COPPI, UN UOMO SOLO AL COMANDO: “PUNTIAMO ALL’ANNULLAMENTO DELLA CONDANNA” - DOMANI O VENERDÌ LA SENTENZA

Maria Corbi per "La Stampa"

Il sostituto procuratore generale Antonello Mura respinge uno a uno i motivi di appello della difesa di Berlusconi. Franco Coppi e Nicolò Ghedini, ascoltano attenti, qualche scuotimento di testa, ma niente di più. Non è certo una sorpresa. E quando Mura chiede l'annullamento della sentenza nella parte che fissa la pena accessoria dell'interdizione dai pubblici uffici, chiedendo alla Corte di abbassarla da cinque a tre anni, solo un cenno di interesse. Nessun entusiasmo.

«E' un errore palese della sentenza», spiega Coppi. «Non poteva fare altro». Esce di corsa alle 8 di sera dall'aula dopo una giornata nel caldo dell'aula della prima sezione penale senza aria condizionata. Un solo commento alla lunga requisitoria del Pg: «Ammiro lo sforzo generoso, sportivo del procuratore generale che ha difeso una sentenza indifendibile. Non ha intaccato l'impianto critico che abbiamo costruito nei motivi di ricorso.La Procura ha fatto migliaia e migliaia di richieste di rigetto, domani li contesteremo».

Una udienza lunghissima iniziata con la relazione introduttiva del consigliere Amedeo Franco che per 3 ore esamina uno a uno i motivi del ricorso delle difesa. «Una relazione completa», commenta Coppi. Poche parole, come suo costume, che fanno trasparire una moderata soddisfazione.

Franco si è soffermato molto, con sfumature che potrebbero leggersi come favorevoli alla difesa, sulla società maltese Ims che secondo l'accusa era fittizia e serviva solo per aumentare il costo dei diritti tv mentre per la difesa operava realmente con lo scopo di rendere meno onerose fiscalmente le operazioni alle major americane, venditrici dei diritti.

Ma anche sulla questione di Berlusconi socio occulto del produttore egiziano Frank Agrama. Oltre che sulle questioni di diritto aggiunte (solo accennate, invece, dal procuratore generale) che sollevano la questione subordinata della applicazione di un diverso articolo della legge 74 del 2000 riguardante i reati tributari,ossia articolo 2 (dichiarazione infedele) e non articolo 4 (dichiarazione fraudolenta) come nella sentenza di condanna.

«Una relazione completa che ho molto apprezzato, un lavorone, che messo in luce tutte le pieghe della vicenda, adesso possiamo cominciare la discussione su un terreno già preparato», ha commentato Coppi prima di scappare a pranzo inseguito da un esercito di fotografi e giornalisti. Mentre Ghedini tornava a casa per cambiarsi la camicia e informare al telefono senza orecchie indiscrete Berlusconi.

La richiesta del sostituto procuratore generale Mura, se accolta, potrebbe portare per il cavaliere un po' di respiro nel caso la Corte decidesse di affidare a un giudice di rinvio la rimodulazione della pena accessoria dell'interdizione dai pubblici uffici. Fino ad allora Berlusconi non potrebbe essere fatto decadere dalla carica di senatore. Ma ovviamente la difesa punta più in alto.

«Vado in giro con le corna, sono superstizioso e non faccio previsioni», ha spiegato Coppi, «ma è chiaro che puntiamo all'annullamento radicale» della condanna a Silvio Berlusconi. Certo è che una vittoria per il cavaliere sarebbe anche l'annullamento con rinvio nel qual caso uno dei due episodi oggetto di reato si prescriverebbe. E il giudice del rinvio dovrebbe abbassare la pena.

«Per noi il reato non c'è proprio», ha però chiarito Coppi, «e la sostanza non cambia se il reato configurato fosse falsa fatturazione invece che frode fiscale». «Quella della configurabilita' del reato - dice - è una subordinata».

Oggi parleranno le difese degli imputati, per ultima quella di Silvio Berlusconi, inizierà Ghedini, poi, ultimo, Franco Coppi (che potrebbe slittare a domani). Domani o venerdì la sentenza.

 

FRANCO COPPI NICOLO GHEDINI Berlusconi in tribunale Frank Agramacoppi-cassazione

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