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IL DESIDERIO DI ESSERE “O-SCURATI” – LA CENSURA IN RAI ALLO SCRITTORE HA FATTO PARTIRE LA GARA TRA GLI INTELLETTUALI ENGAGÉ, CHE ORA RIVENDICANO DI ESSERE MARTIRI DELLA LIBERTÀ DI PENSIERO. IN PRIMA FILA ROBERTO SAVIANO, CHE ROSICA: “È SUCCESSO ANCHE A ME, MA MOLTI HANNO TACIUTO” – E POI RULA JEBREAL, LA FEMMINISTA JENNIFER GUERRA E LA SCRITTRICE NADIA TERRANOVA: “UN MIO TESTO PER ‘CHESARÀ’ NON È STATO REPUTATO ADATTO”. AMMETTERE CHE NON LO FOSSE DAVVERO SAREBBE UN COLPO ALL'EGO: MEGLIO URLARE AL FASCISMO...

Estratto dell’articolo di Giovanni Sallusti per “Libero quotidiano”

 

ROBERTO SAVIANO - RULA JEBREAL - NADIA TERRANOVA- JENNIFER GUERRA - GLI SCRITTORI CHE RIVENDICANO DI ESSERE STATI CENSURATI

A sinistra è partita la gara ad essere Antonio Scurati. Il perseguitato politico più improbabile del mondo (il suo compitino “censurato” sul 25 aprile è stato pubblicato sui social del presidente del Consiglio, diciamo che Navalny se la passava un filo peggio) sta già dando adito a una serie impressionante di imitatori/rosicatori.

 

Perché Scurati sì e io no, accidenti, eppure ho tutte le carte in regola per essere il prossimo martire del fascismo immaginario. Lo stanno borbottando in parecchi in queste ore, il più roso dall’invidia è senz’altro Roberto Saviano, che si fa intervistare dal giornale su cui scrive, il Corriere della Sera, per puntare i piedi: “È successo anche a me, ma molti hanno taciuto”.

 

IL CASO SCURATI - VIGNETTA BY VUKIC

“Mentre l’antifascismo è un valore condiviso almeno da una parte democratica e importante del Paese, l’antimafia non lo è; quindi, non si reagisce con egual solerzia”. Insomma siamo un Paese di mafiosi, per questo non ci siamo sollevati come un sol uomo quando la Rai ha fatto la legittima scelta editoriale di non mettere a palinsesto il suo Insider.

 

Ma Saviano viene immediatamente tallonato dalla scrittrice Nadia Terranova, che di buon mattino si è dichiarata “molto scossa” a Repubblica, perché anche un suo monologo, incentrato sugli studenti pro-Palestina avvezzi a fare a botte coi poliziotti, sarebbe stato censurato, e la trasmissione in questione era sempre “Che sarà” di Serena Bortone […]. “Uno spazio dal quale mi è stato impedito di marciare sulla testa dei sovrani da un palco”, racconta questa Matteotti in gonnella con equilibrata percezione di sé.

 

roberto saviano ai funerali di michela murgia 1

C’è poi una specialista del genere, Rula Jebreal, quasi indispettita per l’allungo di un outsider come Scurati, che quindi ad “Accordi e disaccordi” butta sul  tavolo tutto il suo curriculum di perseguitata chic, ricordando di aver subito un “tentativo di censura” al Festival di Sanremo del 2020 (dove sdottoreggiò in mondovisione senza contraddittorio, peraltro sotto il governo giallorosso) e agitando come trofeo una querela della Meloni. Omettendo due lievissimi dettagli: la leader di FdI non era ancora premier; il caso riguardava un indegno tweet in cui Rula la collegava a certe magagne giudiziarie del padre, che notoriamente ha abbandonato Giorgia quando aveva un anno.

 

È la memoria selettiva dei Buoni, che nel caso di Jennifer Guerra, “una delle voci più note del nuovo femminismo italiano” secondo Rep, impegnatissima a scovare tutti gli Scurati prima di Scurati, assume contorni più che nebulosi.

 

rula jebreal vs italo bocchino 10

“Ora” infatti, “vedendo quello che è successo ad Antonio Scurati e Nadia Terranova”, Jennifer pensa che quel banale “ti facciamo sapere” al termine di una chiacchierata preliminare con la redazione di “Che sarà” (ancora!) “possa avere un altro significato”. Il manganello sovranista e machista, ovviamente: d’altronde, se lo possono denunciare Scurati e Terranova, perché io no? […]

serena bortone legge il monologo di antonio scurati 5roberto saviano ai funerali di michela murgia 2antonio scuratiANTONIO SCURATI A LA REPUBBLICA DELLE IDEE TG1 - LETTURA COMUNICATO USIGRAI SUL CASO SCURATIANTONIO SCURATI

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