VATTENE A FARE IN-GURU - CASALEGGIO CONTRO DI MAIO E COMPAGNI CHE HANNO FATTO FUORI LA "SUA" CAPA DELLA COMUNICAZIONE ALLA CAMERA, ILARIA LOQUENZI - “LAVORATE MALE, SONO DELUSO”

Jacopo Iacoboni per “la Stampa”

 

beppe grillo casaleggio  marcia perugia assisi beppe grillo casaleggio marcia perugia assisi

Il golpe contro Casaleggio è in corso, ed è avvenuto quello che era stato segnalato: alla fine Ilaria Loquenzi, la capa della comunicazione del M5S alla Camera che tutti i deputati (poche volte si è sentita tale unanimità di giudizio) ritengono «priva di qualunque autorevolezza», e molti segnalano «anche priva dei titoli per quell'incarico», è stata sfiduciata.

 

Contro di lei nella tarda serata di mercoledì hanno votato in 26 deputati (17 a favore, 14 astenuti; una trentina, attenzione, ha fatto in modo di risultare assente). Ma le conseguenze (e soprattutto i veri autori) di questo clamoroso attacco rivolto al cofondatore del Movimento vanno indagate e spiegate bene, nei limiti del possibile.

 

GIANROBERTO E DAVIDE CASALEGGIO A ROMAGIANROBERTO E DAVIDE CASALEGGIO A ROMA

Non è che la Loquenzi fosse - contrariamente alla vulgata - particolarmente vicina a Casaleggio (semmai è vicina a Roberta Lombardi, che non s’è mai vista così fuori giri come ieri, investiva a male parole tutti quelli che considera responsabili dell’«agguato», definendoli «pezzi di m», e faceva girare la voce di un ruolo, inesistente, di Massimo Artini nell’operazione).

 

Semplicemente, appena dieci giorni fa il cofondatore dei cinque stelle aveva riconfermato sul blog, e a doppia firma con Grillo, che lei e Casalino al Senato restavano i capi degli staff di comunicazione. Per un motivo: perché sono i suoi tramite (specialmente il secondo, in realtà) con i parlamentari.

Ilaria LoquenziIlaria Loquenzi

 

Ma è ancora questa la realtà dei fatti? Questa vicenda dimostra che, come minimo, al manager Casaleggio sfugge ormai la dinamica tutta politica della sua creatura. Un mese fa lui stesso aveva detto al direttorio - che gli esponeva la necessità di «sostituire o affiancare» la Loquenzi - «se fate questo io me ne vado e vi lascio al vostro destino».

 

Ieri la reazione del manager milanese è stata, se possibile, ancora più furiosa, e proprio contro il direttorio: ha tenuto costanti contatti con Luigi Di Maio, il leader dei cinque. L’ha così strigliato che il giovane napoletano si aggirava con l’espressione di un ragazzo bastonato e arrabbiato. Il direttorio, attenzione, ha votato compatto a favore della Loquenzi; ma Casaleggio a questo punto è adirato in primis con loro, «siete stati incapaci, lavorate male, sono deluso da voi».

 

E voleva pubblicare subito sul blog un post feroce, sia contro i deputati, sia contro il direttorio, per il modo in cui è stata gestita l’intera operazione. A finire nel mirino sarebbero non solo quelli che hanno votato contro, ma anche quelli che - consentendo che si svolgesse l’assemblea - agli occhi di Milano hanno creato le premesse per il crac.

luigi di maioluigi di maio

 

Tra i voti contro ci sono stati quelli della capogruppo Francesca Businarolo, del vicecapogruppo Giorgio Sorial (che da mesi si vanta del fatto che la Casaleggio verrà esautorata), dell’ex capogruppo Fabiana Dadone, dei liguri. Ma potrebbe essere rimosso, dal ruolo di presidente dei deputati, il veneto Federico D’Incà, uno dei volti «francescani» nei fatti (non a parole) del Movimento. Che ha votato a favore di Loquenzi pur non stimandola.

 

GRILLO E DI MAIO GRILLO E DI MAIO

Cosa farà adesso Casaleggio? Ragiona su due opzioni-ponte. Fare Rocco Casalino, l’ex del grande fratello, capo anche alla Camera. La controindicazione è che Casalino non è granché amato dai deputati, e probabilmente finirebbe anche lui sotto attacco. Oppure, piano B, nominare capa Silvia Virgulti, che viene dal network della Casaleggio, è molto vicina politicamente a Luigi Di Maio, e nei mesi scorsi ha raccontato in giro che «Casaleggio voleva nominarmi capa della comunicazione, ma io ho detto di no». Se succedesse questo sarebbe una vittoria di Di Maio, o una perfidia di Casaleggio, che renderebbe a Di Maio molto più difficile il rapporto col gruppo parlamentare?

 

rocco casalino grillo rocco casalino grillo

Il giovane leader del direttorio è in una tenaglia: deve scegliere se stare dalla parte dell’assemblea, sempre più anti-Casaleggio e vogliosa di autonomia (e magari usarla sottilmente assecondando la scalata, che coinciderebbe con la sua ascesa di leader in proprio), o restare al fianco di Casaleggio. Una scelta da cui dipende la sua stessa carriera politica.

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