giorgia meloni luciano violante

“CON QUESTA RIFORMA I PM AVRANNO MOLTO PIÙ POTERE” – PERSINO LUCIANO VIOLANTE, GRANDE AMICO DI MANTOVANO E ASCOLTATO "CONSIGLIORI" DI GIORGIA MELONI, ANNUNCIA CHE VOTERA’ “NO” ALLA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA – “LA SEPARAZIONE DELLE CARRIERE CREA UNA ‘CASTA’ DI MAGISTRATI PRIVI DI VINCOLO GERARCHICO. NON AVREMO NESSUN MIGLIORAMENTO DEL FUNZIONAMENTO DELLA GIUSTIZIA, MA UN FORMIDABILE POTENZIAMENTO DEI POTERI DELLA MAGISTRATURA NELLA SOCIETÀ, NELL’ECONOMIA E NELLA POLITICA…” – VIDEO

https://tg.la7.it/politica/riforma-giustizia-intervista-luciano-violante-03-11-2025-247040

 

Luciano Violante per il Corriere della Sera - Estratti

 

GIORGIA MELONI LUCIANO VIOLANTE

La discussione sulla separazione delle carriere, per la difficoltà della materia e la sua intrinseca politicità, rischia di aggrovigliarsi in un viluppo di accuse reciproche che nasconderebbero la sostanza delle cose.

 

Un tentativo di chiarimento è forse necessario. 

 

1. Questa legge non istituisce la separazione delle carriere; infatti tra pm e giudici restano uguali tanto la progressione nella carriera quanto la progressione nella retribuzione. Né introduce la separazione delle funzioni, di pm e di giudice, che sono già state separate dalla legge Cartabia. 

 

(...) Sino ad oggi, meno dell’1 per cento dei magistrati ha chiesto di cambiare funzioni. 

 

giorgia meloni luciano violante convegno sul premierato

2. Quali sono le novità della riforma? La riforma vieta comunque il passaggio da una funzione all’altra, lascia all’attuale Csm solo la competenza sui giudici, crea un nuovo Csm per i soli pm, sottrae le funzioni disciplinari ai due Csm e li attribuisce, sia per i pm che per i giudici (di nuovo uniti), ad un’Alta Corte costituita da dodici componenti: sei giudici, tre pm, e sei “laici”, professori universitari o avvocati, tre dei quali nominati dal Presidente della Repubblica e tre estratti a sorte da un elenco approvato a maggioranza semplice (la maggioranza di governo, per intenderci) dallo stesso Parlamento. 

 

3. Quali sono le principali conseguenze istituzionali? Si costituisce la “casta dei pm”, 1.200 magistrati, che, attraverso il proprio Csm, si autogovernano, che, privi di qualsiasi vincolo gerarchico, sono gli arbitri indiscussi della libertà e della reputazione dei cittadini (...)

 

4. Quindi i pm sono pericolosi? Certamente no. Ma se la politica regala a una categoria di magistrati una quantità sproporzionata di potere, l’esperienza insegna che quei magistrati prima o dopo quel potere lo usano. 

THE CIVIL SERVANT - VIGNETTA BY MACONDO

 

5. La riforma aveva l’obbiettivo di evitare che le ragioni dell’accusa condizionassero eccessivamente il giudice. Ma un eccesso ideologico in gran parte della maggioranza e alcuni eccessi autodifensivi in una parte della magistratura hanno portato ad una sorta di eterogenesi dei fini, al raggiungimento di uno scopo diverso da quello voluto.

 

Volevano indebolire i pm e invece li si è rafforzati, creando un corpo di accusatori che non ha eguali in nessun Paese civile. I danni, se il referendum confermerà la riforma, ricadranno sui cittadini e sulla stessa politica. 

 

6. In quasi tutti i Paesi del mondo i pm sono separati dai giudici. Verissimo. Ma in quei Paesi le regole sono diverse: i pm dipendono dal governo e l’azione penale è discrezionale: non si procede per ogni notizia di reato, ma solo in seguito a quelle che, d’intesa con il governo, sono ritenute più meritevoli di attenzione.

 

Da noi i pm sarebbero indipendenti, autogestiti e con un raggio di azione a 360 gradi. I danni e gli arbìtri per i cittadini e per la stessa politica potrebbero essere insostenibili. A quel punto le vie di uscita sarebbero due: o si introduce il controllo politico, o si fa la riforma della riforma. 

 

LUCIANO VIOLANTE GIORGIA MELONI

7. Il ministro Nordio denuncia il lassismo del Csm in materia di responsabilità disciplinare. I dati lo smentiscono. Comunque, In base alla Costituzione, il ministro della Giustizia è titolare del potere di esercitare l’azione disciplinare. 

 

Inoltre, il Ministero dispone di un ufficio ispettivo che può rilevare qualsiasi violazione, informare il ministro e metterlo in condizione di agire. Ma il ministro non lo ha mai, dico mai, fatto. Le sue critiche, detto con rispetto, appaiono o infondate o pretestuose autolesioniste. 

 

8. L’estrazione a sorte rende più deboli le correnti. Certamente sì, perché non potranno né fare le liste né organizzare il voto. Ma circa il 96 per cento dei magistrati è iscritto all’Anm, che è distinta in correnti; quindi i sorteggiati apparterranno quasi sicuramente ad una corrente e si aggregheranno ai colleghi sorteggiati che fanno parte della medesima corrente. 

 

Peraltro in questa consigliatura tra l’80 e l’85 per cento delle nomine per incarichi direttivi è stato approvato alla unanimità. Il dato dimostrerebbe che tende a prevalere il merito sull’appartenenza. 

IL CONSIGLIORI - VIGNETTA BY MACONDO

 

9. È comunque inaccettabile che il pm non sia separato dal giudice. Può essere vero. Ma nella Corte dei Conti i procuratori non sono separati dai giudici. Perché la riforma non se ne occupa e si occupa solo della magistratura ordinaria? 

 

10. Quali sono i costi? La legge istituisce due nuovi organismi costituzionali, il Csm per i pm e l’Alta Corte per i procedimenti disciplinari. Oggi il Csm ha un bilancio annuale di circa 50 milioni, dispone di 219 dipendenti amministrativi, 32 assistenti dei consiglieri, 20 magistrati (segreteria, ufficio studi etc.) 15 carabinieri, compreso il colonnello comandante. La riforma, istituendo altri due organi costituzionali, triplica all’incirca gli investimenti, regalando alla magistratura circa 100 milioni l’anno, 438 dipendenti amministrativi, 64 assistenti dei consiglieri, 40 magistrati, 30 carabinieri, compresi due altri colonnelli. 

 

11. Alla fin dei conti non avremo nessun miglioramento del funzionamento della giustizia, ma un formidabile potenziamento dei poteri della magistratura nella società, nell’economia e nella politica. 

ALFREDO MANTOVANO E GIORGIA MELONI - FOTO LAPRESSEgennaro sangiuliano giorgia meloni virman cusenza luciano violante foto di bacco

 

Ultimi Dagoreport

vecchione renzi ranucci sgrena mancini draghi conte gabrielli carlo parolisi

TRA LE PIEGHE DELL’AFFAIRE LAVITOLA-RANUCCI, RICICCIA UNO DEI TANTI MISTERI ALL’ITALIANA: IL FAMOSO SERVIZIO DI ‘’REPORT’’ DEL MAGGIO 2021 SULL’INCONTRO IN AUTOGRILL TRA MATTEO RENZI E MARCO MANCINI, UNO DELLE FIGURE PIÙ CONTROVERSE DELL’INTELLIGENCE ITALIANA - ALL’ORIGINE DEL RENDEZ-VOUS AUTOSTRADALE, FORSE C’ENTRA DI PIÙ IL FATTO CHE STAVA CADENDO IL SECONDO GOVERNO CONTE, A CAUSA DEL RITIRO DALL'ESECUTIVO DI ITALIA VIVA. QUALCUNO DEVE AVER SCOMMESSO SULLE DOTI AFFABULATORIE DI NEGOZIATORE DI MANCINI PER CONVINCERE RENZI A TROVARE UNA QUADRA PER MANTENERE IN PIEDI CONTE – UNA VOLTA CHE LA MISSIONE E' ANDATA A VUOTO, PERCHE' RANUCCI MANDO' IN ONDA IL SERVIZIO RENZI-MANCINI BEN CINQUE MESI DOPO LA SEPOLTURA DEL GOVERNO CONTE II? A CHI GIOVAVA? - BEN SAPENDO DI QUANTO MANCINI SIA DETESTATO DAI SUOI COLLEGHI, RENZI DEFINI' LO SCOOP UN "REGOLAMENTO DI CONTI INTERNO AI SERVIZI SEGRETI" – GLI ''ADDETTI AI LIVORI'' AGGIUNGONO ALTRE DUE IPOTESI: CHI PARTENDO DAL BURRASCOSO RAPPORTO TRA RENZI E RANUCCI, CHI CONSIDERANDO LA VOGLIA DI CONTE DI REGOLARE I CONTI CON COLUI CHE SI VANTA DI AVERLO SLOGGIATO DA PALAZZO CHIGI E DI AVER CONVINTO DRAGHI A PRENDERE IL SUO POSTO… 

meloni salvini tajani

DAGOREPORT – CON UN PARTITO IN DISCESA LIBERA E SEMPRE PIU' SPAPPOLATO DAI "LEGHISTI DEL NORD", NESSUNO, NEMMENO IL SUO "IDEOLOGO" E FUTURO SUOCERO DENIS VERDINI, RIESCE A FAR RAGIONARE MATTEO SALVINI - L’ULTIMA DELLE TANTE USCITE FUORI DI SINAPSI DEL "BOLLITO LOMBARDO'' SAREBBE AVVENUTA NEI GIORNI SCORSI, L'IPOTESI DI FDI DI VOTO CON BALLOTTAGGIO, L'AVREBBE TALMENTE "ALTERATO" DA CHIAMARE GIORGIA MELONI, SBRAITANDO: “TOLGO LA FIDUCIA AL GOVERNO!” - E DOMENICA 20 SETTEMBRE, A PONTIDA, POTREBBE SUCCEDERE DI TUTTO, SE SALVINI NON TROVA UN ACCORDO CON LA FRONDA CAPEGGIATA DA FONTANA E ROMEO – ALLA LEGA DEL CAOS, LA ''PREMIER DURACELL'' DEVE AGGIUNGERE LO STATO DI GUERRIGLIA IN FORZA ITALIA, DOVE IL “MAGGIORDOMO DI CASA MELONI", ANTONIO TAJANI , GIACE NEL TRITACARNE DEGLI OCCHIUTO, ZANGRILLO, MULÈ, ETC. – MA SE LA DUCETTA RICOMPATTA GLI ALLEATI E SFANGA LA LEGGE ELETTORALE, POTREBBE ARRIVARE LA DISCESA: L’ITALIA HA OTTIME PROBABILITÀ DI USCIRE DALLO STATO DI INFRAZIONE DEL 3%. E CON UNO SPOSTAMENTO DI BILANCIO NELLA FINANZIARIA, GIORGIA SI TRAVESTIRÀ DA BEFANA E CI INONDERÀ DI BALOCCHI E PROFUMI...

mattarella renzi conte schlein bonelli fratoianni

DAGOREPORT - DAJE E RIDAJE, I GALLETTI DEL CAMPOLARGO HANNO FINALMENTE DECISO DI SMETTERE DI BECCARSI MASOCHISTICAMENTE TRA LORO E DI FARE SQUADRA CONTRO L'ARMATA BRANCA-MELONI - IL NODO POLITICO PIÙ DIFFICILE DA SCIOGLIERE, LA PRESENZA DELL'INFIDO RENZI NELLA ALLEANZA, SI E' DISSOLTO IN UN INCONTRO A QUATTR'OCCHI SCHLEIN-CONTE: LA DUCETTA DEL NAZARENO, CHE HA UN PATTO CON MATTEONZO CHE SI CHIAMA CASA RIFORMISTA, HA TIRATO FUORI GLI ATTRIBUTI E A CONTE NON E' RIMASTO CHE SIBILARE: ELLY LO VUOLE ED IO NON POSSO FARCI NIENTE... (SEMPRE CHE RENZI RIESCA A MANTENERE LA PROMESSA DI FARE UN PASSO INDIETRO) – LA PIPPA DELLE PRIMARIE SI FARA', MA COME L'INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER SUL PROGRAMMA ELETTORALE, NON SERVIRA' A UN CAZZO: A DECIDERE IL PREMIER SARÀ, COME SEMPRE, SERGIO MATTARELLA – PER RISOLVERE L'ETERNO SCAZZO SULLA POLITICA ESTERA, E SULL'UCRAINA IN PARTICOLARE, A ELLY E CONTE BASTA UNA SUPERCAZZOLA LINGUISTICA, CHE SI PUÒ RIASSUMERE CON LO SLOGAN: "NO AL RIARMO NAZIONALE, SÌ ALLA DIFESA EUROPEA"...

leonardo del vecchio giorno

FLASH! - COSA FRULLA NELLA TESTA DI LEONARDINO? - DEL VECCHIO JR HA CAPITO CHE, ALL'OMBRA DELLA MADUNINA, IL MERCATO EDITORIALE È SATURO: POSSEDERE DUE TESTATE MILANESI, COME "IL GIORNALE" (DI CUI HA IL 30%) E "IL GIORNO" NON SERVE GRANCHÈ - PER DIVERSIFICARE, LEONARDINO HA INTENZIONE DI TRASFORMARE "IL GIORNO" IN UN QUOTIDIANO FINANZIARIO, MOLTO PIÙ UTILE PER I SUOI AFFARI, IN GRADO DI FARE CONCORRENZA A "SOLE 24 ORE" E "MILANO FINANZA" - DEL VECCHIO, CHE HA RIANIMATO IL MERCATO DEI GIORNALISTI, UN SETTORE CHE SEMBRAVA ORMAI MORTO E SEPOLTO, DOVREBBE CONFERMARE AGNESE PINI ALLA DIREZIONE DI "QUOTIDIANO NAZIONALE" (LA TESTATA CHE RIUNISCE "LA NAZIONE", "IL RESTO DEL CARLINO" E "IL GIORNO")

bettini ruffini gabrielli schlein renzi conte onorato

DAGOREPORT – CON SALVINI ALLE CORDE, TAJANI ALLO SBANDO, VANNACCI IN AGGUATO, BASTEREBBE UNA SPINTARELLA TUTTI INSIEME E, PLUF!, L'ARMATA BRANCA-MELONI NON CI SAREBBE PIU' - INVECE, IL CAMPO LARGO E' SEMPRE AL PUNTO ZERO DEL "VAFFA": PRIMARIE SÌ O NO? SCHLEIN O CONTE? E COME TENERE INSIEME I GRILLINI CON L'INFIDO RENZI? - QUALCOSA NEI PROSSIMI GIORNI POTREBBE MUOVERSI: ERNESTO MARIA RUFFINI DOVREBBE FORMALIZZARE LA TRASFORMAZIONE DEL SUO MOVIMENTO “PIÙ UNO”, FORMATO DA UNA RETE DI GRUPPI CATTOLICI, IN UN PARTITO - AD AFFIANCARE RUFFINI, SAREBBE PRONTO FRANCO GABRIELLI, GIOVANILE DEMOCRISTIANA, COMPAGNO DI SCUOLA DI ENRICO LETTA, EX CAPO DELLA POLIZIA E DEI SERVIZI, GIA' SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DRAGHI - L’OBIETTIVO? DIVENTARE I FRONTMAN “ISTITUZIONALI” DI CASA RIFORMISTA, CON RENZI DEFILATO E IL VOLTO AUTOREVOLE E SECURITARIO DI GABRIELLI A GUIDARE IL CENTRONE - COME LA PRENDERA' IL ''CONTE TRAVAGLIO'' LA PRESENZA DEL DRAGHIANO GABRIELLI? E COME REAGIRA' LA DUCETTA DEL NAZARENO ALL'ANNUNCIO DELL'"ONORATO BETTINI DI PRESENTARSI ALLE PRIMARIE? AH, SAPERLO...

conservative political action conference cpac donald trump giorgia meloni arianna francesco giubilei emanuele merlino sara kelany susanna ceccardi

AMERICÀ, FACCE TARZAN! – IL CONSERVATORISMO TRUMPIANO SBARCA A ROMA E DIVENTA SUBITO ROBA DA NANDO MERICONI INTERPRETATO DA SORDI – NEMMENO IL TEMPO DI APPARECCHIARE I TAVOLI DELLA CENA DELLA “CONSERVATIVE POLITICAL ACTION CONFERENCE” (CPAC), CHE SUBITO DEFLAGRANO GLI SCAZZI NELLA DESTRA CACIO E PEPE – CI SONO ARIANNA MELONI, SARA KELANY, LA LEGHISTA SUSANNA CECCARDI E IL PREZZEMOLINO FRANCESCO GIUBILEI. MA NON GLI ATTESI LUCA CIRIANI, ITALO BOCCHINO ED EMANUELE MERLINO – IL CLIMA È TESO SULLE TESTE DEI MAL-DESTRI DE' NOANTRI: TRUMP È CONSIDERATO POLITICAMENTE TOSSICO E IL CPAC “ITALIANO” DEL 2027 VIENE CONSIDERATO UN POTENZIALE INTRALCIO, FONTE DI POLEMICHE E IMBARAZZI NELL’ANNO DELLE ELEZIONI…