enrico letta roberto gualtieri massimo cacciari

QUEL RITO OSCURO DELLE PRIMARIE – CACCIARI SMONTA IL FETICCIO DEM: "CIÒ CHE FA MALE È LA LORO ACRITICA ESALTAZIONE. NON È RAGIONEVOLE PENSARE DI SOSTITUIRE CONGRESSI CON PRIMARIE, DEFINIRE STRATEGIE POLITICHE CHIEDENDO AL PROPRIO "POPOLO" CHI SIA IL DIRETTORE PIÙ ADATTO. ADATTO PERCHÉ PIÙ COMPETENTE? PIÙ FOTOGENICO? PIÙ NOTO? PIÙ FEDELE AI "DIRIGENTI"? O ESISTE UNA LINEA SU CUI SI IMPOSTA IL CONFRONTO, O LE PRIMARIE SONO…"

Massimo Cacciari per "la Stampa"

 

massimo cacciari accordi e disaccordi 1

Per quanto ormai da due decenni venga celebrato, il rito delle primarie rimane assai oscuro nel suo significato e nel suo cerimoniale. L' unico elemento che a ogni tappa si ripete con implacabile regolarità riguarda l' elogio che gli organizzatori post festum ne fanno: grande prova di democrazia, il "nostro popolo" ha compreso e risposto, forti del suo appoggio procederemo più convinti e decisi di pria.

 

A scanso di equivoci, va detto subito che le primarie male non fanno, o di scarsa entità, e che potrebbero fare assai bene se fossero pensate e organizzate secondo dea Ragionevolezza. Ciò che fa male è la loro acritica esaltazione, spia di una concezione meramente procedurale della vita democratica. Per tale concezione, urbi et orbi diffusa, il tasso di democrazia sembra misurarsi sulle volte che i cittadini o un loro gruppo sono chiamati a rispondere con un voto secco a domande confezionate altrove.

 

Si tratta, nella sostanza, di una trasposizione del meccanismo del sondaggio alla dimensione della procedura elettorale, e di schiacciare poi su quest' ultima il significato stesso di democrazia. Meglio così che non parlare mai, neppure per monosillabi, sì o no, Tizio o Caio, come appunto nelle primarie avviene - mi si risponderà. E sono ancora d' accordo - meno d' accordo sul fatto di essere destinati ad accontentarci sempre del meno peggio, presentandolo magari come una provvidenziale trovata.

ENRICO LETTA - ROBERTO GUALTIERI

 

Tale forse le primarie avrebbero potuto essere se concepite come l' esito di un processo di discussione e confronto all' interno di una forza politica dotata di una propria, per quanto "mobile", identità. Le primarie servono, allora, per designare il migliore interprete, non certo per stabilire la partitura da suonare. Non è ragionevole pensare di sostituire congressi con primarie, definire strategie politiche chiedendo al proprio "popolo"(a propositi di "populismi") chi sia il direttore più adatto.

 

massimo cacciari accordi e disaccordi 2

Adatto per che musica? Adatto perché più competente? Più fotogenico? Più noto? Più fedele ai "dirigenti"? O esiste una linea su cui si imposta il confronto, o le primarie sono fasulle dai fondamenti. Obiezione: ma i competitor rappresentano appunto prospettive diverse, che essi espongono al "popolo", e a lui chiedono il mandato per affermare la propria "linea di condotta".

 

Ma tali prospettive dove si sono formate? È esistito uno straccio di partecipazione? Sono state discusse davvero prima che i candidati le presentassero? Se una "sede" vi è dove qualche confronto abbia avuto luogo questa sono tv e social. I dirigenti del Pd, che non riescono a organizzare un congresso vero e proprio da una generazione, lo sanno benissimo. Inoltre, che tipo di confronto ha senso in primarie che abbiano una parvenza di dignità culturale? Non certo quello tra forze politiche contrapposte!

massimo cacciari accordi e disaccordi 4

 

Si fanno primarie all' interno di una parte, altrimenti si tratta, in sedicesimo, di elezioni politiche generali. La confusione regna sotto i cieli, e nulla la rende più chiara dei fatti bolognesi: qui le primarie si sono svolte di fatto tra due partiti, divisi sulla questione politica forse più importante(almeno a fini elettorali) per il centro-sinistra e il Pd, quella dei rapporti con i 5Stelle. A Roma di ciò non si è neanche parlato - eppure potrebbe darsi il caso che il Pd si trovi a dover ingoiare anche la Raggi. Come è possibile scegliere il candidato sindaco di Roma senza conoscere che cosa pensi a proposito?

 

gualtieri letta 5

A Bologna due separati a confronto, a Roma molti candidati non a sindaco, ma a consiglieri comunali (forse), poiché la "soluzione" era stracerta. La fenomenologia del rito si è così arricchita di nuove varianti.

 

Conoscevamo bene quella dell' investitura plebiscitaria, integralmente succube all' ideologia del Capo "che fa vincere"; abbiamo conosciuto quella del bellum civile mascherato, all' epoca dei Bersani vs Renzi; oggi hanno fatto la comparsa, nella loro forma più compiuta, le primarie come succedaneo del conflitto tra parti politiche e le primarie che decidono il già deciso.

 

cacciari

Speriamo che la fenomenologia si completi in futuro con primarie che siano l' ultimo atto di un processo di costruzione di strategie e programmi partecipato alla base, organizzato attraverso iniziative specifiche e congressi. Ultimo atto in cui al "popolo" si chiede chi ritenga sia il dirigente che con più coerenza ed efficacia può rappresentare la strada di governo, locale o nazionale, che si è insieme deciso di intraprendere e che a tutti è dato conoscere. In attesa di un simile lieto evento, tocchiamo ferro per Roma, sperando che i 5Stelle disinneschino la mina Raggi e il Pd quella Calenda e affini.

cacciarigualtieri letta 5cacciari

Ultimi Dagoreport

luigi lovaglio francesco milleri gaetano caltagirone generali

DAGOREPORT - MENTRE LA PROCURA DI MILANO, DOPO AVER ISCRITTO SUL REGISTRO DEGLI INDAGATI CALTAGIRONE, MILLERI E LOVAGLIO PER IL PRESUNTO "CONCERTO" ORCHESTRATO PER LA SCALATA DI MEDIOBANCA, PROSEGUE LE SUE INDAGINI, ORA DA FRANCOFORTE SI FA VIVA LA BCE CON UN INVITO ALLA “DISCONTINUITÀ” SULLA NUOVA GOVERNANCE DI MPS – UNA RACCOMANDAZIONE DIRETTA AL CEO DI MPS, LUIGI LOVAGLIO, IN VISTA DEL SUO MANDATO TRIENNALE AD APRILE? - IN TREPIDA ATTESA DEGLI EVENTI GIUDIZIARI, LA VERA DOMANDA DA FARSI PERO' E' UN'ALTRA: CHE SUCCEDERÀ IL 23 APRILE ALL'ASSEMBLEA DI GENERALI, I CUI PRINCIPALI AZIONISTI SONO MEDIOBANCA-MPS, DELFIN DI MILLERI E GRUPPO CALTAGIRONE? - (PERCHÉ CHI PROVA A ESPUGNARE IL LEONE DI TRIESTE RISCHIA DI RESTARE FULMINATO…)

giorgia meloni camillo ruini

FLASH – PERCHÉ GIORGIA MELONI HA UN INFERMIERE CHE ABITUALMENTE VA DA LEI? IL CARDINAL CAMILLO RUINI, NELL’INTERVISTA RILASCIATA A CAZZULLO, HA FATTO UNA RIVELAZIONE “DELICATA”: “CON GIORGIA MELONI C’È UN’AMICIZIA VERA, CI MANDIAMO SEMPRE A SALUTARE. L’INFERMIERE CHE VIENE DA ME PER CURARMI VA ANCHE DA LEI”. ORA, È NORMALE CHE UN 95ENNE DALLA SALUTE FRAGILE ABBIA BISOGNO DI UN CONTINUO SOSTEGNO SANITARIO. MA LA PREMIER, 49ENNE? HA ANCORA GLI OTOLITI IN FIAMME?

giorgia meloni carlo nordio fabio pinelli sergio mattarella ugo zampetti

DAGOREPORT – COSA, E CHI, HA CONVINTO SERGIO MATTARELLA A PRESIEDERE, PER LA PRIMA VOLTA IN 11 ANNI AL QUIRINALE, IL PLENUM DEL CSM? - LA MISURA ERA COLMA: NON SOLO PER IL DELIRIO DI CARLO NORDIO SUL SISTEMA “PARA-MAFIOSO” DEL CSM, LIQUIDATO AL PARI DI UN'ASSOCIAZIONE A DELINQUERE, MA ANCHE PER IL VIDEO RINGHIANTE DI GIORGIA MELONI CHE, DOPO AVER CHIESTO DI ABBASSARE I TONI AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA, IERI SERA E' TORNATA ALLA CARICA CON UN VIDEO CONTRO I MAGISTRATI - BENCHE' NOMINATO VICEPRESIDENTE DEL CSM DALLA DESTRA, IL LEGHISTA FABIO PINELLI NON POTEVA NON REAGIRE: SI È “COORDINATO” CON UGO ZAMPETTI, SEGRETARIO GENERALE DEL COLLE, E I DUE HANNO PREGATO MATTARELLA DI METTERE FINE ALL’ESCALATION DI TENSIONE – E NORDIO ABBASSO' LA CRESTA: “MI ADEGUERÒ” - VIDEO

antonio tajani friedrich merz ursula von der leyen manfred weber

DAGOREPORT – A FORZA DI FARE IL "MAGGIORDOMO" DI CASA MELONI, ANTONIO TAJANI È FINITO IN CUL DE SAC (E NON C’ENTRA SOLO L'ANTI-TRUMPISMO DI MARINA BERLUSCONI): TRATTATO DALLA DUCETTA COME UN VOYEUR E SPEDITO A WASHINGTON ALLA RIUNIONE DEL ''BOARD OF PEACE'' A FARE L'"OSSERVATORE", IL MINISTRO DEGLI ESTERI FA INCAZZARE IL PARTITO POPOLARE EUROPEO, DI CUI È VICEPRESIDENTE – DA WEBER A MERZ, IL ''BOARD OF PEACE'' È L'ENNESIMO SCHIAFFO DI TRUMP AI VALORI DELLA DEMOCRAZIA – IL TENTATIVO DISPERATO E FALLITO DELLA MELONA DI COINVOLGERE MERZ PER NON LASCIARE TAJANI AD ESSERE L'UNICO MINISTRO PRESENTE DEI GRANDI PAESI DELL'UNIONE EUROPEA - IL CONTATTO TRA CONSIGLIERI DIPLOMATICI SULL’ASSE ROMA-BERLINO: I TEDESCHI HANNO RICORDATO A PALAZZO CHIGI LE "PERPLESSITA'" SULL'''OPERAZIONE COLONIALISTA'' DI TRUMP ESPRESSE DALLA SANTA SEDE DI PAPA LEONE...

giorgia meloni matteo salvini gian marco chiocci roberto sergio bruno vespa giampaolo rossi

FLASH! – IERI È STATO SVENTATO IL PROPOSITO DI GIAMPAOLO ROSSI DI DIMETTERSI DAL VERTICE DEL BORDELLONE RAI, NON CERTO IMPIOMBATO DALL’INESISTENTE OPPOSIZIONE, BENSÌ DEVASTATO DALLE FAIDE E LOTTE TRA I TELE-MELONIANI – “IL FILOSOFO DI COLLE OPPIO” HA RICEVUTO LE RICHIESTE RASSICURAZIONI: SEI IL NUMERO UNO E TUTTI I CHIOCCI E I SERGIO SON NESSUNO. DUNQUE STRINGI I DENTI E RESISTI FINO A MAGGIO QUANDO CON IL VARO DEL DECRETO DI RIFORMA RAI CADRÀ IL CDA E TUTTE LE DIREZIONI…