fare un esempio, i fenomeni migratori solo e soltanto come un arricchimento multiculturale capace di spaventare solo dei trogloditi, che non capiscono le sorti magnifiche e progressive dell'apertura dei confini.

 

Ne abbiamo parlato con un intellettuale, multiforme e difficilmente etichettabile come Pietrangelo Buttafuoco che conosce molto bene la storia della destra italiana (quindi specularmente quella della sinistra) e le sue molte evoluzioni.

 

Buttafuoco, cosa pensa delle riflessioni di Ezio Mauro sulla «Cosa nera»?

«Guardi, io l'ho trovato un articolo onesto. Riconosce una pluriennale défaillance culturale della sinistra e, secondo me, aprirà un dibattito all'interno della stessa Repubblica. Ci sono due presupposti importanti presi in esame nell'articolo. Il primo è che il fenomeno in corso sta uccidendo la stessa destra. Il secondo è, invece, la presa d'atto che un certo antifascismo stantio e d'accatto è stato dannosissimo e ha contribuito a creare la situazione attuale».

selene ticchi 3

 

In che senso?

«L'uso di un antifascismo fasullo, di un antifascismo in assenza di fascismo ha portato alla creazione di uno stato di allucinazione. È stato questo stato distorto di percezione della realtà della sinistra a produrre questi mostri. Basta pensare a quello che abbiamo visto a Predappio il 28 ottobre. Tu evochi continuamente il mostro, il nemico... Lo evochi e lo evochi e lo rievochi... E poi, ovviamente, il disadattato, il privo di identità, ne assume la forma. Si veste con un orbace finto, diventa l' urlatore becero e violento che si vuole che diventi...Incarna la possibilità di essere qualcosa che gli hai regalato. Questo antifascismo d'accatto fa come l'apprendista stregone, evoca proprio quello che vorrebbe esorcizzare...».

MICHELA MURGIA

 

Manca una volontà di capire e contestualizzare la storia?

«È un fenomeno tutto italiano, c'è un dopoguerra eterno da cui non si riesce ad uscire. Al Paese è stato negato un percorso di pacificazione. Una guerra civile infinita senza nessuna analisi dei fatti. E da qui l'allucinazione e soprattutto la mancata analisi di un'epoca in cui ci sono stati anche fenomeni culturali importanti, uno sviluppo architettonico incredibile, le trasvolate, Petrolini... Niente, tutto rimosso, schiacciato tra l'antifascista di comodo e il cretino in orbace... Eppure in quel passato ci sono i nostri nonni».

 

IL FASCISTOMETRO DI MICHELA MURGIA

Però anche Repubblica in questo antifascismo, mi permetta, ha sguazzato... O no?

«Sì, in questo articolo c'è, secondo me, un chiaro cambio di rotta di Mauro, una presa di distanza da certe prime pagine. Per come lo leggo io è anche la presa d'atto, magari non ancora elaborata sino in fondo che la cosa di nera è figlia degli atteggiamenti alla Zerocalcare, alla Murgia. Del vuoto di una sinistra che, non avendo niente da proporre, non avendo un progetto sociale, si schiaccia sull' emotività. Così evita, evocando un nemico che non c'è, il fastidio di un progetto... L' articolo può essere un punto di partenza per smontare questa impostura».

 

Crede che ne nascerà un dibattito?

zerocalcare

«Spero proprio di sì, vista l'autorevolezza della firma. La sinistra è zeppa di contraddizioni e priva di una vera analisi. E lo è molto più adesso di quanto lo fosse nel primissimo dopoguerra. La sinistra vera, quella di Togliatti e di Trombadori, per il versante culturale, non si piegò mai ad un antifascismo fru-fru. Aveva ben chiaro quanto e quanti fossero da recuperare all'interno del fascismo. Lo aveva ben chiaro dal famoso appello del '36 ai fratelli in camicia nera.

 

Cercarono casa per casa i membri della precedente intellighenzia, per reclutarli. Non voglio evocare Lenin ma che senso ha una sinistra tutta emozionale, che parla di diritti senza specificarli mai... Nel vuoto invoca il mostro. Finge di esorcizzare il nemico e lo genera. Ovviamente è un nemico adeguato. Becero, disadattato, ghignante. C' è il continuo ricorso al monito ma mancano indirizzi, è una deriva infantile».

 

Cacciari in questo giorni, parlando alla platea del Pd, ha detto che dal sociologismo d'accatto del mondo liquido al populismo il passo è breve...

«Io preferisco indirizzare la riflessione verso un altro ambito. Per me esiste un problema molto concreto. La contemporaneità necessita di linguaggi inediti. Accettiamo anche, semmai, la semplificazione che il fascismo possa essere di destra e il comunismo di sinistra...Ma queste definizioni ci costringono comunque all' archeologia politica. Senza un linguaggio radicalmente nuovo siamo costretti ad analisi residuali che sono soltanto un passatempo sterile».

 

Abbiamo parlato della sinistra. Ma non bisogna essere indulgenti. La destra in tutto questo? È davvero sorpassata dal treno populista?

MASSIMO CACCIARI

«La destra in questo momento non esiste. È chiusa in un cortocircuito da cui non riesce ad uscire. È incastrata nell' impossibilità di conciliare un certo occidentalismo, fatto di liberalismo e individualismo, e il deposito sapienziale dei valori della nostra civiltà. La destra dei valori non può ritrovarsi in questo occidentalismo. In un mondo dove la Russia riscopre tutto il peso della sua storia, dove l'India appoggia il nuovo alla sua tradizione millenaria, dove persino la Cina comunista si riscopre confuciana, la povertà dell'occidentalismo globalizzate non ci farà fare tanta strada... Persino il sovranismo, di cui adesso si parla tanto, non è accompagnato da un costrutto coerente, si limita spesso al rimpianto di un prima che non c'è più. Detto questo figuriamoci quanto possano essere coerenti le istituzioni comunitarie dell' Europa...».

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