big festa unita

LA FESTA E’ FINITA - C’ERA UNA VOLTA LA FESTA DELL’UNITA’, CONDIVISIONE DI UN LINGUAGGIO, DI UN AMBIENTE, QUANDO LA POLITICA ERA INSERITA IN UN CONTESTO QUOTIDIANO, QUELLO DEL PCI. OGGI C’E’ IL PD, MIX DI DUE CULTURE (EX PCI E EX DC) E DI UNITA’ NE E’ RIMASTA POCA

Ilvo Diamanti per “La Repubblica

 

FESTA DELL UNITA BERLINGUERFESTA DELL UNITA BERLINGUER

Non ci sono più i partiti di una volta. E neppure le feste di partito di una volta. Le feste dell' Unità, per esempio. Oggi sollevano interesse solo quando suscitano polemiche. Com' è avvenuto in questi giorni, dopo che l' Anpi ha deciso di non partecipare alle feste dell' Unità, a partire dall' appuntamento di Bologna.

 

FESTA DELL UNITA BERLINGUER 2FESTA DELL UNITA BERLINGUER 2

Per una ragione esplicita. L' associazione dei partigiani, infatti, è stata invitata a non promuovere le ragioni del No al referendum costituzionale alle feste. Renzi sta peraltro tentando di ridimensionare le tensioni. Ha infatti proposto al presidente dell' Anpi un confronto sul tema del referendum la settimana prossima a una festa dell' Unità in Emilia-Romagna.

 

Al di là di valutazioni sul merito, questa polemica fornisce un segno significativo. Dei tempi che cambiano. Perché, come ha osservato, sulla Repubblica, la storica Anna Tonelli: "Le feste hanno sempre costituito un luogo aperto. Anche ai cosiddetti nemici e agli avversari, negli anni degli scontri più duri". Michele Serra lo ha rammentato ieri, senza mezzi termini: "Le feste dell' Unità sono per loro natura e da sempre il luogo classico della discussione a sinistra".

 

Naturalmente, non bisogna attribuire un significato paradigmatico a un episodio specifico. Ma le feste dell' Unità, forse più di altri aspetti della realtà politica, spiegano bene quanto siano cambiati i "partiti". Ammesso che sia ancora possibile definirli così.

FESTA DELL UNITA 4FESTA DELL UNITA 4

Perché i "partiti" di massa sono scomparsi 25 anni fa. Non per caso. Ma perché non avevano più senso. Il "senso", almeno, offerto dalla storia che li aveva generati.

Nell' Italia del dopoguerra, la politica era strutturata dalla frattura fra l' anticomunismo, impiantato sul muro di Berlino, e, sul versante opposto, l' anticlericalismo, l' antagonismo verso la Chiesa.

 

D' altra parte, uno slogan in occasione delle elezioni del 1948 recitava: "nel segreto dell' urna, solo Dio ti vede, Stalin no". Mentre un giovane veneto, in un questionario distribuito nei primi anni '50 (anche allora si facevano sondaggi…), accanto al marchio del Pci scriveva: "belve assetate di sangue. Con la falce ci taglieranno la testa e con il martello ci inchioderanno alla croce" (in Allum e Diamanti, ' 50/' 80: vent' anni. Due generazioni di giovani a confronto, pubblicato dalle Edizioni Lavoro nel 1986). Quanto alla Dc, lo stesso giovane ne definiva i dirigenti "ladri".

FESTA DELL UNITA 3FESTA DELL UNITA 3

 

"Lontani dai poveri e da chi lavora". Opinione condivisa da molti altri, nell' inchiesta. Eppure, il loro sostegno andava proprio alla "Democrazia" (implicitamente: Cristiana). Perché i "comunisti" erano servi della Russia. E nemici della Religion. Cioè, del mondo cattolico. Il sistema di servizi, associazioni, valori che sosteneva la società locale. La Chiesa: il retroterra della Dc. E il Pci, insieme alle associazioni sindacali e della sinistra, offriva un' alternativa. Capace di evocare gli orizzonti di valore e di organizzare la realtà sociale.

 

FESTA DELL UNITAFESTA DELL UNITA

Di indicare grandi destini, ma anche le routine quotidiane. Per questo le feste dell' Unità sono importanti. Perché danno continuità a quella storia. Quando la politica era inserita nella vita quotidiana. E contava nel momento del voto, nel rapporto con il governo nazionale, ma anche nella socialità e nel tempo libero.

 

Certo, da allora è cambiato tutto. Più della politica oggi conta l' anti-politica. Eppure anche un tempo l' antipolitica era diffusa. Nei giudizi sui partiti espressi nell' inchiesta condotta negli anni '50, gli insulti si sprecano. I politici pensano tutti ai fatti e agli affari loro. Senza distinzione fra destra e sinistra. Anche perché allora esistevano solo comunisti e democristiani. La questione decisiva era il Con-testo.

 

La condivisione di un linguaggio, di un ambiente. Così eri e ti sentivi comunista oppure democristiano, meglio: anti-comunista, a seconda del luogo dove vivevi. E delle relazioni che intrattenevi.

 

FESTA DELL UNITA 2FESTA DELL UNITA 2

Si tratta di cose note. A ripeterle si rischia di apparire nostalgici. Anche se la nostalgia è utile, perché spinge a rivisitare il passato in modo selettivo. A isolare gli aspetti più interessanti. Tuttavia, nel caso delle feste dell' Unità mi pare che il problema vada oltre. Perché si tratta di feste popolari ("di popolo") che riproducevano il legame della politica, ma anche dell' anti- politica, con la società.

 

Ma oggi "quel" legame sembra essersi spezzato. Perché "quei" partiti non ci sono più. Così, la festa dell' Unità è divenuta un' altra cosa. Non ne giudico, ovviamente, la qualità. Per rispetto della sua storia, almeno. Tuttavia, il cambiamento di clima sociale intorno all' unica Festa di partito sopravvissuta, insieme al giornale a cui fa riferimento, permette, più di altri segni, di ragionare sulle difficoltà del "partito" che la ispira.

 

FESTA UNITA-BOSCHIFESTA UNITA-BOSCHI

Oggi: il Pd. A differenza del Pci, non è un soggetto "unitario", come suggerisce la testata del suo storico giornale. L' Unità, appunto. Riassume, invece, due "popoli" per molti anni alternativi. Comunisti e anticomunisti. Post- comunisti e post-democristiani. Cioè, post-anticomunisti. Oggi, peraltro, il Pd deve fare i conti con una nuova distinzione. Post-ideologica. Perché al suo interno si è imposto il PdR. Il Partito di Renzi. Un soggetto, in parte, specifico. Distinto. Ma stare insieme a fini strategici è una cosa.

 

Camminare e discutere insieme, perché insieme si sta bene, è un' altra. "Festeggiare", ascoltando pareri diversi su un referendum (fin troppo personalizzato), decisivo per il futuro della leadership e quindi del partito: è un' altra cosa ancora.

BERSANI E MAURIZIO MARTINA ALLA FESTA DELL UNITABERSANI E MAURIZIO MARTINA ALLA FESTA DELL UNITA

 

Per questo il Pd ha "senso". Futuro. Ma solo se riuscirà a trovare un equilibrio, anche instabile, con il PdR. E, viceversa. Oggi, però, ha poco da festeggiare. Perché l' Unità, più che un giornale, per gli elettori e i militanti del Pd-PdR costituisce un (difficile) obiettivo da conquistare. Con impegno e fatica. Ma anche per passione e "piacere". Perché, altrimenti, restano solo gli interessi. E allora, a far politica: che gusto c' è?

 

Ultimi Dagoreport

trump modi xi jinping putin

DAGOREPORT – GRAZIE A TRUMP, IL DOLLARO RISCHIA DI DIVENTARE CARTA STRACCIA – IL PIATTO FORTE AL SUMMIT IN KIRGHIZISTAN DI XI JINPING, VLADIMIR PUTIN E NARENDRA MODI, HA FATTO STRA-INCAZZARE IL CALIGOLA DELLA CASA BIANCA: SUL TAVOLO, IL PROGETTO DEI ''BRICS'' (BRASILE, RUSSIA, INDIA, CINA, SUDAFRICA) DI DAR VITA A UNA “MONETA UNICA'', PER FAR FUORI IL DOLLARO NEGLI SCAMBI INTERNAZIONALI - CON UN DEBITO PUBBLICO MONSTRE DI 40MILA MILIARDI, LA DE-DOLLARIZZAZIONE SAREBBE LA FINE DELL'IMPERO AMERICANO: IL VERDONE" VIENE UTILIZZATO IN OLTRE L'80% DELLE TRANSAZIONI COMMERCIALI E IN PIÙ DELLA METÀ DEI PAGAMENTI INTERNAZIONALI DELLE MATERIE PRIME, COME IL PETROLIO - LA DECISIONE E' NELLE MANI DELLA CINA: RINUNCERA' ALLO MONETA NAZIONALE, LO YUAN, PER DIVENTARE LA LOCOMOTIVA DEI ''BRICS''? - SUL MAGGIORE IMPEGNO A FAVORE DELL’IRAN, PESANO I DUBBI DI MODI (GLI USA SONO IL PRIMO PARTNER COMMERCIALE DELL’INDIA) - PROSSIMO ROUND: IL VERTICE DI XI JIN PING DEL 24 SETTEMBRE CON IL "DERAGLIATO MENTALE" DELLA CASA BIANCA...

giuseppe conte elly schlein franceschini bonaccini nardella

DAGOREPORT - ELLY, ASCOLTA GLI AMICI! I CAPOCCIONI E LE MEZZECALZE DEL PD, CHE SONO SCESI COSÌ PESANTEMENTE IN CAMPO PER SCONGIURARE LA JATTURA DELLE PRIMARIE, NON CE L'HANNO CON TE, LO FANNO SOLO PER IL TUO BENE - CERTO, TEMONO (A RAGIONE) ANCHE PER LA LORO SOPRAVVIVENZA PARLAMENTARE: SE ELLY, COME PROBABILE, PERDESSE AI GAZEBO IL DUELLO CON CONTE, TRASCINEREBBE IL PARTITO NEL BARATRO - È PER QUESTO CHE DA QUALCHE SETTIMANA SONO PARTITI GLI AVVERTIMENTI VIA STAMPA, ANCHE DI ESPONENTI PD NON OSTILI ALLA SCHLEIN COME DARIO NARDELLA, DI FARE UN PASSO INDIETRO – LA TRAGEDIA È CHE L’AMBIZIOSA DUCETTA DEL NAZARENO, NONOSTANTE I SONDAGGI HORROR, SI VEDE GIÀ A PALAZZO CHIGI, VALUTANDOLI COME ATTACCHI ALLA SUA LEADERSHIP: “LE INTERVISTE SULLE PRIMARIE? SONO SOLO ESERCIZI INTELLETTUALI, ALLA FESTA DELL’UNITA’ PARLO IO” - SE ELLY CONTINUA COSÌ, RISCHIA CHE LA SUA PROSSIMA OCCUPAZIONE SARA' DI BALLARE SUI CARRI DEL GAY PRIDE...

fedorov musk thiel zelensky crosetto

DAGOREPORT - A QUALCUNO NON PIACE 'STO FEDOROV - PIU' CHE A INDIGNARE I NEURONI ALLA VODKA DI VANNACCI E DI TRAVAGLIO, L’INGAGGIO DEL GOVERNO ITALIANO DELL'EX MINISTRO DELLA DIFESA UCRAINO FA INCAZZARE ZELENSKY E METTE IN ALLARME LE AGENZIE DI INTELLIGENCE EUROPEE - IL DINAMISMO DEL NOVELLO CONSULENTE DEL MINISTRO CROSETTO NON POTEVA NON FINIRE "ATTENZIONATO", VISTO E CONFERMATO IL RAPPORTO STRETTISSIMO CON L'EMINENZA GRIGIA DELLA TECNO-DESTRA PETER THIEL E CON IL CAVALIERE NERO DELLA GALASSIA MAGA, ELON MUSK - È STATO FEDOROV A OTTENERE LO SBLOCCO DEL SISTEMA STARLINK E A COLTIVARE RAPPORTI CON PALANTIR, CHE FORNISCE A KIEV I SOFTWARE PER LA DIFESA - CHE STA COMBINANDO IN QUESTI GIORNI FEDOROV NEGLI STATI UNITI? COSA VOGLIONO MUSK E THIEL DA LUI? LE ELEZIONI A KIEV, MAGARI PER SOSTITUIRE ZELENSKY E ARRIVARE A QUALUNQUE ‘PACE’”?

ranucci presutti cianfoni floridia

DAGOREPORT - MA QUALE "EPISODIO"! GIULIA PRESUTTI ERA UN HABITUÈ DEL “CEFALÙ BISTRÒ” DOVE PIÙ VOLTE È STATA VISTA INSIEME ALL’AMICA LAURA CIANFONI, CHE A SUA VOLTA È LEGATISSIMA A RANUCCI E CARISSIMA A LAVITOLA (COME È TESTIMONIATO DALLE FOTO DI DAGOSPIA IN OCCASIONE DEL PREMIO COLALUCCI, SETTEMBRE 2020) - NELLA DECISIONE DI SCEGLIERE GIULIA PRESUTTI, ACCREDITATA COME ESPRESSIONE DI M5S E AVS, PER DARE UN CONTENTINO ALL’OPPOSIZIONE, SAREBBE AVVENUTA UNA INTERLOCUZIONE TRA L’AD RAI, GIAMPAOLO ROSSI, E L’EX PRESIDENTE DELLA VIGILANZA RAI, LA GRILLINA BARBARA FLORIDIA, CHE AVREBBE DATO IL SUO PLACET - ANCHE SULLA SCELTA DI PIERVINCENZI ALLA CONDUZIONE DI "REPORT", CHE VA A BILANCIARE LA PRESUTTI DI SINISTRA, SI ADDENSANO ALCUNE DOMANDINE: A PARTIRE DALLA PASSIONE PER IL RUGBY…

generali philippe donnet luigi lovaglio carlo messina

DAGOREPORT - IL RISIKO S'INGROSSA! L’APERTURA DI ASSICURAZIONI GENERALI A VALUTARE L'OFFERTA” DI MPS PER L’ACQUISIZIONE DI BANCA GENERALI, È UN GRAN PASSO AVANTI PER IL PIANO DI LOVAGLIO PER DISINNESCARE L’OPAS SUL “MONTE” DI BANCA INTESA - SECONDO PIAZZA AFFARI, L’OPERAZIONE TRIESTE-SIENA POTREBBE AVERE DALLA SUA L’APPOGGIO DEI POTENTISSIMI FONDI DI INVESTIMENTO INTERNAZIONALI, TRA CUI BLACKROCK, CHE HA PERALTRO IMPORTANTI INTERESSI NELLE BANCHE ITALIANE, TRA CUI INTESA - ORA INIZIA UNA PARTITA APERTISSIMA DAL PUNTO DI VISTA FINANZIARIO, MA ANCHE DA QUELLO POLITICO: IL 26 OTTOBRE  L’ASSEMBLEA STRAORDINARIA DI MPS SARA' CHIAMATA AD APPROVARE L'ACQUISIZIONE E TUTTO PUO' SUCCEDERE...