GLI ULTIMI GIORNI DI ARCORE - CON “SCORZA ITALIA” ALLO SBANDO, IL CAV PREPARA LA SUA EXIT STRATEGY DALLA POLITICA MA PRIMA DEVE METTERE IN SICUREZZA LE AZIENDE E SOLO DOPO POTRÀ OFFRIRE IL PARTITO AL MIGLIORE OFFERENTE

Tommaso Ciriaco per “la Repubblica”

 

BERLUSCONI E CONFALONIERIBERLUSCONI E CONFALONIERI

La grande fuga è pronta. Di più: è già iniziata. Cessioni importanti, aziende e capitali freschi da dividere tra figli e nuovi investimenti, un partito da mantenere in vita soltanto come lobby istituzionale. Da offrire al miglior offerente. «Prima pensavo Renzi, ora non credo». Nel declino triste di un impero, prende forma l’exit strategy di Silvio Berlusconi. Fuga dal palcoscenico, naturalmente, non significa solo salpare per Antigua.

 

Piuttosto dare ascolto agli uomini-azienda come Fedele Confalonieri ed Ennio Doris, governativi a prescindere. «Metti tutto in sicurezza, Silvio». Si intravede così, dietro la polvere di una campagna elettorale pasticciata, un “nuovo Silvio”. Identico al “vecchio Silvio”, che manovrava dietro le quinte del potere. «Come ai tempi di Bettino». Un partito trasformato in guardiano degli interessi di Arcore.

 

confalonieri con marina e piersilvio berlusconi confalonieri con marina e piersilvio berlusconi

Alla soglia degli ottant’anni, incandidabile fino al 2019 a meno di un miracolo della Corte di Strasburgo, indebolito nella voce e costretto a ostacolare un delfino dietro l’altro, Berlusconi si immagina “regista”. «Sostiene di voler essere il padre nobile del centrodestra - ragionava pochi giorni fa Angelino Alfano - Non è la prima volta, bisogna vedere se stavolta è vero». Molto dipenderà dal voto amministrativo di fine mese. Se restassero solo le macerie, la prima opzione - anche se pubblicamente smentita - diventerebbe il soccorso azzurro a Palazzo Chigi.

 

ennio dorisennio doris

Limitato alle riforme, per tornare centrali e difendere le aziende. Non è detto che finisca così. Perché Berlusconi è disposto a spendere quel che resta della sua creatura nella missione politica più conveniente. «Mi piacerebbe aggregare i moderati », è il ritornello. Oppure, in assenza di leader emergenti (i test sulla figlia Marina non offrono riscontri soddisfacenti), sostenere a tempo debito la cavalcata dell’alleato Matteo Salvini. A chiunque, d’altra parte, farebbero comodo le molteplici risorse dell’ex premier.

pascale, rossi e dudu 672 458 resizepascale, rossi e dudu 672 458 resize

 

Un passo dietro i riflettori, come ai tempi di Bettino. E Forza Italia? Magari con un restyling, resterebbe una filiale del cerchio magico di Francesca Pascale e Maria Rosaria Rossi, Deborah Bergamini e Giovanni Toti. Neanche l’imbarazzante 4% in Trentino ha stravolto gli equilibri, semplicemente perché la batosta politica lascia indifferente il capo.

 

«Giocherà dietro le quinte - sussurra Raffaele Fitto, che questa dinamica l’ha capita prima di altri - Oggi si è lasciato scappare la verità, quando ha detto di essere ormai fuori dalla politica. E quindi è normale che quando gli parlo di primarie e di politica, lui giustamente si scoccia: si sta occupando di Milan e aziende... ». Siccome il big pugliese pretende invece un posto nell’arena, lascerà Forza Italia assieme a una trentina di parlamentari, annunciando nelle prossime ore i gruppi autonomi.

 

raffaele fitto sudatissimoraffaele fitto sudatissimo

Aziende e Milan, si diceva. Lo schema è sempre più chiaro. E i segnali si moltiplicano, nonostante i continui stop and go. Una quota della società rosso- nera finirà in mani cinesi, ma un ruolo di primo piano - e probabilmente di controllo - sarà occupato dalla figlia Barbara. Marina governa e continuerà a governare Mondadori, mentre la posizione di Pier Silvio in Mediaset è stata rafforzata solo due settimane fa: confermato vicepresidente, ha aggiunto anche l’incarico di amministratore delegato. La “promozione” del secondogenito si consuma mentre si ragiona di una cessione a Sky di Mediaset Premium e di un riassetto complessivo delle partecipazioni, che coinvolgerebbe anche i francesi di Vivendi (è di pochi giorni fa un faccia a faccia parigino tra l’ex premier e Vincent Bolloré). Anche Luigi ed Eleonora verranno consolidati nelle rispettive posizioni.

LUIGI BERLUSCONI LUIGI BERLUSCONI

 

Sul fronte politico vanno salvate almeno le apparenze. Per questo gli ultimi dieci giorni di campagna elettorale condurranno Berlusconi in Campania per l’intero week end. E poi ancora in Veneto, Umbria e Marche. Difficilmente basterà a limitare i danni, visto che la frantumazione di Forza Italia è ormai evidente. Dei centonovantacinque parlamentari eletti nel 2013, ne resteranno meno di cento dopo la scissione di Fitto.

 

ALFANO - FITTO - VERDINIALFANO - FITTO - VERDINI

Un disastro. Eppure: «A noi fittiani neanche ci cercano più ammette Pietro Laffranco - perché tra loro è passata la linea del “meno siamo, meglio stiamo”». È la stella polare del cerchio magico, in effetti. E non a caso, adesso, nel mirino c’è Denis Verdini. Meno siamo, meglio stiamo. «Vedremo cosa accadrà il primo giugno...», si tormenta il verdiniano Ignazio Abrignani. Nulla di buono, ad occhio.

 

 

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