giorgia meloni casa catasto

IL CATASTO NON È NEFASTO PER GIORGIA MELONI – LA CASA DA 430 METRI QUADRI DI GIORGIA MELONI, NELLA ZONA RESIDENZIALE DI MOSTACCIANO, A ROMA, È ACCATASTATA NELLA CATEGORIA A/7, “VILLINI”. TUTTAVIA, LE SUE CARATTERISTICHE (18 VANI, UNA SCALA INTERNA, UNA PISCINA E TRE CORTI DI PERTINENZA ESCLUSIVA, DI CUI UNA AL PIANO TERRA E DUE AL PIANO SEMINTERRATO), CORRISPONDONO A UN’ABITAZIONE DI LUSSO, UNA VILLA DA CATALOGARE IN CATEGORIA A/8 – LA DIFFERENZA NON È UN DETTAGLIO: LA CLASSE MINORE GARANTISCE AGEVOLAZIONI E UN BEL RISPARMIO DI TASSE: CIRCA IL 7 PER CENTO DELLA RENDITA CATASTALE MOLTIPLICATO PER 124. CHE NEL CASO MELONI SIGNIFICA UNA CIFRA DI…

Estratto dell’articolo di Stefano Iannaccone ed Enrica Riera per “Domani”

 

meloni villa

Villa o villino? Questo è il dilemma. All’apparenza sembra un problema di poco conto, una sfumatura.Ma, in termini catastali, comporta un cambio di tassazione e di benefici non secondari. Iva ridotta al quattro per cento, imposta di registro fissa a 200 euro e altre agevolazioni “prima casa”, come l’esenzione Imu e Tasi, per i proprietari di abitazioni classificate in A/7: i villini.

 

Esclusione di questi vantaggi fiscali, invece, per chi possiede un immobile di tipo A/8, dunque una villa. Il dilemma riguarda facoltosi comuni cittadini, ma anche, come scoperto da Domani grazie agli atti ufficiali del catasto, una delle proprietarie più note d'Italia, la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.

DOCUMENTI CATASTALI DELLA VILLA DI GIORGIA MELONI A MOSTACCIANO

 

[…] A pochi passi dal quartiere Spinaceto, nella zona residenziale di Mostacciano, a Roma, c’è la sua casa: 433 metri quadri totali, 18 vani, una scala interna, una piscina e tre corti di pertinenza esclusiva, di cui una al piano terra e due al piano seminterrato. E poi due posti auto scoperti: il primo di 29 metri quadri e il secondo di 44. Una rendita pari a 4.369 euro, cresciuta dopo l’acquisto e i lavori effettuati: alla firma del preliminare era di 3.762 euro. Del resto, prima che arrivasse la leader le stanze erano 15 e i metri quadri 350. Un balzo di quasi 80 metri quadri in più.

 

IMMAGINE DI CASA MELONI CON LA VECCHIA PISCINA, SCATTATA DOPO LA FIRMA DEL PRELIMINARE DI VENDITA

Un immobile che la premier ha acquistato da Massimiliano e Serafino Scarozza, figli di Giancarlo Scarozza, marito in seconde nozze di Lucia Mokbel, sorella di Gennaro Mokbel, ex esponente dell’estrema destra romana.

 

La somma pagata da Meloni è stata di un milione e 254mila euro, si legge nel contratto di compravendita che porta la data del 23 dicembre 2024. L’atto indica anche la categoria catastale dell’abitazione: A/7. La leader di Fratelli d’Italia ha così rilevato una casa già accatastata nella categoria “villini” e accatastata nuovamente dai venditori il 17 dicembre 2024, quando la premier aveva già traslocato grazie a un «atto – come aveva spiegato al Fatto quotidiano – di immissione in possesso anticipato» dal momento che i lavori sarebbero dovuti terminare entro il 30 settembre 2023 ma erano in ritardo.

 

Tuttavia le caratteristiche della casa corrispondono a un’abitazione di lusso, di una villa da catalogare alla categoria A/8. Nell’immobile sono stati realizzati dalla parte venditrice dei lavori di ristrutturazione concordati con Meloni.

 

DOCUMENTI CATASTALI DELLA VILLA DI GIORGIA MELONI A MOSTACCIANO

 «In data 17 aprile 2023 – si legge nell’atto di compravendita – tra i signori Scarozza e la signora Meloni è stato stipulato un preliminare di compravendita avente ad oggetto le porzioni immobiliari di seguito descritte per il prezzo di 1 milione e 100mila euro. È ora intenzione delle parti – si legge – dare esecuzione al citato preliminare al prezzo di un milione e 254mila euro per maggiori lavori e migliorie eseguite al fine di rendere la porzione immobiliare in oggetto conforme alle esigenze della parte acquirente».

 

I lavori di ristrutturazione sono costati come minimo 144mila euro. Lavori di pregio: si va dalla piscina di 9 metri per 3,5 fino ai pannelli solari. «Migliorie» che probabilmente avrebbero dovuto implicare, secondo alcuni esperti sentiti da Domani, un nuovo accatastamento dell’immobile, in particolare nella categoria A/8.

 

GIORGIA MELONI ALLE PRESE CON I CASI LA RUSSA E SANTANCHE - VIGNETTA BY MANNELLI

Abbiamo chiesto a due notai di quantificare il risparmio di restare in A/7: «Il calcolo è complesso, ma in generale si può dire che si risparmia il 7 per cento della rendita catastale moltiplicato per 124», la risposta. Questa formula applicata a casa Meloni dà una cifra di circa 70mila euro.

 

[…] A proposito di risparmi e benefici, a marzo scorso la casa di Meloni è finita anche al centro di un’interrogazione parlamentare presentata dai deputati di Italia Viva, Francesco Bonifazi e Maria Elena Boschi. Gli esponenti renziani hanno chiesto «chiarimenti in ordine ai lavori di ristrutturazione eseguiti presso l'abitazione privata del presidente del Consiglio dei ministri, anche per i profili fiscali e di sicurezza».

 

In particolare, Bonifazi e Boschi chiedevano alla premier «l'elenco dei singoli fornitori e delle modalità di pagamento adottate per pagare gli stessi». La risposta non si è fatta attendere, e il ministro ai Rapporti col parlamento, Luca Ciriani, ha riferito in aula che la premier «non ha beneficiato di alcuna detrazione per lavori edilizi e bonus mobili e che...non è stato impiegato denaro pubblico». L’elenco non è stato invece fornito perché altrimenti sarebbe «venuta meno la relativa ordinaria aspettativa di riservatezza».

 

AGOSTINO GHIGLIA

Meloni, pertanto, si è appellata alla privacy, e non è chiaro se, a fronte dell’interrogazione parlamentare, si sia rivolta direttamente a uno dei commissari del Garante, Agostino Ghiglia, ex deputato di Alleanza nazionale e oggi al centro delle polemiche sul caso Sangiuliano-Report.

 

La trasmissione di Sigfrido Ranucci fa riferimento ad alcuni messaggi di Ghiglia che domanda ai suoi interlocutori di «cercare l’interrogazione di Bonifazi sulla casa di Meloni». «Approfondiamo – dice Ghiglia – se è suo diritto avere risposta su tutte le domande in dettaglio o se qualcosa si può coprire in termini di protezione dati».

 

C’è un legame con l’accatastamento che garantisce un risparmio fiscale alla premier?

La risposta di Meloni «In passato ho già risposto ampiamente alle domande della stampa inerenti la mia abitazione privata, e lo stesso è stato fatto in sede di interrogazioni parlamentari da parte di rappresentanti del Governo. Ho risposto, per eccesso di zelo, oltre quanto sarebbe stato effettivamente utile, e comunque richiamando al senso di responsabilità, anche in considerazione del fatto che abito nella casa in questione con mia figlia minore.

giorgia meloni al senato

 

Evidentemente il mio appello non è stato sufficiente, perché a seguito dei numerosi articoli sulla mia casa (senza che in effetti vi fosse alcuna notizia di rilevanza pubblica) il mio immobile è stato identificato da molti, addirittura pubblicato sui social media, con conseguenti minacce per la sicurezza mia e di mia figlia.

 

Vi è oramai palesemente noto che non vi è nulla da “scoprire” e che questo accanimento non ha prodotto bene per alcuno.

 

giorgia meloni 2

In ogni caso, gli accatastamenti sono stati fatti dal tecnico incaricato che, auspico, avrà provveduto al meglio. Allo stato non è stato richiesto alcun intervento sulla materia al Garante per la Privacy».

 

«Case di oltre 400 metri quadrati corrispondono alle categorie del lusso», dice a questo giornale Rocco Curto, ex professore di Estimo al Politecnico di Torino, impegnato sul tema dell’iniquità della fiscalità immobiliare, interpellato anche in questo caso senza che si svelasse l’identità della proprietaria dell’immobile in questione. Curto richiama la recente sentenza della corte tributaria di Torino: «Spesso i proprietari ottengono un guadagno fiscale senza essere evasori. La colpa non è loro, ma del governo che dovrebbe dare impulso alla riforma sul catasto. Ma ogniqualvolta si parla di riformare le categorie arriva qualcuno a dire che si vuole penalizzare la proprietà privata».

 

bonifazi e boschi -248.

«Giù le mani dalla casa» è infatti il grido del centrodestra checiclicamente ribadisce il suo no alla riforma del catasto. E la storia di casa Meloni diventa un esempio di un meccanismo che premia i più ricchi.

Ultimi Dagoreport

generali philippe donnet luigi lovaglio carlo messina

DAGOREPORT - IL RISIKO S'INGROSSA! L’APERTURA DI ASSICURAZIONI GENERALI A VALUTARE L'OFFERTA” DI MPS PER L’ACQUISIZIONE DI BANCA GENERALI, È UN GRAN PASSO AVANTI PER IL PIANO DI LOVAGLIO PER DISINNESCARE L’OPAS SUL “MONTE” DI BANCA INTESA - SECONDO PIAZZA AFFARI, L’OPERAZIONE TRIESTE-SIENA POTREBBE AVERE DALLA SUA L’APPOGGIO DEI POTENTISSIMI FONDI DI INVESTIMENTO INTERNAZIONALI, TRA CUI BLACKROCK, CHE HA PERALTRO IMPORTANTI INTERESSI NELLE BANCHE ITALIANE, TRA CUI INTESA - ORA INIZIA UNA PARTITA APERTISSIMA DAL PUNTO DI VISTA FINANZIARIO, MA ANCHE DA QUELLO POLITICO: IL 26 OTTOBRE  L’ASSEMBLEA STRAORDINARIA DI MPS SARA' CHIAMATA AD APPROVARE L'ACQUISIZIONE E TUTTO PUO' SUCCEDERE...

mark zuckerberg proteste

HAI VOLUTO TRUMP? E ORA T’ATTACCHI ALLA SCORTA! – I LEADER DELLA SILICON VALLEY SONO OSSESSIONATI DALLA LORO SICUREZZA, E SPENDONO VAGONATE DI DOLLARI IN PROTEZIONE, GUARDIE DEL CORPO, BUNKER. COLPA DELLA SVOLTA TRUMPIANA E DELLA RIVOLUZIONE DELL’ACCELERAZIONE INCONTROLLABILE DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE, CHE RISCHIA DI PRODURRE FOLLE DI DISOCCUPATI INCAZZATI PRONTI AD ASSALTARE, OLTRE AI DATA CENTER, I VILLONI DEI PAPERONI – IL PIÙ PARANOICO DI TUTTI? MARK ZUCKERBERG! META SPENDE OLTRE 25 MILIONI DI DOLLARI ALL’ANNO ESCLUSIVAMENTE PER LA PROTEZIONE DEL SUO FONDATORE – L’OSSESSIONE DEI MILIARDARI PER BUNKER DI LUSSO, FORTEZZE SOTTERRANEE, RIFUGI IN NUOVA ZELANDA E HAWAII, CON INVESTIMENTI CHE OSCILLAVANO TRA I DIECI E I CINQUANTA MILIONI DI DOLLARI CIASCUNO...

vladimir putin donald trump volodymyr zelensky

FLASH! – QUANDO LE COSE GIRANO SUL PEGGIO, INTERVENGONO I SERVIZI SEGRETI - IL BENINFORMATO CAPO DELLA CIA, JOHN RATCLIFFE, SAREBBE VOLATO A MOSCA, SECONDO RUMORS DI WASHINGTON, PER CONSEGNARE UN DURO AVVERTIMENTO ALLA CRICCA DI PUTIN, FINITA IN UN CUL DE SAC NEL CONFLITTO UCRAINO – CARO VLADIMIR, UN'EVENTUALE ESCALATION CON USO DI ARMI NUCLEARI TATTICHE, CAPACI DI DISTRUGGERE KM DI TERRITORIO UCRAINO, È UNA LINEA ASSOLUTAMENTE DA NON OLTREPASSARE: GLI STATI UNITI NON STAREBBERO CON LE MANI IN MANO… 

kyriakou pier silvio berlusconi enrico mentana crippa fedele confalonieri mediaset urbano cairo marina

DAGOREPORT - RITORNA A CASA, LESSO! SI ACCAVALLANO LE VOCI CHE LA PROSSIMA DESTINAZIONE DI ENRICO MENTANA SIA QUELLA DI PADRONE SUPREMO DI TUTTA L’INFORMAZIONE MEDIASET - RUOLO CHE DAL 1998 RICOPRE IL FEDELISSIMO “FELDMARESCIALLO” DI FEDELE CONFALONIERI, MAURO CRIPPA, ARTEFICE MAGICO DEL “RETEQUATTRISMO” DEI DEL DEBBIO-PORRO-GIORDANO-SALLUSTI CHE HA APPARECCHIATO L’AVANZATA POPULISTA DI SALVINI E POI IL MELONISMO SENZA LIMITISMO - CHE PIER SILVIO (E LA SORELLA SUPERIORE MARINA) ABBIA LE PALLE IN SATURAZIONE DEL “CRIPPISMO ALLA FIAMMA” SI ERA BEN CAPITO DALLO SBARCO SU RETE4 DI BIANCA BERLINGUER, POI DI TOMMASO LABATE E INFINE DI MILO INFANTE CHE, OLTRE A CONDURRE DUE PROGRAMMI, E' NOMINATO CONDIRETTORE DELLA “STANZA DEI BOTTONI” DEL CRIPPA-PENSIERO, VIDEONEWS - L’IPOTESI MENTANA È STATA ACCOLTA DALLA CRICCA DI CRIPPA OVVIAMENTE MALE, MALISSIMO, CONOSCENDO ALTRESÌ BENE IL CARATTERINO DI CHICCO. E GIRANO A MEZZA VOCE BATTUTINE DEL TIPO: ‘’PIER SILVIO MANDA IN PENSIONE IL 67ENNE CRIPPA PER SOSTITUIRLO CON MENTANA, PENSIONATO DI 71 ANNI...’’

sigfrido ranucci valter lavitola giampaolo rossi

DAGOREPORT - MARTEDÌ PROSSIMO CALERÀ IL SIPARIO SU RANUCCI: A OTTOBRE, QUANDO RITORNERÀ IN ONDA “REPORT”, L’AMICO FRATERNO” DI WALTERINO LAVITOLA NON SARÀ PIÙ ALLA CONDUZIONE - IN SEGUITO ALLE VERIFICHE INTERNE (“AUDIT) SUL RISPETTO DEL CODICE ETICO DELLA RAI E IN ATTESA DELLE DECISIONI DEGLI INQUIRENTI E DEI MAGISTRATI SULLA MA-LAVITOLA ALLE VONGOLE SGUSCIATE, L'AMMINISTRATORE DELEGATO GIAMPAOLO ROSSI COMUNICHERÀ A RANUCCI IL CAMBIO DI CONDUZIONE (SOSTITUZIONE CHE È NEL PIENO DIRITTO DELLE PROCEDURE AZIENDALI) - QUINDI, A DISPETTO DI QUANTO PIÙ VOLTE SCRITTO, IL DIPENDENTE RAI RANUCCI SIGFRIDO NON VERRÀ ASSOLUTAMENTE “SOSPESO” DAL RUOLO DI VICE-DIRETTORE, IL SUO STIPENDIO CORRERÀ TRANQUILLO COME OGNI MESE, MA VERRÀ SPOSTATO DAL RESPONSABILE DEI PROGRAMMI DI APPROFONDIMENTO, PAOLO CORSINI, AD ALTRI IMPORTANTI INCARICHI - FINE DEL PRIMO TEMPO....