calenda michetti

CALENDA CON QUESTO MICHETTI GIÀ SI FREGA LE MANI - IL CONFRONTO ELETTORALE TRA CANDIDATI SINDACI DI ROMA È STATO UN MEZZO DISASTRO PER L'UOMO DEL CENTRODESTRA, CHE HA DECANTATO SOLO LE GESTA DI CESARE OTTAVIANO AUGUSTO SENZA PARLARE DEL SUO PROGRAMMA (AMMESSO CHE NE ABBIA UNO), LASCIANDO IL DIBATTITO PRIMA DELLA FINE: IL LEADER DI AZIONE SI PREGUSTA IL TRAVASO DI VOTI MODERATI CHE POTREBBE ARRIVARGLI ANCHE AL PRIMO TURNO… - VIDEO

Lavinia Rivara per "la Repubblica - Edizione Roma"

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"Meravijose!". Carlo Calenda cavalca il nuovo tormentone della campagna elettorale romana infierendo sul candidato sindaco del centrodestra nella Capitale, Enrico Michetti. Che davvero, a giudicare dalle ultime uscite, sembra intenzionato a fare al leader di Azione, suo competitor, un regalo "meravijoso": tutti quegli elettori moderati che non si rassegneranno a vedere Roma governata da qualcuno che decanta le gesta di Cesare Ottaviano Augusto quando gli si chiede dei progetti per il futuro della città.

 

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Senza pietà Calenda pubblica sui social un video con alcuni passaggi dell'intervento di Michetti al primo confronto elettorale tra gli aspiranti sindaci della Capitale, intervallati appunto dall'aggettivo "meravijose" che, con spiccato accento romanesco, il tribuno radiofonico ha scandito per definire le arcate degli acquedotti romani.

 

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Ma Calenda non è certo l'unico a infierire. Sui social è un tripudio di statue romane e bighe per il car sharing, mentre si sprecano i paragoni con i personaggi di Sordi e Verdone. Nel centrodestra sale l'allarme fino al punto che si diffondono voci, subito smentite, su un possibile ritiro del candidato. Ma i malumori e la preoccupazione per la sua campagna elettorale sono a livelli di guardia, come dimostra il plotone di dichiarazioni schierato a difesa.

 

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Lui non è detto che se ne sia reso conto. Ancora sabato scorso si definiva "l'Uomo nuovo", perché gli altri tre sfidanti (Virginia Raggi, Roberto Gualtieri e Carlo Calenda) rappresentano il potere e hanno già dimostrato cosa sanno fare. Quindi "i programmi valgono poco". E deve essere per questo che Michetti, a parte la difesa dei parcheggi gratuiti, non ci si spreca più di tanto.

 

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Intendiamoci, al momento il candidato del centrodestra, trainato dai voti della coalizione e soprattutto da quelli di Fratelli d'Italia, resta il favorito, come dimostra anche l'ultimo sondaggio Izi per Repubblica, che lo vede in testa con il 29 per cento, seguito da Gualtieri, Raggi e Calenda.

 

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Ma se non cambierà registro e al prossimo confronto con gli altri candidati parlerà di gladiatori, magari abbandonando di nuovo il dibattito perché non riesce a entrare in partita con argomenti sensati, allora saranno guai.

 

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Il rischio per il centrodestra, a partire da Giorgia Meloni che ha imposto il suo tribuno, è che la deludente performance di Michetti apra travasi di voti al centro, tra gli elettori più moderati e meno ideologizzati dello schieramento, ai quali non bastano i comizi radiofonici sulla Roma e sulla Lazio.

 

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Un elettorato che naturalmente allora guarderà soprattutto al leader di Azione come possibile alternativa. Lo dimostra anche il sondaggio Izi dal quale emerge che se al ballottaggio dovessero andare Gualtieri e Calenda, oltre il 33% di chi vota centrodestra è già pronto a sostenere l'ex ministro dello Sviluppo.

 

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Ma magari alla prossima uscita di Michetti sugli acquedotti romani quegli elettori potrebbero decidere di fare armi e bagagli e spostarsi già al primo turno. Il prescelto da Meloni è ancora il favorito ma la sua performance al primo confronto ha lasciato intravedere molte possibilità di movimento al centro.

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