meloni trenta

HANNO FATTO TRENTA E ORA…IL COPASIR A FRATELLI D’ITALIA? IL GOVERNO 'CARIOCA' SI COPRE DOPO LA MINACCIA DI RENZI SUL CASO DEL MINISTRO DELLA DIFESA: “SUCCEDERA’ IL FINIMONDO” -  CICCHITTO: "NON VORREI CHE QUESTA VOLTA I RUSSI SIANO RIUSCITI NELL' OBIETTIVO CHE HANNO FALLITO PURE CON IL PCI: INFILTRARSI NELLA DIFESA" - CROSETTO: "TRENTA RISCHIA DI SALTARE ANCOR PRIMA DI COMINCIARE" – ECCO PERCHE’

ELISABETTA TRENTA - GIUSEPPE CONTE

Augusto Minzolini per il Giornale

 

Qualcuno la butta lì, come una delle tante voci che circolano in questa settimane di nomine di governo e non, mentre nell' aula di Montecitorio il premier Giuseppe Conte, che ci ha preso gusto, pronuncia una delle sue interminabili repliche alla Fidel Castro. «Ci hanno proposto la presidenza della commissione parlamentare per i servizi segreti, il Copasir» confida Guido Crosetto, che milita in Fratelli d' Italia, il partito che ha scelto il limbo dell' astensione, cioè non è contro, né a favore del governo gialloverde: «Un' ipotesi che leghisti e grillini hanno ventilato alla Meloni.

 

salvini meloni

Io comunque non ci voglio andare». Uno può pensare che sia una boutade e, invece, fai due passi e qualcuno di Forza Italia ti conferma la voce: agli azzurri andrebbe la presidenza della commissione di vigilanza Rai, mentre al Pd niente. A quel punto, per saperne di più, uno si rivolge agli ipotetici esclusi, a quel Lorenzo Guerini che dovrebbe essere un candidato del Pd per quel ruolo. «Sì ammette l' interessato circola con insistenza questa voce. Ma succederebbe il finimondo».

 

«Io, però, non mi meraviglierei, questi sono pazzi gli va dietro Davide Ermini, altro esponente del Pd - Basta pensare che dopo una settimana che i fondi americani hanno fatto incetta dei nostri titoli di Stato, il nuovo premier si è schierato con la Russia. Risultato: lo spread è arrivato a 253 punti».

 

erika stefani, elisabetta trenta e barbara lezzi

Una volta l' esclusione di un pezzo dell' opposizione dalle presidenze delle grandi commissioni di controllo, a favore di un partito, che astenendosi, sia pure indirettamente, tiene in piedi il governo, avrebbe suscitato scandalo. Ma, a quanto pare, i tempi con l' avvento della maggioranza dai colori carioca, gialloverde, sono cambiati repentinamente: regole, consuetudini e costumi, sono stati travolti dal samba istituzionale. L' unico che si erge a guardiano delle regole democratiche del passato è Renato Brunetta: «C' è poco da dire recita : per essere opposizione devi votare contro il governo. Da qui non si scappa. Fratelli d' Italia, invece, a quanto ne so io, si astengono!».

GIORGIA MELONI

 

Discorso che non fa una grinza.

Ma nell' anno dell' alleanza gialloverde tutto è possibile. Solo che questa «voce» che circola appena dopo 24 ore che Matteo Renzi ha annunciato che il Pd chiederà la convocazione al Copasir del ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, «per cose che lei sa e su cui succederà il finimondo», colpisce. E non poco.

 

Sembra quasi un modo per salvaguardarsi su un terreno che si ritiene sdrucciolevole, pericoloso, foriero di brutte sorprese. Per cui lo schema che si ventila sembra, o almeno può apparire, come un modo per correre ai ripari, per preservarsi: meglio dare la presidenza del comitato per i servizi segreti ad una forza di mezza opposizione, che non di opposizione intera.

 

elisabetta trenta e mattarella

Anche perché, in questa prima settimana, questo appare il fianco più debole del governo, il più esposto. Le questioni sono tante: i rapporti dell' esecutivo con Mosca che indispettiscono non poco gli americani; quei professori, quei «tecnici» tirati fuori dalla Link Campus University, dove spesso circolano personaggi che hanno dimestichezza con i mondi dell' intelligence e delle grandi lobby estere; tutte le richieste di chiarimento rivolte al ministro della Difesa per i suoi rapporti internazionali, per i suoi possibili conflitti di interessi, per i suoi supposti legami con società di contractor, cioè di mercenari. Insomma, magari si tratta solo di fiabe, ma anche le fiabe vanno chiarite, perché altrimenti suscitano dubbi per tutti i gusti, congetture sul futuro, interpellanze. «Il ministro Trenta è la previsione di Crosetto, che conosce il ministero della Difesa come le sue tasche rischia di saltare, ancor prima di cominciare».

crosetto meloni

 

Mentre l' ex parlamentare Fabrizio Cicchitto, che ha trascorso decenni dentro il Copasir, addirittura è terrorizzato: «Guardate che la Trenta ha una cattedra universitaria a Mosca. E lì per avere cattedre devi aver legami forti, non sei ad Harvard. Non vorrei che questa volta i russi siano riusciti nell' obiettivo che hanno fallito pure con il Pci: infiltrarsi nella Difesa». E se chiedi al grillino Angelo Tofalo, già membro la scorsa legislatura del Copasir, se questo argomento può trasformarsi nel «tallone di Achille» del governo, ti risponde con un laconico «può darsi».

Appunto, l' argomento è delicato.

 

luigi di maio elisabetta trenta

Del resto a stare appresso alla BBC alla Link Campus University è passato un professore, Joseph Mifsud, tirato in ballo nei rapporti tra Mosca e il comitato elettorale di Trump e adesso misteriosamente scomparso; nella proprietà dell' università come socio di minoranza, c' è poi un altro personaggio implicato in quei giri, il dottor Stephan Roh, imprenditore nel campo del nucleare in Inghilterra ma con grossi rapporti con la Russia. Ora, spazzando via ogni idea di caccia alle streghe, resta il fatto che «tecnici» arrivati direttamente da quell' Università hanno assunto ruoli nevralgici: oltre la professoressa Trenta al ministero della Difesa è pronta la poltrona di viceministro degli Esteri per Emanuela Del Re. E non è detto, anche se gli interessati lo escludono, che come rappresentante del movimento al Viminale, nel ruolo di viceministro, faccia capolino pure Paola Giannetakis, altra professoressa della Link.

fabrizio cicchitto

 

elisabetta trenta

Sotto questa luce e con queste storie, è chiaro che il tema del controllo dei servizi segreti è particolarmente «attenzionato». Motivo per cui, ad esempio, il premier Conte ha visto bene, a quanto pare, di tenere per sé le deleghe che riguardano gli apparati di intelligence, soprassedendo per ora sulla scelta del sottosegretario che dovrà occuparsene tra Vito Crimi e Tofalo. Come pure, sempre in quest' ottica, è evidente che la «voce» di affidare il controllo parlamentare dei servizi ad un esponente che, nei fatti, non provenga da una forza di opposizione a tutti gli effetti, suscita polemiche. Qualcuno dirà che si tratta solo di sospetti infondati. È probabile.

 

Ma ieri il premier ha parlato in aula di «presunzione di colpevolezza». Una gaffe, un errore, ma, forse, anche un lapsus freudiano, che ci riporta a quel Pier Camillo Davigo, il magistrato che tanto piace a questo governo, che tempo fa espose una teoria terrificante: «Non esistono politici innocenti ma colpevoli su cui non sono state raccolte prove». La legge del contrappasso.

elisabetta trentaRENZI ALLA DIREZIONE PDelisabetta trenta luigi di maio

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