paola taverna tor sapienza

TAVERNA, TROPPO TAVERNELLO! - IL “COMPLOTTO PER FARCI VINCERE A ROMA” EVOCATO DA PAOLA TAVERNA E’ UNA CONFESSIONE DI INADEGUATEZZA DEL M5S: SANNO CHE NON E’ POSSIBILE PASSARE DAL ''VAFFA'' AL GOVERNO E SI NASCONDONO DIETRO IL “SABOTAGGIO ALLA ROVESCIA”

Francesco Merlo per “la Repubblica

 

paola taverna a tor sapienza 5paola taverna a tor sapienza 5

Il complotto, si sa, è il più banale rifugio del cretino, ma è il più cretino dei rifugi. Eppure la sanguigna senatrice grillina Paola Taverna non è certo cretina. Sarebbe facile e anche ingiusto liquidare così questa “Mamma Roma” tutto fuoco e gaffes.

 

Di sicuro sono orribili le volgarità degli incarogniti del Twitter e di Facebook che, nel più benevolo dei casi, la chiamano «pescivendola». C’è invece qualcosa di intelligente persino nell’illogica idea di una strategia segreta che faccia vincere il nemico grillino.

 

francesco merlo mario calabresifrancesco merlo mario calabresi

Sino a ieri tutti pensavamo che al nemico si fanno ponti d’oro per farlo fuggire, per aiutarlo a perdere e a perdersi. Paola Taverna, al contrario, ha scoperto che li faranno vincere per farli perdere, che la loro peggiore sconfitta sarà la vittoria a Roma. Dunque il Sistema consegnerà il Campidoglio ai grillini «per farci fare una brutta figura» .

 

È qui che il nonsenso, o meglio il controsenso, mostra la sua natura di lapsus, di errore che rivela. Forse alla fine Paola Taverna ci ha solo raccontato con una paradossale battuta di verità tutta l’inadeguatezza del Movimento 5 stelle, la sua incapacità di governare, la sua paura di farcela. Il vaffa alle istituzioni è infatti molto comprensibile — è la rabbia italiana — ma le istituzioni del vaffa cosa sono? Ecco quel che si capisce bene penetrando nel labirinto logico in cui si è cacciata la senatrice: il potere del vaffa che diventa vaffa al potere è come le parallele che convergono, è un’impossibilità.

 

paola taverna a tor sapienza 3paola taverna a tor sapienza 3

E i grillini ne sono così consapevoli che, per esorcizzare questa vittoria impossibile, si impasticcano col complotto al contrario, con il sabotaggio alla rovescia. Da quando sono nati i grillini si nutrono di complotti di ogni genere: dalle scie chimiche alle cattiverie del Bilderberg, dalla xylella della multinazionale dei concimi al Mossad che disinforma sull’Iran, dai microchip sotto la pelle dei poveracci alle corruzioni dei costruttori di treni e dei banchieri. Persino il cancro è un’invenzione delle case farmaceutiche così come l’11 settembre fu organizzato dalla Cia e non è vero che Neil Armstrong andò sulla Luna. Sono scemenze da web che addobbano il programma politico del vaffa.

 

Ma va detto, a difesa dei grillini, che il complotto è stato in passato coltivato anche in ambienti molto più nobili della politica, e non solo italiana. Esistono una bibliografia e una filmografia enormi su quella sorta di creatura dostoevskiana che si chiama Cia, il servizio segreto degli americani, l’equivalente dell’ex Kgb sovietico, la kappa di Amerika.

 

BEPPE GRILLO VESTITO DA UOMO TIGREBEPPE GRILLO VESTITO DA UOMO TIGRE

Abbiamo immaginato i complottardi in celle sotterranee e in nidi d’aquila, conti di Montecristo e diavoli conradiani, e non c’è bomba e non c’è delitto e non c’è scissione a sinistra che non siano stati attribuiti a un complotto, dalla morte di Enrico Mattei alla strage cosiddetta di Stato, dal sindacato giallo a Saragat, e poi i colonnelli greci e Allende, le Brigate Rosse e persino il treno veloce Torino-Lione, per non parlare di quel famoso arbitro ecuadoregno Moreno che fu beccato a Quito su una coupé rossa, “La Chevrolet della verità” titolò un giornale italiano, la prova del complotto, il prezzo per la sconfitta dell’Italia contro la Corea nell’ormai lontano 2002.

 

Di sicuro i complotti invocati dai grillini sono più simili a quelli dei tifosi, che almeno hanno il vantaggio di servirsene solo quando perdono. Drogati di urla, di slogan, di fanatismo cieco, gli ultrà non accettano mai la sconfitta, e c’è sempre un arbitro che si è venduto nell’Italia dei grulli, nelle curve sud dell’umanità disadattata, dell’ultrà juventino che non vuole vedere il Ciuccio perché gli ricorda il Napoli e dell’ultrà del Napoli che non va allo zoo per non incontrare la Zebra. Sono forme di cretinismo che facciamo l’errore di tollerare perché siamo tutti tifosi e il contesto ci sembra pittoresco, domenicale, da pagina sportiva, da processo del lunedì.

 

paola tavernapaola taverna

Nella storia elettorale italiana il complotto si chiama broglio, con il riconteggio come anestetico morale. Alibi per il fallimento, il complotto come broglio che trasforma la competizione elettorale in patacca, ha spesso avvelenato i pozzi della democrazia, associando alla peggiore politica le pur nobili tradizioni dei magliari italiani. La signora Taverna va dunque compresa, il suo infiammato sproloquio è un altro momento al tempo stesso di adesione e di resistenza alla Storia d’Italia, alla perdita dell’innocenza grillina, alla necessaria normalizzazione del vaffa.

 

GRILLO ENIGRILLO ENI

Abbiamo rivisto a Roma i metodi bizzarri, sempliciotti e incontrollabili con cui era stata reclutata e formata la prima classe dirigente. Oltre ai soliti minchioni questa volta c’era pure un professore negazionista e filonazista, e ci sono trasformisti di ogni genere, e magari qualche altro brigante come quelli di Quarto e di Bagheria, qualche altro sopracciò come a Gela, a Bologna … In fondo la Taverna, che si imbroglia denunziando l’imbroglio, può aiutare i grillini a capire se stessi, a misurare le proprie ambizioni, a prendere atto che non si possono addossare al Complotto le proprie debolezze e le proprie insufficienze. Forza signora Taverna, ancora un passo e scoprirà che il diavolo non esiste perché il diavolo eravate voi.

Ultimi Dagoreport

monte dei paschi di siena luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone fabrizio palermo corrado passera francesco milleri

DAGOREPORT - IL PALIO DI SIENA IN VERSIONE BANCARIA SI È RIDOTTO A UN REFERENDUM: CALTA SÌ, CALTA NO - DOPO LA DECISIONE DI MILLERI DI NON ENTRARE IN CDA, PROBABILMENTE IN VISTA DI DISMETTERE IL PROPRIO 17,5% (UNICREDIT CI COVA), SONO RIMASTI IN CAMPO GLI ALTRI DUE INDAGATI PER “CONCERTO OCCULTO”: ‘’GOLIA’’ CALTAGIRONE VS ‘’DAVIDE’’ LOVAGLIO - LA PARTITA DEL 15 APRILE, MALGRADO LA DISTANZA DI QUOTE, RIMANE MOLTO APERTA PERCHÉ “ALMENO LA METÀ DEL CAPITALE DEL MONTE È CONTROLLATO DA INVESTITORI ISTITUZIONALI, TRA CUI GRANDI FONDI” - LOVAGLIO HA QUALCHE BUON MOTIVO PER INCAZZARSI CON CALTARICCONE DI AVERLO BUTTATO FUORI DA CEO ‘’PER VIA DEI RISCHI LEGATI AL SUO COINVOLGIMENTO” NEL PAPOCCHIO DELLA SCALATA MEDIOBANCA. OGGETTIVAMENTE, NON AVENDO IN TASCA AZIONI DI MPS, QUALE “CONCERTO” POTEVA METTERE IN ATTO LOVAGLIO? IL SUO RUOLO ERA SOLO DI “ESEGUIRE L’INCARICO”, COME SI EVINCE DALLE INTERCETTAZIONI….

edmondo cirielli guido crosetto giorgia meloni antonio tajani maurizio gasparri

DAGOREPORT - NELL’ARMATA BRANCA-MELONI, GIUNTA AL QUARTO ANNO DI POTERE, I REGOLAMENTI DI CONTI NON AVVENGONO SOLO TRA "VIA DELLA SCROFA E "FIAMMA MAGICA", TRA SALVINI E LA DUCETTA - CHI AVEVA INTERESSE A COLPIRE IL VICEMINISTRO DEGLI ESTERI IN QUOTA FDI, EDMONDO CIRIELLI, RENDENDO PUBBLICA SULLE COLONNE DEL “CORRIERE DELLA SERA”, LA NOTIZIA DEL SUO INCONTRO CON L’AMBASCIATORE RUSSO IN ITALIA ALEKSEJ PARAMONOV? - CHE LA DUCETTA SIA ANDATA SU TUTTE LE FURIE E' UNA CAZZATA PERCHE' IL MINISTRO TAJANI ERA A CONOSCENZA DELL'INCONTRO ESSENDO AVVENUTO ALLA FARNESINA ALLA PRESENZA DI DI DUE FUNZIONARI DEL MINISTERO - A VOLERE LO SCALPO DELL’EX GENERALE DI BRIGATA DEI CARABINIERI SONO IN TANTI, DATO CHE IL SUO CARATTERE FUMANTINO STA SUL GOZZO SIA AI CAMERATI D'ITALIA SIA A FORZISTI ITALIOTI - IL SILURO DIRETTO ALLE PARTI BASSE DI CIRIELLI È “MADE IN CIOCIARIA”…

donald trump benjamin netanyahu ali khamenei iran usa

DAGOREPORT – NON SIAMO ASSISTENDO AL DISORDINE POLITICO MONDIALE, MA PIUTTOSTO AL DISORDINE MENTALE DI GRAN PARTE DEI LEADER - LA STRATEGIA DELLA “DECAPITAZIONE” DI NETANYAHU  (BANG! BANG! UCCIDIAMO TUTTI I LEADER IRANIANI) È UNA MINCHIATA CHE RADICALIZZERA' ANCORA DI PIU' IL REGIME TEOCRATICO DI TEHERAN - PER OGNI AYATOLLAH SPEDITO A MAOMETTO, CE NE SONO ALMENO DUE ANCORA PIÙ ESTREMISTI PRONTI A SUBENTRARE - COME DIMOSTRANO GAZA E LIBANO: HAMAS E HEZBOLLAH, PUR DECIMATI, CONTINUANO A COMANDARE, GOVERNARE E COMBATTERE – L’UCCISIONE DI LARIJANI, CAPO DELLA SICUREZZA NAZIONALE CHE AVEVA PRESO LE REDINI DEL COMANDO DOPO KHAMENEI, AVEVA COME SCOPO DI NON FAR ''SCAPPARE'' TRUMP DALLA GUERRA (LA CASA BIANCA ERA STATA TENUTO ALL'OSCURO DAGLI ISRAELIANI) - CON LO STRETTO DI HORMUZ BLOCCATO E MINATO, LA BENZINA ALLE STELLE, TRAFFICI E COMMERCI IN TILT, UNA CRISI ECONOMICA GLOBALE MINACCIA GLI STESSI STATI UNITI, CHE PERDONO ALLEATI: DOPO GLI STATI EUROPEI, ANCHE IL GIAPPONE RINCULA - UNICA VIA USCITA PER TRUMP? DICHIARARE "HO VINTO" E ANDARE A CASA...

andrea iervolino antoniozzi giuli santanche floriana gentile cinecitta

DAGOREPORT – “CIAK”, SI SCAZZA! NON BASTAVA LA LITE CON BUTTAFUOCO E UN VESPAIO DI NOMINE DEMENTI, ORA IL MINISTRO GIULI-VO DELLA CULTURA SI RITROVA CONTRO IL CINE-PRODUTTORE ANDREA IERVOLINO, A CUI IL MIC HA BLOCCATO 66 MILIONI DI TAX CREDIT – OLTRE A UNA INTERROGAZIONE PARLAMENTARE DI FDI A SUO FAVORE (SIC!), LA SETE DI VENDETTA DI IERVOLINO SI ARMA DI UN "MANGANELLO DI CARTA": HA ACQUISITO DALLA SANTANCHE' LA RIVISTA “CIAK” PER SVELARE "DA VICINO E DA DENTRO TUTTI I MECCANISMI CHE MUOVONO I FILM: FINANZIAMENTI PUBBLICI, DINAMICHE DEL TAX CREDIT, PREMI E LORO MODALITÀ DI ASSEGNAZIONE" - IERVOLINO HA GIA' DENUNCIATO CHE LE SOCIETÀ DA PUNTARE, QUANDO SI PARLA DI TAX CREDIT, NON SONO LE SUE, MA PIUTTOSTO...

markus soder soeder ursula von der leyen manfred weber friedrich merz

DAGOREPORT – ANCHE MERZ, NEL SUO PICCOLO, S’INCAZZA! IL CANCELLIERE TEDESCO È UNA FURIA CONTRO MANFRED WEBER, IL BOSS DEL PPE CHE A BRUXELLES LAVORA PER L’ALLEANZA CON I POST-NAZISTI DI AFD: “NON COLLABORIAMO CON L’ESTREMA DESTRA E ANCHE LUI LO SA”. TRADOTTO DAL TEDESCO: SE NON TI ADEGUI, SEI FUORI – È LA STESSA LINEA DEL POTENTE MARKUS SOEDER, PRESIDENTE DELLA BAVIERA CHE SCALPITA, E TEME LA CRESCITA DI AFD NEL SUO LAND (INTANTO, DOMENICA SI VOTA IN RENANIA PALATINATO, REGIONE DELL’OVEST IN CUI FROTTE DI VOTI STANNO MIGRANDO VERSO LE SVASTICHELLE…)

peter thiel donald trump papa leone xiv thomas joseph white

DAGOREPORT – PREVOST, CUOR DI LEONE: “NON ME NE FREGA NULLA DEI SOLDI CHE ARRIVANO DAGLI STATI UNITI. CANCELLATE LE CONFERENZE ALL'ANGELICUM DI PETER THIEL” - LA RISPOSTA TOSTA DEL SANTOPADRE AL RETTORE DELL'ANGELICUM, IL TRUMPIANO THOMAS JOHN WHITE, CHE GLI AVREBBE FATTO PRESENTE DI CORRERE COSI' UN SERIO RISCHIO: FAR SVANIRE L'OBOLO DEGLI STATI UNITI, PRIMO FINANZIATORE DEL VATICANO (13,7 MILIONI) – COLPO DI SCENA AL TERZO GIORNO DI PISTOLOTTI ROMANI, THIEL HA SVELATO IL NOME DI CHI AVREBBE AVVERTITO IL MONDO DELL’ARRIVO DELL’ANTICRISTO: RATZINGER, DEFINITO “IL PIÙ  GRANDE PENSATORE CRISTIANO DEGLI ULTIMI 100 ANNI” (NON A CASO FU BENEDETTO XVI CHE TOLSE LA SCOMUNICA AI SEGUACI ANTI-CONCILIARI DI MONS. LEFEVBRE) - IL NOME DI RATZINGER   SERVE SOLO A RINFOCOLARE LA SPACCATURA TRA LA CHIESA CONSERVATRICE USA E QUELLA PROGRESSISTA DI LEONE XIV…