CORNUTA E MAZZIATA - DOPO IL TWEET AVVELENATO DELLA VALÉRIE ROTT-WEILER, ALLA ROYAL MANCAVANO SOLO LE CORNA! - GALEOTTA FU LA CONVENTION A LA ROCHELLE DEL 2005: IL BUDINO ERA ANCORA IN COPPIA CON SÉGOLÈNE MA PARE SE LO PAPPASSE GIÀ VALÉRIE - SAREBBE STATO PROPRIO FALORNI (OGGI AVVERSARIO DELLA ROYAL) A COPRIRE LA RELAZIONE CLANDESTINA: IL TWEET IN SUO FAVORE SARÀ STATO UN SEGNO DI RICONOSCENZA?...

Giampiero Martinotti per "la Repubblica"

Olivier Falorni ha la sicurezza del candidato quasi imbattibile. Non può più far un passo senza avere attorno un microfono o una telecamera, ma l'uomo sembra aver appreso bene il mestiere di politico e continua a consumare le suole delle scarpe percorrendo in lungo e in largo il collegio elettorale: distribuisce volantini, stringe le mani, saluta chi conosce, ha una parola per tutti quelli che lo incoraggiano.

Più difficile chiedergli se La Rochelle ha ospitato anche uno dei primi nidi d'amore di François Hollande e della First Lady. «Questa non l'avevo ancora sentita», dice ridacchiando un barista. Eppure, si dice che l'amicizia politica che ha legato per più di dieci anni Falorni e Hollande abbia avuto anche qualche risvolto più personale.

Il capoluogo della Charente-Maritime è una delle più belle città della costa atlantica e da quasi vent'anni ospita, a fine agosto, il raduno di militanti socialisti che inaugura la stagione politica. E secondo Le Point, Falorni avrebbe "protetto" l'amore clandestino tra Valérie Trierweiler e l'allora segretario socialista: tra il 2005 e il 2007 Hollande era ancora ufficialmente in coppia con Ségolène Royal e la Trierweiler seguiva da giornalista l'attività del Partito Socialista. Anche le convention a La Rochelle. L'amicizia, prima ancora della gelosia, sarebbe insomma alla base del famoso tweet della First Lady.

Ségolène Royal preferisce anche lei evitare l'argomento. Come il suo avversario, passa da un posto all'altro con l'agilità di una gazzella: l'uscita di una scuola, il mercato, il porta a porta nei quartieri popolari, quelli in cui la gente non è andata a votare ma in cui lei è più popolare. Data per sicuramente sconfitta dai sondaggi, non si arrende: «Non mi dò mai per vinta», dice a Libération.

Ma l'altroieri sera, davanti ai suoi sostenitori, la voce era rotta dall'emozione quando ha parlato, per la prima volta, del tweet della First Lady: «Non ho reagito subito, il colpo era troppo violento. Non vuol dire che non sia mortificata. Non sono un robot. Chiedo rispetto, sono una madre di famiglia, i figli sentono quel che si dice».

Ieri pomeriggio ha preferito non tornare sull'argomento. Giacca a fiori e sciarpa rosa, si è data da fare come una militante di base, con quella modestia e quell'umiltà, magari finte, che contrassegna il mestiere di politico. Davanti a una scuola elementare, i ragazzini le corrono incontro. Non capita tutti i giorni di vedere da vicino una star che la sera appare in tv. La baciano, le stringono la mano.

Le madri le confidano i loro problemi e lei, che è presidente della regione, si fa dare carta e penna, prende nota. Fare la madre fra le madri le piace: anche lei, prima ancora del suo ex compagno, ha vantato la sua qualità di donna "normale". Ma la professionista della politica è sempre in agguato: quando una bambina le porta un fiore, lei esclama: «Che gentile!». Ma subito glielo rimette in mano: «Ridammelo». E così fotografi e cameramen possono immortalare la scena.

La campagna è fatta di questo, di piccoli gesti, strette di mano, occhiate di intesa con questo o quell'elettore. Falorni e Royal non sfuggono alla regola. Ma sul vecchio porto, nei caffè abbagliati da un sole estivo, si parla soprattutto di quel tweet, si ritirano fuori i vecchi rancori tra i due contendenti.

 

LA STRETTA DI MANO TRA VALERIE TRIERWEILER E SEGOLENE ROYAL segolene royal valerie trierweiler IL BACIO TRA VALERIE TRIERWEILER E FRANCOIS HOLLANDE jpegOLIVIER FALORNI

Ultimi Dagoreport

pier silvio berlusconi barbara d'urso

LA D’URSO VUOLE LA GUERRA? E GUERRA SIA – PIER SILVIO BERLUSCONI HA INCARICATO DUE AVVOCATI DI PREPARARE UNA CONTROFFENSIVA LEGALE ALLA POSSIBILE CAUSA INTENTATA DA “BARBARIE” - IL “SILENZIO” DI MEDIASET DI FRONTE ALLE SPARATE DELL’EX CONDUTTRICE SI SPIEGA COSÌ: MEGLIO EVITARE USCITE PUBBLICHE E FAR LAVORARE I LEGALI, POI CI VEDIAMO IN TRIBUNALE – A FAR INCAZZARE “PIER DUDI” COME UNA BISCIA, ANZI, UN BISCIONE, È STATO IL RIFERIMENTO DELLA CONDUTTRICE A PRESUNTE “CHAT” E CONVERSAZIONI PRIVATE, COME SE VOLESSE LASCIAR INTENDERE CHE CI SIANO REGISTRAZIONI E ALTRO... – I POSSIBILI ACCORDI DI RISERVATEZZA E LE LAGNE DELLA D’URSO, CHE DA MEDIASET HA RICEVUTO 35 MILIONI DI EURO...

marco gaetani claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – ALLORA GIOVANNI DONZELLI, CAPO DELL’ORGANIZZAZIONE DI FDI, NON HA CACCIATO A CALCI IN CULO MARCO GAETANI, AUTORE DELL’INTERVISTA A CLAUDIA CONTE CHE HA SPUTTANATO L’IMMAGINE DEL MINISTRO PIANTEDOSI E DEL GOVERNO MELONI - ESILIATO PER UN PAIO DI MESI IN PUGLIA PER FAR SCEMARE LE POLEMICHE, IL 25ENNE PRESIDENTE DI GIOVENTÙ NAZIONALE A LECCE, LAUREATO IN SCIENZE POLITICHE CON UNA TESI SULLA COMUNICAZIONE DIGITALE DI DONALD TRUMP, HA RIPRESO LA SUA TRASMISSIONE SU "RADIO ATREJU", COME SE NULLA FOSSE – A QUESTO PUNTO, VIEN IL SOSPETTO CHE LO 'SCOOP' SIA STATO PILOTATO DA VIA DELLA SCROFA (MAGARI PER ANTICIPARE RIVELAZIONI ANCOR PIÙ DIROMPENTI? AH, SAPERLO…)

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)