anziano con mascherina coronavirus

CONTE VUOLE LE MASCHERINE ANCHE IN CASA - ''QUANDO CI SONO PERSONE ANZIANE, FRAGILI, VULNERABILI, MANTENIAMO LE DISTANZE IN FAMIGLIA, E SE NON SI PUÒ, USIAMO LE MASCHERINE''. CHE ORA ANDRANNO INDOSSATE ANCHE IN UFFICIO, MENTRE FINO A QUESTO MOMENTO ERANO OBBLIGATORIE SOLO NEI LUOGHI DI LAVORO APERTI AL PUBBLICO. LE REGIONI POTRANNO ATTIVARE RESTRIZIONI ANCORA PIÙ SEVERE

1. IN CASA LA VERA EMERGENZA «VISO COPERTO CON I PARENTI»

Mauro Evangelisti Alberto Gentili per ''Il Messaggero''

 

Conte: raccomando la mascherina nella propria abitazione anche se si ricevono amici Il 76% dei casi registrato tra le mura domestiche. Il cluster dei raduni familiari

 

LO SCENARIO

papa francesco in udienza senza mascherina 1

Cresce l'allarme nel governo per la seconda ondata dell'epidemia. Cresce a tal punto che Giuseppe Conte, aria grave come ai tempi del lockdown più duro, a sera decide di uscire da palazzo Chigi per raccomandare «rigore» e «prudenza» anche all'interno delle mura domestiche. Perfino dentro le famiglie. Perché solo così, è il messaggio neppure troppo sottinteso, si eviterà di tornare ai mesi drammatici della chiusura totale quando gli italiani furono costretti a restare nelle proprie case. Il tema della famiglia è delicato e Conte non lo nasconde: «Lo Stato, è chiaro, non può entrare nei rapporti familiari e nelle abitazioni private a meno che non sia proprio necessario.

 

È un principio liberaldemocratico sacrosanto. Dunque non possiamo chiedere ai cittadini di indossare la mascherina nelle proprie abitazioni, sarebbe anche irragionevole tenerla tra persone che convivono sotto lo stesso tetto l'intero giorno. Però mi permetto di fare una forte raccomandazione a tutti gli italiani: anche in famiglia dobbiamo stare attenti. Ci sono persone anziane, fragili, vulnerabili? Ebbene, rispettiamo anche in famiglia, nelle abitazioni private, la distanza. Usiamo la mascherina se ci avviciniamo. E se riceviamo amici o familiari che non convivono con noi e vengono dall'altra parte della città, stiamo attenti. Le relazioni amicali e familiari, come ci dicono gli esperti, sono le occasioni in cui più si diffonde il contagio».

bambine mascherina covid

 

Conte, nel suo appello, aggiunge: «Fin qui abbiamo gestito l'epidemia con rigore, coesione, con la partecipazione di tutti e senso di responsabilità. Se dismettiamo questo senso di responsabilità e questa disponibilità a fare qualche sacrificio in più per il bene comune, andremo in difficoltà». L'Italia, probabilmente, cadrà in un nuovo lockdown. Epilogo del resto ormai non escluso più neppure da Roberto Speranza, ministro della Salute: «Lavoriamo giorno e notte per evitarlo».

 

APPELLO

Ciò detto, Conte esclude misure ad hoc nelle mura domestiche: «Dettare regole che non potrebbero essere sanzionate concretamente non avrebbe senso. Ma mi appello allo spirito di condivisione di un progetto e un destino comuni da parte della comunità nazionale. È stata questa la nostra forza, è stato questo il segno della nostra resilienza. Da qui la forte raccomandazione ad adottare comportamenti appropriati anche in famiglia». Insomma, «rigore» e «senso di responsabilità» anche dentro le mura domestiche per evitare «nuove misure restrittive per la attività produttive e sociali». Perché è così alta la preoccupazione sul contagio che corre nelle riunioni familiari e negli eventi privati?

babbo natale con la mascherina 4

 

Esempio: in due piccoli comuni della provincia di Roma, Sant' Angelo e Poli, in due differenti battesimi ci sono stati quaranta contagiati. I dati: secondo il report della settimana scorsa della Cabina di regia del Ministero della Salute «si mantiene stabile la percentuale dei focolai che si sono verificati in ambito familiare (76,5 per cento). Aumenta la percentuale di focolai verificati in ambito lavorativo (7,2)e diminuiscono invece i focolai associati ad attività ricreative(4,5)».

 

Quando siamo in famiglia - ma anche in eventi che riuniscono i parenti come una cena, un battesimo o funerale - la trasmissione del virus dilaga. Fino a metà settembre, racconta chi si occupa di tracciamento, a originare i focolai erano i giovani che si erano contagiati in vacanza o negli assembramenti della movida.

 

Da loro il virus ha raggiunto i più grandi - genitori e nonni - per poi diffondersi nelle riunioni familiari. Di recente sono pochi i focolai individuati in bar, ristoranti o centri commerciali, perché usiamo la mascherina. Anche sui mezzi pubblici non sono stati registrati cluster (anche se non si può escludere che il contagio sia avvenuto), mentre in alcune regioni come l'Emilia-Romagna e il Veneto i focolai sono stati individuati nelle fabbriche, nelle piccole aziende e nei centri della logistica. Ma è in famiglia (o più in generale in eventi con parenti e amici) che ci sentiamo al sicuro e rischiamo di essere contagiati o di trasmettere il virus.

balli senza mascherina alla bullona di milano 4

 

Gli esperti e il governo valutano con forte preoccupazione ciò che potrà succedere tra due mesi, quando cominceranno spostamenti e riunioni familiari per le feste natalizie. Se la curva dei contagi non si abbassa, potrebbero essere prese contromisure. Al di là delle regole, deve valere il senso di responsabilità: il diciottenne che esce dal liceo e va a trovare la nonna, se vuole proteggerla, deve usare la mascherina e, per quanto sia difficile, mantenere le distanze. L'affetto si dimostra anche così.

 

 

2. OBBLIGO DI MASCHERINA ANCHE IN UFFICIO PRONTA LA NUOVA STRETTA SU LOCALI E FESTE

Alberto Gentili per ''Il Messaggero''

 

berlusconi mascherina

l governo sceglie la strategia di «un passo alla volta». Dopo il pressing di molti presidenti di Regione, del Pd, 5Stelle e Italia viva affinché non venisse decretata subito una nuova forte stretta alla movida e alle libertà personali, il Consiglio dei ministri si è limitato a prorogare fino al 31 gennaio lo stato d'emergenza. E a varare un decreto ponte che conferma il Dpcm del 7 settembre, introducendo però l'obbligo di indossare le mascherine all'aperto in tutto il Paese e perfino nei luoghi chiusi. Tranne che nella propria abitazione. Se la situazione dovesse continuare a precipitare (ieri 3.678 contagi, il picco più alto dal 16 aprile), entro giovedì prossimo - 15 ottobre - saranno però decise nuove restrizioni.

 

mascherine 1

Anche perché, sopra quota 3.500 casi al giorno, il tracciamento dei contagiati di fatto non è più possibile. E senza un contact tracing efficiente l'epidemia potrebbe sfuggire di mano. Tant' è, che non viene più escluso neppure il ritorno al lockdown nazionale: «Lavoriamo giorno e notte per evitarlo», ha detto il ministro della Salute, Roberto Speranza. Un lockdown che però non dovrebbe colpire, questa volta, le attività produttive. Il via libera al decreto è arrivato dopo che la Camera ha approvato la risoluzione di maggioranza che ha recepito le comunicazioni di Speranza.

 

Il giorno prima non era stato possibile a causa della mancanza del numero legale, innescata da 45 assenze per quarantena preventiva. Durante il vertice di governo, durato circa due ore, le ministre renziane Teresa Bellanova ed Elena Bonetti hanno dato battaglia perché contrarie «all'ulteriore restringimento delle libertà personali». Nel mirino: l'uso obbligatorio delle mascherine su tutto il territorio nazionale. Ma Giuseppe Conte, Speranza e i ministri dem e 5stelle hanno tirato dritto. Così, da oggi, la mascherina è obbligatoria «in tutti i luoghi all'aperto ad eccezione dei casi in cui sia garantita in modo continuativo la condizione di isolamento» da altre persone.

 

bambini mascherina

La norma non vale se si è in un luogo isolato assieme «a persone conviventi» o se si fa sport. All'ultimo minuto è stato introdotto inoltre l'obbligo di indossare la mascherina anche in tutti i luoghi chiusi, uffici compresi, tranne le abitazioni private. Finora al chiuso la mascherina era necessaria solo nei luoghi aperti al pubblico. Chi non si adegua alle nuove regole rischia grosso: non indossare la mascherina quando previsto fa scattare multe da 400 euro a 1.000 euro. Altra misura: le Regioni da oggi potranno emanare solo ordinanze più restrittive rispetto alle regole nazionali. Con un'eccezione per evitare lo scontro con i governatori: potranno essere varate norme locali più lasche con il sì del ministro della Salute.

 

E il ministro agli Affari regionali, Francesco Boccia, ha annunciato la ripartenza della «cabina di regia nazionale tra governo ed enti territoriali da convocare in qualsiasi momento, come avvenuto nei momenti più critici» del lockdown. Tutto, insomma, lascia pensare che entro sette giorni arriverà un nuovo giro di vite. Speranza, al pari di Conte, non nasconde la gravità della situazione: «E' seria e delicata, i contagi crescono e serve alzare il livello di attenzione». In più, gli esperti del Comitato tecnico scientifico avrebbero preferito che già fosse scattata una nuova stretta.

 

LA STRATEGIA Il premier e il ministro della Salute hanno deciso che era preferibile «evitare drammatizzazioni» e che l'opinione pubblica cominciasse «a metabolizzare» il nuovo giro di vite. Che arriverà presto, a meno di sorprese positive al momento «purtroppo inimmaginabili», secondo una fonte che cura il dossier. «Guardate cosa accade in Francia, in Spagna, Belgio, Gran Bretagna, lì sono arrivati ai dati del lockdown più duro ed è impossibile che da noi non accada lo stesso».

sergio mattarella con la mascherina

 

Così in Consiglio dei ministri è cominciata la discussione sulle nuove misure. E' stata ipotizzata a partire dal 15 ottobre (se non prima) - con la contrarietà di Bellanova e Bonetti preoccupate «per le ricadute economiche su un settore già duramente colpito» - la chiusura di bar e ristoranti dopo le 22 o le 23 per fermare la movida. Nel menu delle nuove strette c'è poi un nuovo limite agli assembramenti, anche in case private. E la riduzione del numero di partecipanti agli eventi e alle feste private e pubbliche: attualmente è di 200 al chiuso e di mille all'aperto.

 

 

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