papa leone xiv marco rubio donald trump giorgia meloni

C’È VITA OLTRE TRUMP? – LA DOPPIA MISSIONE DI RUBIO A ROMA, TRA VATICANO E PALAZZO CHIGI, È STATA ANCHE LA PROVA GENERALE PER LA CORSA AL POST-DONALD – L’AMBASCIATORE STEFANINI: “NELL'ARIA DEGLI INCONTRI ROMANI ALEGGIAVA VAGAMENTE LA DOMANDA: COSA SUCCEDERÀ DOPO TRUMP? È ANCORA PRESTISSIMO, SIAMO A UN TERZO DI SECONDO MANDATO. DONALD PUÒ FARE MOLTISSIMO IN DUE ANNI E MEZZO, SOPRATTUTTO MOLTISSIMO DANNO. IL VATICANO SI PUÒ PERMETTERE DI GUARDARE OLTRE TRUMP. ITALIA, NATO, UE NON ANCORA. ORA DEVONO SOPRAVVIVERE. DOPO LE ELEZIONI DI MIDTERM QUANDO SPUNTA LA SINDROME ‘DELL'ANATRA ZOPPA’, QUALCHE PENSIERINO SI COMINCERÀ A FARE, SPECIE SE TRUMP RIMANE INVISCHIATO IN PROBLEMI DA LUI STESSO CREATI, COME L'IRAN. CI PENSAVA ANCHE RUBIO?”

Estratto dell’articolo di Stefano Stefanini per “La Stampa”

 

papa leone xiv marco rubio

Doppia missione compiuta di Marco Rubio a Roma. Con carte molto più deboli in Vaticano che non con l'Italia. Gli Usa hanno più bisogno della, e pochi strumenti di pressione sulla, Santa Sede che non viceversa.

 

Il Soglio Pontificio gioca su tempi lunghi, gli orizzonti di Washington non vanno oltre l'intervallo novembre 2026-28. […]

 

Rubio poteva ottenere più dall'Italia che non dal Vaticano. Così è stato. Ma senza marce indietro neanche dalla Roma al di qua del Tevere.

 

marco rubio e giorgia meloni foto lapresse 14

Nella prima tappa alla Santa Sede il Segretario di Stato si è dovuto accontentare di sorrisi, della cordialità del Papa americano e di un «comune impegno per coltivare buone relazioni bilaterali tra la Santa Sede e gli Stati Uniti d'America» accuratamente verbalizzato dalla Sala stampa vaticana.

 

Accompagnato dal costante promemoria di Leone XIV su crisi umanitarie e necessità di «lavorare instancabilmente per la pace». Punto cardinale da cui la rotta vaticana non si scosta di un grado, impermeabile alle sparate di Trump. Il Pontefice l'ha reiterato ieri a Pompei e a Napoli.

 

Con il governo italiano Rubio ha avuto la vita più facile. Italia-Usa riparte di comune accordo – ma senza "ponti". Quell'ora e mezzo del Segretario di Stato a Palazzo Chigi – colloquio lungo e quindi di sostanza – segnala infatti la reciproca volontà di girare pagina alle divergenze bilaterali delle ultime settimane.

 

donald trump come gesu e giorgia meloni - vignetta by vukic

Rubio veniva per ricucire, la presidente del Consiglio non voleva certo scoraggiarlo. La chiave di volta è consistita nell'accantonarle per parlare d'altro. Che è tanto. Per esempio, non delle basi ma di quanto l'Italia potrebbe fare per la stabilizzazione in Libano.

 

Evaporata però l'ambizione italiana a fare da ponte transatlantico nell'era Trump. Richiederebbe che vi si prestasse direttamente il presidente come fece in passato nei confronti di Giorgia Meloni. Al momento, egli si lancia in altre direzioni.

 

Più se la prende con Leone XIV più obbliga Meloni, come qualsiasi altro leader politico italiano o europeo, a prenderne le distanze. Impossibile vagheggiare ponti se dall'altra parte non c'è neppure una sponda cui agganciarlo. Giocano inoltre fattori obiettivi.

 

Washington non può contare su un appoggio acritico da parte italiana e, parallelamente, Giorgia Meloni non è più pronta a darlo uscendo dall'alveo europeo-occidentale. […]

 

papa leone xiv marco rubio

Per un anno di seconda amministrazione Trump a corrente transatlantica alternata, la premier è stata paladina instancabile e inossidabile dei rapporti Europa-Stati Uniti – ricordiamo la coraggiosa, anche contro corrente intervista al Financial Times di circa un anno fa pur subendo dazi, Groenlandia, amicizia Donald–Vladimir a spese di Volodymyr. Ma la guerra all'Iran ha fatto traboccare il vaso.

 

Di Donald Trump non ci si può fidare perché mette nei guai anche amici e alleati. Senza darsi la minima pena non solo di consultarli ma neppure di avvertirli. Dopo aver rotto il vaso dice a loro di raccogliere i cocci. Il disastro della chiusura di Hormuz è stato causato dalla guerra per scelta di Trump, subito dall'Europa e dal resto del mondo.

 

incontro tra giorgia meloni e marco rubio - vignetta di stefano rolli

Il presidente americano chiede agli alleati di farsene carico salvo accusarli di ignavia per non intervenire. Giorgia Meloni ne trae due conclusioni: con Trump è indispensabile procurarsi una contro assicurazione; la polizza si sottoscrive solo in Europa.

 

La visita di Rubio non bastava a fargli cambiare idea. Anzi. Egli non è stato in grado di indicare se nel Golfo la via d'uscita sia in vista, come e quando. Gli avrebbe detto: «vedremo… spero davvero in una proposta seria da parte loro». Un po' poco da chi cumula la carica di Segretario di Stato con quella di Consigliere alla Sicurezza Nazionale – mai successo se non a Henry Kissinger per quattordici mesi.

 

[…] Trump è sempre più impaziente mentre si avvicina la visita in Cina- fra una settimana. Vorrebbe assolutamente arrivare a Pechino con un accordo, anche se straccio di accordo. Ma, soprattutto, Rubio non ha la minima idea di cosa il suo presidente può accettare o meno e di cosa deciderà di fare se non accetta.

 

giorgia meloni donald trump

A Roma Marco Rubio navigava a vista, sia in Vaticano che a Palazzo Chigi. Come sempre, come tutta l'amministrazione. La strategia di Washington è strettamente personale – del presidente.

 

Questo però faceva sì che nell'aria degli incontri romani aleggiasse vagamente anche la domanda: cosa succederà dopo Trump? Che nessuno avanzava e cui tanto meno nessuno rispondeva.

 

marco rubio e giorgia meloni foto lapresse 4

È ancora prestissimo, siamo appena a un terzo di secondo mandato. Donald può fare moltissimo in due anni e mezzo, soprattutto moltissimo danno. Sono un'eternità.

 

Il Vaticano si può permettere di guardare oltre Trump. Italia, Nato, Ue non ancora. Ora devono sopravvivere. Dopo le elezioni di Midterm quando spunta la sindrome "dell'anatra zoppa", qualche pensierino si comincerà a fare, specie se Trump rimane invischiato in problemi da lui stesso creati che non riesce a risolvere.

 

Come l'Iran. Ci pensava anche Marco Rubio? Lo negherebbe assolutamente. Alla francese: Y penser toujours, en parler jamais?

papa leone xiv marco rubio MEME donald trump PRESO A PUGNI DA papa leone xIVDONALD TRUMP - PAPA LEONE XIVpapa leone xiv marco rubio

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