mauro mellini

C'ERA UNA VOLTA MONTECITORIO - IL LIBRO DEL VECCHIO RADICALE MAURO MELLINI, PIENO DI ANEDDOTI. QUANDO IL MISSINO CARLO TASSI SI PRESENTÒ IN CAMICIA NERA IL PRIMO GIORNO DELLA NONA LEGISLATURA (1983), CAZZIATO DA SCALFARO CHE PRESIEDEVA, RISPOSE: ''ANCHE LE MUTANDE IO PORTO NERE!''. IL SENATORE DC CHE A FORZA DI ZOMPETTARE PER CERIMONIE CLIENTELARI SCAMBIÒ UN MATRIMONIO PER UN FUNERALE, E QUEL DIVIETO DI BERE CAPPUCCINI…

Guido Vitiello per www.ilfoglio.it

mauro mellini c era una volta montecitorio

 

C’era una volta il romanzo parlamentare, esile creatura letteraria che attraversò i primi decenni del Regno d’Italia fino alle soglie dell’età giolittiana. Molti anni fa Carlo Madrignani ne compilò un’antologia, “Rosso e nero a Montecitorio”, fitta di titoli e nomi che ormai non ci dicono nulla – “Corruttela” di Vittorio Bersezio, “I misteri di Montecitorio” di Ettore Socci, “L’onorevole” di Achille Bizzoni, “La Baraonda” di Gerolamo Rovetta e una dozzina d’altri.

 

mauro mellini

Il protagonista dei romanzi parlamentari era di solito un giovane di sani costumi venuto a Roma dalla provincia, che rischiava di essere traviato dal trasformismo dei colleghi più anziani – “banda di avventurieri e d’idioti”, li chiama Socci –, dalle mollezze di una capitale sontuosa quanto corrotta, dalle lusinghe di qualche donna smaliziata, incarnazione del vizio cittadino. Le storie si concludevano per lo più con il ritorno al paesello, alla virtù e alla legittima consorte, il più lontano possibile dall’inferno di Montecitorio. C’era una volta il romanzo parlamentare, e se c’era – la precisazione può apparire sciocca, ma chissà che a breve non diventi necessaria – è perché c’era una volta il Parlamento.

 

 

mauro mellini

Il nuovo libro di Mauro Mellini, giocando a trovargli un titolo da primo Novecento, avrebbe potuto chiamarsi, parafrasando Renato Serra, “Esame di coscienza di un deputato”. Si chiama invece “C’era una volta Montecitorio” (Bonfirraro editore). Non è un romanzo parlamentare e neppure un romanzo, è un libro di ricordi, ma come tutti i narratori di talento Mellini ha cura di infilare nelle prime pagine una excusatio non petita per dire che no, lui non ha velleità letterarie.

carlo tassi

 

Ovviamente questo non è vero – e per nostra fortuna. Mellini è stato più volte deputato tra il 1976 e il 1992, sempre con il Partito Radicale, e già allora il Parlamento non era proprio quel che annunciava di essere, un’arena di discussione e persuasione; e a un’aula forse non grigia ma certo sorda Mellini aveva l’abitudine di rivolgersi così, variando la formula di rito: “Signor presidente, signori stenografi” – gli unici tenuti ad ascoltare. Ma ne vien fuori comunque l’immagine di un luogo a cui nessuno avrebbe osato strappare una residua serietà, o quella sua caricatura non del tutto spregevole che è la solennità, la pompa cerimoniale. In un alternarsi di memorie liete e tristi, amare o perfino tragiche, non mancano gli episodi comici, tutt’altro.

carlo tassi in camicia nera giorgio almirante

 

 

Mellini fa un ritratto esilarante e a suo modo affettuoso del missino Carlo Tassi, che aveva l’abitudine di presentarsi a Montecitorio in camicia nera. Nella seduta inaugurale della nona legislatura – più tesa del solito, anche perché debuttava Toni Negri – Scalfaro, che presiedeva, si spazientì: “E poi ci si mette pure lei, onorevole Tassi, con quella sua camicia nera!”. “Anche le mutande io porto nere!” fu la fiera risposta. All’incidente Mellini, grande cultore del Belli, dedicò un epigramma che culminava così: “Del resto appare logico che il marchio originale / segni il prodotto tipico nel punto congeniale”.

 

mauro mellini

C’è anche la storia di un senatore democristiano che viveva saltando da una cerimonia all’altra per virtuosismo clientelare, e che finì per scambiare un matrimonio con un funerale, porgendo compunte condoglianze ai convenuti. O un’altra vicenda grottesca, quella del radicale Geppi Rippa che, sfiancato da un discorso interminabile (tattica di ostruzionismo), chiese un cappuccino, in violazione di disposizioni che consentivano di offrire agli oratori solo acqua. Il cappuccino arrivò lo stesso di straforo, ma il socialdemocratico Luigi Preti, che presiedeva, gli intimò tra le risate serpeggianti di non creare un precedente pericoloso: “Onorevole Rippa, non lo beva, non lo beva!”.

marco pannella mauro mellini

 

Se questi aneddoti ci appaiono così buffi è proprio perché spiccavano su un fondo di serietà: venuta meno quest’ultima, è scomparsa anche la possibilità, o la voglia, di ridere. “Non è possibile avere un Parlamento di tutti Cavour o di tutti Giolitti o De Gasperi, ma è anche vero che è inconcepibile un Parlamento di Ciccioline”, scrive Mellini, e sulle sue parole pende l’antica maledizione di Flaiano: “Nel nostro paese la forma più comune di imprudenza è quella di ridere, ritenendole assurde, delle cose che poi avverranno”.

 

oscar luigi scalfaro giovane

Siamo già infatti su buona strada. E dopo più di un secolo dall’epoca dei romanzi parlamentari – amara inversione – quel vecchio Parlamento ci appare come un ricettacolo di nostalgie, come la provincia salubre a cui gli eroi anelavano a far ritorno. “C’era una volta Montecitorio”: forse le favole del futuro cominceranno così.

 

oscar luigi scalfaro geppi rippa carlo tassigeppi rippa

 

Ultimi Dagoreport

bettini schlein conte fratoianni bonelli meloni

DAGOREPORT – A UN MESE DAL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, INEVITABILMENTE DIVENTATO IL GIORNO DEL GIUDIZIO PER L’ARMATA BRANCA-MELONI, AVETE NOTIZIE SULLO STATO DELL’OPPOSIZIONE? - A UN ANNO DALLE POLITICHE CHE AVRANNO IL SUPREMO COMPITO DI ELEGGERE NEL 2029 IL SUCCESSORE DI MATTARELLA, CHE FINE HA FATTO IL FATIDICO “CAMPOLARGO” CHE DOVEVA FEDERARE LE VARIE E LITIGIOSE ANIME DEL CENTROSINISTRA? - DOMANI A ROMA, PER PROMUOVERE IL NUOVO NUMERO DI ‘’RINASCITA’’, GOFFREDONE BETTINI CI RIPROVA A FAR DIVENTARE REALTÀ IL SOGNO DI UN CENTROSINISTRA UNITO IN UNA COALIZIONE: “E’ L’ORA DELL’ALTERNATIVA, PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI” – AD AFFIANCARE IL BUDDHA DELLE STRATEGIE DEM, SONO ATTESI ELLY SCHLEIN, ROBERTO GUALTIERI, MASSIMO D’ALEMA, ALESSANDRO ONORATO E, COME POTEVA MANCARE PER GOFFREDONE, GIUSEPPE CONTE IN VIDEO - L’ATTESA È TANTA. MA VISTO CHE L’EGO DI OGNI LEADER DELL’OPPOSIZIONE È TALMENTE PIENO DI SÉ CHE POTREBBE STARE TRE MESI SENZA MANGIARE, RIUSCIRANNO I NOSTRI EROI A CEMENTARE LE LORO FORZE PER RISPEDIRE A VIA DELLA SCROFA I “CAMERATI D’ITALIA” CHE DA 3 ANNI E MEZZO SPADRONEGGIANO DA PALAZZO CHIGI?

luigi lovaglio francesco milleri gaetano caltagirone generali

DAGOREPORT - MENTRE LA PROCURA DI MILANO, DOPO AVER ISCRITTO SUL REGISTRO DEGLI INDAGATI CALTAGIRONE, MILLERI E LOVAGLIO PER IL PRESUNTO "CONCERTO" ORCHESTRATO PER LA SCALATA DI MEDIOBANCA, PROSEGUE LE SUE INDAGINI, ORA DA FRANCOFORTE SI FA VIVA LA BCE CON UN INVITO ALLA “DISCONTINUITÀ” SULLA NUOVA GOVERNANCE DI MPS – UNA RACCOMANDAZIONE DIRETTA AL CEO DI MPS, LUIGI LOVAGLIO, IN VISTA DEL SUO MANDATO TRIENNALE AD APRILE? - IN TREPIDA ATTESA DEGLI EVENTI GIUDIZIARI, LA VERA DOMANDA DA FARSI PERO' E' UN'ALTRA: CHE SUCCEDERÀ IL 23 APRILE ALL'ASSEMBLEA DI GENERALI, I CUI PRINCIPALI AZIONISTI SONO MEDIOBANCA-MPS, DELFIN DI MILLERI E GRUPPO CALTAGIRONE? - (PERCHÉ CHI PROVA A ESPUGNARE IL LEONE DI TRIESTE RISCHIA DI RESTARE FULMINATO…)

giorgia meloni camillo ruini

FLASH – PERCHÉ GIORGIA MELONI HA UN INFERMIERE CHE ABITUALMENTE VA DA LEI? IL CARDINAL CAMILLO RUINI, NELL’INTERVISTA RILASCIATA A CAZZULLO, HA FATTO UNA RIVELAZIONE “DELICATA”: “CON GIORGIA MELONI C’È UN’AMICIZIA VERA, CI MANDIAMO SEMPRE A SALUTARE. L’INFERMIERE CHE VIENE DA ME PER CURARMI VA ANCHE DA LEI”. ORA, È NORMALE CHE UN 95ENNE DALLA SALUTE FRAGILE ABBIA BISOGNO DI UN CONTINUO SOSTEGNO SANITARIO. MA LA PREMIER, 49ENNE? HA ANCORA GLI OTOLITI IN FIAMME?

giorgia meloni carlo nordio fabio pinelli sergio mattarella ugo zampetti

DAGOREPORT – COSA, E CHI, HA CONVINTO SERGIO MATTARELLA A PRESIEDERE, PER LA PRIMA VOLTA IN 11 ANNI AL QUIRINALE, IL PLENUM DEL CSM? - LA MISURA ERA COLMA: NON SOLO PER IL DELIRIO DI CARLO NORDIO SUL SISTEMA “PARA-MAFIOSO” DEL CSM, LIQUIDATO AL PARI DI UN'ASSOCIAZIONE A DELINQUERE, MA ANCHE PER IL VIDEO RINGHIANTE DI GIORGIA MELONI CHE, DOPO AVER CHIESTO DI ABBASSARE I TONI AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA, IERI SERA E' TORNATA ALLA CARICA CON UN VIDEO CONTRO I MAGISTRATI - BENCHE' NOMINATO VICEPRESIDENTE DEL CSM DALLA DESTRA, IL LEGHISTA FABIO PINELLI NON POTEVA NON REAGIRE: SI È “COORDINATO” CON UGO ZAMPETTI, SEGRETARIO GENERALE DEL COLLE, E I DUE HANNO PREGATO MATTARELLA DI METTERE FINE ALL’ESCALATION DI TENSIONE – E NORDIO ABBASSO' LA CRESTA: “MI ADEGUERÒ” - VIDEO

antonio tajani friedrich merz ursula von der leyen manfred weber

DAGOREPORT – A FORZA DI FARE IL "MAGGIORDOMO" DI CASA MELONI, ANTONIO TAJANI È FINITO IN CUL DE SAC (E NON C’ENTRA SOLO L'ANTI-TRUMPISMO DI MARINA BERLUSCONI): TRATTATO DALLA DUCETTA COME UN VOYEUR E SPEDITO A WASHINGTON ALLA RIUNIONE DEL ''BOARD OF PEACE'' A FARE L'"OSSERVATORE", IL MINISTRO DEGLI ESTERI FA INCAZZARE IL PARTITO POPOLARE EUROPEO, DI CUI È VICEPRESIDENTE – DA WEBER A MERZ, IL ''BOARD OF PEACE'' È L'ENNESIMO SCHIAFFO DI TRUMP AI VALORI DELLA DEMOCRAZIA – IL TENTATIVO DISPERATO E FALLITO DELLA MELONA DI COINVOLGERE MERZ PER NON LASCIARE TAJANI AD ESSERE L'UNICO MINISTRO PRESENTE DEI GRANDI PAESI DELL'UNIONE EUROPEA - IL CONTATTO TRA CONSIGLIERI DIPLOMATICI SULL’ASSE ROMA-BERLINO: I TEDESCHI HANNO RICORDATO A PALAZZO CHIGI LE "PERPLESSITA'" SULL'''OPERAZIONE COLONIALISTA'' DI TRUMP ESPRESSE DALLA SANTA SEDE DI PAPA LEONE...