giorgia meloni silvio berlusconi matteo salvini nello musumeci

CENTRODESTRA MALDESTRO! - IL VERTICE TRA SALVINI, MELONI E BERLUSCONI E’ UNO SPARTIACQUE: O SI TROVA UN ACCORDO SULLE ELEZIONI REGIONALI IN SICILIA O SALTA LA COALIZIONE - FRATELLI D’ITALIA PRETENDE LA RICONFERMA DI MUSUMECI, LEGA E FORZA ITALIA NICCHIANO - L’AUT-AUT DATO ALLA LEGA: “SE NON SOSTENETE MUSUMECI, NOI NON APPOGGEREMO IL CENTRODESTRA ALLE REGIONALI IN LOMBARDIA” - IL CONSIGLIO VOLPINO DI BERLUSCONI A SALVINI: “ACCETTA LE LORO CONDIZIONI, TANTO POI NON LI APPOGGIAMO” 

DAGONEWS

meme del presepe con matteo salvini giorgia meloni silvio berlusconi

Ma questo incontro tra i leader del Centrodestra si fa o non si fa? Nessuno vuole fare la prima mossa o tendere la mano: giocano a fare i preziosi. Salvini ha già chiarito di non volere vertici via Zoom: vuole vedere di persona Meloni e Berlusconi.

 

A chi gli ha fatto notare che sabato a Milano c'è anche Giorgia Meloni, impegnata nella Conferenza programmatica del suo partito, Salvini si è limitato a dire: "Beh, siamo tutti a Milano, cosa c'è di meglio?!". Ma quello che il Capitone descrive con un aperitivo tra amici in realtà è una resa dei conti decisiva per le sorti della coalizione.

 

Fratelli d’Italia pretende che Lega e Forza Italia diano l’ok alla ricandidatura di Musumeci in Sicilia. Una posizione non negoziabile. Al punto che i meloniani hanno recapitato un aut-aut a Salvini: “Se non sostenete Musumeci, noi non appoggeremo il centrodestra alle prossime regionali in Lombardia”.

 

GIORGIA MELONI NELLO MUSUMECI

Berlusconi, che sarà anche acciaccato ma resta la solita faina, ha sussurrato a Salvini di farsi concavo e convesso: “Accetta le loro condizioni, tanto poi non li appoggiamo”. Un sabotaggio interno per affossare Musumeci e dare una spallata a Giorgia Meloni.

 

Ps: si registra un euro-movimentismo di Guido Crosetto, suggeritore in chief della Meloni su atlantismo e armamenti, per creare un link tra Ecr, il gruppo dei Conservatori europei guidato dalla “Ducetta”, e il Partito popolare europeo. Un dialogo, o almeno una non-ostilità, che aiuti ad avvicinare Giorgia Meloni all’establishment europeo. Eppure, nonostante la netta posizione assunta sulla guerra in Ucraina, la leader di Fratelli d’Italia ancora smuove qualche scetticismo: “E’ troppo di destra”.

 

berlusconi meloni salvini toti

A Bruxelles la tentazione di paragonarla a Marine Le Pen è forte, nonostante le differenze su collocamento internazionale, rapporti con la Russia e atlantismo. Ma si sa, in Europa ci si muove “a naso”, si procede per semplificazioni.

 

MARINE LE PEN MELONI

Un punto di contatto però salta agli occhi: Marine Le Pen è una donna sola al comando e non ha classe dirigente di spessore. La sua sconfitta alle presidenziali si deve in parte a questa leadership solitaria.

 

Giorgia Meloni sconta una situazione simile: si ritrova un partito a gestione familiare, che è passato dal 4,35% al 21% certificato dai sondaggi, ancora arredato con il modernariato delle Santanché e dei La Russa.

 

House of Crucci - Berlusconi, Meloni, Salvini, Renzi, Mattarella

SALVINI, DISPONIBILE A INCONTRO CON CAV E MELONI DI PERSONA

 (ANSA) - "Io i vertici preferisco farli di persona perché a me gli zoom dopo la pandemia riempiono le tasche. Io sono a Milano da sabato in poi o a Roma fino a venerdì, quindi sono disponibilissimo da oggi in avanti a trovarci". Il leader leghista Matteo Salvini ribadisce la disponibilità a un confronto con gli alleati di centrodestra per superare lo stallo su alcune candidature per le comunali. A chi gli ha fatto notare che sabato a Milano c'è anche Giorgia Meloni, impegnata nella Conferenza programmatica del suo partito, Salvini si è limitato a dire: "Beh, siamo tutti a Milano, cosa c'è di meglio?!".

marine le pen

 

SICILIA: DE LUCA, SALVINI MOLLI MUSUMECI O NULLA DA DIRCI

(ANSA) - "Nell'ultimo incontro avuto a Roma, Salvini ha fatto accenno alle prossime regionali ma fino a quando la Lega è con Musumeci non abbiamo nulla da dirci. Dopo che ho pubblicato sulla mia pagina Fb le immagini della ricotta, Salvini mi ha mandato un messaggio, scrivendo se gli faccio assaggiare la ricotta di mia madre e il pane di casa. Gli ho risposto quando vuoi, quando vorrà venire... Il patto della ricotta? Perché no". Così il candidato alla presidenza della Regione siciliana, Cateno De Luca, rispondendo ai cronisti a Palermo.

 

GIANFRANCO MICCICHE MATTEO SALVINI

CENTRODESTRA, ULTIMA FERMATA. SALVINI CI RIPENSA E TRATTA: "VERTICE NELLE PROSSIME ORE"

Claudio Reale per www.repubblica.it

 

Il giorno decisivo, ancora una volta, è quello dopo. Il centrodestra sull'orlo di una crisi di nervi rinvia per l'ennesima volta la ricerca di un accordo, ma la grande novità di giornata è l'apertura della Lega a un incontro con il resto del centrodestra: "Per la Lega - dicono fonti di via Bellerio, che ieri avevano fatto filtrare invece la freddezza sull'incontro fra Giorgia Meloni, Matteo Salvini e Silvio Berlusconi proposto domenica dallo stesso Cavaliere - l'unità del centrodestra è un valore importante, in Italia e in Europa. Un incontro si può fare anche domani per superare divisioni che aiutano la sinistra".

ELEZIONI FRANCESI VISTE DA GIANNELLI

 

Non che l'accordo sia vicinissimo. Fratelli d'Italia insiste sul via libera immediato al bis di Nello Musumeci, mentre la Lega preferisce rinviare all'estate la decisione sulle Regionali. "Bene l'apertura della Lega dopo la telefonata tra Berlusconi e Meloni - dice Ignazio La Russa in serata - Giorgia è disponibile a incontrare i leader alleati anche in conference call ma entro giovedì mattina. Dopo sarebbe impossibile". Da venerdì a domenica infatti è in programma la conferenza programmatica di Fdi a Milano. La clessidra sta terminanado, insomma. L'oggetto della contesa resta Musumeci, sul quale i meloniani fanno quadrato.

 

"Nessun pregiudizio - ribatte il segretario regionale della Lega, Nino Minardo - ma sulle Regionali deve decidere l'intera coalizione. Al momento non ci sono le condizioni per prendere una decisione definitiva". Il problema è che Fratelli d'Italia non si fida: l'ipotesi di un bluff leghista, con i salviniani pronti a chiedere poi la nomination per Palazzo d'Orléans, è vissuta come un'insidia per la tenuta della coalizione.

 

salvini meloni berlusconi

Questa volta, però, la rottura è stata davvero a un passo. Fratelli d'Italia, infatti, era pronto a sostenere l'ex assessore regionale all'Istruzione Roberto Lagalla o addirittura a correre in solitaria con Carolina Varchi, rompendo definitivamente il centrodestra: "Varchi - diceva in mattinata La Russa - è in pista ma c'è anche Lagalla, che è un civico di centrodestra". Tutti i partiti, però, continuano a spingere per il proprio candidato già in campo: l'udc Lorenzo Cesa pressa per Lagalla, Minardo insiste per un accordo complessivo su Francesco Cascio e l'autonomista Totò Lentini non fa cenno di volersi ritirare dalla competizione.

 

GIORGIA MELONI E MATTEO SALVINI

In questo clima viene meno anche la candidatura del vicepresidente della Regione Gaetano Armao, che all'inizio di aprile aveva annunciato l'intenzione di correre per il Consiglio comunale. "Io - scandisce il forzista, esponente dell'ala del partito che non si riconosce nella leadership di Gianfranco Micciché - sono il vicepresidente della Regione, rispondo a tutto il centrodestra. Non posso schierarmi contro il presidente e contro un ex assessore della giunta". Tanto più che adesso, nel centrodestra, si fa avanti la paura della campagna elettorale last minute.

miccich berlusconi

 

Le preoccupazioni riguardano tutti: c'è chi in Fratelli d'Italia è in allarme per una corsa sprint che a 50 giorni dal voto non è ancora partita, c'è chi si preoccupa per il rischio di "fuoco amico" in Forza Italia ( con gli oppositori di Micciché accusati di voler sostenere Lagalla col voto disgiunto), ma i candidati più in allarme sono quelli della Lega, bloccati nella stampa del materiale promozionale dall'impossibilità di indicare con certezza il nome del candidato sindaco e costretti allo stesso tempo a far conoscere agli elettori un simbolo nuovo, quello di " Prima l'Italia". Adesso, se non altro, c'è la prospettiva di un tavolo nazionale. Ma il giorno decisivo, ancora una volta, diventa oggi. O forse domani. Chissà.

matteo salvini e giorgia meloni incontrano silvio berlusconi nella sua villa a roma 8salvini meloniMEME GIORGIA MELONI MATTEO SALVINI CURLINGmatteo salvini e giorgia meloni incontrano silvio berlusconi nella sua villa a roma 9

Ultimi Dagoreport

giovambattista fazzolari francesco filini gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT – FREGATO UNA VOLTA DAL CERCHIO MAGICO DI “PA-FAZZO CHIGI”, ORA CHIOCCI E’ PRONTO PER DIVENTARE PORTAVOCE DI GIORGIA MELONI – A FINE AGOSTO, LA SUA PROMOZIONE FU BRUCIATA DA UNO SCOOP DEL “FOGLIO” SU MANDATO DEI CAMERATI INSOFFERENTI PER IL SUO CARATTERINO, POCO INCLINE ALL’OBBEDIENZA - ORA PERO’ ALLA DUCETTA, CON UN 2026 IN SALITA, SERVE UN MASTINO PER GESTIRE IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, LA RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE, LE NOMINE DELLE PARTECIPATE, CON LO SGUARDO ALLE POLITICHE DEL 2027 E AGLI SCAZZI QUOTIDIANI CON LEGA E FORZA ITALIA – SENZA CONTARE LA MINA VAGANTE VANNACCI – CHIOCCI, CHE DOVREBBE LASCIARE LA RAI A MARZO, ASPETTA DA PALAZZO CHIGI UNA PROPOSTA DI CONTRATTO BLINDATA (VUOLE CHIAREZZA SULLA RIPARTIZIONE DELLE DELEGHE PER EVITARE INVASIONI DI CAMPO DI FAZZOLARI E FILINI) – AL SUO POSTO, ALLA GUIDA DEL TG1, IN POLE C’E’…

fabrizio corona pier silvio berlusconi giampaolo rossi

FLASH – TENETEVI FORTE: ORA INIZIA UNA VERA GUERRA TRA MEDIASET E RAI! – NON SOLO GLI UFFICI LEGALI DELLA FAMIGLIA BERLUSCONI STANNO RIVEDENDO, FOTOGRAMMA PER FOTOGRAMMA, L’OSPITATA DI FABRIZIO CORONA A “LO STATO DELLE COSE”, ORA PIER SILVIO BERLUSCONI HA DECISO CHE LA RAI LA PAGHERA’ DURAMENTE PER TUTTO LO SPAZIO CONCESSO AI DELIRI DI “FURBIZIO” (CHE E’ STATO ACCOLTO IN PASSATO A “BELVE”, A “CIAO MASCHIO”, A “DOMENICA IN” E PIU’ RECENTEMENTE DA GILETTI ED E’ STATO VIDEOCHIAMATA DA FIORELLO A “LA PENNICANZA”) – LA VENDETTA DI “PIER DUDI” SI CONSUMERA’ NELLA SETTIMANA DI SANREMO, VERA CASSAFORTE DELLE CASSE RAI: CONTROPROGRAMMAZIONE AGGRESSIVA DA PARTE DI MEDIASET E, NEL SABATO DEL FESTIVAL, POTREBBE ANDARE IN ONDA MARIA DE FILIPPI - DALLA RAI SI CERCA UN ACCOMODAMENTO: LA SETTIMANA PROSSIMA, MASSIMO GILETTI DOVREBBE ANDARE IN ONDA CON UNA PUNTATA "RIPARATRICE" DOPO AVER DATO SPAZIO ALLE ESONDAZIONI DI CORONA...

john elkann andrea agnelli ardoino devasini juventus

FLASH – VOCI DA TORINO: JOHN ELKANN POTREBBE PRENDERE IN CONSIDERAZIONE L’IDEA DI VENDERE LA JUVENTUS PER UNA CIFRA VICINA AI 2 MILIARDI DI EURO (DEVASINI E ARDOINO, I DUE PAPERONI A CAPO DI TETHER, IL COLOSSO DELLE STABLECOIN, AVEVANO OFFERTO 1 MILIARDO) - NEL CASO IN CUI L’AFFARE ANDASSE IN PORTO E I DUE CRIPTO-RICCONI RIUSCISSERO A PAPPARSI LA SOCIETA’, ANDREA AGNELLI POTREBBE ENTRARE NEL CAPITALE CON UNA PICCOLA QUOTA E AIUTARE NELLA GESTIONE DELLA SQUADRA: SAREBBE IL LINK CON LA FAMIGLIA AGNELLI E CON IL PASSATO "GOBBO”…

matteo salvini tedofori milano cortina

A PROPOSITO DI… SALVINI – IL CAPOSTAZIONE DELLA LEGA È ARRIVATO PUNTUALE NEL DIRE LA SUA SUI TEDOFORI DI MILANO CORTINA. UN CASO CHE HA PRESO “A CUORE” - PER LA CARNEVALATA ORGANIZZATA DA MALAGÒ, LO SPONSOR HA REALIZZATO ALTRETTANTE TUTE TERMICHE, BEN PRESTO FINITE IN VENDITA PER MIGLIAIA DI EURO NEI SITI DI “SECONDA MANO”. SE LA MORALE SPESSO NON URTASSE LE COSCIENZE, VERREBBE DA CHIEDERE AL MINISTRO SALVINI CON IL “CUORE IN MANO” SE QUELLE TUTE TERMICHE DATE AI TEDOFORI NON AVREBBERO POTUTO SALVARE LA VITA DEL VIGILANTE MORTO DAL FREDDO IN UN CANTIERE OLIMPICO A CORTINA…

donald trump free iran

DAGOREPORT – CHE CE FAMO CON KHAMENEI? TRUMP MINACCIA TEHERAN MA L’INIZIATIVA MILITARE SI ALLONTANA: GLI ALLEATI ARABI DEGLI USA (ARABIA SAUDITA E QATAR) SONO CONTRARI AL BOMBARDAMENTO E LE PORTAEREI AMERICANE SONO LONTANE DAL MEDIO ORIENTE – PIÙ PROBABILE, PER ORA, CHE GLI “AIUTI” PROMESSI DA WASHINGTON SIANO ATTACCHI CYBER E SABOTAGGI ENERGETICI, IN GRADO DI INDEBOLIRE IL REGIME DI KHAMENEI – IL PIANO “PSYOPS” DI GUERRA PSICOLOGICA, LE MOSSE SUL CAMPO DI CIA E MOSSAD E LA DURA REALTÀ: BUTTATO GIÙ KHAMENEI, NON C’È UN'OPPOSIZIONE PRONTA A PRENDERE IL POTERE O UNA FIGURA FANTOCCIO (COME IN VENEZUELA) PER LA SUCCESSIONE -RIMUOVERE L'AYATOLLAH PROVOCHEREBBE PIÙ INSTABILITÀ. E TANTI SALUTI AL FIGLIO DELLO SCIÀ, REZA PAHLAVI, E AI MANIFESTANTI CHE INVOCANO LIBERTÀ E VENGONO TRUCIDATI DAL REGIME - VIDEO

gio scotti

COME MAI LA BELLISSIMA GIO SCOTTI, MODELLA E INFLUENCER ITALIANA DI 19 ANNI, È DIVENTATA SUO MALGRADO UN’ICONA DELL’ALT-RIGHT AMERICANA? – LA RAGAZZA, CHE HA QUASI 3 MILIONI DI FOLLOWER SUI SOCIAL E A QUANTO PARE NON HA MAI ESPRESSO PUBBLICAMENTE OPINIONI POLITICHE, GRAZIE ALL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE, È STATA PRESA IN PRESTITO DA SUPREMATISTI, “INCEL” E “GROYPERS” COME SIMBOLO DELLA BELLEZZA “ARIANA” E OCCIDENTALE - A SUA INSAPUTA, LA RAGAZZA E' DIVENTATA STRUMENTO DI UNA "GUERRA CULTURALE" CHE DIFFONDE IDEE ESTREMISTE E INQUINA IL DIBATTITO FOMENTANDO ODIO