corea nord test nucleari

COREA ATOMICA! ALTA TENSIONE TRA PYONGYANG E SEUL, LA COREA DEL SUD FA SAPERE DI AVERE UN PIANO PER RIDURRE IN CENERE PYONGYANG - INTANTO CICCIO KIM CHIEDE AGLI USA DI RICONOSCERE LA COREA DEL NORD COME PAESE NUCLEARE: "NEGARLO È COME PROVARE A OSCURARE IL SOLE CON UNA PALMA"- L'ONU VALUTERA' NUOVE SANZIONI

COREA NORD TEST NUCLEARICOREA NORD TEST NUCLEARI

Da “ansa.it”

Alta tensione tra Pyongyang e Seul. Mentre la Corea del Nord chiede agli Stati Uniti di riconoscerla come "Paese nucleare", la Corea del sud fa sapere di avere un piano per "ridurre in cenere Pyongyang" in caso di attacco nucleare.

 

Gli Stati Uniti devono riconoscere la Corea del nord come "legittimo paese dotato di armi nucleari". Lo dice l'agenzia di stato Kcna, secondo quanto riferisce la Afp sul suo sito. In un comunicato del ministero degli esteri di Pyongyang si afferma che "Obama sta cercando in tutti i modi di negare la posizione della Corea del nord come legittimo paese dotato di armi nucleari, ma è una pazzia come cercare di oscurare il sole con una palma".

 

CICCIO KIMCICCIO KIM

La Corea del sud ha un piano per ridurre in cenere Pyongyang nel caso di segnali di un imminente attacco nucleare nordcoreano. Lo ha detto una fonte militare sudcoreana all'agenzia nazionale Yonhap di cui riferisce la Bbc. Ogni parte di Pyongyang "sarà completamente distrutta da missili balistici e proiettili ad alto potenziale esplosivo", ha detto la fonte secondo cui saranno presi di mira in particolare i quartieri dove si ritiene che si nasconda la leadership. "La città - ha aggiunto - sarà ridotta in cenere e cancellata dalla carta geografica".

 

LA COREA DEL NORD E L'ATOMICA - La Corea dl Nord avrà presto le capacità di realizzare entro il 2020 testate nucleari in grado di minacciare mezzo mondo, a partire dagli Stati Uniti e comprese città come New York e Washington. Ne sono convinti - scrive il New York Times - molti esperti civili e militari che definiscono sorprendentemente avanzato il programma nucleare del regime di Pyongyang, con missili sempre più piccoli, veloci e leggeri.

LANCIO MISSILI COREA DEL NORDLANCIO MISSILI COREA DEL NORD

 

Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite - riunitosi d'urgenza per affrontare il caso della Corea del Nord - ha condannato con forza l'ultimo test nucleare del regime di Pyongyang e ha deciso che inizierà a discutere "nuove significative misure" contro Pyongyang.

 

Il quinto test nucleare effettuato a sorpresa dalla Corea del Nord è risultato il più potente mai completato finora dal regime, "poco meno forte dell'esplosione della bomba atomica su Hiroshima", causando l'inedita reazione compatta della comunità internazionale, capace di superare i contrasti di un mondo spaccato da conflitti regionali. Il presidente americano Barack Obama ha avvertito che all'ultima e inaccettabile provocazione del Nord seguiranno "serie conseguenze", ad esempio nuove sanzioni, rassicurato gli alleati Corea del Sud e Giappone (i primi a chiedere - ottenendola - la convocazione d'urgenza del Consiglio di Sicurezza dell'Onu) e garantito la totale improponibilità di status di potenza atomica del Nord.

 

corea nordcorea nord

La Russia ha promesso un "forte segnale" sul rispetto delle risoluzioni Onu, ha precisato il ministro degli Esteri Serghei Lavrov, mentre condanne decise sono venute da Ue ("abbandono di armi e i programmi nucleari, in modo completo, verificabile ed irreversibile", ha chiesto l'Alto rappresentante Ue Federica Mogherini), Italia ("minaccia l'Asia e la pace mondiale", ha twittato il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni), Nato ("una provocazione inquietante", per il segretario generale Jens Stoltenberg), India e soprattutto Cina. Pechino, il tradizionale e più stretto alleato di Pyongyang, ha manifestato tutta la sua irritazione all'imprevedibile vicino arrivando ad esprimere "opposizione risoluta" e ad anticipare l'inconsueta protesta formale consegnata all'ambasciatore del Nord.

 

La grande frustrazione cinese è moltiplicata dal fatto che l'intemperanza di Pyongyang si era manifestata già lunedì, nel mezzo del summit G20 di Hangzhou (il primo a guida cinese), con il lancio di tre missili a medio raggio nel mar del Giappone, cui si è aggiunto adesso il test nucleare. La potenza sprigionata dalla detonazione sotterranea al sito di Punggye-ri, secondo le stime dell'agenzia meteorologica di Seul, è stata di 10 kilotoni (quella di Hiroshima era di 15), e ha causato un sisma artificiale di oltre magnitudo 5.

 

LA BASE AEREA DI OSAN IN COREA DEL SUDLA BASE AEREA DI OSAN IN COREA DEL SUD

Per una nuova giornata di "grandi successi", in occasione del 68/mo anniversario della fondazione dello Stato, l'annuncio non poteva che essere dato attraverso l'emittente di Stato Kctv, con il volto della anchorwoman Ri Chun-hee, quella delle grandi e solenni occasioni, come le morti di Kim Il-sung e Kim Jong-il, padre e figlio, rispettivamente fondatore della Nazione e promotore del Songun, la politica dei "militari prima di tutto".

 

LA BASE AEREA DI OSAN IN COREA DEL SUD 5LA BASE AEREA DI OSAN IN COREA DEL SUD 5

Il test condotto dalla Corea del Nord ha mostrato che le testate nucleari "possono essere montate su missili strategici balistici", ha affermato Ri. "Un'altra arma di difesa contro gli imperialisti degli Stati Uniti". In altri termini, Pyongyang rivendica adesso, dopo la bomba all'idrogeno di gennaio, il successo della "miniaturizzazione" degli ordigni con la quale si possono confezionare testate di ogni formato per armare missili a raggio medio, lungo e intercontinentale, potenzialmente in grado di raggiungere le coste occidentali degli Stati Uniti.

 

Il nuovo test nucleare sotterraneo della Corea del Nord è una "minaccia alla pace e alla sicurezza internazionale", ha tuonato il segretario generale dell'Onu Ban Ki-moon, condannando la mossa di Pyongyang "nei termini più forti" e lanciando l'appello a rompere "questa escalation a spirale". La prima risposta della comunità internazionale verrà dal Consiglio di Sicurezza ed è improbabile che, "visto il crescendo degli ultimi mesi", la reazione alle iniziative del leader nordcoreano Kim Jong-un, teorico della dottrina del "byengjin" (sviluppo contestuale di economia e nucleare), possa restare senza una "soluzione strutturale".

kim jong unkim jong un

 

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni carlo nordio fabio pinelli sergio mattarella ugo zampetti

DAGOREPORT – COSA, E CHI, HA CONVINTO SERGIO MATTARELLA A PRESIEDERE, PER LA PRIMA VOLTA IN 11 ANNI AL QUIRINALE, IL PLENUM DEL CSM? - LA MISURA ERA COLMA: NON SOLO PER IL DELIRIO DI CARLO NORDIO SUL SISTEMA “PARA-MAFIOSO” DEL CSM, LIQUIDATO AL PARI DI UN'ASSOCIAZIONE A DELINQUERE, MA ANCHE PER IL VIDEO RINGHIANTE DI GIORGIA MELONI CHE, DOPO AVER CHIESTO DI ABBASSARE I TONI AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA, IERI SERA E' TORNATA ALLA CARICA CON UN VIDEO CONTRO I MAGISTRATI - BENCHE' NOMINATO VICEPRESIDENTE DEL CSM DALLA DESTRA, IL LEGHISTA FABIO PINELLI NON POTEVA NON REAGIRE: SI È “COORDINATO” CON UGO ZAMPETTI, SEGRETARIO GENERALE DEL COLLE, E I DUE HANNO PREGATO MATTARELLA DI METTERE FINE ALL’ESCALATION DI TENSIONE – E NORDIO ABBASSO' LA CRESTA: “MI ADEGUERÒ” - VIDEO

antonio tajani friedrich merz ursula von der leyen manfred weber

DAGOREPORT – A FORZA DI FARE IL "MAGGIORDOMO" DI CASA MELONI, ANTONIO TAJANI È FINITO IN CUL DE SAC (E NON C’ENTRA SOLO L'ANTI-TRUMPISMO DI MARINA BERLUSCONI): TRATTATO DALLA DUCETTA COME UN VOYEUR E SPEDITO A WASHINGTON ALLA RIUNIONE DEL ''BOARD OF PEACE'' A FARE L'"OSSERVATORE", IL MINISTRO DEGLI ESTERI FA INCAZZARE IL PARTITO POPOLARE EUROPEO, DI CUI È VICEPRESIDENTE – DA WEBER A MERZ, IL ''BOARD OF PEACE'' È L'ENNESIMO SCHIAFFO DI TRUMP AI VALORI DELLA DEMOCRAZIA – IL TENTATIVO DISPERATO E FALLITO DELLA MELONA DI COINVOLGERE MERZ PER NON LASCIARE TAJANI AD ESSERE L'UNICO MINISTRO PRESENTE DEI GRANDI PAESI DELL'UNIONE EUROPEA - IL CONTATTO TRA CONSIGLIERI DIPLOMATICI SULL’ASSE ROMA-BERLINO: I TEDESCHI HANNO RICORDATO A PALAZZO CHIGI LE "PERPLESSITA'" SULL'''OPERAZIONE COLONIALISTA'' DI TRUMP ESPRESSE DALLA SANTA SEDE DI PAPA LEONE...

giorgia meloni matteo salvini gian marco chiocci roberto sergio bruno vespa giampaolo rossi

FLASH! – IERI È STATO SVENTATO IL PROPOSITO DI GIAMPAOLO ROSSI DI DIMETTERSI DAL VERTICE DEL BORDELLONE RAI, NON CERTO IMPIOMBATO DALL’INESISTENTE OPPOSIZIONE, BENSÌ DEVASTATO DALLE FAIDE E LOTTE TRA I TELE-MELONIANI – “IL FILOSOFO DI COLLE OPPIO” HA RICEVUTO LE RICHIESTE RASSICURAZIONI: SEI IL NUMERO UNO E TUTTI I CHIOCCI E I SERGIO SON NESSUNO. DUNQUE STRINGI I DENTI E RESISTI FINO A MAGGIO QUANDO CON IL VARO DEL DECRETO DI RIFORMA RAI CADRÀ IL CDA E TUTTE LE DIREZIONI…

john elkann repubblica

ALTISSIMA TENSIONE SULLA ‘’TRATTATIVA ESCLUSIVA” TRA JOHN ELKANN E THEO KYRIAKOU PER LA VENDITA DEL GRUPPO GEDI – LE PROBABILITÀ CHE L’OPERAZIONE VADA A PUTTANE AUMENTANO AL PARI DELLE PERDITE DI ‘’REPUBBLICA’’ E ‘’STAMPA’’ - SE SALTA, PRENDE IL FARDELLO GEDI E LO METTE ALL’ASTA? RICICCIA LEONARDINO DEL VECCHIO? – FINORA, TUTTO ERA ANDATO IN DISCESA PER ELKANN: L’ACQUISIZIONE NEL 2020 DE “LA REPUBBLICA” E “LA STAMPA”, DA SEMPRE QUOTIDIANI DI RIFERIMENTO DEL PARTITO DEMOCRATICO, È STATA UN’ABILE MOSSA NON SOLO PER SQUAGLIARE LA FIAT IN STELLANTIS SENZA ROTTURE DI COJONI MEDIATICHE E SINDACALI, MA ANCHE PER PORTARE A TERMINE TRANQUILLAMENTE LA CESSIONE DELLE GRANDI AZIENDE ITALIANE DELLA HOLDING EXOR: DA MAGNETI MARELLI A IVECO – RESTAVA GEDI PRIMA DI VOLARE SOTTO IL CIUFFO DEL PREDILETTO TRUMPONE. MA, A VOLTE, NON TUTTE LE CIAMBELLE RIESCONO COL BUCO…

giuseppe conte stefano patuanelli

DAGOREPORT – ANCHE NEL MOVIMENTO 5 STELLE TIRA UNA BRUTTA CORRENTE: L’EX MINISTRO DELLO SVILUPPO ECONOMICO, STEFANO PATUANELLI, È IN DISACCORDO CON GIUSEPPE CONTE SULLE “TEMPISTICHE” DEL CAMPO LARGO. L’INGEGNERE TRIESTINO (E ANCHE UN PO’ TRISTINO) VUOLE ACCELERARE E SANCIRE IL PRIMA POSSIBILE L’ALLEANZA CON PD E ALTRI “PROGRESSISTI”, PER ORGANIZZARE LA CAMPAGNA ANTI-MELONI – PEPPINIELLO APPULO, INVECE, TEMPOREGGIA. IL MOTIVO? NON HA MAI ABBANDONATO IL SOGNO DI TORNARE A PALAZZO CHIGI…