de luca schlein emiliano

IL CASO PUGLIA FA RIESPLODERE LE TENSIONI ANCHE TRA SCHLEIN E DE LUCA – ELLY AFFONDA IL TERZO MANDATO E TUONA CONTRO IL “NOTABILATO” DEM - IL DISCORSO INVESTE NON SOLO EMILIANO MA ANCHE IL GOVERNATORE CAMPANO. GUARDA CASO IERI DE LUCA È TORNATO ALL'ATTACCO DELLA SEGRETARIA MULTIGENDER DEM: “I VERI CACICCHI STANNO A ROMA” – SCHLEIN PENSA A CHI CANDIDARE IL PROSSIMO ANNO COME GOVERNATORE DELLA PUGLIA: OLTRE A DECARO SI PARLA DELL’EDITORE LATERZA…

Mario Ajello per il Messaggero

 

MICHELE EMILIANO - ELLY SCHLEIN

Tutti quelli che la conoscono bene e ci parlano, anche se è più blindata del solito in queste ore, descrivono Elly Schlein particolarmente preoccupata e infuriata per la vicenda pugliese e per la «slealtà» di Giuseppe Conte.

 

Sulle prime, in questa bufera, la segretaria del Pd ha preso anche in considerazione la via dell'intervento drastico, ossia di superare Conte a sinistra in questo senso: se lui dice che la giunta Emiliano va azzerata, io chiedo di più e dico che il presidente pugliese si deve dimettere. Ma adesso Schlein - che incontrerà Emiliano a breve a Roma e comunque dicono entrambi: «Ci parliamo continuamente» - sembra aver trovato quella che ritiene la linea più adatta da seguire.

 

ELLY SCHLEIN - GIUSEPPE CONTE - MEME BY USBERGO

La linea, per così dire, garantista. Ovvero: mi fido di Emiliano come persona, è un magistrato integerrimo e che ha lottato sempre contro il malaffare, ma la sua stagione di governo regionale è finita.

 

Dunque, si sta pensando di stringere con il governatore un patto di fine mandato, per gestire la Puglia fino al 2025, e accompagnare Emiliano all'uscita sperando di evitare strappi troppo tremendi. Patto di fine mandato significa un cambio radicale della squadra in Regione, anche se il governatore pensava di cavarsela con un paio di nuovi ingressi.

 

 

(...)

 

Una posizione che viene così tradotta nelle stanze del Nazareno: «Il caso Puglia è la riprova che il terzo mandato ai presidenti regionali non va concesso, e stiamo facendo bene a negare la possibilità che venga eliminato lo stop».

 

Discorso che investe non solo Emiliano ma anche Vincenzo De Luca e guarda caso ieri il governatore campano è tornato all'attacco: «I veri cacicchi stanno a Roma».

de luca schlein

 

Il caso pugliese nell'ottica della segretaria rientra insomma in un problema più generale, quello del «notabiliato» come lo chiama lei, ma i notabili - o cacicchi che dir si voglia - sono anche quelli che sui territori raccolgono i voti per il partito e dunque, meglio non esagerare troppo nella linea della durezza alla vigilia delle elezioni europee da cui molto dipende il destino di Elly.

 

(...)

 Il superamento di Emiliano non subito ma poi (altro che terzo mandato per lui e per gli altri!) porta con sé il ragionamento, che già si sta molto anticipatamente facendo ai vertici dem, di chi candidare il prossimo anno a presidente della Puglia. Un successone di Decaro, il sindaco barese, che è in pista per Bruxelles gli spalancherebbe la corsa a governatore. Ma il successone, dopo tutto quello che sta accadendo a Bari e in Puglia, ci sarà? E soprattutto: se viene sciolto il comune di Bari per infiltrazioni mafiose, non si potrà presentare Decaro per la presidenza regionale. Altri nomi per il dopo Emiliano per ora non ci sono. Puntare su un esponente della società civile come l'editore Alessandro Laterza? Improbabile.

 

SCHLEINING - MEME BY SHILIPOTI

Mettere in campo Francesco Boccia? Sarebbe naturale ma è un'altra ipotesi difficile. Nel caso l'attuale candidato dem a sindaco di Bari, Leccese, venisse tolto dalla lizza - e insieme a M5S si puntasse su un terzo - potrebbe essere lui la carta per il 2025. Ma per ora è probabilissimo che Leccese resti in pista per il dopo Decaro. E il guazzabuglio pugliese resta una questione nazionale assai intricata.

Ultimi Dagoreport

donald trump benjamin netanyahu attacchi iran

DAGOREPORT - IL PIÙ GRANDE OSTACOLO ALLA PACE IN MEDIO ORIENTE È BENJAMIN NETANYAHU -  TRUMP ERA PRONTO A CHIUDERE L’ACCORDO CON L’IRAN: AVEVA DATO IL SUO VIA LIBERA ALL’INVIATO STEVE WITKOFF PER METTERE UNA PAROLA FINE AL NEGOZIATO CON IL REGIME DI TEHERAN. A QUEL PUNTO, S’È MESSO DI TRAVERSO IL SOLITO “BIBI”: “LA GUERRA NON È FINITA, C’È ANCORA L’URANIO DA PORTARE VIA” - IL TYCOON E IL SUO ALLEATO ISRAELIANO HANNO UN “PROBLEMA” ELETTORALE: A OTTOBRE SI VOTA IN ISRAELE E A NOVEMBRE NEGLI USA PER LE MIDTERM. MA GLI OBIETTIVI SONO OPPOSTI: NETANYAHU PER VINCERE HA BISOGNO DELLA GUERRA PERMANENTE, TRUMP DELLA PACE A TUTTI I COSTI

claudia conte matteo piantedosi giorgia meloni

FLASH! – CHI AVRÀ SUGGERITO AL MINISTRO DELL’INTERNO MATTEO PIANTEDOSI DI QUERELARE DAGOSPIA PROPRIO QUANDO I GIORNALONI DE’ NOANTRI SI ERANO GIÀ DIMENTICATI DELLA SUA AMANTE CLAUDIA CONTE? - QUELLO CHE È CERTO È CHE NE' I VERTICI DEL VIMINALE NE' LA ''FIAMMA MAGICA'' ERANO A CONOSCENZA DELL’INTEMERATA DEL MINISTRO INNAMORATO VERSO DAGOSPIA - E, A QUANTO PARE, A ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI, GIÀ ALLE PRESE CON MILLE ROGNE (EUFEMISMO), LA MOSSA DI PIANTEDOSI NON È STATA ACCOLTA PER NIENTE BENE…

roberto gualtieri alessandro rivera fabrizio palermo francesco gaetano caltagirone

CHI NON SALTA, CALTA E'... – DIETRO ALLE DIMISSIONI DI FABRIZIO PALERMO DAL CDA DI MPS CI SAREBBE UN "SUGGERIMENTO" DI ROBERTO GUALTIERI: IL SINDACO DI ROMA, PRIMO AZIONISTA DI ACEA (HA IL 51%), AVREBBE CONSIGLIATO AL MANAGER DI NON RISCHIARE LA FACCIA PER LE BATTAGLIE (PERSE) DI CALTAGIRONE. “ALTRIMENTI AVRÒ DIFFICOLTÀ CON I MIEI DEL PD PER RICONFERMARTI ALL'ACEA” – LA “STAFFETTA” POSSIBILE CON ALESSANDRO RIVERA: L’EX DG DEL TESORO ARRIVA COME PRESIDENTE, MA TRA UN ANNO POTREBBE DIVENTARE CEO (SE PALERMO TENTASSE NUOVE AVVENTURE, DOPO IL FALLITO ASSALTO DI CALTARICCONE AL “MONTE”)

la stampa alberto leonardis carlo toto luciano tancredi antonio di rosa alessandro de angelis maurizio molinari

DAGOREPORT- LA ''SAE'' L’ULTIMA? PROSSIMAMENTE IN EDICOLA “LA STAMPA D’ABRUZZO”! BATTUTACCE A PARTE, LA NOTIZIA DEL GIORNO È L’INGRESSO DELL’ABRUZZESE DI CHIETI, CARLO TOTO, CON UNA QUOTA DEL 25%, NELLA NUOVA SOCIETÀ “SAE-LA STAMPA”, DI CUI L’ABRUZZESE DELL’AQUILA, ALBERTO LEONARDIS, MANTIENE IL CONTROLLO AL 51% - DOPO AVER ACQUISITO PER LA CIFRA RECORD DI 14 MILIONI DAGLI ANGELUCCI IL 40% DEL QUOTIDIANO ROMANO ''IL TEMPO'', ORA, FIUTATO IL VENTO, TOTO TRASLOCA VERSO UN GIORNALE DA POSIZIONARE SU UN CENTRO-SINISTRA BEN PETTINATO, ADEGUATAMENTE ANCORATO SUL TERRITORIO, CON UNA FORTE VOCAZIONE INTERNAZIONALE AD OPERA DI MAURIZIO MOLINARI – COM’È CONSUETUDINE NELLE OPERAZIONI DI LEONARDIS, TOTO AFFIANCA AGNELLI-ELKANN (TRAMITE UNA NUOVA SOCIETÀ NON PROFIT) CHE RESTANO COSÌ NELLA ''STAMPA” COL 20%, PIÙ VARIE FONDAZIONI E AZIENDE PIEMONTESI - IN POLE PER LA DIREZIONE, IL VETERANO ANTONIO DI ROSA; VICE: TANCREDI E DE ANGELIS...