formigoni scola

SCOLA-PIATTI NEL MIRINO PER COMUNIONE E FATTURAZIONE

Franca Giansoldati per "Il Messaggero.it"

Ancora prima della domanda su chi sarà il prescelto, i cardinali elettori che ieri di buon mattino si sono presentati nel residence di Santa Marta per il check-in, almanaccavano su quanto potesse durare la loro permanenza in totale clausura in quell'edificio spartano ed elegante assieme. A giudicare dalla quantità di valigie che si sono portati, tutto fa pensare ad una incognita vera e propria.

Perché c'è chi come il tedesco Walter Kasper che è arrivato a piedi trascinandosi un trolley di piccole dimensioni, mentre il cardinale americano Burke (residente a Roma) si è equipaggiato per ogni evenienza. Dal bagagliaio dell'auto ha fatto estrarre quattro valigie. Un altro cardinale (italiano), invece, ha scelto una via di mezzo, una samsonite bella grossa, «con cambi per almeno 15 giorni, non si sa mai». Ecco, la fotografia di questo conclave può essere racchiusa in questa immagine. L'incertezza sui tempi innanzitutto.

TEST
Una incertezza direttamente legata alle persone, perché al di là dei pronostici più ottimisti ascoltati nei giorni delle congregazioni generali («massimo due giorni e ci siamo»), non tutti i 115 elettori sono pronti a scommettere che tra loro ci sia già una idea precisa sul da farsi. I giochi si sono aperti con una bella fumata nera, segno che in prima battuta nessuno è riuscito a raccogliere i 77 consensi necessari, pari ai due terzi dell'elettorato. Il portavoce Lombardi, però l'aveva detto: «non aspettatevi la fumata bianca per la votazione numero uno».

In assenza di un candidato fortissimo, generalmente la prima votazione serve da test per capire quali sono le cordate attive e, nel caso, se esistono delle figure in grado di catturare l'attenzione degli indecisi. E così la seconda votazione potrebbe fare aumentare i numeri, come in una sorta di effetto valanga.

Il timore taciuto anche per scaramanzia, è uno stallo con due candidati aventi lo stesso peso che avanzano di pari passo, votazione dopo votazione, senza spostare gli equilibri interni, spaccando in due come un melone il corpo elettorale. E' il rischio peggiore. In questi casi - come è accaduto in passato, l'ultima volta nel 1978, quando vi fu il testa-testa tra Benelli e Siri - prende corpo una soluzione mediana, un cardinale outsider, spesso nemmeno tanto considerato nei pronostici di pre conclave.

IL CANDIDATO CIVETTA
Chi entra accompagnato dai pronostici migliori è l'italiano Scola, teologo e filosofo, anche se nelle ore precedenti all'extra omnes si captavano segnali sfavorevoli come se fosse in calo nei consensi. C'è addirittura chi sussurra sia un candidato civetta, da bruciare per non scoprire il vero papabile. Tutto da verificare, tuttavia a costellare la strada di trappole di vario genere a Scola sembrano essere proprio gli italiani, la componente più forte - pari a 28 voti, tanto quanti due continenti. Tra tutti i gruppi il più attraversato da inimicizie personali, faticose da bypassare. Inoltre non è sfuggito nemmeno un altro segnale: la stampa anglosassone di un certo peso ha preso a martellare e un cardinale europeo dietro anonimato ha fatto sapere al Wall Street Journal che parlerà dei legami con Cl.

ASCESA
Vigilia in ascesa, invece, per tre americani: il franco canadese Ouellet, attuale prefetto dei Vescovi (ma con un fratello pedofilo e la cosa non gioverebbe all'immagine della Chiesa), il brasiliano Scherer (criticato però per la gestione dello Ior visto che siede nella vigilanza dell'Istituto) e il cappuccino di Boston, O'Malley. Dalla sua pesa negativamente la nazionalità ma forse basterebbe dare una scorsa veloce ai suoi discorsi sul sito della diocesi per avere un quadro della sua visione del mondo, certamente poco propenso a sostenere i potenti della terra, i poteri forti, le multinazionali. Insomma, un terzomondista made in Usa. E in caso di stallo? Allora le ipotesi spaziano, il filippino Tagle, il messicano Robles, l'ungherese Erdo, l'africano Sarah, il brasiliano Braz de Aviz.

 

Cardinale ScolaBenedetto XVI con il cardinale Angelo Scolaarticle CARDINALE KASPERODILO PEDRO SCHERER jpegJoao Braz d’AvizFORMIGONI SCOLA raymond cardinal burke oratory

Ultimi Dagoreport

rai via teulada paolo corsini giulia innocenzi presutti daniele piervincenzi danilo procaccianti report sigfrido ranucci

DAGOREPORT – RIUNIONE INTERLOCUTORIA MA CON QUALCHE PICCOLA APERTURA TRA IL DIRETTORE DELL'APPROFONDIMENTO RAI, PAOLO CORSINI, E I MEMBRI DELLA SQUADRA DI “REPORT”: I GIORNALISTI HANNO RIBADITO IL “NO” ALLA CONDUZIONE DI GIULIA PRESUTTI E DANIELE PIERVINCENZI, MA SU QUEST’ULTIMO LA POSIZIONE SAREBBE PIÙ MORBIDA: POTREBBE AVERE UN VIA LIBERA MAGARI COME CONDUTTORE DEL “REPORT LAB”, CON LA CONDUZIONE VERA E PROPRIA DA AFFIDARE A DUE “STORICI” (CHE DIVENTEREBBERO TRE NEL CASO DI UN REINTEGRO DI RANUCCI DA PARTE DEL TRIBUNALE).  SULLA PRESUTTI IL MURO RESTA GRANITICO – PALAZZO CHIGI, INVECE, SAREBBE IRREMOVIBILE SUI DUE NOMI – EPISODIO PITTORESCO NEL MEZZO DELLA RIUNIONE: UN GIORNALISTA DI UNA PRESTIGIOSA TESTATA DELLA RAI SAREBBE STATO BECCATO A ORIGLIARE DA UN BAGNO VICINO ALLA SALA…

trump modi xi jinping putin

DAGOREPORT – GRAZIE A TRUMP, IL DOLLARO RISCHIA DI DIVENTARE CARTA STRACCIA – IL PIATTO FORTE AL SUMMIT IN KIRGHIZISTAN DI XI JINPING, VLADIMIR PUTIN E NARENDRA MODI, HA FATTO STRA-INCAZZARE IL CALIGOLA DELLA CASA BIANCA: SUL TAVOLO, IL PROGETTO DEI ''BRICS'' (BRASILE, RUSSIA, INDIA, CINA, SUDAFRICA) DI DAR VITA A UNA “MONETA UNICA'', PER FAR FUORI IL DOLLARO NEGLI SCAMBI INTERNAZIONALI - CON UN DEBITO PUBBLICO MONSTRE DI 40MILA MILIARDI, LA DE-DOLLARIZZAZIONE SAREBBE LA FINE DELL'IMPERO AMERICANO: IL VERDONE" VIENE UTILIZZATO IN OLTRE L'80% DELLE TRANSAZIONI COMMERCIALI E IN PIÙ DELLA METÀ DEI PAGAMENTI INTERNAZIONALI DELLE MATERIE PRIME, COME IL PETROLIO - LA DECISIONE E' NELLE MANI DELLA CINA: RINUNCERA' ALLO MONETA NAZIONALE, LO YUAN, PER DIVENTARE LA LOCOMOTIVA DEI ''BRICS''? - SUL MAGGIORE IMPEGNO A FAVORE DELL’IRAN, PESANO I DUBBI DI MODI (GLI USA SONO IL PRIMO PARTNER COMMERCIALE DELL’INDIA) - PROSSIMO ROUND: IL VERTICE DI XI JIN PING DEL 24 SETTEMBRE CON IL "DERAGLIATO MENTALE" DELLA CASA BIANCA...

giuseppe conte elly schlein franceschini bonaccini nardella

DAGOREPORT - ELLY, ASCOLTA GLI AMICI! I CAPOCCIONI E LE MEZZECALZE DEL PD, CHE SONO SCESI COSÌ PESANTEMENTE IN CAMPO PER SCONGIURARE LA JATTURA DELLE PRIMARIE, NON CE L'HANNO CON TE, LO FANNO SOLO PER IL TUO BENE - CERTO, TEMONO (A RAGIONE) ANCHE PER LA LORO SOPRAVVIVENZA PARLAMENTARE: SE ELLY, COME PROBABILE, PERDESSE AI GAZEBO IL DUELLO CON CONTE, TRASCINEREBBE IL PARTITO NEL BARATRO - È PER QUESTO CHE DA QUALCHE SETTIMANA SONO PARTITI GLI AVVERTIMENTI VIA STAMPA, ANCHE DI ESPONENTI PD NON OSTILI ALLA SCHLEIN COME DARIO NARDELLA, DI FARE UN PASSO INDIETRO – LA TRAGEDIA È CHE L’AMBIZIOSA DUCETTA DEL NAZARENO, NONOSTANTE I SONDAGGI HORROR, SI VEDE GIÀ A PALAZZO CHIGI, VALUTANDOLI COME ATTACCHI ALLA SUA LEADERSHIP: “LE INTERVISTE SULLE PRIMARIE? SONO SOLO ESERCIZI INTELLETTUALI, ALLA FESTA DELL’UNITA’ PARLO IO” - SE ELLY CONTINUA COSÌ, RISCHIA CHE LA SUA PROSSIMA OCCUPAZIONE SARA' DI BALLARE SUI CARRI DEL GAY PRIDE...

fedorov musk thiel zelensky crosetto

DAGOREPORT - A QUALCUNO NON PIACE 'STO FEDOROV - PIU' CHE A INDIGNARE I NEURONI ALLA VODKA DI VANNACCI E DI TRAVAGLIO, L’INGAGGIO DEL GOVERNO ITALIANO DELL'EX MINISTRO DELLA DIFESA UCRAINO FA INCAZZARE ZELENSKY E METTE IN ALLARME LE AGENZIE DI INTELLIGENCE EUROPEE - IL DINAMISMO DEL NOVELLO CONSULENTE DEL MINISTRO CROSETTO NON POTEVA NON FINIRE "ATTENZIONATO", VISTO E CONFERMATO IL RAPPORTO STRETTISSIMO CON L'EMINENZA GRIGIA DELLA TECNO-DESTRA PETER THIEL E CON IL CAVALIERE NERO DELLA GALASSIA MAGA, ELON MUSK - È STATO FEDOROV A OTTENERE LO SBLOCCO DEL SISTEMA STARLINK E A COLTIVARE RAPPORTI CON PALANTIR, CHE FORNISCE A KIEV I SOFTWARE PER LA DIFESA - CHE STA COMBINANDO IN QUESTI GIORNI FEDOROV NEGLI STATI UNITI? COSA VOGLIONO MUSK E THIEL DA LUI? LE ELEZIONI A KIEV, MAGARI PER SOSTITUIRE ZELENSKY E ARRIVARE A QUALUNQUE ‘PACE’”?

ranucci presutti cianfoni floridia

DAGOREPORT - MA QUALE "EPISODIO"! GIULIA PRESUTTI ERA UN HABITUÈ DEL “CEFALÙ BISTRÒ” DOVE PIÙ VOLTE È STATA VISTA INSIEME ALL’AMICA LAURA CIANFONI, CHE A SUA VOLTA È LEGATISSIMA A RANUCCI E CARISSIMA A LAVITOLA (COME È TESTIMONIATO DALLE FOTO DI DAGOSPIA IN OCCASIONE DEL PREMIO COLALUCCI, SETTEMBRE 2020) - NELLA DECISIONE DI SCEGLIERE GIULIA PRESUTTI, ACCREDITATA COME ESPRESSIONE DI M5S E AVS, PER DARE UN CONTENTINO ALL’OPPOSIZIONE, SAREBBE AVVENUTA UNA INTERLOCUZIONE TRA L’AD RAI, GIAMPAOLO ROSSI, E L’EX PRESIDENTE DELLA VIGILANZA RAI, LA GRILLINA BARBARA FLORIDIA, CHE AVREBBE DATO IL SUO PLACET - ANCHE SULLA SCELTA DI PIERVINCENZI ALLA CONDUZIONE DI "REPORT", CHE VA A BILANCIARE LA PRESUTTI DI SINISTRA, SI ADDENSANO ALCUNE DOMANDINE: A PARTIRE DALLA PASSIONE PER IL RUGBY…