CIPRO ALLA CANNA DEL GAS (RUSSO): STASERA IL “PIANO B”

1-CIPRO: IMMINENTE RIUNIONE CONSIGLIO MINISTRI SU 'PIANO B'
(ANSA) - Il Consiglio dei ministri cipriota, presieduto dal capo dello Stato Nicos Anastasiades, si riunira' alle 18 ora locale (le 17 in Italia) per esaminare il nuovo progetto di legge elaborato dai capi di partito e tecnocrati per salvare l'isola, ormai definito "piano B". Lo ha annunciato il portavoce del governo Christos Stylianides ai microfoni della Tv statale Rik1. In serata e' prevista una riunione del Parlamento che potrebbe essere chiamato ad esprimersi sul nuovo progetto di legge.

2-CIPRO E L'EUROPA NON TROVANO L'ACCORDO
Beda Romano per "Il Sole 24 Ore"

La drammatica partita cipriota si è spostata ieri a Mosca, dove il ministro delle Finanze del Paese mediterraneo, Michalis Sarris, sta avendo colloqui con il governo russo, pur di strappare un aiuto finanziario dalla Russia. L'obiettivo è di trovare un accordo che eviti per quanto possibile di tassare i conti correnti dei cittadini ciprioti meno abbienti. La vicenda è segnata da ricatti reciproci ed è principalmente finanziaria, ma sta rapidamente diventando anche geopolitica.

«Abbiamo avuto colloqui costruttivi e onesti», ha detto Sarris, dopo una conversazione con il suo omologo russo Anton Siluanov. «Capiamo quanto sia difficile la situazione e continueremo i negoziati». Il ministro delle Finanze cipriota, che intende rimanere a Mosca finché ci sarà un accordo, ha ammesso che le conversazioni «vanno oltre» l'idea di allungare il rimborso di un credito da 2,5 miliardi ricevuto da Mosca tempo fa. In ballo c'è un nuovo prestito da 5 miliardi di euro.

Il Parlamento cipriota ha bocciato due giorni fa un piano che prevedeva la tassazione dei conti con l'obiettivo di raccogliere 5,8 miliardi, da associare a 10 miliardi in prestiti internazionali pur di evitare il collasso del Paese oberato da debiti bancari. Il pacchetto ha provocato la rabbia popolare a Cipro, e indotto i deputati a votare contro o ad astenersi. Da martedì, il presidente Nicos Anastasiades è alla ricerca di "un piano b", secondo l'espressione del portavoce del governo.

Anastasiades è stretto tra il desiderio di evitare di tassare i ciprioti meno abbienti e l'istinto di risparmiare i ricchi investitori russi, che da anni ormai piazzano a Cipro le proprie fortune. Ancora ieri la Commissione ha spiegato che la decisione è tutta cipriota: unica condizione è che si trovi un modo per raccogliere 5,8 miliardi. L'esecutivo comunitario ha ribadito che vorrebbe fossero risparmiati i depositi con meno di 100mila euro.

Il governo cipriota deve trovare altre soluzioni. Una ipotesi, come detto, è quella di chiedere alla Russia un nuovo prestito, collegandolo in un modo o nell'altro alle entrate che il piccolo Paese mediterraneo spera di ottenere dalle riserve di gas e petrolio scoperte di recente al largo delle sue coste. Correva voce ieri anche della possibilità di nazionalizzare i fondi-pensione delle società para-statali e utilizzare il denaro direttamente o indirettamente per ricapitalizzare le banche sull'orlo del tracollo.

Dal canto suo, il cancelliere Angela Merkel è tornato ieri ad assicurare l'appoggio tedesco: «Cipro è nostro partner nella zona euro e siamo quindi obbligati a trovare una soluzione insieme». Nella vicenda tuttavia il ministro delle Finanze Wolfgang Schäuble ha posizioni più estreme. A Berlino in questi giorni l'uomo politico ha fatto capire che tocca a Nicosia sbrogliare la matassa e trovare una soluzione per raccogliere i quasi 6 miliardi che mancano all'appello.

La Germania ha paura di essere ricattata. Non è l'unica. Molti ciprioti sperano nel paracadute della Banca centrale europea. Jörg Asmussen, membro del comitato esecutivo della Bce, ha però avvertito in una intervista al settimanale Die Zeit: «Possiamo offrire liquidità solo alle banche solvibili (...) La solvibilità delle banche cipriote non può essere presunta se un piano di aiuti non è messo a punto rapidamente, tale da consentire una rapida ricapitalizzazione degli istituti di credito».

Anche con la Russia la vicenda è ormai una partita a poker. In un'intervista ad alcuni giornali, il premier Dmitrij Medvedev ha spiegato ieri che Bruxelles e Nicosia hanno compiuto «tutti gli errori possibili» nel gestire la crisi. L'ex presidente ha poi affermato di essere alla ricerca di «una soluzione molto equilibrata che aiuti Cipro e non danneggi le nostre relazioni con l'Unione». È probabile che l'agenda della Russia non preveda solo la mano leggera sui depositi russi nell'isola mediterranea.

A Mosca, dove oggi Barroso incontrerà Putin e Medvedev, un accordo con Nicosia piacerebbe per diversi motivi. Prima di tutto perché vuole proteggere i suoi investitori. Poi perché sarebbe un modo di rafforzarsi nel Mediterraneo dopo che con la fine della Jugoslavia ha perso in parte il suo accesso all'Adriatico, e mentre la base di Tartus in Siria è a rischio. Intanto, pur di darsi tempo, Cipro ha deciso di tenere i propri istituti di credito chiusi fino a martedì. «C'è da chiedersi - dice un diplomatico - come le banche potranno comunque aprire serenamente».

 

CIPRO - TROIKA GO HOMEproteste-ciproGIU' LE MANI DA CIPROPROTESTE A CIPRO jpegNICOS ANASTASIADES ANGELA MERKEL PUTIN E MEDVEDEV

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni carlo calenda

FLASH – CARLO CALENDA UN GIORNO PENDE DI QUA, L’ALTRO DI LÀ. MA COSA PENSANO GLI ELETTORI DI “AZIONE” DI UN’EVENTUALE ALLEANZA CON LA MELONI? TUTTO IL MALE POSSIBILE: IL “TERMOMETRO” TRA GLI “AZIONISTI” NON APPREZZA L'IPOTESI. ANCHE PER QUESTO CARLETTO, ALL’EVENTO DI FORZA ITALIA DI DOMENICA, È ANDATO ALL’ATTACCO DI SALVINI: “NON POSSO STARE CON CHI RICEVE NAZISTI E COCAINOMANI” (RIFERIMENTO ALL’ESTREMISTA INGLESE TOMMY ROBINSON) – IL PRECEDENTE DELLE MARCHE: ALLE REGIONALI DI SETTEMBRE, CALENDA APRÌ A UN ACCORDO CON IL MAL-DESTRO ACQUAROLI, PER POI LASCIARE LIBERTÀ “D’AZIONE” AI SUOI CHE NON NE VOLEVANO SAPERE...

donald trump peter thiel mark zuckerberg sam altman ice minneapolis

DAGOREPORT – IL NERVOSISMO È ALLE STELLE TRA I CAPOCCIONI E I PAPERONI DI BIG TECH: MENTRE ASSISTONO INERMI ALLE VIOLENZE DI MINNEAPOLIS (SOLO SAM ALTMAN E POCHI ALTRI HANNO AVUTO LE PALLE DI PRENDERE POSIZIONE), SONO MOLTO PREOCCUPATI. A TEDIARE LE LORO GIORNATE NON È IL DESTINO DELL'AMERICA, MA QUELLO DEL LORO PORTAFOGLI. A IMPENSIERIRLI PIÙ DI TUTTO È LO SCAZZO TRA USA E UE E IL PROGRESSIVO ALLONTANAMENTO DELL'EUROPA, CHE ORMAI GUARDA ALLA CINA COME NUOVO "PADRONE" – CHE SUCCEDEREBBE SE L’UE DECIDESSE DI FAR PAGARE FINALMENTE LE TASSE AI VARI ZUCKERBERG, BEZOS, GOOGLE, IMPONENDO ALL’IRLANDA DI ADEGUARE LA PROPRIA POLITICA FISCALE A QUELLA DEGLI ALTRI PAESI UE? – COME AVRÀ PRESO DONALD TRUMP IL VIAGGIO DI PETER THIEL NELLA FRANCIA DEL “NEMICO” EMMANUEL MACRON? SPOILER: MALISSIMO…

viktor orban giorgia meloni santiago abascal matteo salvini

FLASH – GIORGIA MELONI SI SAREBBE MOLTO PENTITA DELLA SUA PARTECIPAZIONE ALL’IMBARAZZANTE SPOTTONE PER LA CAMPAGNA ELETTORALE DI VIKTOR ORBAN, INSIEME A UN’ALLEGRA BRIGATA DI POST-NAZISTI E PUZZONI DI TUTTA EUROPA – OLTRE AD ESSERSI BRUCIATA IN UN MINUTO MESI DI SFORZI PER SEMBRARE AFFIDABILE ED EUROPEISTA, LA SORA GIORGIA POTREBBE AVER FATTO MALE I CONTI: PER LA PRIMA VOLTA DA ANNI, I SONDAGGI PER IL “VIKTATOR” UNGHERESE NON SONO BUONI - IL PARTITO DEL SUO EX DELFINO, PETER MAGYAR, È IN VANTAGGIO (I GIOVANI UNGHERESI NON TOLLERANO PIÙ IL PUTINISMO DEL PREMIER, SEMPRE PIÙ IN MODALITÀ RAGAZZO PON-PON DEL CREMLINO)

zelensky beltrame meloni putin

FLASH – CHI E PERCHÉ HA FATTO USCIRE IL DISPACCIO DELL’AMBASCIATORE “LEGHISTA” A MOSCA, STEFANO BELTRAME, RISERVATO AI DIPLOMATICI, IN CUI SI ESPRIMEVANO LE PERPLESSITÀ ITALIANE SULLE NUOVE SANZIONI ALLA RUSSIA, CON TANTO DI STAFFILATA ALL’ALTO RAPPRESENTANTE UE, KAJA KALLAS (“IL CREMLINO NON LA RICONOSCE COME INTERLOCUTRICE”)? NON SONO STATI I RUSSI, MA QUALCUNO DALL'ITALIA. EBBENE: CHI HA VOLUTO FARE UN DISPETTUCCIO A GIORGIA MELONI, CHE CI TIENE TANTO A MOSTRARSI TRA LE PIÙ STRENUE ALLEATE DI KIEV? -  PICCOLO REMINDER: BELTRAME, EX CONSIGLIERE DIPLOMATICO DI SALVINI AI TEMPI DEL VIMINALE, NELL’OTTOBRE DEL 2018 ORGANIZZÒ IL VIAGGIO DI SALVINI A MOSCA, AI TEMPI DELL’HOTEL METROPOL…

 donald trump ursula von der leyen xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP SCHIFA L'EUROPA? E QUEL VOLPONE DI XI JINPING VUOLE USARLA PER FAR ZOMPARE L'ECONOMIA AMERICANA - IL PRESIDENTE CINESE HA FATTO UNA PROPOSTA “INDECENTE” ALLA COMMISSIONE EUROPEA DI URSULA VON DER LEYEN: “COMINCIAMO AD AVERE RAPPORTI ECONOMICI IN EURO”. TRADOTTO: LASCIATE PERDERE IL VECCHIO DOLLARO COME VALUTA DI RISERVA MONDIALE – XI SOFFIA SUL FUOCO: L’UE È IL PRIMO DETENTORE DEL DEBITO AMERICANO, PERTANTO HA IN MANO LE SORTI DELLA VALUTA USA (E QUINDI DELLA SUA ECONOMIA)

grande fratello vip pier silvio berlusconi alfonso signorini fabrizio corona ilary blasi

FERMI TUTTI: IL “GRANDE FRATELLO VIP” 2026 SÌ FARÀ - PIER SILVIO BERLUSCONI NON HA ALCUNA INTENZIONE DI DARLA VINTA A FABRIZIO CORONA NÉ TANTOMENO DI SCENDERE A COMPROMESSI: IL REALITY TORNERÀ IN ONDA, CON OGNI PROBABILITÀ, CON LA CONDUZIONE DI ILARY BLASI. IN RISERVA, RESTA IL NOME DI VERONICA GENTILI CHE, NELLA PASSATA STAGIONE, HA CONDOTTO CON MEDIOCRE FORTUNA L’“ISOLA DEI FAMOSI” – IN ENDEMOL, CASA DI PRODUZIONE DEL REALITY, C’È STATO UN AUDIT INTERNO PER FARE CHIAREZZA SUL TANTO VAGHEGGIATO "CASO SIGNORINI", E SUI METODI DI SELEZIONE DEI VARI CAST DELLE PASSATE EDIZIONI, NON RILEVANDO ALCUNA "CRITICITÀ" - RESTA IN PIEDI IL PIANO GIUDIZIARIO: LO STOP IMPOSTO ALLA PUNTATA DI OGGI DI “FALSISSIMO” SUL CASO SIGNORINI È UNA SBERLA PER CORONA CHE…