vestager franco calvino

POSSO ESSERE "FRANCO"? LA SCONFITTA E' QUASI SCONTATA – LA CORSA ALLA PRESIDENZA DELLA BEI PER L'EX MINISTRO DI DRAGHI DANIELE FRANCO E' TUTTA IN SALITA. RESTANO FAVORITE LA SPAGNOLA NADIA CALVINO E LA DANESE MARGRETHE VESTAGER - LE TRATTATIVE CONTINUANO. PER FRANCO, SPONSORIZZATO DA GIORGETTI, L'UNICA SPERANZA E' CHE L’AUTOREVOLEZZA DI DRAGHI FACCIA IL MIRACOLO…

Estratto dell’articolo di Valerio Valentini per “Il Foglio”

 

GIANCARLO GIORGETTI DANIELE FRANCO

Lo ha voluto con sé, consapevole che a questo punto anche la sintonia personale è decisiva. Così Giancarlo Giorgetti ha ritenuto opportuno che Daniele Franco lo accompagnasse, a Santiago de Compostela. E lì strette di mano, pacche sulle spalle, chiacchiere davanti a un caffè: che insomma si capisca che l’uomo giusto è lui, per la presidenza della Banca europea degli investimenti (Bei).

 

Alcuni dei presenti, d’altronde, Franco li conosceva già. Ad altri è stato introdotto dallo stesso Giorgetti. Che la questione se l’è presa a cuore davvero. Per riconoscenza personale – come a volere rendere all’altro un servigio che dall’altro si era ricevuto, visto che a suo tempo era stato proprio l’ex dg di Banca d’Italia a garantire, per così dire, per il vicesegretario leghista a Via XX Settembre: “Lui al mio posto? Sarebbe adattissimo” – ma anche per un fatto di dignità politica, dal momento che, se la candidatura di Franco andasse a male, dal risiko delle nomine europee l’Italia uscirebbe con un posto in meno di quelli che aveva.

 

giancarlo giorgetti daniele franco sergio mattarella

E questo, per la premier che spiegava le virtù della negoziazione “a pacchetto”, perché “è così che si difende l’interesse nazionale a Bruxelles”, sarebbe uno smacco non da poco. Perché al di là dell’avvicendamento tutto tricolore nel comitato direttivo della Bce, dove Piero Cipollone ha appena preso il posto di Fabio Panetta, l’altro italiano che vede esaurito il suo mandato a Francoforte è quell’Andrea Enria che alla guida del Comitato di vigilanza dell’Eurotower viene rimpiazzato da Claudia Buch, vicepresidente della Bundesbank.

 

E’ infine un tedesco, Werner Hoyer, a dover essere rimpiazzato al vertice della Bei. E qui sta dunque la dimensione politica del destino di Franco. Perché, certo, Meloni si potrebbe consolare rivendicando la centralità italiana nelle nomine di corredo, visto che dopo l’incarico affidato a Mario Draghi sulla competitività, ieri è stato ufficializzato anche il mandato affidato da Bruxelles a Enrico Letta per la redazione di un progetto per il rilancio del mercato unico. […]

mario draghi daniele franco considerazioni finali di ignazio visco 2023

 

Non che la disfatta sulla Bei venga data per scontata, beninteso. “La candidatura è ancora solida”, confermavano i diplomatici italiani a seguito del ministro dell’Economia, ancora ieri sera. E però lo dicevano, pure loro, col tono di chi sa che la concorrenza è temibile. Specie se la concorrenza, com’è in questo caso con Nadia Calviño, è quella che fa gli onori di casa.

 

E’ stata infatti lei, la vicepremier spagnola, da presidente di turno del Consiglio dell’Ue, ad accogliere i ministri delle Finanze del continente, e insieme a lei Paolo Gentiloni e Christine Lagarde, e a tutti, da galiziana orgogliosa, ha mostrato le meraviglie della cattedrale della sua Santiago. Salvo poi schermirsi, con sfoggio di galanteria, di fronte alle domande dei cronisti sulla sua candidatura alla Bei: “Dovrò presiedere l’incontro, non mi sembra corretto parlarne”.

 

Nadia Calviño Santamaría

Salvo poi, con studiata noncuranza, rinnovare la bontà della sua ambizione: “Posso solo dire che sì, sarebbe la prima volta per la Spagna e la prima volta per una donna”.

 

E se l’essere donna, pur escludendo Franco, la mette comunque in competizione con Margrethe Vestager – la vicepresidente della Commissione che ci spera pure lei, e pure lei infatti s’è fatta trovare a Santiago –, la nazionalità avvantaggia indubbiamente Calviño. Perché Madrid ha appena dovuto subire una scottante bocciatura.

 

Quella, cioè, di Margarita Delgado, la vicegovernatrice della Banca di Spagna designata dal Parlamento europeo come presidente del Comitato di vigilanza, prima però che il consiglio direttivo della Bce le preferisse la tedesca Buch, come detto. E dunque, è la convinzione che rimbalza nei conciliaboli di queste ore a Santiago, s’impone un risarcimento agli iberici, e a garantirglielo potrebbe dover essere proprio quel ministro delle Finanze tedesco, Christian Lindner, sul cui sostegno Giorgetti contava per dare consistenza alle speranze di Franco.

 

MARIO DRAGHI E GIORGIA MELONI

Che ha, pure lui, le sue carte da giocare. Una figura tecnica, priva di qualsiasi appartenenza partitica: questa è la migliore garanzia d’imparzialità politica per la Bei. Solo che la politica, appunto, è ciò che potrebbe danneggiare l’economista bellunese. Perché certo non aiuta il fatto che al momento decisivo nelle negoziazioni Giorgetti sia arrivato dovendo perlopiù dispensare scuse e giustificazioni per spiegare il perdurante ostruzionismo dell’Italia sulla ratifica del Mes, tema che molto è stato discusso, e con apposita sessione, nei colloqui di ieri.

 

margrethe vestager

Né, evidentemente, è passata inosservata a Bruxelles e a Francoforte, una certa mancanza di coordinazione tra Palazzo Chigi e il Mef nel tessere la tela diplomatica. Quasi “una doppia diplomazia”, la descrive chi ha seguito il dossier nelle istituzioni comunitarie, che s’è rivelata a metà agosto, quando i timori per le crescenti quotazioni sulla Calviño spinsero indussero alcuni sherpa del Mef a ipotizzare un improvviso trasloco di Franco nel board della Bce. […]

 

 

 

 

Articoli correlati

DAGOREPORT: LA DURA SFIDA DI DANIELE FRANCO - DIVENTATO \'INGOMBRANTE\' NELLA BANKITALIA ...

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ultimi Dagoreport

cateno de luca luigi marattin sindaci d italia giorgia meloni

DAGOREPORT – MARATTIN S-CATENATO! IL DEPUTATO EX RENZIANO POTREBBE APPRODARE NEL CENTRODESTRA ATTRAVERSO IL MOVIMENTO DI CATENO DE LUCA, EVITANDO COSI’ DI DOVER RACCOGLIERE SEIMILA FIRME A COLLEGIO PER PRESENTARSI ALLE PROSSIME ELEZIONI – L’INCONTRO TRA MARATTIN E DE LUCA IN UN RISTORANTE DI ROMA NORD – GIORGIA MELONI DOVREBBE ESSERE PRESENTE ALLA CONVENTION DELLA PROSSIMA SETTIMANA DI “NORD CHIAMA SUD”, CHE CAMBIERA’ NOME E SIMBOLO: DIVENTERÀ “SINDACI D’ITALIA”, PER FARE CONCORRENZA AL MOVIMENTO CIVICO DI ALESSANDRO ONORATO –  “SCATENO” È PRONTO AD ACCOGLIERE ANCHE I LEGHISTI NON “BLINDATI” DA SALVINI – VERSO UNA LISTA UNICA FORZA ITALIA-NOI MODERATI. LA MELONI “TIFA” TAJANI, CONSIDERATO PIU’ AFFIDABILE DI OCCHIUTO…

marine le pen giorgia meloni vannacci

DAGOREPORT - GIORGIA D'ARABIA, PRIMA DI DECOLLARE PER IL SUO BLITZ IN KUWAIT (A CACCIA DI PETROLIO, GAS E INVESTIMENTI), AVREBBE ANNUNCIATO AI "FRATELLINI" DELLA FIAMMA: SI VOTA A MAGGIO! - RINGALLUZZITA DAI DECRETINI SICUREZZA E DAL PUGNO DI FERRO CONTRO I MARANZELLI IN RIVOLTA, RASSICURATA DAI SONDAGGISTI "AMICI" CHE DANNO FDI AL 29% E IMPANTANATA LA MARCIA SU ROMA DI ROBERTO VANNACCI, ALLA DUCETTA NON CONVIENE ASSOLUTAMENTE DI STARE TROPPO CON LE MANI IN MANO - IL VOTO IN ESTATE È ESCLUSO: CON LE VACANZE CHE DIVENTANO UN MIRAGGIO E IL PORTAFOGLI VUOTO, MEJO EVITARE - PEGGIO ANCORA LE URNE A OTTOBRE, CON UNA FINANZIARIA DAVANTI - INOLTRE, BISOGNA SCHIVARE CHE L'INTERNAZIONALE PUTINISTA BY LE PEN-AFD SI PRENDA L'EUROPA - LA NUOVA ATTITUDINE SECURITARIA CHE HA PORTATO MELONI A FARE L'ENDORSEMENT ALL'AMAZZONE LEGHISTA SILVIA SARDONE A MILANO... - VIDEO!

mentana cairo

FLASH – PRENDETE I POPCORN: IL 9 NOVEMBRE CI SARÀ LA RESA DEI CONTI FINALE TRA URBANO CAIRO E ENRICO MENTANA – IL PROPRIETARIO DI LA7 E IL COMPAGNO DI FRANCESCA FAGNANI TROVERANNO L’ACCORDO, COME FANNO OGNI ANNO DOPO IL SOLITO TEATRINO DI CHICCO, OPPURE QUESTA VOLTA SANCIRANNO IL LORO DIVORZIO UNA VOLTA PER TUTTE? MENTANA CI È ANDATO GIÙ DURO IN DIVERSE OCCASIONI, DOGLIANDOSI A DOGLIANI DEL RADICAL-SINISTRISMO DELLA RETE: “È UNA TV ANTI-MELONI”. NON AVENDO TROVATO UNA POLTRONA ALTERNATIVA, FINIRÀ ANCHE STAVOLTA A TARALLUCCI E VINO?

carlo messina giorgia meloni

DAGOREPORT - GIORGIA MELONI NON SE LO ASPETTAVA DI FINIRE SBATTUTA COME UN UOVO DA CARLO MESSINA - DAVANTI ALLA RICHIESTA PER ULTERIORI 5 MILIARDI DI EURO A CARICO DEL SETTORE DEL CREDITO E ASSICURATIVO PER SOSTENERE LA MALCONCIA LEGGE DI BILANCIO 2027, IL CEO DI BANCA INTESA NON L’HA TOCCATA PIANO: “AVEVAMO UN ACCORDO TRIENNALE CON IL GOVERNO, IO CI HO CREDUTO” – LO SDENG DEL KAPPAO: "SE L’ESECUTIVO GIUDICA NECESSARIO RACCOGLIERE RISORSE AGGIUNTIVE PER LA MANOVRA, “ALLORA TUTTE LE AZIENDE CHE HANNO UTILI SUPERIORI A 500 MILIONI, POTRANNO CONTRIBUIRE” - BEN DETTO, CARLETTO: PERCHÉ PALAZZO CHIGI NON BATTE CASSA A ENEL, ENI, POSTE, FERRARI, LAMBORGHINI, LEONARDO, ETC.? INSOMMA, CARA GIORGIA, “DEVE ESSERCI RISPETTO RECIPROCO” - MICA È FINITA. MESSINA NON DEVE AVER DIMENTICATO NÉ TANTOMENO GRADITO L’INTERVENTO A PIEDI GIUNTI DELLA DUCETTA CONTRO LO SPEZZATINO DI MPS PROGETTATO DA INTESA - MA ORMAI L’UNICO OSTACOLO DI INTESA SI CHIAMA ANTITRUST. ANCHE SE MESSINA NON LA FINISCE DI SOTTOLINEARE CHE L’ACQUISIZIONE DELLA QUOTA DI GENERALI VA VISTA IN ‘’UN’OTTICA PURAMENTE FINANZIARIA’’, PRONTO ANCHE A DISFARSI DEL SUO 3,1% DEL LEONE, SARÀ L’ANTITRUST A DECIDERE SE INTESA, ANCHE COME ‘’SOCIO SILENTE” CHE STA FUORI DAL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE, CON LA SUA PRESENZA PUÒ ‘’CONDIZIONARE’’ O MENO IL SUO COMPETITOR NUMERO UNO DEL MERCATO ASSICURATIVO...

matteo salvini giorgia meloni autotrasportatori

QUANDO NON SANNO CHE FARE, A DESTRA LA BUTTANO IN CACIARA – IL GOVERNO HA SCELTO DI ATTACCARE GLI AUTOTRASPORTATORI CHE PROTESTANO AL SUD EVOCANDO LE INFILTRAZIONI DELLA CRIMINALITÀ ORGANIZZATA, CON IL SOLITO TIC DI PREGIUDIZIO ANTI-MERIDIONALE - UNA PARABOLA RIDICOLA PER GIORGIA MELONI E MATTEO SALVINI, DUE PROFESSIONISTI DELLA PROTESTA, QUANDO ERANO ALL’OPPOSIZIONE. DUE PROTAGONISTI POLITICI CHE HANNO FATTO DELLA PROPAGANDA URLATALA LORO CIFRA POLITICA E DI COMUNICAZIONE, FINO A QUANDO SI SONO RITROVATI AL GOVERNO – LA DUCETTA AVREBBE FATTO MEGLIO AD ANDARE AL VOTO SUBITO: I NODI STANNO VENENDO AL PETTINE E SARÀ UN AUTUNNO DI FUOCO