PEGGIO DI CALDEROLI! – TROPPI BIVACCHI: IL SINDACO PD DEL FORTE RECINTA LA ZONA SOTTO IL PONTILE E NEGA L’OMBRA AI VENDITORI IMMIGRATI

Marco Gasperetti per "Il Corriere della Sera"

Che una ventina di metri di rete metallica, «da pollaio», scherzano in Versilia, sarebbe diventata il muro della discordia (e una pugnalata politica), Umberto Buratti, sindaco democratico e votatissimo di Forte dei Marmi, non lo avrebbe mai immaginato. E dopo l'ennesima protesta per i bivacchi, soprattutto nei mezzogiorni di fuoco di fine luglio, ha dato ordine di usarla quella recinzione e chiudere un tratto delle fondamenta del Pontile, monumento della cittadina più mondana della Versilia, amato da Giacomo Puccini, Thomas Mann, Aldous Huxley, la famiglia Agnelli, Henry Moore, Luchino Visconti e tanti altri personaggi.

Un metodo, un po' spartano ma efficace, per evitare intrusioni sotto i piloni in quella «zona d'ombra» dove ogni giorno si rifugiavano schiere di venditori ambulanti, spesso abusivi, per riposarsi dopo chilometri e chilometri sotto il sole resi insopportabili dal cilicio dei borsoni carichi di mercanzia. Poche ore di lavoro di una squadra di operai comunali, ed ecco risolto il problema: niente ombra per i «vu' cumprà», più decoro sulla passeggiata a mare, nessun bivacco.

E invece, come uno tsunami, ecco l'ondata delle polemiche, insidiosa e trasversale e in un attimo il «pontile pollaio» si trasforma in un caso nazionale. Con Diop Mbaye, presidente della Federazione africana della Toscana, coordinatore della comunità senegalese e membro della direzione livornese del Pd, indignatissimo con il sindaco Buratti, suo compagno di partito. «Il suo gesto è disumano, un'offesa alla dignità delle persone - accusa -. Ed è pura demagogia. L'ombra i venditori ambulanti la cercheranno altrove e nulla cambierà. Protesteremo per questo gesto».

E a poco serve il chiarimento del sindaco che giura di non aver firmato quell'ordinanza per togliere l'ombra ai venditori ma «solo per evitare atti di illegalità come bivacchi», prevenire «situazioni di pericolo in caso di mare mosso», e dare decoro alla spiaggia «visto che purtroppo a livello nazionale nulla è stato fatto per arginare il fenomeno dell'abusivismo commerciale».

No, il pontile-proibito piace a pochi, anche tra coloro che Buratti sostengono da sempre apertamente. «Capisco che il sindaco abbia cercato di risolvere un problema che indubbiamente affligge le nostre spiagge - commenta Roberto Santini, patron del blasonato Bagno Piero - ma una rete non serve. La situazione va risolta con la legalità e interventi nazionali».

Stesso il pensiero di Adriano Panatta, l'ex campione di tennis che al Forte trascorre le estati. «È un atto che mi dispiace profondamente - commenta - perché di fatto priva persone di un rifugio all'ombra, quel piccolo sollievo di una giornata faticosissima. Anche se il problema esiste, gli accampamenti sotto il pontile ci sono, e qualcosa doveva essere fatto, ma in modo diverso».

Tutti contrari? No, Buratti può contare anche su importanti estimatori. Come Franco Giannotti, presidente della potente associazione dei proprietari dei bagni: «La rete è un elemento di sicurezza e Buratti ha fatto bene, il resto è solo demagogia». E Paolo Corchia, presidente degli albergatori: «È un'assurdità accusare il sindaco di razzismo. Quella recinzione serve a evitare bivacchi. Le regole vanno rispettate, sempre».

Resisterà la rete del Pontile alla corrosiva bufera delle polemiche? Buratti ci scommette: «Nessuno di noi vuole lasciare al sole cocente gli extracomunitari - spiega il sindaco - ma solo eliminare pericoli, situazione indecorose, far rispettare le regole e assicurare la sicurezza ai cittadini. Che vale per tutti, extracomunitari, residenti e turisti».

 

FORTE DEI MARMI VENDITORE AMBULANTE FORTE DEI MARMI RETE ANTI BIVACCO FORTE DEI MARMI RETE ANTI BIVACCO

Ultimi Dagoreport

vance meloni trump le pen

DAGOREPORT - LA MEGA-BATOSTA SUBITA DA TRUMP ALLE MIDTERM PROVOCHERÀ UN EFFETTO DOMINO CHE RIBALTERA' NON SOLO GLI EQUILIBRI INTERNI AGLI STATI UNITI, MA QUELLI DI TUTTO IL MONDO – NEL PARTITO REPUBBLICANO USA CI SI PREPARA ALLA “GUERRA CIVILE” (BANNON DIXIT): IL 'MAGA' VANCE FRIGNA PER LA GUERRA IN IRAN, MA IL SUO NOME È ORMAI BRUCIATO. UNA SFIDA CON RUBIO FAREBBE DEFLAGRARE L’INCOMPATIBILITÀ TRA I “MAGA” E IL PARTITO REPUBBLICANO, CHE SOLO TRUMP SAPEVA TENERE - LA ROVINOSA CADUTA DELLA DESTRA SOVRANISTA AMERICANA, CHE FINO A IERI SEMBRAVA INARRESTABILE ANCHE IN EUROPA, TRASCINA ANCHE GIORGIA MELONI: L’EX TRUMPETTA ORA PROVA A MARCARE DISTANZA DAL TYCOON, MA È LEI STESSA, NEL NUOVO LIBRO DI VESPA, A DIRE CHE NON SI PENTE DEL SUO FLIRT CON IL TRUMPONE – PESSIME NOTIZIE ANCHE PER MARINE LE PEN (LA DEBACLE DELL'IDIOTA E' UNA SPINTA PER I PARTITI FRANCESI AD ALLEARSI) - SE LA FINE DEL TRUMPISMO DIVENTA UNA LAPIDE PER NETANYAHU, LA PROSSIMA VISITA DI PAPA LEONE XIV DAL TRUMPINO ARGENTINO JAVIER MILEI ASSUME TUTTO UN ALTRO SIGNIFICATO (LA MOTOSEGA SE LA PUO' METTERE IN QUEL POSTO) - IL RUOLO DI OBAMA, L'ASCESA DI JON OSSOFF, IL FLOP IN BORSA DI MUSK, IL PUTIN TRUMP-AZZOPPATO...

tajani meloni annarita patriarca

NAPOLISPIA! - FRATELLI D'ITALIA E FORZA ITALIA FIRMANO UN “PATTO DI NON ANNESSIONE”: NESSUNO DEI DUE PARTITI ACCOGLIERÀ PARLAMENTARI FUORIUSCITI DALL’ALTRO IN VISTA DELLE ELEZIONI – UN ACCORDO CHE HA UNA LOGICA INOPPUGNABILE, MA METTE NEI GUAI (POLITICAMENTE) LE MIRE DEI PICCOLI RAS LOCALI E STOPPA IL TRASLOCO DAGLI AZZURRI AI MELONIANI DI ANNARITA PATRIARCA, DEPUTATA DI FI SCHIERATA CON I “RIBELLI” DI GIORGIO MULÈ - LUNEDÌ PROSSIMO A NAPOLI SBARCA ARIANNA MELONI, IN PIENA CAMPAGNA ELETTORALE PER LA SUA CANDIDATURA ALLE POLITICHE…

adriano galliani helga costa

DAGOREPORT - SI ALLUNGANO I SOSPETTI DI CONFLITTO DI INTERESSE SU ADRIANO GALLIANI, CANDIDATO ALLA PRESIDENZA DELLA FIGC CONTRO MALAGO’: NON C’E’ SOLO LA GRANA DEL FIGLIO GIANLUCA, AZIONISTA DI UNA TECH COMPANY CHE FA CONCORRENZA ALLA LEGA SERIE A SUL FANTACALCIO. C’E’ ANCHE IL NODO DEL FIGLIO DELLA MOGLIE HELGA COSTA, ALAN RODRIGUEZ, CHE FA IL PROCURATORE SPORTIVO NELLA SCUDERIA DI BEPPE RISO (CHE HA CONCLUSO IN QUESTI ANNI DIVERSI AFFARI CON GALLIANI) - COME SI METTE L’EX BRACCIO DESTRO DI BERLUSCONI RISPETTO ALL’ARTICOLO 29 DELLO STATUTO FIGC CHE PARLA DI INCOMPATIBILITA’ IN CASO DI CONFLITTO DI INTERESSI? LA GIUSTIZIA SPORTIVA NON HA NULLA DA RILEVARE?

leonardo maria del vecchio fedez selvaggia lucarelli fedez

DAGOREPORT – DIETRO ALL’OPA (FALLITA) DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO SUL “FATTO QUOTIDIANO”, C’È FORSE LO ZAMPONE DI FEDEZ? – L’EX MARITO DI CHIARA FERRAGNI VEDE NEL QUOTIDIANO DI TRAVAGLIO, E NELLA FIRMA DI SELVAGGIA LUCARELLI, UN NEMICO DA ABBATTERE: SOGNA DI DIVENTARE UN MAGNATE DELL’EDITORIA (VUOLE TRASFORMARE IL SUO "PULP PODCAST" IN UNA TESTATA GIORNALISTICA) E CONTROLLARE LA “NARRAZIONE” SULLE SUE GESTA (DAGLI AFFARI ALLE RISSE IN DISCOTECA) – IL RAPPORTO CON "LENNY" DEL VECCHIO È CONSOLIDATO. E LA SOCIETÀ DI FEDEZ, “DOOM”, SAREBBE ANCHE DIETRO LO SBARCO DI LMDV SU “X” 

daniele piervincenzi paolo corsini

DAGO-“REPORT” FLASH! - A UNA SETTIMANA DALL'INIZIO DEL “REPORT” DE-RANUCCIZZATO, PARE CHE DANIELE PIERVINCENZI NON ABBIA ANCORA CAPITO CHE A LUI SPETTERÀ CONDURRE LA PARTE MENO CENTRALE, EX “LAB”, ORA “REPORT PLAY”, CON PREGEVOLI INCHIESTE SU TARTUFI E MICROPLASTICHE – GLI “ADDETTI AI LIVORI” DELLA REDAZIONE RACCONTANO CHE, DURANTE LE PROVE, L’EX RUGBISTA CHIEDE IN CONTINUAZIONE: "COME VADO?". PERCHÉ IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI RAI, PAOLO CORSINI, EX COMPAGNO DI SQUADRA DI PIERVINCENZI NELLA “PRIMAVERA RUGBY”, MOLTO PRESENTE NEGLI STUDI DURANTE LE REGISTRAZIONI, NON COMUNICA A DANIELONE IL SUO RUOLO EFFETTIVO?