barbagallo apponi

LA VERITÀ, VI PREGO, SULLE BANCHE - IL 9 NOVEMBRE LA COMMISSIONE D’INCHIESTA SUL SISTEMA DEL CREDITO ASCOLTERA’ PER LA SECONDA VOLTA IL CAPO DELLA VIGILANZA DI BANKITALIA, BARBAGALLO, E IL DG DI CONSOB ANGELO APPONI - CI SONO TROPPE INCONGRUENZE NELLE RELAZIONI - GRASSO "FREGA" RENZI: “I LAVORI DELLA COMMISSIONE FINIRANNO NON APPENA LE CAMERE SARANNO SCIOLTE”

1 - BANKITALIA-CONSOB, DOPPIA AUDIZIONE RENZI INSISTE: CHI HA SBAGLIATO PAGHI

Andrea Ducci per il “Corriere della Sera”

 

CARMELO BARBAGALLO

Il nuovo round è fissato per giovedì 9 novembre. Ma intanto Matteo Renzi affonda nuovamente su Bankitalia, prendendosela con l' inadeguatezza dei controlli. La prossima settimana la commissione di inchiesta sul sistema creditizio ascolterà per la seconda volta sia il capo della Vigilanza di Bankitalia, Carmelo Barbagallo, sia il direttore generale di Consob, Angelo Apponi.

 

L'obiettivo è di approfondire una serie di questioni relative al dissesto delle banche venete. Un'ulteriore istruttoria, insomma, sul crac di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca, trattando le vicenda sotto il profilo dei rapporti intercorsi tra Bankitalia e Consob. A richiedere la nuova convocazione di Barbagallo e di Apponi (due giorni fa sono intervenuti a Palazzo San Macuto) sono stati più gruppi parlamentari.

 

ANGELO APPONI

Molti componenti della commissione sono insoddisfatti per le incongruenze nelle relazioni di Bankitalia e di Consob, la richiesta di nuovi approfondimenti potrebbe perciò avvenire su base testimoniale. Il Pd e il M5S hanno già depositato decine di domande per ottenere risposte scritte. Ma l' intenzione della politica di non mollare sul tema banche è contrassegnata dalla presa di posizione di Matteo Renzi.

 

Il segretario del Pd, dopo avere contestato il rinnovo di Ignazio Visco al vertice di Bankitalia, attacca sull' inadeguatezza del sistema di controlli di Palazzo Koch. «È emerso con chiarezza che il sistema tecnico di vigilanza non sempre è stato all' altezza», scrive nella sua e-news Renzi, aggiungendo: «I manager e i banchieri che hanno sbagliato devono pagare, ma se vogliamo che qualcosa cambi davvero le alte burocrazie devono assumersi le proprie responsabilità».

MATTARELLA GRASSO BOLDRINI RENZI AI FUNERALI DI AMATRICE

 

2 - E GRASSO MEDITA DI «SOSPENDERE» LA COMMISSIONE D' INCHIESTA

Tommaso Labate per il “Corriere della Sera”

 

«I lavori della Commissione d'inchiesta sulle banche finiranno non appena le Camere saranno sciolte. Non si può proseguire oltre». Sembra il sigillo su una diatriba apparentemente senza importanza che rimanda ai regolamenti parlamentari di Camera e Senato. Ma la voce che arriva dal piano nobile di Palazzo Madama, dove ci sono gli uffici di Pietro Grasso, è di quelle in grado di infiammare il clima politico.

renzi grasso mattarella

 

Perché c' è una nuova guerra sotterranea - oltre a quella che si è combattuta sul rinnovo di Ignazio Visco, oltre alle disfide innescate dalle prime audizioni nella Commissione bicamerale - che si combatte attorno all' organismo presieduto da Pier Ferdinando Casini. E rimanda al braccio di ferro in corso dietro le quinte sulla durata dei lavori.

 

Il protagonista nascosto, anche in questo caso, è Matteo Renzi. Il leader del Pd, infatti, è convinto di riuscire a trasformare il suo tallone d' Achille in un punto di forza.

rignano funerale del risparmio caos etruria

È convinto insomma che lo stesso "dossier banche" che ha segnato l' inizio della sua parabola discendente adesso può aiutarlo a risalire la china. Perché questo possa succedere, Renzi ha in mente due mosse. La seconda è quella di candidarsi alle Politiche nel collegio di Arezzo, uno di quelli più "feriti" dal caos di Banca Etruria. Lo stesso collegio in cui risiede la famiglia di Maria Elena Boschi, lo stesso che elettoralmente al Pd ha di recente procurato più dolori che gioie.

 

Ma il piano è monco senza il suo tassello principale. La prima mossa. Che rimanda alla volontà di estendere i lavori della Commissione d' inchiesta sulle banche anche alla campagna elettorale. Delle «rivelazioni scottanti», che riguarderebbero le presunte responsabilità degli organismi di controllo sul caos delle Popolari, nella testa dei dirigenti del Pd devono essere «servite calde» proprio durante la fase cruciale della campagna elettorale.

risparmiatori etruria1

 

Quindi, anche dopo la chiusura delle Camere. «I posti di lavoro sarebbero stati di più se le banche avessero lavorato meglio. E invece qualcosa non ha funzionato», ha spiegato ieri Renzi nella newsletter inviata agli iscritti al suo sito. E ancora: «Se vogliamo che qualcosa cambi davvero le alte burocrazie di questo Paese devono smettere di buttare la croce addosso ai politici di turno e assumersi anche loro le proprie responsabilità. Chi ha sbagliato, paghi: non è populismo, è giustizia». Sembra l' alba di un nuovo strappo istituzionale, a poche settimane da quella mozione del Pd su Bankitalia.

 

risparmiatori etruria

Ma stavolta, sulla strada del leader del Pd, non ci sono ancora il Quirinale o Palazzo Chigi. C' è, invece, Pietro Grasso. Dopo la posizione attendista messa a verbale da Laura Boldrini, sulla durata dei lavori della commissione Banche la seconda carica dello Stato è pronta a pronunciare il niet: «Non si può andare oltre lo scioglimento delle Camere».

Difficile che Renzi accetti di fare marcia indietro senza combattere. Difficile anche che rinunci al sogno di rovesciare a suo favore la questione banche.

 

rignano funerale del risparmio caos etruria

La strada è istituzionalmente impervia. Il presidente della Commissione, Pier Ferdinando Casini, ha sempre rivendicato la sua guida "neutra" che diventa garanzia anche in momenti delicati come la campagna elettorale. Ma bisognerà vedere, di fronte a un clima sempre più aspro, quale percorso deciderà di intraprendere.

Ultimi Dagoreport

giuseppe conte vladimir putin marco travaglio elly schlein beppe grillo

DAGOREPORT – CARO CONTE... MA PERCHÉ NON TE NE VAI A FARE IN CULO?! - NEL PARTITO DEMOCRATICO CRESCE UNA FRONDA SOTTERRANEA DI CHI VUOLE MOLLARE PEPPINIELLO AL SUO DESTINO DI “RAS-PUTIN” – AL NAZARENO, NONOSTANTE LA LINEA “TESTARDAMENTE UNITARIA” (SENZA M5S NON SI VINCE) DI ELLY SCHLEIN, MOLTI VORREBBERO ANDARE A VEDERE IL BLUFF DELL’EX PREMIER: SE VUOLE INTESTARDIRSI SU POSIZIONI FILO-RUSSE E ANTI-EUROPEE (NO AL FONDO SAFE PER LA DIFESA), FACCIA PURE, MA SAPPIA CHE ANDARE DA SOLO AL VOTO NON CONVIENE AL M5S NE' ALLA SUA OSSESSIONE DI TORNARE A PALAZZO CHIGI (CONTE METTERÀ SEMPRE IL VETO A CHIUNQUE NON SI CHIAMI CONTE) - A CONDIZIONARE IL LEADER M5S NON È DI DI BATTISTA, MA LA LINEA INTRANSIGENTE DI TRAVAGLIO, VERO IDEOLOGO DELLA GALASSIA PENTASTELLATA - LE CHIAMATE DI BEPPE GRILLO AI PIDDINI PER SABOTARE IL "CAMALEONTE CON LA POCHETTE'' - AMORALE DELLA FAVA: ORA CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI È PRONTA A PERDERE, IL CENTROSINISTRA NON È PRONTO A VINCERE. 'STO "CAMPO LARGO" A PALAZZO CHIGI DIVENTA CAMPO SANTO IN SEI MESI... - VIDEO

generali philippe donnet luigi lovaglio carlo messina

DAGOREPORT - LE ULTIME SPERANZE DELL’IRRIDUCIBILE LUIGI LOVAGLIO DI SALVARE MPS DALL’OPAS DI INTESA SONO APPESE ALLA FUSIONE CON MEDIOBANCA, CHE INGLOBEREBBE L’OGGETTO DEL DESIDERIO DI TUTTI I PROTAGONISTI DEL RISIKONE: IL 13% DI GENERALI - OLTRE ALLA DELFIN DI MILLERI, A DAGOSPIA RISULTA IN GRAN MOVIMENTO IL CEO DEL LEONE DI TRIESTE, PHILIPPE DONNET, PRESSO I FONDI DI INVESTIMENTO, COME GIÀ SUCCESSE CON LA RESURREZIONE DI LOVAGLIO PER SBARRARE LA STRADA A CALTAGIRONE - SE FALLISSE LA FUSIONE MPS-MEDIOBANCA, A PIAZZA AFFARI C’È CHI IPOTIZZA UN’OPA SU PIAZZETTA CUCCIA, CHI CONGETTURA OPERAZIONI CHE COINVOLGEREBBERO BANCA GENERALI - UNA COSA È CERTA: PIÙ SI ANDRÀ AVANTI E PIÙ L’ASTICELLA DEL RISIKO SI IMPENNERÀ, PERCHÉ SOCI E GRANDI FONDI DOVRANNO SCEGLIERE: MESSINA O DONNET? BANCA INTESA CHE PRENDE LA LEVA DI COMANDO DI GENERALI (SALVO PROBLEMI CON L'ANTITRUST) O TRASFORMARE IL LEONE DI TRIESTE IN UNA VERA PUBLIC-COMPANY?

giuseppe conte donald trump mario draghi joe biden sergio mattarella matteo renzi gennaro vecchione william barr

DAGOREPORT – LA STORIA MAI RACCONTATA DELL'''ASTIO SPUMANTE'' DI GIUSEPPE CONTE VERSO MARIO DRAGHI - IL "TRASFORMISMO DAL VOLTO UMANO" NON HA MAI METABOLIZZATO LA CACCIATA DA PALAZZO CHIGI DEL 2021, DETRONIZZATO DA "SUPERMARIO" PER LA GIOIA DI ANGELA MERKEL, CONTRARIA A FAR GESTIRE I 200 MILIARDI DEL PNRR AL POPULISMO 5STELLE - I TWEET D'AMORE DI TRUMP A "GIUSEPPI" CHE PORTO' IL PREMIER CONTE AD AUTORIZZARE L'INSOSTENIBILE INCONTRO A ROMA DEI VERTICI DEI SERVIZI SEGRETI CON IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA DEGLI STATI UNITI, A CACCIA DI "MAIL IMBARAZZANTI SU HILLARY CLINTON IN POSSESSO DEI RUSSI" - DESTINO VOLLE CHE DOPO SEI GIORNI DAL GIURAMENTO DI BIDEN, LA FAVOLA DI "GIUSEPPI" FINI' ED INIZIO' LA VENDETTA CONTRO "DRAGHI, L'USURPATORE" (OGGI, A PAGARNE LE CONSEGUENZE, E' L'EX SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DI "MARIOPIO", FRANCO GABRIELLI) - VIDEO

la repubblica urbano cairo enrico mentana stefano cappellini theodore kyriakou

DAGOREPORT - SI ACCAVALLANO LE VOCI SUL CORTEGGIAMENTO A ENRICO MENTANA DELL’EDITORE DI ‘’REPUBBLICA’’, THEO KYRIAKOU, CHE INTENDE LANCIARE UNA RETE ALL NEWS-CNN, DIRETTA DAL CONDUTTORE DEL TG LA7 - S’AVANZA ANCHE L’IPOTESI DI UN ''DOPPIO MENTANA'': TV E DIRETTORE EDITORIALE DI “REPUBBLICA” - COSÌ IL MAGNATE GRECO SALVEREBBE CAPRA E CAPPELLINI (ALL’80% CONFERMATO ALLA DIREZIONE) - TRA MENTANA E IL PROPRIETARIO DI "ANTENNA GROUP", CI SAREBBE IL MACIGNO DELLA CLAUSOLA DI NON CONCORRENZA CHE RISCHIA DI TENERLO LONTANO DA UN ALTRO INCARICO PER UN ANNO E MEZZO - CHICCO DICE CHE QUESTA CLAUSOLA “NON C’È” - BENE, SE ‘’NON C’È’’, ALLORA NON SI COMPRENDE LA STIZZA RABBIOSA DELLA SUA LETTERA INVIATA AL “FOGLIO”, CONTRO L’EDITORE DE LA7, URBANETTO CAIRO… - VIDEO