alfano renzi buzzi

COSA CI NASCONDONO RENZI E ALFANO SULLE INFILTRAZIONI MAFIOSE NEL COMUNE DI ROMA? - SALLUSTI: “RENZI HA RICEVUTO IERI LA RELAZIONE DEL MINISTRO ALFANO E, INVECE DI PORTARLA IN CONSIGLIO DEI MINISTRI, L'HA CHIUSA NEL CASSETTO

1. RENZI INSABBIA LA VERITA’ SU ROMA

Alessandro Sallusti per “il Giornale”

 

RENZI ALFANORENZI ALFANO

La verità non ce la vogliono dire. Renzi ha ricevuto ieri la relazione del ministro Alfano sulle presunte, si fa per dire, infiltrazioni mafiose nel Comune di Roma e, invece di portarla come previsto in Consiglio dei ministri per adottare le conseguenti decisioni, l'ha chiusa nel cassetto. Alfano non ha battuto ciglio, cosa che non sorprende.

 

In un Paese normale non solo il ministro degli Interni è innanzitutto servitore dello Stato e non del premier, ma il Parlamento pretenderebbe di sapere subito se la Capitale è caduta nelle mani della mafia, se sì che cosa intende fare il governo, se no che cosa intenda fare il Csm contro i pm che hanno spacciato una bufala di tali dimensioni. Da noi invece nessuno fa una piega, deputati e senatori hanno la valigia in mano, in fondo se la mafia ha governato Roma per tanti anni, qualche settimana in più non è poi così grave.
 

RENZI ALFANORENZI ALFANO

Ma il motivo per cui Renzi e Alfano hanno nascosto la relazione nel cassetto non sono le vacanze incombenti. No, è che i partiti di cui sono segretari, Pd e Nuovo Centrodestra, sono coinvolti, direttamente e indirettamente, fino al collo in questo scandalo e in quelli gemelli scoperti sull'onda del primo su (Emilia Romagna) e giù (Sicilia) per l'Italia. Se non fosse tragica, la questione avrebbe del comico: il premier Matteo Renzi tiene nascosto il documento sul quale è scritto se il partito del segretario Matteo Renzi è mafioso o no. E, non contento, ci prende pure per i fondelli: «Ne parliamo a fine mese - ha detto ieri -, ma non aspettatevi sorprese».

ALFANO E RENZI ed df e fbac d ALFANO E RENZI ed df e fbac d

 

Il dubbio è: dice questo perché, beato lui, la relazione l'ha solo letta, oppure perché l'ha direttamente dettata al fido Alfano, temendo che il ministro senza quid ne combinasse una delle sue? E se «non ci sono sorprese», perché chiudere quei fogli in un cassetto?
 

Insomma, la verità mi sembra questa. A Renzi e ad Alfano della mafia a Roma non importa nulla, dei politici corrotti idem, di una Capitale in ginocchio e ridicolizzata nel mondo men che meno. Il loro rispetto per i cittadini è pari a zero. L'unica preoccupazione è insabbiare, annacquare, rinviare la verità su uno scandalo che coinvolge i loro amichetti e che dovrebbe portare a chiudere per infiltrazioni mafiose non solo la giunta Marino, ma i loro stessi partiti. Sapremo a fine mese, tempo sufficiente per lavorare di sbianchetto. Pratica diffusa tra i premier di sinistra.

 

2. BUZZI MANTENEVA MEZZA GIUNTA

Massimo Malpica e Patricia Tagliaferri per “il Giornale”

 

BUZZI VINCENZI 1BUZZI VINCENZI 1

Alla faccia della discontinuità. Proprio mentre Alfano si dice pronto a sottoporre al Consiglio dei ministri la decisione sul commissariamento del comune di Roma, e Renzi invece prende tempo e annuncia che il verdetto - scontato - arriverà soltanto il 27 agosto, Salvatore Buzzi prende a calci il Campidoglio di Ignazio Marino. L'ultimo dei tanti verbali «estivi» del ras delle coop getta ancora più ombre sui rapporti tra «mondo di mezzo» e la «nuova amministrazione» che Buzzi, a suo dire, foraggiava.
 

buzzi e odeavaine buzzi e odeavaine

Sono i magistrati romani Paolo Ielo e Michele Prestipino che lo scorso 23 luglio chiedono conto al «rosso» socio del «nero» Carminati delle affermazioni messe a verbale il giorno precedente: «Lei - gli chiedono - ieri ha riferito che la nuova amministrazione comunale le aveva posto a carico i costi di 4/5 assessori, 18 consiglieri comunali e 4/5 presidenti di municipio».

 

Buzzi esordisce tirando in ballo Maurizio Pucci, ossia l'assessore ai Lavori pubblici che, in uno sfortunato lapsus, due giorni fa il sindaco ha chiamato «Buzzi» in conferenza stampa. «Il primo degli assessori con cui ho avuto rapporti di tal natura - spiega il capo della “29 giugno” - è Maurizio Pucci, al tempo della campagna elettorale 2006, quando gli erogammo finanziamenti e gli mettemmo a disposizione un'autovettura, che lui non voleva più restituire».

BUZZI -BUZZI -

 

Dal suo arrivo nella giunta Marino, però, «non sono intervenute erogazioni nei suoi confronti», concede Buzzi. Che insiste invece sulle assunzioni «richieste» dall'ex vicesindaco, Luigi Nieri di Sel. Sarebbero tre, e si tratta, spiega Buzzi, «di assunzioni non normali né amicali (...) ma assunzioni immediate, del costo di circa 100-120mila euro, di gente che lavorava, e fatte in una logica di scambio, in ragione della qualità pubblica rivestita dal vicesindaco».
 

buzzi e marino twittati da marcello fioribuzzi e marino twittati da marcello fiori

Dopo i primi due siluri, Buzzi ripercorre i nomi degli altri consiglieri comunali e politici a suo dire foraggiati. Racconta dei 10mila euro promessi all'ex presidente del consiglio comunale Mirko Coratti e all'ex capogruppo Pd Francesco D'Ausilio, promessa «da costoro accettata», ma «non mantenuta a causa degli arresti» di dicembre scorso. Altra promessa (accettata) da 15mila euro pro capite Buzzi sostiene di averla fatta a Luca Giansanti (ex capogruppo Lista Marino) e al dem Alfredo Ferrari.

 

Con quest'ultimo, poi, Buzzi dice d'essersi accordato per restituirgli una «stecca» tra «il 5 e il 10 per cento» sui 400mila euro «dell'emendamento inteso come potere di stanziamento in bilancio che spettava a lui e a Onorato della lista Marchini», ma Buzzi precisa di non aver mai fatto parola della questione con Onorato.

 

salvatore buzzi con il quarto stato alle spallesalvatore buzzi con il quarto stato alle spalle

Gli emendamenti a cui si riferisce sono una sorta di «obolo politico» per cui l'assessorato al Bilancio riconosce ai consiglieri somme da distribuire «a piacere», pratica già denunciata nel 2013 dal radicale Riccardo Magi. E sempre su questi emendamenti, aggiunge Buzzi, anche i consiglieri di Fi Tredicine e Pomarici (ora leghista) gli avrebbero offerto la possibilità di «orientare» un finanziamento da 2 milioni di euro in cambio della promessa di restituire loro il 10 per cento della somma. Sempre sugli emendamenti, anche il consigliere Pd Giampaolo Pedetti, a novembre 2014, dopo aver ottenuto un «prestito» di 10mila euro da Buzzi, invece di restituirlo si sarebbe impegnato, secondo il ras della coop, a «orientare in un settore a me favorevole l'emendamento di cui disponeva, di circa 60-70mila euro».
 

SALVATORE BUZZI FRANCO PANZIRONISALVATORE BUZZI FRANCO PANZIRONI

Oltre alle «tre assunzioni» richieste dal consigliere Massimo Caprari, «una delle quali effettuata», Buzzi continua con l'elenco dei pagamenti o delle promesse di pagamenti. Nella lista per il centrodestra c'è l'ex sindaco Alemanno («per la campagna delle Europee») e due assunzioni «non a carattere di scambio», una a favore di Fabrizio Ghera (ora in Fdi) e una bipartisan «per persona indicata da Quarzo (Fi) e Corsetti (Pd)».

 

Per il centrosinistra ci sono «finanziamenti legali verso Erica Battaglia, «utilità» per Athos De Luca (sotto forma di claques per gli eventi elettorali), e richieste di assunzioni - non esaudite - da parte dell'attuale capogruppo Pd Fabrizio Panecaldo (che ha smentito). Spunta anche un'assessore di Alemanno a busta paga. Buzzi spiega di averle dato circa 100mila euro: «Si trattava dell'assessore a casa e patrimonio, una donna dal nome Lucia della quale non ricordo il cognome, per avere le proroghe dei servizi dell'emergenza alloggiativa».

 

SALVATORE BUZZI - GIULIANO POLETTISALVATORE BUZZI - GIULIANO POLETTI

Nella giunta Alemanno, l'ultimo assessore tecnico con delega a casa e patrimonio è stata Lucia Funari (indagata per un'inchiesta sui parcheggi). L'ultima cannonata di Buzzi rende sempre più fragile la discontinuità vantata da Marino. Ma il premier scorda l'urgenza del caso Roma, rimanda la decisione e anticipa il verdetto. Le nuove accuse di Buzzi, spiega, «non cambiano né il nostro approccio né la relazione. Non ci saranno sorprese».

 

la cena poletti alemanno casamonica buzzila cena poletti alemanno casamonica buzzi

 

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