1. ALLA FINE HA CAPITO CHE ERA ARRIVATA AL CAPOLINEA: NUNZIA DE GEROLAMO SI E' DIMESSA 2. “ L’HO DECISO PER LA MIA DIGNITÀ: È LA COSA PIÙ IMPORTANTE CHE HO E LA VOGLIO SALVAGUARDARE A QUALUNQUE COSTO. ED È STATA OFFESA DA CHI SA CHE NON HO FATTO NULLA E AVREBBE DOVUTO SPIEGARE PERCHÉ ERA SUO DOVERE PRIMA MORALE E POI POLITICO. NON POSSO RESTARE IN UN GOVERNO CHE NON HA DIFESO LA MIA ONORABILITÀ” 3. ORA CHE FA NUNZIA? APRE UN BAR O TORNA IN FORZA ITALIA? (FITTI COLLOQUI CON VERDINI) 4. LA FINANZA INDAGA SUL MINISTERO: INCHIESTA DELLA PROCURA SU FONDI UE E NOMINE

1. ALLA FINE HA CAPITO CHE ERA ARRIVATA AL CAPOLINEA: NUNZIA DE GEROLAMO SI E' DIMESSA
Corriere.it

nunzia de girolamo francesco boccia

«Mi dimetto da Ministro. L'ho deciso per la mia dignità: è la cosa più importante che ho e la voglio salvaguardare a qualunque costo. Ho deciso di lasciare un ministero e di lasciare un governo perché la mia dignità vale più di tutto questo ed è stata offesa da chi sa che non ho fatto nulla e avrebbe dovuto spiegare perché era suo dovere prima morale e poi politico. Non posso restare in un governo che non ha difeso la mia onorabilità». Lo annuncia in una nota il ministro Nunzia De Girolamo, dopo le polemiche per l'inchiesta sulla Asl di Benevento.

FRANCESCO BOCCIA E NUNZIA DE GIROLAMO

2. "IL TEMPO": DE GIROLAMO PRONTA A TORNARE DA SILVIO - IL MINISTRO DELL'AGRICOLTURA DELUSO DA ALFANO E LETTA, COLPEVOLI DI NON AVERLA DIFESA ABBASTANZA
Pa. Zap. per http://www.iltempo.it/politica/2014/01/25/de-girolamo-pronta-a-tornare-da-silvio-1.1212226

Nunzia De Girolamo sta pensando di rientrare in Forza Italia. Una decisione sulla quale sta meditando da un po' di tempo, complice l'atteggiamento di Enrico Letta e del segretario del suo partito Angelino Alfano. Il ministro dell'Agricoltura non si è sentita difesa dal premier e molto ha pesato la sua assenza quando la scorsa settimana è andata in aula alla Camera per difendersi dalle accuse che le sono piovute addosso nel caso della Asl di Benevento.

BERLUSCONI E NUNZIA DE GIROLAMO

Ma Nunzia De Girolamo, a quanto pare è rimasta anche abbastanza delusa dall'atteggiamento di Angelino Alfano, colpevole, per lei, di non essersi fatto sentire abbastanza per stroncare le accuse che le hanno rivolto.

Ieri è stata una giornata di incontri per il ministro. La De Girolamo è stata vista parlare con le deputate di Forza Italia Gabriella Giammanco e Annagrazia Calabria, con Denis Verdini, Rocco Palese e Vito Crimi. Colloqui fitti, per capire come Forza Italia reagirebbe al suo rientro al fianco di Berlusconi. Il Cavaliere da tempo sta portando avanti una campagna di «moral suasion» per riportare i ribelli del Nuovo Centrodestra dentro il suo partito. E potrebbe aver fatto breccia sull'insofferenza della ministra per le vicissitudini che l'hanno colpita nelle ultime settimane.

nunzia de girolamo

Una decisione non ancora presa e che potrebbe cogliere di sorpresa lo stesso Alfano. Giovedì, infatti, Nunzia De Girolamo ha partecipato a una riunione del Nuovo Centrodestra al Senato sul tema della riforma elettorale e, secondo il racconto dei partecipanti, non ha mostrato alcun segnale di rottura con il partito. Ma la decisione potrebbe arrivare entro pochissimi giorni.

Nunzia De Girolamo è uno dei cinque ministri del Ncd che hanno lasciato Forza Italia a novembre per restare nella maggioranza e appoggiare Enrico Letta. Sposata con il deputato del Pd Francesco Boccia è stata messa sotto accusa nelle ultime settimane per alcune intercettazioni - abusive - che avrebbe fatto il direttore sanitario della Asl di Benevento, Pisapia, a casa del ministro.

nunzia de girolamo annagrazia calabria

Ma con il suo ritorno in Forza Italia si aprirebbe anche il problema delle sue dimissioni da ministro. Passando a un partito che si trova all'opposizione la De Girolamo non potrebbe restare al governo. E a quel punto potrebbe anche dare una mano al premier per avviare un rimpasto di più ministri. Così come chiesto da una parte del Pd, da Lista Civica e dal Ncd.

3. DE GIROLAMO, LA FINANZA INDAGA SUL MINISTERO
ROMA, INCHIESTA DELLA PROCURA SU FONDI UE E NOMINE
giuliano foschini e fabio tonacci per La Repubblica

Dove finiscono i soldi dell'agricoltura italiana? A chi Nunzia De Girolamo, e prima di lei gli altri ministri che si sono seduti su quella poltrona, concede i miliardi di euro che ogni anno arrivano dall'Europa per i produttori di casa nostra?

È attorno a queste due domande che si muove un'indagine molto delicata della guardia di Finanza di Roma che, ancora qualche giorno fa, per acquisire documenti, fatture, mandati di pagamento, verbali di gare d'appalto ha bussato alle porte del ministero dell'Agricoltura e dell'Agea, la società controllata al 51 per cento, che ha il compito di erogare proprio i fondi.

de girolamo e calabria ricevono un biglietto da silvio

L'agenzia, cioè, dove la De Girolamo ha posizionato alcuni suoi fidati collaboratori. Il sospetto è che per anni, e fino a oggi, un'associazione a delinquere abbia lavorato di nascosto per ingannare l'Unione europea e frodare milioni e milioni di euro.

Il tema sono i Pac, i contributi destinati a sostenere chi in Italia coltiva la terra e alleva bestiame. Le cifre che ballano sono elevatissime: dal 2007 al 2013 sono arrivati da Strasburgo 8,9 miliardi di euro. A novembre sono stati ripartiti quelli per il periodo 2014-2020, e per l'Italia ci sono 44 miliardi.

Insomma, una montagna di denaro. In parte gestita direttamente dell'Unione europea che sceglie che tipo di produzioni sovvenzionare. Un'altra parte però è in capo allo Stato che decide quali sono le priorità: in queste settimane sono arrivate al ministero richieste perché non vengano privilegiati alcuni territori a svantaggio di altri. Perché tra le regioni più "fortunate" ci sarebbe proprio la Campania, terra da cui proviene e ha il feudo elettorale la De Girolamo.

NUNZIA DE GIROLAMO resize

«Le nomine - spiega Enzo Lavarra, responsabile agricoltura del Pd - che il ministro ha fatto all'Agea sono assolutamente inadeguate. Serve gente esperta e invece...». 

Lombardi conosce bene Nicola de Girolamo, padre del ministro. Nel 2003 fu nominato nel comitato di sorveglianza del Consorzio agricolo di Benevento dove Nicola era direttore. E lo è ancora tuttora, nonostante sua figlia, il ministro, sia in qualche modo il suo controllore. «Ma mai farò interventi diretti» ha giurato lei.

Nunzia De Girolamo e Francesco Boccia da Panorama

Tornando all'Agea, la preoccupazione del ministro nasceva dai continui ingressi dei finanzieri del Nucleo Spesa pubblica e frodi comunitarie, guidati dal generale Bruno Bartoloni, che stanno portando avanti l'inchiesta della procura di Roma. Il fascicolo non è contro ignoti, ma i nomi iscritti sono al momento top secret.

Certo è però che l'indagine si muove in due direzioni: la prima riguarda il monte dei contributi, che spesso invece di finire ai produttori si perdono nei meandri della burocrazia interna tra appalti e software milionari mai realizzati. La seconda ha come oggetto un buco di 50 milioni: l'Agea nel corso dal 1999 al 2012 anni ha riscontrato una serie di irregolarità nella gestione dei fondi comunitari, quantificati dalla Corte dei Conti in 1,9 miliardi di rettifiche finanziare che l'Italia ha dovuto restituire. Secondo i finanzieri, però, l'Agea non ha rendicontato con regolarità ai revisori a Bruxelles. Risultato, l'Unione potrebbe bloccare i nuovi finanziamenti.

NUNZIA DE GIROLAMO - FRANCESCO BOCCIA

Non solo. Sotto osservazione è finita anche la Sin (il direttore generale nominato è Antonio Tozzi, ex fidanzato di Nunzia), una delle agenzie satellite dell'Agea, che ha il compito di gestire il sistema informativo tra il ministero e le singole Regioni. Non a caso tra i soci di Agea in questo progetto figurano anche Finmeccanica e Ibm.

NUNZIA DE GIROLAMO

Ma c'è soprattutto Almaviva, un'azienda che - come segnalato dall'Espresso - vince nel 2007 un appalto da 1,1 miliardi di euro in cambio di servizi informatici fino al 2016. «Un servizio scadente» ha denunciato alla procura il deputato del Pd, Ernesto Carbone, epurato dalla Sin di cui è stato presidente fino ad aprile. Carbone è accusato di spese pazze. Ma lui ha ribaltato il tavolo denunciando appunto il mal funzionamento del software e la cattiva gestione dei vecchi amministratori.

 

 

 

NUNZIA DE GIROLAMO CONTRO MASTELLA

Ultimi Dagoreport

vecchione renzi ranucci sgrena mancini draghi conte gabrielli carlo parolisi

TRA LE PIEGHE DELL’AFFAIRE LAVITOLA-RANUCCI, RICICCIA UNO DEI TANTI MISTERI ALL’ITALIANA: IL FAMOSO SERVIZIO DI ‘’REPORT’’ DEL MAGGIO 2021 SULL’INCONTRO IN AUTOGRILL TRA MATTEO RENZI E MARCO MANCINI, UNO DELLE FIGURE PIÙ CONTROVERSE DELL’INTELLIGENCE ITALIANA - ALL’ORIGINE DEL RENDEZ-VOUS AUTOSTRADALE, FORSE C’ENTRA DI PIÙ IL FATTO CHE STAVA CADENDO IL SECONDO GOVERNO CONTE, A CAUSA DEL RITIRO DALL'ESECUTIVO DI ITALIA VIVA. QUALCUNO DEVE AVER SCOMMESSO SULLE DOTI AFFABULATORIE DI NEGOZIATORE DI MANCINI PER CONVINCERE RENZI A TROVARE UNA QUADRA PER MANTENERE IN PIEDI CONTE – UNA VOLTA CHE LA MISSIONE E' ANDATA A VUOTO, PERCHE' RANUCCI MANDO' IN ONDA IL SERVIZIO RENZI-MANCINI BEN CINQUE MESI DOPO LA SEPOLTURA DEL GOVERNO CONTE II? A CHI GIOVAVA? - BEN SAPENDO DI QUANTO MANCINI SIA DETESTATO DAI SUOI COLLEGHI, RENZI DEFINI' LO SCOOP UN "REGOLAMENTO DI CONTI INTERNO AI SERVIZI SEGRETI" – GLI ''ADDETTI AI LIVORI'' AGGIUNGONO ALTRE DUE IPOTESI: CHI PARTENDO DAL BURRASCOSO RAPPORTO TRA RENZI E RANUCCI, CHI CONSIDERANDO LA VOGLIA DI CONTE DI REGOLARE I CONTI CON COLUI CHE SI VANTA DI AVERLO SLOGGIATO DA PALAZZO CHIGI E DI AVER CONVINTO DRAGHI A PRENDERE IL SUO POSTO… 

meloni salvini tajani

DAGOREPORT – CON UN PARTITO IN DISCESA LIBERA E SEMPRE PIU' SPAPPOLATO DAI "LEGHISTI DEL NORD", NESSUNO, NEMMENO IL SUO "IDEOLOGO" E FUTURO SUOCERO DENIS VERDINI, RIESCE A FAR RAGIONARE MATTEO SALVINI - L’ULTIMA DELLE TANTE USCITE FUORI DI SINAPSI DEL "BOLLITO LOMBARDO'' SAREBBE AVVENUTA NEI GIORNI SCORSI, L'IPOTESI DI FDI DI VOTO CON BALLOTTAGGIO, L'AVREBBE TALMENTE "ALTERATO" DA CHIAMARE GIORGIA MELONI, SBRAITANDO: “TOLGO LA FIDUCIA AL GOVERNO!” - E DOMENICA 20 SETTEMBRE, A PONTIDA, POTREBBE SUCCEDERE DI TUTTO, SE SALVINI NON TROVA UN ACCORDO CON LA FRONDA CAPEGGIATA DA FONTANA E ROMEO – ALLA LEGA DEL CAOS, LA ''PREMIER DURACELL'' DEVE AGGIUNGERE LO STATO DI GUERRIGLIA IN FORZA ITALIA, DOVE IL “MAGGIORDOMO DI CASA MELONI", ANTONIO TAJANI , GIACE NEL TRITACARNE DEGLI OCCHIUTO, ZANGRILLO, MULÈ, ETC. – MA SE LA DUCETTA RICOMPATTA GLI ALLEATI E SFANGA LA LEGGE ELETTORALE, POTREBBE ARRIVARE LA DISCESA: L’ITALIA HA OTTIME PROBABILITÀ DI USCIRE DALLO STATO DI INFRAZIONE DEL 3%. E CON UNO SPOSTAMENTO DI BILANCIO NELLA FINANZIARIA, GIORGIA SI TRAVESTIRÀ DA BEFANA E CI INONDERÀ DI BALOCCHI E PROFUMI...

mattarella renzi conte schlein bonelli fratoianni

DAGOREPORT - DAJE E RIDAJE, I GALLETTI DEL CAMPOLARGO HANNO FINALMENTE DECISO DI SMETTERE DI BECCARSI MASOCHISTICAMENTE TRA LORO E DI FARE SQUADRA CONTRO L'ARMATA BRANCA-MELONI - IL NODO POLITICO PIÙ DIFFICILE DA SCIOGLIERE, LA PRESENZA DELL'INFIDO RENZI NELLA ALLEANZA, SI E' DISSOLTO IN UN INCONTRO A QUATTR'OCCHI SCHLEIN-CONTE: LA DUCETTA DEL NAZARENO, CHE HA UN PATTO CON MATTEONZO CHE SI CHIAMA CASA RIFORMISTA, HA TIRATO FUORI GLI ATTRIBUTI E A CONTE NON E' RIMASTO CHE SIBILARE: ELLY LO VUOLE ED IO NON POSSO FARCI NIENTE... (SEMPRE CHE RENZI RIESCA A MANTENERE LA PROMESSA DI FARE UN PASSO INDIETRO) – LA PIPPA DELLE PRIMARIE SI FARA', MA COME L'INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER SUL PROGRAMMA ELETTORALE, NON SERVIRA' A UN CAZZO: A DECIDERE IL PREMIER SARÀ, COME SEMPRE, SERGIO MATTARELLA – PER RISOLVERE L'ETERNO SCAZZO SULLA POLITICA ESTERA, E SULL'UCRAINA IN PARTICOLARE, A ELLY E CONTE BASTA UNA SUPERCAZZOLA LINGUISTICA, CHE SI PUÒ RIASSUMERE CON LO SLOGAN: "NO AL RIARMO NAZIONALE, SÌ ALLA DIFESA EUROPEA"...

leonardo del vecchio giorno

FLASH! - COSA FRULLA NELLA TESTA DI LEONARDINO? - DEL VECCHIO JR HA CAPITO CHE, ALL'OMBRA DELLA MADUNINA, IL MERCATO EDITORIALE È SATURO: POSSEDERE DUE TESTATE MILANESI, COME "IL GIORNALE" (DI CUI HA IL 30%) E "IL GIORNO" NON SERVE GRANCHÈ - PER DIVERSIFICARE, LEONARDINO HA INTENZIONE DI TRASFORMARE "IL GIORNO" IN UN QUOTIDIANO FINANZIARIO, MOLTO PIÙ UTILE PER I SUOI AFFARI, IN GRADO DI FARE CONCORRENZA A "SOLE 24 ORE" E "MILANO FINANZA" - DEL VECCHIO, CHE HA RIANIMATO IL MERCATO DEI GIORNALISTI, UN SETTORE CHE SEMBRAVA ORMAI MORTO E SEPOLTO, DOVREBBE CONFERMARE AGNESE PINI ALLA DIREZIONE DI "QUOTIDIANO NAZIONALE" (LA TESTATA CHE RIUNISCE "LA NAZIONE", "IL RESTO DEL CARLINO" E "IL GIORNO")

bettini ruffini gabrielli schlein renzi conte onorato

DAGOREPORT – CON SALVINI ALLE CORDE, TAJANI ALLO SBANDO, VANNACCI IN AGGUATO, BASTEREBBE UNA SPINTARELLA TUTTI INSIEME E, PLUF!, L'ARMATA BRANCA-MELONI NON CI SAREBBE PIU' - INVECE, IL CAMPO LARGO E' SEMPRE AL PUNTO ZERO DEL "VAFFA": PRIMARIE SÌ O NO? SCHLEIN O CONTE? E COME TENERE INSIEME I GRILLINI CON L'INFIDO RENZI? - QUALCOSA NEI PROSSIMI GIORNI POTREBBE MUOVERSI: ERNESTO MARIA RUFFINI DOVREBBE FORMALIZZARE LA TRASFORMAZIONE DEL SUO MOVIMENTO “PIÙ UNO”, FORMATO DA UNA RETE DI GRUPPI CATTOLICI, IN UN PARTITO - AD AFFIANCARE RUFFINI, SAREBBE PRONTO FRANCO GABRIELLI, GIOVANILE DEMOCRISTIANA, COMPAGNO DI SCUOLA DI ENRICO LETTA, EX CAPO DELLA POLIZIA E DEI SERVIZI, GIA' SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DRAGHI - L’OBIETTIVO? DIVENTARE I FRONTMAN “ISTITUZIONALI” DI CASA RIFORMISTA, CON RENZI DEFILATO E IL VOLTO AUTOREVOLE E SECURITARIO DI GABRIELLI A GUIDARE IL CENTRONE - COME LA PRENDERA' IL ''CONTE TRAVAGLIO'' LA PRESENZA DEL DRAGHIANO GABRIELLI? E COME REAGIRA' LA DUCETTA DEL NAZARENO ALL'ANNUNCIO DELL'"ONORATO BETTINI DI PRESENTARSI ALLE PRIMARIE? AH, SAPERLO...

conservative political action conference cpac donald trump giorgia meloni arianna francesco giubilei emanuele merlino sara kelany susanna ceccardi

AMERICÀ, FACCE TARZAN! – IL CONSERVATORISMO TRUMPIANO SBARCA A ROMA E DIVENTA SUBITO ROBA DA NANDO MERICONI INTERPRETATO DA SORDI – NEMMENO IL TEMPO DI APPARECCHIARE I TAVOLI DELLA CENA DELLA “CONSERVATIVE POLITICAL ACTION CONFERENCE” (CPAC), CHE SUBITO DEFLAGRANO GLI SCAZZI NELLA DESTRA CACIO E PEPE – CI SONO ARIANNA MELONI, SARA KELANY, LA LEGHISTA SUSANNA CECCARDI E IL PREZZEMOLINO FRANCESCO GIUBILEI. MA NON GLI ATTESI LUCA CIRIANI, ITALO BOCCHINO ED EMANUELE MERLINO – IL CLIMA È TESO SULLE TESTE DEI MAL-DESTRI DE' NOANTRI: TRUMP È CONSIDERATO POLITICAMENTE TOSSICO E IL CPAC “ITALIANO” DEL 2027 VIENE CONSIDERATO UN POTENZIALE INTRALCIO, FONTE DI POLEMICHE E IMBARAZZI NELL’ANNO DELLE ELEZIONI…