1. CERCATE UNA ULTERIORE PROVA CHE IL MINISTRO DEGLI INTERNI ALFANO È INUTILE? 2. UN PLICO E LE CARTE. SUCCEDE CHE L’INTERPOL AFFIDA IL TUTTO AD ADRIAN YELEMESSOV, IL RAPPRESENTANTE DIPLOMATICO DEL KAZAKISTAN IN ITALIA: “VA CONSEGNATA AL MINISTRO DELLA POLIZIA”. L’AMBASCIATORE, DUNQUE, VA AL VIMINALE E CHIEDE UDIENZA AL MINISTRO ANGELINO ALFANO, CHE PERÒ NON C’È – “DIFFICILE TROVARLO LÌ”, DICE – E LASCIA IL PLICO CON I DOCUMENTI RISERVATI ALLA SUA SEGRETERIA 3. “IL MIO COMPITO ERA FINITO, DOVEVO SOLO INFORMARE IL GOVERNO ITALIANO E L’HO FATTO. COME AVREI MAI POTUTO POI COSTRINGERE LA POLIZIA ITALIANA A FARE QUELLO CHE VOLEVO IO? MI DISPIACE MOLTO PER GIUSEPPE PROCACCINI, NON LO CONOSCEVO E NON SAPEVO NEANCHE COME SI CHIAMASSE. IO CERCAVO IL MINISTRO, MA NON C’ERA…”

Pietrangelo Buttafuoco per "il Foglio"

Un plico e le carte. Succede che l'Interpol affida il tutto ad Adrian Yelemessov, il rappresentante diplomatico del Kazakistan in Italia: "Va consegnata al ministro della Polizia". L'ambasciatore, dunque, va al Viminale e chiede udienza al ministro Angelino Alfano, che però non c'è - "difficile trovarlo lì", dice - e lascia il plico con i documenti riservati alla sua segreteria.

"Il mio interlocutore istituzionale", spiega Yelemessov, raggiunto telefonicamente, "è il ministro Emma Bonino, ovvio, ma era una questione conclusa dall'Interpol. Se fossi passato prima dal ministero degli Affati esteri, l'indomani la vicenda sarebbe stata su tutti i giornali del mondo. Il ministero dell'Interno era, per operatività, il luogo giusto".

Italiano perfetto quello di Yelemessov. Ci sentiamo telefonicamente e conferma l'impressione ricavata già nelle conferenze organizzate dal centro studi Vox Populi e dalla rivista Nodo di Gordio: s'è impossessato della nostra lingua come uno sciamano prende voce dagli spiriti dei luoghi. Ex pugile, già muratore, l'ambasciatore ha il rigore della formazione militare ed è proprio - per vocazione e per stile - un ufficiale russo del Grande Gioco. I confini e le lande sono di nuovo quelle. E la partita è tutta a Oriente: "Ho il sospetto che qualcuno volesse nuocere ai rapporti commerciali tra le nostre due nazioni".

Le diplomazie, i servizi segreti, adesso anche le banche interessate ai soldi di Ablyazov. Non sembra di essere dentro le pagine da lei amate, ambasciatore, quelle di Rafael Sabatini e del suo Captain Blood, che cosa è successo, dunque?
"Il mio compito era finito, dovevo solo informare il governo italiano e l'ho fatto. Come avrei mai potuto poi costringere la polizia italiana a fare quello che volevo io, e perfino guidare l'operazione? Ma le pare. E' incredibile. La vostra polizia ha agito autonomamente e con una precisione da manuale.

Hanno fatto benissimo il loro lavoro perché hanno esperienza di lotta alla mafia e alla camorra, e credo che non ci sia nessuno al mondo meglio della vostra polizia per determinate azioni. Mi dispiace molto per il dottore Giuseppe Procaccini, non lo conoscevo e non sapevo neanche come si chiamasse. Io cercavo il ministro, ma non c'era...".

Ma allora perché tutto questo poco diplomatico rumore?
"Amo l'Italia, ma mi chiedo davvero per che cosa mi si condanna. Sto cercando la risposta, ma non arriva".

Si teme per la sorte di Alma Shalabayeva.
"La signora Alma Shalabayeva sta bene. Vive in una villa che è grande due volte l'ambasciata. Nei box c'è qualche auto di grande cilindrata e non manca neppure il personale di servizio. Sta bene, ripeto. E' dal '91 che mi occupo di diplomazia in Italia. Ho sempre tentato di azzerare i sei-settemila chilometri che separano il Kazakistan dall'Italia, attraverso una diplomazia fra la gente, una diplomazia popolare, cercando di unire i due paesi. Spero, se il ministro Bonino me lo permetterà, di poter tornare al mio lavoro".

Che vuol dire?
"Non sono scappato, all'incontro è andato un mio delegato perché io non potevo, proprio in quei giorni ho compiuto 50 anni...".

Ma un ambasciatore, anche se in vacanza, quando è convocato si presenta...
"... c'è una nota verbale trasmessa al ministero degli Esteri italiano. Andate a controllare. Sono pure disponibile a riferire al Senato, alla Camera...".

Non è nel codice della diplomazia non interrompere la vacanza. A meno che non ci sia un altro tipo di problema, le condizioni di salute...
"Sì. Ho avuto necessità di curarmi in questo periodo".

Lei è stato il primo ad arrivare a Chernobyl, Yelemessov, e poi dall'agosto '86 al marzo '87 a pulire le radiazioni.
"In pochissimi conoscono questa storia (ride, ride stupito e di gusto). Non ne parlo mai. E' vero, comunque, sono salito volontariamente sul tetto del terzo blocco e ho lavorato per limitare i danni della diffusione delle radiazioni".

E oggi, l'energia atomica? Questa sua esperienza avrà determinato in lei un'opinione negativa.
"Invece no. Il Kazakistan non ne ammette l'uso militare, non possediamo armi nucleari, ma non vedo perché non possa esserne fatto un uso per le necessità civili. E' un'energia sottomano, siamo uomini e possiamo controllarla senza fare danni".

Il Grande Gioco è iniziato. Quale pensa potrà essere il ruolo dell'Europa nello scacchiere futuro?
"Penso più in termini di Eurasia, a quel territorio straordinario che va da Lisbona a Vladivostok. Ci piacerebbe costruire l'unione considerando tutte le possibilità di integrazione. Non esiste il compimento perfetto, certo, specialmente di una strategia di aggregazione continentale qual è quella dell'incontro tra il Mediterraneo e l'Asia ma la chiave è il rispetto tra i paesi membri senza implicazioni politiche. Nazioni indipendenti politicamente ma unite economicamente. Così la pensano Kazakistan, Bielorussia e Russia. L'integrazione nasce dalle differenze non dall'omologazione"

E la Turchia?
"Affari dell'Unione europea, non posso interferire, ma tra Kazakistan e Turchia i rapporti sono buonissimi, siamo legati storicamente".

Cosa le piace dell'Italia, non è che lei, ambasciatore, alla fine ci risulta più italiano degli italiani?
"Tutto. Tutto mi piace dell'Italia. Sono legato alla vostra terra. Dal 1991 ho due case: in Kazakistan e in Italia. Sono molto patriota, ma l'Italia per me è una seconda patria. E' come una famiglia, non si dice preferisco un fratello a un altro. E allora dell'Italia, non dico mi piace questo o quello, non è giusto, ma quando vedo qualcosa che non va, spingo per correggerla.

Dico: questo è made in Italy, facciamolo meglio, come lo sappiamo fare. Come la vostra lingua, poi, è bellissima. La notte mi sono addormentato, la mattina mi sveglio e già parlavo italiano! Scherzo. Ero a Reggio Emilia e dopo tre mesi parlavo come Toto Cutugno. Un giorno facevo da interprete al ministro dell'Agricoltura kazaco in giro per Roma. Ogni tanto dovevo sopperire al mio italiano con l'inglese, ma siccome gli italiani, anche quelli che mi accompagnavano, non parlavano inglese né altre lingue, nello sforzo e nella pratica continua, ho imparato".

Noi italiani non conosciamo la geografia. Ignazio La Russa, alla Camera, ha detto "kazachistani".
"E invece l'ex ministro non ha sbagliato. I kazachi, infatti, sono parte di una delle etnie, anche se la più numerosa, mentre per kazakistani s'intendono i cittadini dello stato. Un po' come dire italici e italiani".

Praticamente La Russa è stato un "geografo" a sua insaputa. Che studi ha fatto, ambasciatore?
"Sono ingegnere edile, dopo il diploma sono andato a fare il muratore, in Kazakistan, mani e cemento, poi capo cantiere e, infine, ingegnere. Non ho mai avuto paura del lavoro duro, dei sacrifici e dei cambiamenti per necessità.

Sono stato a Mosca a fare il ricercatore, ho pure brevettato un mattone per forni ad alta temperatura, ma dopo la caduta dell'Unione sovietica me ne sono andato e ho cominciato a occuparmi di commercio e a fare l'imprenditore. Da Mosca avevo portato un amico italiano in Kazakistan, ed ora la sua azienda è una delle più grandi tra quelle che operano nel Kazakistan (la Renco, una piccola azienda di Pesaro che in Kazakistan è cresciuta moltissimo)".

Un ragazzo italiano trova lavoro in Kazakistan?
"Se le sue competenze sono quelle di scienze delle comunicazioni, no. Può continuare a fare il disoccupato. Ma se le sue preparazioni sono relative alle nuove tecnologie, alla ricerca scientifica, alla green economy, può fare il biglietto stasera. Basta che impari il russo. Da noi ci sono centoquaranta gruppi etnici e la società è molto internazionalizzata, attraverso il russo si riesce a comunicare con tutti. Stiamo pure preparando l'Expo 2017. Il tema sarà quello delle energie del futuro".

 

adrian yelemessov ambasciatore l kazakistan medium acli Adrian Yelemessov x i firenze delegazione kazakistan Mukhtar AblyazovLaRussa Ignazio

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni magistratura giudici

DAGOREPORT – MALEDETTO IL GIORNO CHE E' STATO PROMOSSO 'STO CAZZO DI REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA! - GIORGIA MELONI E' FINITA IN UN CUL DE SAC, ATTANAGLIATA DALL'AMLETICO DUBBIO: METTERCI O NON METTERCI LA FACCIA? - DAVANTI ALLA CRESCENTE RIMONTA DEL "NO", LA DUCETTA SA DI ESSERE L’UNICA A POTER TRASCINARE AL VOTO GLI INDECISI, MA TEME IL CONTRACCOLPO. SE L'ELETTORATO MODERATO, CHE HA GONFIATO DI VOTI FDI FINO AL 30%, NON PARE GRADIRE PER NIENTE LA RISSA INSCENATA DAI NORDIO E APPLAUDE LA SAGGEZZA DEL CAPO DELLO STATO, SERGIO MATTARELLA, LA DESTRA EX MISSINA, GIUSTIZIALISTA PER DNA, STA CON I MAGISTRATI - E POI NON CONTERÀ SOLO CHI LA VINCE, MA SOPRATTUTTO IN QUALE MISURA SARA' LA VITTORIA: 40%? 50%? 60% - COMUNQUE VADA, IL RAPPORTO DELL'ARMATA BRANCA-MELONI CON LA CASTA DEI MAGISTRATI SARA' PER SEMPRE COMPROMESSO - NORDIO E MANTOVANO POSSONO INVENTARSI TUTTE LE SEPARAZIONI DELLE CARRIERE E I CSM A SORTEGGIO CHE VOGLIONO MA FINCHE' SARA' IN VIGORE L'ART. 112 DELLA COSTITUZIONE, CHE IMPONE L’OBBLIGATORIETA' DELL’AZIONE PENALE, SARA' IMPOSSIBILE METTERE LA GIUSTIZIA SOTTO IL TALLONE DELLA POLITICA...

bettini schlein conte fratoianni bonelli meloni

DAGOREPORT – A UN MESE DAL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, INEVITABILMENTE DIVENTATO IL GIORNO DEL GIUDIZIO PER L’ARMATA BRANCA-MELONI, AVETE NOTIZIE SULLO STATO DELL’OPPOSIZIONE? - A UN ANNO DALLE POLITICHE CHE AVRANNO IL SUPREMO COMPITO DI ELEGGERE NEL 2029 IL SUCCESSORE DI MATTARELLA, CHE FINE HA FATTO IL FATIDICO “CAMPOLARGO” CHE DOVEVA FEDERARE LE VARIE E LITIGIOSE ANIME DEL CENTROSINISTRA? - DOMANI A ROMA, PER PROMUOVERE IL NUOVO NUMERO DI ‘’RINASCITA’’, GOFFREDONE BETTINI CI RIPROVA A FAR DIVENTARE REALTÀ IL SOGNO DI UN CENTROSINISTRA UNITO IN UNA COALIZIONE: “E’ L’ORA DELL’ALTERNATIVA, PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI” – AD AFFIANCARE IL BUDDHA DELLE STRATEGIE DEM, SONO ATTESI ELLY SCHLEIN, ROBERTO GUALTIERI, MASSIMO D’ALEMA, ALESSANDRO ONORATO E, COME POTEVA MANCARE PER GOFFREDONE, GIUSEPPE CONTE IN VIDEO - L’ATTESA È TANTA. MA VISTO CHE L’EGO DI OGNI LEADER DELL’OPPOSIZIONE È TALMENTE PIENO DI SÉ CHE POTREBBE STARE TRE MESI SENZA MANGIARE, RIUSCIRANNO I NOSTRI EROI A CEMENTARE LE LORO FORZE PER RISPEDIRE A VIA DELLA SCROFA I “CAMERATI D’ITALIA” CHE DA 3 ANNI E MEZZO SPADRONEGGIANO DA PALAZZO CHIGI?

luigi lovaglio francesco milleri gaetano caltagirone generali

DAGOREPORT - MENTRE LA PROCURA DI MILANO, DOPO AVER ISCRITTO SUL REGISTRO DEGLI INDAGATI CALTAGIRONE, MILLERI E LOVAGLIO PER IL PRESUNTO "CONCERTO" ORCHESTRATO PER LA SCALATA DI MEDIOBANCA, PROSEGUE LE SUE INDAGINI, ORA DA FRANCOFORTE SI FA VIVA LA BCE CON UN INVITO ALLA “DISCONTINUITÀ” SULLA NUOVA GOVERNANCE DI MPS – UNA RACCOMANDAZIONE DIRETTA AL CEO DI MPS, LUIGI LOVAGLIO, IN VISTA DEL SUO MANDATO TRIENNALE AD APRILE? - IN TREPIDA ATTESA DEGLI EVENTI GIUDIZIARI, LA VERA DOMANDA DA FARSI PERO' E' UN'ALTRA: CHE SUCCEDERÀ IL 23 APRILE ALL'ASSEMBLEA DI GENERALI, I CUI PRINCIPALI AZIONISTI SONO MEDIOBANCA-MPS, DELFIN DI MILLERI E GRUPPO CALTAGIRONE? - (PERCHÉ CHI PROVA A ESPUGNARE IL LEONE DI TRIESTE RISCHIA DI RESTARE FULMINATO…)

giorgia meloni camillo ruini

FLASH – PERCHÉ GIORGIA MELONI HA UN INFERMIERE CHE ABITUALMENTE VA DA LEI? IL CARDINAL CAMILLO RUINI, NELL’INTERVISTA RILASCIATA A CAZZULLO, HA FATTO UNA RIVELAZIONE “DELICATA”: “CON GIORGIA MELONI C’È UN’AMICIZIA VERA, CI MANDIAMO SEMPRE A SALUTARE. L’INFERMIERE CHE VIENE DA ME PER CURARMI VA ANCHE DA LEI”. ORA, È NORMALE CHE UN 95ENNE DALLA SALUTE FRAGILE ABBIA BISOGNO DI UN CONTINUO SOSTEGNO SANITARIO. MA LA PREMIER, 49ENNE? HA ANCORA GLI OTOLITI IN FIAMME?

giorgia meloni carlo nordio fabio pinelli sergio mattarella ugo zampetti

DAGOREPORT – COSA, E CHI, HA CONVINTO SERGIO MATTARELLA A PRESIEDERE, PER LA PRIMA VOLTA IN 11 ANNI AL QUIRINALE, IL PLENUM DEL CSM? - LA MISURA ERA COLMA: NON SOLO PER IL DELIRIO DI CARLO NORDIO SUL SISTEMA “PARA-MAFIOSO” DEL CSM, LIQUIDATO AL PARI DI UN'ASSOCIAZIONE A DELINQUERE, MA ANCHE PER IL VIDEO RINGHIANTE DI GIORGIA MELONI CHE, DOPO AVER CHIESTO DI ABBASSARE I TONI AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA, IERI SERA E' TORNATA ALLA CARICA CON UN VIDEO CONTRO I MAGISTRATI - BENCHE' NOMINATO VICEPRESIDENTE DEL CSM DALLA DESTRA, IL LEGHISTA FABIO PINELLI NON POTEVA NON REAGIRE: SI È “COORDINATO” CON UGO ZAMPETTI, SEGRETARIO GENERALE DEL COLLE, E I DUE HANNO PREGATO MATTARELLA DI METTERE FINE ALL’ESCALATION DI TENSIONE – E NORDIO ABBASSO' LA CRESTA: “MI ADEGUERÒ” - VIDEO