angela merkel xi jinping macron

LA CINA NON È VICINA. LA CINA È GIÀ QUA - XI JINPING SI È GIÀ PRESO L'AFRICA CON 63 MILIARDI IN PRESTITI E ALTRE DECINE SPESI IN INFRASTRUTTURE (GLI USA DI OBAMA? 1,7 MLD), ORA BUSSA ALLE PORTE DELL'EUROPA. LA MERKEL È AI SUOI PIEDI DA TEMPO, PERÒ MACRON VUOLE FAR PASSARE IN EUROPA UNA NORMA CONTRO LE SCALATE DELLE AZIENDE STRATEGICHE. GLI SCENARI

Maurizio Molinari per 'La Stampa'

 

XI JINPINGXI JINPING

 

Se siete un imprenditore europeo, un ferroviere africano, un commerciante asiatico o uno spedizioniere mediorientale c' è un' alta probabilità che negli ultimi tempi vi siate imbattuti nel «One Belt, One Road» ovvero il biglietto da visita della Repubblica popolare cinese impegnata a costruire un' ambiziosa rete di scambi per ridisegnare gli equilibri geoeconomici del Pianeta.

 

«Belt» e «Road» sono le declinazioni terrestre e marittima della nuova Via della Seta frutto dell' iniziativa commerciale lanciata dal presidente Xi Jinping attraverso spazi che sommano il 63 per cento della popolazione mondiale e il 29 per cento della ricchezza globale. La «Belt» si estende dall' Estremo Oriente all' Atlantico attraversando l' Eurasia con ferrovie, ponti e strade mentre la «Road» corre con porti, navi e canali lungo le rotte dell' Oceano Indiano, dell' Africa Orientale fino a raggiungere il Mediterraneo.

operai africani e cinesioperai africani e cinesi

 

La scommessa di Xi è di sfruttare «One Belt, One Road» (Una Cintura, Una Strada) per innescare più cambiamenti favorevoli a Pechino.

Innanzitutto, sul fronte interno, promuovendo lo sviluppo delle regioni più povere - Ningxia, Qinghai, Yunnan e Xinjiang - e moltiplicando le commesse per i giganti statali indebitati come anche gli acquisti del materiale per costruzioni che il mercato nazionale non riesce più a consumare.

 

In secondo luogo, con l' affermazione di un nuovo sistema finanziario internazionale dell' Eurasia, i cui primi segnali vengono dalla Banca di investimenti per le infrastrutture in Asia, di base a Pechino, e dalla «New Development Bank» condivisa dai Paesi «Brics» (Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica).

li keqiang  angela merkel li keqiang angela merkel

 

E infine, ma non per importanza, sul piano geopolitico perché la miriade di accordi commerciali e finanziari siglati trasformano Pechino in un partner privilegiato delle nazioni di Asia del Sud, Medio Oriente, Asia Centrale, Africa ed Europa oltre ovviamente della Russia. Se finora la rete di alleanze di Pechino ruotava attorno a due gruppi multilaterali (Brics e Organizzazione della Conferenza di Shanghai) adesso, a quattro anni dal debutto di «One Belt, One Road» include legami solidi, bilaterali, con centinaia di imprese di dozzine di Paesi, dal Corno d' Africa al Bosforo, da Samarcanda a Kiel, che assicurano alla Cina una rete a tal punto estesa e ricca da competere con gli Stati Uniti.

 

li keqiang angela merkelli keqiang angela merkel

Il terreno dove tale sfida è più evidente è l' Africa perché dal 2000 al 2015 la Cina vi ha distribuito prestiti bancari per 63 miliardi di dollari a ben 54 nazioni mentre gli Stati Uniti si sono fermati a 1,7 miliardi di dollari ad appena 5 nazioni. Cinese è la ferrovia che dall' Oceano Indiano raggiungerà Nairobi, con estensioni fino a Uganda e Ruanda, così come cinesi sono strade e atenei in Liberia, miniere in Ghana e almeno 100 mila immigrati in Zambia.

 

Chiunque ha a che fare con inviati e imprese cinesi li descrive come molto determinati ad assicurarsi vantaggi, poco inclini ai compromessi, capaci di grandi fatiche ed al contempo attenti ad evitare coinvolgimenti in crisi politiche, conflitti locali e guerre regionali. Fanno business con tutti senza schierarsi con nessuno perché la priorità sono i loro interessi nazionali: far crescere la Cina con materie prime, lavoro, infrastrutture ed alta tecnologia. Insomma, in qualunque modo.

 

MERKEL MACRONMERKEL MACRON

E' quest' offensiva cinese che bussa ora alle porte dell' Europa perché «One Belt, One Road» è arrivata ormai su Baltico e Mediterraneo, puntando all' Atlantico. Germania, Francia e Italia guidano la classifica dei destinatari di investimenti cinesi nell' Ue ed il Consiglio europeo potrebbe pronunciarsi in settimana su una clausola decisiva ovvero assegnare a Bruxelles il potere di restringere le acquisizioni di aziende strategiche da parte di stranieri.

 

La questione riguarda Pechino perché sono proprio le sue società a puntare all' acquisto di compagnie europee, di alta tecnologia o nelle infrastrutture, che sono tasselli della sicurezza nazionale. Il presidente francese Emmanuel Macron è il leader che più sostiene questa clausola protezionista, dimostrando prudenza davanti all' offensiva del Dragone. Resta da vedere cosa farà la Germania di Angela Merkel, partner privilegiato di Pechino e favorevole ad un accordo di libero commercio Ue-Cina perché convinta che «in questi tempi di incertezza globale» convenga volgere lo sguardo verso Oriente.

donald trump xi jinpingdonald trump xi jinping

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