C’AVETE ACCISE! - IL MINI-SCONTO DA 17 CENTESIMI AL LITRO SUL GASOLIO, DECISO DAL GOVERNO, NON HA INCISO SULL’ANDAMENTO DEI PREZZI DEI CARBURANTI - L’INTERVENTO SULLE ACCISE DURERA’ ANCORA POCHI GIORNI E FINORA NON E’ STATO IN GRADO DI ARGINARE I RINCARI DOVUTI AI CASINI DI TRUMP IN MEDIO ORIENTE - IL FALLIMENTO DELLA STRATEGIA DI MELONI E GIORGETTI: IL GOVERNO VALUTA UN NUOVO INTERVENTO SULLE POMPE (SI', MA CON QUALI SOLDI?)
Estratto dall’articolo di Giuseppe Colombo per “la Repubblica”
La curva dei prezzi ha cambiato direzione. Doveva scendere. E invece sale. Dal benzinaio scattano nuovi rincari. Come un effetto domino: la guerra in Iran si riaccende, il prezzo del petrolio e dei prodotti raffinati sale, quello dei carburanti aumenta. Ecco il conto aggiornato per chi si muove in città e lungo le strade statali: ieri per un litro di diesel ha dovuto pagare in media 2,080 euro. Poco meno – 1,995 – per la stessa quantità di benzina. In un giorno, la verde è aumentata di 0,6 centesimi mentre il balzo del gasolio è stato di 1,4 centesimi. [...]
I numeri del ministero delle Imprese non sono inediti. Ma si rivelano preoccupanti perché i prezzi stanno aumentando nonostante il taglio delle accise reintrodotto dal governo. Gli sconti dovevano rappresentare un argine. E invece si stanno rivelando fragili. Bruciati dalle tensioni nello Stretto di Hormuz.
A quattro giorni dall’entrata in vigore e a sei dalla scadenza, l’effetto dell’intervento sul diesel si va sempre di più assottigliando. Non è mai arrivato a 17 centesimi al litro, come stabilito dal decreto approvato dal Consiglio dei ministri. Al massimo si è spinto fino a 11,9 centesimi. Ieri ha ripiegato a 10,5.
L’impatto ridotto allontana l’obiettivo che il governo si era dato all’inizio della settimana. La decisione di riattivare il taglio delle accise e dell’Iva adottato a metà marzo e poi prorogato fino al 3 luglio nasceva dall’esigenza di riportare il prezzo del diesel sotto la soglia psicologica dei 2 euro. La progressione dell’effetto della misura mostra come l’intento non è riuscito: dai 2,185 euro di lunedì, quando lo sconto ancora non c’era, si è passati martedì a 2,180. [...]
Giorgia Meloni GIancarlo Giorgetti
Non va meglio per la benzina. L’esecutivo ha deciso di non intervenire con un taglio fiscale. E questo perché lunedì, quando il Cdm si è riunito per approvare i nuovi aiuti, il prezzo medio della verde era di 1,982. Sotto la soglia sensibile dei 2 euro. Si pensava di tenere la curva sotto controllo.
E invece così non è stato. La benzina, infatti, sta aumentando: dai 1,982 di inizio settimana è arrivata ieri a 1,995. A un passo, quindi, dai 2 euro. Ora il timore è che nei prossimi giorni, forse già oggi, il costo possa scavallare questa soglia.
L’escalation dei prezzi chiama un nuovo intervento. Gli sconti scadono giovedì prossimo. Due giorni prima il governo deciderà cosa fare. Potrà contare sull’extragettito Iva di luglio: le maggiori entrate dalle tasse applicate sulla vendita dei carburanti fanno ben sperare sul fronte della ricerca delle coperture, ma l’esecutivo è chiamato a sciogliere un nodo preliminare: fino a che punto prorogare un taglio delle accise che con questo livello di prezzi ha l’effetto di un pannicello caldo? Certo, senza sconti sarebbe peggio. Ma va messo anche in conto il contraccolpo di una strategia che si sta rivelando insoddisfacente. [...]
QUANTO INCASSA LO STATO DAI CARBURANTI
BENZINA E CARO CARBURANTI - VIGNETTA BY STEFANO ROLLI
Giorgia Meloni Giancarlo Giorgetti
giancarlo giorgetti - giorgia meloni - foto lapresse
caro carburanti in italia
