TASSA SUI RICCHI PER SISTEMARE IL DRAMMA DEGLI “ESODATI” (GRAZIE FORNERO!) - IERI LA COMMISSIONE LAVORO HA APPROVATO, CONTRO IL PARERE DEL GOVERNO, UN EMENDAMENTO CHE LI SALVA, CON UN’IMPOSTA DEL 3% SUI PIÙ RICCHI - SE C’È UNA COSA CHE SEMBRA METTERE D’ACCORDO TUTTI È IL TAGLIO DELL’IRPEF, CHE PORTEREBBE 4,2 MLD € DI DISPONIBILITÀ...

Roberto Petrini per "la Repubblica"

Il «cuneo fiscale», il peso di tasse e contributi sulla busta paga che appesantisce il costo del lavoro, debutta nel cantiere della legge di Stabilità 2013: in Parlamento si sta studiando un intervento per alleggerirlo. Ieri Bersani, dopo l'incontro con Monti, lo ha fatto capire esplicitamente: il governo, ha detto, è «affezionato a dare qualche segnale sul tema del cuneo fiscale». Scontato ormai, come è emerso dagli incontri degli ultimi due giorni con gli altri leader della maggioranza «Abc», che Palazzo Chigi è disponibile a modificare la manovra, si studia lo «smontaggio» del taglio dell'Irpef di due punti e si cerca una destinazione più efficace per i 4,2 miliardi che si renderanno disponibili.

Se il governo è costretto a rivedere le sue posizioni sulla manovra, anche sul fronte degli «esodati» ieri ha dovuto subire un severo altolà in Commissione Lavoro. L'organismo parlamentare ha approvato alla unanimità, contro il parere del governo, un emendamento (firmato dal presidente della Commissione Silvano Moffa) che «salva» gli esodati del biennio 2013-2014 e introduce, per coprire la misure, un contributo di solidarietà del 3 per cento sull'Irpef per la parte di reddito che supera i 150 mila euro. Naturalmente la norma dovrà essere votata dalla Commissione Bilancio nell'ambito dell'esame della legge di Stabilità.

Gli occhi sono tuttavia tutti puntati sulla modifica del pacchetto fiscale. A catalizzare l'attenzione ieri è stata l'audizione del direttore di Confindustria Marcella Panucci che ha di fatto «bocciato», aggiungendo la propria voce alla lunga serie di critiche politiche ed istituzionali giunte nei giorni scorsi, la riduzione delle aliquote Irpef: «Si distribuisce su un amplissimo numero di soggetti con effetti unitari modesti», ha detto sobriamente.

Confindustria avanza una proposta che sembra in assoluta sintonia con le intenzioni del governo alle prese con la modifica del testo: «E' essenziale che tutte le risorse vadano al taglio del cuneo fiscale, senza disperdere le scarse disponibilità della finanza pubblica su troppi fronti», ha chiesto Marcella Panucci. Confindustria ha osservato che il «cuneo» nel 2011 è risultato il secondo più elevato tra i 34 paesi Ocse, pesando per il 53,5 per cento del costo del lavoro contro una media Ocse del 35,4 per cento .

La proposta di Confindustria e l'apertura di Monti sono state prese al balzo dal relatore Renato Brunetta: «Concordo pienamente sul tema del cuneo» e anche dal Pd arrivano segnali di interesse. L'operazione alla quale si sta pensando è quella di rinunciare alla riduzione Irpef, recuperare i 4,2 miliardi, eliminare tagli e tetti alle detrazioni, e far convergere sul lavoro dipendente tutte le risorse.

Un iniziativa analoga fu fatta dal governo Prodi nel 2007 : il cuneo, ovvero la quota di costo del lavoro che va in tasse e contributi e che determina la differenza tra retribuzione lorda e netta, fu ridotto mediate un taglio all'Irpef, all'Irap e un aumento differenziato delle detrazioni per figli e coniuge. Allora il cuneo fu abbattuto, attraverso la fiscalizzazione degli oneri sociali, del 5 per cento: il 2 aumentò la retribuzione netta e il 3 per cento ridusse il costo del lavoro attraverso un taglio dell'Irap.

Infine non va dimenticato che in molti, soprattutto dal fronte del Pdl, spingono per utilizzare le risorse ex-Irpef per una completa sterilizzazione dell'Iva. Del resto il ministro dell'Economia Grilli è tornato a definire «ottimale » quello che la Corte dei Conti nel documento presentato in Parlamento definisce sinteticamente «la scelta più Iva/meno Irpef».

 

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