zingaretti gualtieri

CAMPIDOGLIO SINISTRATO! GUALTIERI SI TIENE 9 DELEGHE E SCEGLIE UNA GIUNTA MOLTO ZINGARETTIANA (E LASCIA A BOCCA ASCIUTTA FRANCESCHINI) - L’EX BERSANIANO GOTOR ALLA CULTURA, SILVIA SCOZZESE, GIA’ ASSESSORA CON MARINO, TORNA AL BILANCIO E SARA' ANCHE VICESINDACO - I FRANCESCHINIANI SI DOVRANNO ACCONTENTARE SOLO DELLA PRESIDENZA DELL'ASSEMBLEA CAPITOLINA, CON SVETLANA CELLI – L'IDEA DEL RIPESCAGGIO DI RAGGI E CALENDA CON LE COMMISSIONI SU EXPO 2030 E SUL GIUBILEO…

ROBERTO GUALTIERI

(ANSA) Il sindaco di Roma Roberto Gualtieri presenta la sua giunta: sei uomini e sei donne, con la delega del Bilancio affidata a Silvia Scozzese, l'esperta di conti già con Ignazio Marino che incassa anche il ruolo di vicesindaco. Nell'esecutivo comunale sono presenti sia tecnici, sia politici in rappresentanza delle varie anime della maggioranza. Tre le caselle occupate dal Pd: Ambiente e rifiuti a Sabrina Alfonsi, Urbanistica a Maurizio Veloccia e Trasporti a Eugenio Patanè. Alla Cultura va Miguel Gotor.

 

Turismo, Grandi Eventi e Sport vanno a Alessandro Onorato, a Monica Lucarelli spettano Attività Produttive e Pari Opportunità. Andrea Catarci avrà la delega al decentramento, partecipazione, servizi al territorio per la città dei 15 minuti; Barbara Funari, al Sociale e alla Salute; Claudia Pratelli alla Scuola, Formazione e Lavoro; Ornella Segnalini ai Lavori Pubblici e alle Infrastrutture; Tobia Zevi al Patrimonio e alle Politiche abitative. I gli assessori "saranno nominati oggi stesso", dice Gualtieri.

 

 

 

 (ANSA) Il sindaco di Roma Roberto Gualtieri tiene per sè le deleghe all'Attrazione degli Investimenti, Clima, Partecipate, Personale, Pnrr, Relazioni Internazionali, Sicurezza, Transizione digitale e Università. Emerge durante la conferenza stampa di presentazione della giunta.

ZINGARETTI GUALTIERI

 

 

 

 

 

Lorenzo De Cicco e Francesco Pacifico per “il Messaggero”

 

Una giunta molto zingarettiana (ma il governatore dem ieri giurava: «Non ho dato suggerimenti»), con l'ex senatore bersaniano Miguel Gotor alla Cultura, storico come il neo-sindaco, e un'esperta di debiti per tenere le redini del Bilancio comunale, Silvia Scozzese, che trasloca in Campidoglio dalla task force Recovery messa in piedi da Draghi a giugno.

 

roberto gualtieri si affaccia dal campidoglio 5

Ore 15 di oggi, Roberto Gualtieri presenta la squadra con cui governerà Roma nei prossimi cinque anni. O almeno nel prossimo anno e mezzo perché nel Pd già parlano di un probabile rimpasto dopo le politiche del 2023, se qualcuno nel frattempo trasmigrerà in Parlamento. Il tetris della giunta romana non è chiuso, ma quasi.

 

 

«Faremo le ore piccole», dicevano ieri a Palazzo Senatorio, poco dopo le 22, mentre il sindaco era chiuso da ore nella sua stanza al primo piano vista Fori. Ballano ancora 2-3 poltrone, una è quella che spetta alla sinistra, spacchettata in varie micro-correnti, piuttosto agguerrite tra loro. Poi c'è una casella in quota Agorà di Letta, cioè un esterno al Pd, ma non troppo.

 

E un altro tecnico, probabilmente donna, per tenere fede alla promessa della giunta per metà rosa. Per il Pd il quadro è chiaro, ieri Gualtieri ha fatto i nomi al Nazareno. I tre assessori in pectore sono tutti di segno zingarettiano, il che lascia presagire una collaborazione forte con la Pisana (quella che è mancata con Raggi).

 

GOTOR BERSANI

Eccoli allora, gli zingarettiani: Sabrina Alfonsi, ex minisindaca del Centro storico, che negli ultimi 5 ha svolto un ruolo di contraltare alla sindaca grillina nel famoso distretto della Ztl. Si occuperà di Ambiente, vale a dire delle due grandi emergenze cittadine, gli alberi che crollano perché nessuno li pota e la crisi dei rifiuti, vera grande priorità in questo primo scampolo di mandato per il sindaco.

 

Poi c'è Eugenio Patanè, che si trasferisce dalla Pisana di Zingaretti, dove era presidente della Commissione Mobilità: gestirà i trasporti e la grana Atac. Terzo innesto, Maurizio Veloccia, vice-capo di gabinetto di Zingaretti ed ex minisindaco del municipio di Corviale. Anche il capo di gabinetto di Gualtieri, Albino Ruberti, arriva dalla Regione. «Ma non esiste nessuna quota Zingaretti - assicura l'interessato, il presidente del Lazio - è la giunta di Gualtieri. Non ho dato suggerimenti, perché un grande sindaco si vede anche da come costruisce la squadra. Tutto il resto è gossip. O cattiverie».

gualtieri

 

I franceschiniani, altrimenti all'asciutto, avranno la presidenza dell'Assemblea capitolina, con Svetlana Celli. Ci saranno assessori civici, come Alessandro Onorato a Turismo, Grandi eventi e Sport; per il Commercio c'è Monica Lucarelli, ex presidente dei giovani imprenditori romani.

 

Il Bilancio come detto sarà affidato alla Scozzese, un ritorno: era stata, solo per un anno, assessore di Marino e poi commissaria del maxi-debito capitolino da 13 miliardi. La Cultura va a Gotor, vicino a Speranza, ma entrerà da tecnico (la sinistra ha fatto altri nomi). Al Sociale andrà invece Barbara Funari, vicina a Sant' Egidio.

 

IL DIALOGO APERTO

Il sindaco tenderà la mano alle opposizioni: avranno la presidenza di due commissioni speciali, create ad hoc. Una sarà la commissione Expo 2030, tema molto caro a Virginia Raggi, che siederà in Consiglio, ma non da capogruppo del M5S, che sarà Linda Meleo.

 

Silvia Scozzese

 L'altra è la commissione per il Giubileo (oltre alla Trasparenza, che vorrebbe FdI). Organi più di controllo che di gestione, perché è ovvio che i dossier passeranno principalmente su altre scrivanie. Ma non è solo una mossa simbolica. «Le presidenze le sceglieranno le minoranze», garantiscono nello staff di Gualtieri, che mercoledì scorso ha incontrato Calenda, faccia a faccia «utile e cordiale». Primo segnale distensivo. Anche perché il leader di Azione lascerà il posto da consigliere, ma non subito. Tra qualche mese.

 

 

sabrina alfonsi

AMMUCCHIATA CAPITALE

Gianfranco Ferroni per tag43.it

 

«Facciamo come con il Copasir, la commissione parlamentare per la sicurezza, che viene assegnata all’opposizione»: la notte ha portato consiglio, e nel Pd romano ne sono convinti. Così, nell’attesa di assegnare le ultime caselle della giunta comunale della Capitale che mercoledì 3 novembre il neo sindaco di Roma Roberto Gualtieri comunicherà ufficialmente, ecco la svolta voluta per includere anche Virginia Raggi e Carlo Calenda con due ruoli di ampia visibilità.

 

Il ripescaggio di Raggi e Calenda

gualtieri

Di che si tratta? Di due commissioni nuove di zecca, da affidare ai due candidati alla poltrona del Campidoglio che sono stati sconfitti. Archiviato Enrico Michetti, che si è autoaffondato rinunciando alla carica di consigliere, ecco la soluzione per coinvolgere la grillina e il numero uno di Azione. Calenda, tra l’altro, nel giro di pochi giorni ha cambiato idea: prima voleva lasciare il seggio capitolino, poi ha deciso di fare una clamorosa marcia indietro annunciando di voler rimanere almeno per qualche mese, con la candida affermazione che «le cariche di parlamentare europeo e di consigliere comunale sono cumulabili, così come le rispettive retribuzioni».

 

Dal Partito democratico trapela così l’indiscrezione di istituire due commissioni speciali, una denominata “Expo 2030” per Raggi, e l’altra “Giubileo 2025” per Calenda. L’idea, bisogna ammetterlo, è geniale: l’ex sindaca potrà vantare il titolo di presidente di un gruppo di studio sul futuro della città in tema di transizione ecologica, smart city ed economia circolare. Calenda avrà campo libero per le scelte da effettuare in vista del prossimo appuntamento giubilare.

 

Letta Gualtieri

Un incarico, quest’ultimo, che permette di tessere relazioni forti con il Vaticano, e che potrebbe trasformarsi, potenzialmente, in un mandato governativo di “commissario straordinario”, come quello che venne affidato nel precedente giubileo a Guido Bertolaso. Proprio Calenda aveva scritto, di suo pugno, un testo dedicato ai due appuntamenti, dove sottolineava che «Expo 2030 è un progetto fondamentale per la capitale e non solo per i cittadini romani, ma per tutti i cittadini italiani. Expo può essere un grande volano per la ripartenza della città, come lo è stata Expo 2015 per Milano».

 

 

roberto gualtieri si affaccia dal campidoglio 1

Due commissioni: Expo 2030 e Giubileo 20215

Il leader di Azione affermava anche che «per arrivarvi preparati, però, servono una serie di interventi imprescindibili che riportino Roma ad essere una città decorosa e accogliente. Per questo, pensiamo che che vada sfruttata subito l’opportunità del Giubileo 2025 – se Roma arriva preparata a questo grande evento, ad accogliere 45 milioni di pellegrini, lo sarà anche per accogliere il grande pubblico di Expo 2030». La finezza politica di questa operazione targata Pd quale è? Che mentre il Giubileo 2025 rientrerà temporalmente all’interno del mandato di Gualtieri sindaco, per il 2030 ad occuparsene realmente sarà il prossimo primo cittadino.

 

calenda gualtieri

Quindi, affidando a Raggi la commissione dell’Expo 2030, si sceglie di farle ipotizzare solamente degli scenari futuribili ma senza effetti immediati, mentre la presidenza Calenda per il comitato giubilare avrà la possibilità di entrare nel merito di decisioni da realizzare concretamente in tempi brevi. Per Calenda si tratta quindi di uno straordinario assist per poi concorrere alla successive elezioni comunali in una posizione di vantaggio, qualora la sua strategia si rivelasse vincente (obiettivo raggiungibile dato che l’uomo è capace, e lo ha dimostrato più volte in termini di efficienza ed efficacia, non solo mediatica).

carlo calenda roberto gualtieri foto di bacco (1)

 

Un dialogo che si preannuncia in salita

Peraltro, un dialogo tra i due presidenti papabili Raggi e Calenda si preannuncia in salita, ricordando come venne rottamata l’allora sindaca dall’ex ministro per lo Sviluppo Economico, con il titolare del dicastero di via Veneto che chiuse platealmente il “tavolo Roma” denunciando «l’immobilismo del Campidoglio» e la «mancanza di capacità realizzativa» che «preclude la possibilità di ottenere i risultati sperati», lamentando «errori di aritmetica» oltre che «proposte stravaganti e richieste assurde» provenienti dal Campidoglio, quando a disposizione della città c’era la somma di un miliardo di euro.

VIRGINIA RAGGI E ROBERTO GUALTIERI

 

Una ragione in più, secondo il Pd romano, per dare a Calenda la commissione “concreta” e a Raggi quella delle “pie illusioni” a lungo termine. Con Gualtieri che dovrà essere in grado di separare le attività delle due commissioni. Nella Capitale, si sa, il cinismo non manca mai.

GOTORpassaggio di consegne tra virginia raggi e roberto gualtieri 4

Ultimi Dagoreport

procuratore milano viola procura milano luigi lovaglio - francesco gaetano caltagirone - giancarlo giorgetti - milleri - alberto nagel - philippe donnet mediobanca mps giorgia meloni

DAGOREPORT - SDENG! ANCHE IL ‘’SOVRANISMO BANCARIO’’ È FINITO NEL CESTINO DELLE CAZZATE DELL’ARMATA BRANCA-MELONI – A CANCELLARE IL DISEGNO DEL ‘GRANDE POLO DEL RISPARMIO TRICOLORE', A CAVALLO DI CALTAGIRONE & C., OBIETTIVO GLI 800 MILIARDI DI GENERALI, CI HANNO PENSATO IN TANTI: DALLE PERPLESSITÀ DI BCE ALLA CONTRARIETÀ DEI FONDI INTERNAZIONALI PER LA LEGGE CAPITALI (RIVELATASI UN BOOMERANG PER CALTA CHE L’AVEVA ISPIRATA) - MA IL RIBALTONE NON SAREBBE AVVENUTO SENZA L’ENTRATA IN CAMPO DELLA PROCURA DI MILANO - L’ISCRIZIONE NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI DI CALTA-MILLERI-LOVAGLIO PER PRESUNTO “CONCERTO OCCULTO” SULLA SCALATA DI MEDIOBANCA, IN DUPLEX CON LA BIZZARRA VENDITA “OVERNIGHT” DEL 15% DI MPS DA PARTE DEL TESORO DI GIORGETTI, E' STATO IL PRIMO SEGNALE DI ALLARME PER I GENI DI PALAZZO CHIGI PER I POSSIBILI (E AMARI) STRASCICHI GIUDIZIARI - MA LA GOCCIA CHE HA FATTO INFINE TRABOCCARE IL VASO, SPINGENDO MELONI, DELFIN E BPM AD ABBANDONARE AL SUO DESTINO L’EX ALLEATO CALTARICCONE, È STATA LA VITTORIA DEL “NO” AL REFERENDUM, SENZA LA QUALE L’INCHIESTA DELLA PROCURA DI MILANO CHISSA' IN QUALE CASSETTO SAREBBE FINITA...

giorgia meloni trump viviana mazza netanyahu

DAGOREPORT – PERCHÈ È PIÙ FACILE PARLARE CON L’UOMO PIÙ POTENTE (E DEMENTE) DEL MONDO CHE CON GIORGIA MELONI? - PORRE UNA DOMANDINA ALLA "PONTIERA IMMAGINARIA" DEI DUE MONDI È PRATICAMENTE IMPOSSIBILE, MENTRE CON TRUMP BASTA UNO SQUILLO O UN WHATSAPP E QUELLO…RISPONDE – L'INTERVISTA-SCOOP AL DEMENTE-IN-CAPO, CHE LIQUIDA COME UNA SGUATTERA DEL GUATEMALA LA PREMIER DELLA GARBATELLA, REA DI AVER RESPINTO L'INAUDITO ATTACCO A PAPA LEONE, NON E' FRUTTO DI CHISSA' QUALE STRATEGIA DI COMUNICAZIONE DELLA CASA BIANCA, MA SOLO DELLA DETERMINAZIONE GIORNALISTICA DELL'INVIATA DEL "CORRIERE", VIVIANA MAZZA, CHE L'HA TAMPINATO E SOLLECITATO AD APRIRE LE VALVOLE – E' PASSATO INVECE QUASI INOSSERVATO IL SILENZIO SPREZZANTE DI NETANYAHU VERSO MELONI CHE HA FINALMENTE TROVATO IL CORAGGIO DI SOSPENDERE IL PATTO DI DIFESA ITALIA-ISRAELE - TRA UN BOMBARDAMENTO E L'ALTRO DEL LIBANO, IL GOVERNO DI TEL AVIV HA DELEGATO UN FUNZIONARIO DI TERZO LIVELLO PER AVVERTIRE CHE “L’ITALIA HA MOLTO PIÙ BISOGNO DI NOI DI QUANTO NOI ABBIAMO BISOGNO DI LORO''...

marina berlusconi antonio tajani giorgia meloni pier silvio nicola porro paolo del debbio tommaso cerno

DAGOREPORT - MARINA BERLUSCONI NON È MICA SODDISFATTA: AVREBBE VOLUTO I SUOI FEDELISSIMI BERGAMINI E ROSSELLO COME CAPOGRUPPO, MA HA DOVUTO ACCETTARE UNA MEDIAZIONE CON IL LEADER DI FORZA ITALIA, NONCHE' MINISTRO DEGLI ESTERI E VICE PREMIER, ANTONIO TAJANI - LA CACCIATA DEL CONSUOCERO BARELLI, L'AMEBA CIOCIARO NON L'HA PRESA PER NIENTE BENE: AVREBBE INFATTI MINACCIATO ADDIRITTURA LE DIMISSIONI E CONSEGUENTE CADUTA DEL GOVERNO MELONI – AL CENTRO DELLA PARTITA TRA LA FAMIGLIA BERLUSCONI E QUELLO CHE RESTA DI TAJANI, C’È IL SACRO POTERE DI METTERE MANO ALLE LISTE DEI CANDIDATI ALLE POLITICHE 2027 – PIER SILVIO SUPPORTA LA SORELLA E CERCA DI “BONIFICARE” LA RETE(4) DEI MELONIANI DI MEDIASET GUIDATA DA MAURO CRIPPA (IN VIA DI USCITA), CHE HA IN PRIMA FILA PAOLO DEL DEBBIO E SOPRATTUTTO NICOLA PORRO (SALLUSTI SI E' INVECE RIAVVICINATO ALLA "FAMIGLIA") – RACCONTANO CHE IL VOLUBILE TOMMASINO CERNO-BYL SI E' COSI' BEN ACCLIMATATO A MILANO, ALLA DIREZIONE DE "IL GIORNALE", CHE PREFERISCA PIU' INTRATTENERSI CON I “DIAVOLETTI” DELLA BOLLENTE NIGHTLIFE ''A MISURA DUOMO'' CHE CON GLI EDITORI ANGELUCCI…

xi jinping donald trump iran cina

DAGOREPORT – LA CINA ENTRA IN GUERRA? L’ORDINE DI TRUMP DI BLOCCARE "QUALSIASI NAVE CHE TENTI DI ENTRARE O USCIRE DALLO STRETTO DI HORMUZ E DAI PORTI IRANIANI" NON POTEVA NON FAR INCAZZARE IL DRAGONE, PRINCIPALE ACQUIRENTE DI GREGGIO IRANIANO – SE NON VIENE REVOCATO IL BLOCCO, PECHINO MINACCIA DI FAR SALTARE L’ATTESO INCONTRO AL VERTICE CON XI JINPING, IN AGENDA A MAGGIO A PECHINO - DI PIU': IL DRAGONE SI SENTIRÀ AUTORIZZATO A RIBATTERE CON RAPPRESAGLIE POLITICHE CHE POTREBBERO TRASFORMARSI IN RITORSIONI MILITARI - L'ARABIA SAUDITA IMPLORA TRUMP DI FINIRLA DI FARE IL VASSALLO DI ISRAELE E DI TORNARE AL TAVOLO DEI NEGOZIATI CON L'IRAN. RIAD TEME CHE TEHERAN POSSA SCHIERARE I SUOI ALLEATI HOUTHI IN YEMEN PER BLOCCARE LO STRETTO DI BAB AL-MANDEB, UN'ARTERIA VITALE CHE TRASPORTA IL 10% DEL COMMERCIO GLOBALE TRA L'ASIA E I MERCATI EUROPEI ATTRAVERSO IL CANALE DI SUEZ, DETTA "PORTA DELLE LACRIME"…

meloni orban trump netanyahu papa leone

DAGOREPORT - REFERENDUM, GUERRA DEL GOLFO, ORBAN, PAPA LEONE: UNA BATOSTA DOPO L'ALTRA. IL BLUFF DEL CAMALEONTE DELLA GARBATELLA È GIUNTO AL CAPOLINEA: MEJO PRENDERE LE DISTANZE DA TRUMP E NETANYAHU, DUE TIPINI CON GROSSI PROBLEMI DI SALUTE MENTALE, PRIMA DI ANDARE A FAR COMPAGNIA AI GIARDINETTI AL SUO AMICO ORBAN - SOLO L'EROSIONE DEI CONSENSI LE HA FATTO TROVARE IL CORAGGIO DI CONDANNARE,  DOPO UN TRAVAGLIO DI SETTE ORE, IL BLASFEMO ATTACCO DEL SUO "AMICO" DI WASHINGTON AL PONTIFICATO DI PAPA PREVOST (SUBITO BASTONATA DA TRUMP: "SU DI LEI MI SBAGLIAVO") - OGGI E' STATA COSTRETTA A PRENDERE LE DISTANZE DAL "BOMBARDIERE" NETANYAHU, ANNUNCIANDO LA SOSPENSIONE DEL RINNOVO DEL PATTO DI DIFESA CON ISRAELE (ARMI, TECNOLOGIA, INTELLIGENCE) – CHISSÀ SE IL RINCULO INTERNAZIONALE DELLA DUCETTA AZZOPPATA RIUSCIRA' ANCORA AD ABBINDOLARE GLI ITALIANI….

donald trump papa leone xiv marco rubio jd vance andrea riccardi

DAGOREPORT - È FINITA LA PRESIDENZA TRUMP, È INIZIATO IL PONTIFICATO DI LEONE! SI MUOVE LA “RETE” VATICANA LEGATA ALL’AMERICA LATINA PER “NEUTRALIZZARE” IL BIS-UNTO DEL SIGNORE - IL RUOLO DI MARCO RUBIO, CATTOLICO E FIGLIO DI ESULI CUBANI CHE, A DIFFERENZA DEL NEO-CONVERTITO JD VANCE CHE HA AGGIUNTO BENZINA AL DELIRIO BLASFEMO DI TRUMP ("IL PAPA SI ATTENGA AI VALORI MORALI"), È RIMASTO IN SILENZIO, IN ATTESA SULLA RIVA DEL FIUME DI VEDERE GALLEGGIARE A NOVEMBRE, ALLE ELEZIONI DI MIDTERM, IL CIUFFO DEL TRUMPONE - IN CAMPO LA COMUNITA' DI SANT’EGIDIO CON LA SUA POTENTE RETE DI WELFARE E DIPLOMAZIA - IL PROSSIMO SCHIAFFO DI LEONE AL TRUMPISMO CRIMINALE: DOPO AVER DECLINATO L'INVITO A CELEBRARE IL 250° ANNIVERSARIO DELL'INDIPENDENZA AMERICANA ALLA CASA BIANCA, IL 4 LUGLIO DEL 2026 PREVOST VISITERÀ LAMPEDUSA. UN POSTO E UNA DATA DI SICURO NON SCELTI PER CASO...