COSI’ FAN TUTTI - I GRILLINI GUIDANO L’ASSALTO PER DESTINARE SOLDI PUBBLICI AI PROPRI COMUNI DI PROVENIENZA

Fosca Bincher per "Libero"

Centinaia di emendamenti, che riempiono quasi 300 pagine del bollettino delle commissioni di palazzo Madama. Pioggia di proposte di spesa, gambe all'aria tutti i risparmi faticosamente previsti nell'ultimo anno di austerity. All'improvviso la politica italiana è tornata ai migliori tempi della prima Repubblica, con il più classico degli assalti alla diligenza.

Guidato ovviamente da Pd e Pdl, ma con in prima fila sui propri destrieri - è questa la sorpresa - anche i senatori del Movimento 5 stelle. Per tre mesi se ne sono stati tutti con le mani in mano a guardare le stucchevoli mosse dei leader politici. Da un paio di settimane sono partite le commissioni parlamentari e anche i peones della politica hanno iniziato a lavorare.

E finalmente è finito nelle loro mani qualche provvedimento di peso. In un colpo in Senato sono arrivati due decreti del governo precedente guidato da Mario Monti. Uno ancora ereditato dall'esecutivo precedente: la revisione delle circoscrizioni giudiziarie con la cancellazione di alcuni tribunali locali.

Il secondo è invece un decreto legge abbastanza fresco: l'ha varato il 26 aprile scorso Monti con il titolo omnibus «disposizioni urgenti per il rilancio dell'area industriale di Piombino, di contrasto ad emergenze ambientali, in favore delle zone terremotate del maggio 2012 e per accelerare la ricostruzione in Abruzzo e la realizzazione degli interventi per Expo 2015».

Mettere insieme interventi così diversi ha fatto scatenare subito la fantasia dei neoparlamentari, per i quali è arrivato finalmente l'atteso momento di gloria. Anche se nessuno di loro è finito in Parlamento grazie a una campagna elettorale condotta sul territorio (nelle liste bloccate sono stati inseriti dai rispettivi capipartito), si sono improvvisamente tutti sentiti legati indissolubilmente al collegio.

E hanno rovesciato sul provvedimento quasi mille provvedimenti di spesa. Bisognava compiere gli interventi sul terremoto in Emilia e dare una scossa alla ricostruzione dell'Abruzzo? Bene, ecco arrivare decine di milioni su ogni parte di Italia. C'è chi come Antonio Razzi ha infilato dentro un emendamentino per dare un milione all'Associazione armatori di Pescara, o chi come la Pd Maria Spilabotte dirotta 1,5 milioni all'anno per un biennio sul comune di Frosinone dove a marzo c'è stata una frana.

L'ex finiano Aldo Di Biagio vuole portare 80 milioni di euro in più per i vecchi terremoti in Basilicata e Molise, altri ancora pensano all'Enav, ai finanziamenti per le Ferrovie italiane, ai raccordi della Milano-Torino, a quelli della Brescia-Verona, all'emergenza ambientale della Regione Puglia, alla ricostruzione della torre del Porto di Genova tragicamente abbattuta dal recente incidente nautico, alla Galleria Pavoncelli, all'Enea, ai rifiuti della Campania, all'area ex Fibronit del comune di Bari, ai finanziamenti per le aree industriali della Regione Sicilia (emendamento di Domenico Scilipoti), e così via.

La vera sorpresa viene dai seguaci di Beppe Grillo. Che partecipano all'assalto alla diligenza davvero come tutti gli altri. Sono decine e decine i loro emendamenti, presentati a prima firma del loro senatore eletto nella zona in cui si vogliono convogliare i finanziamenti.

Se Mario Michele Giarrusso è stato fra i protagonisti principali della battaglia (andata a segno) per fare saltare la revisione delle circoscrizioni giudiziarie, al grido di «giù le mani dal tribunale di Fossano», i suoi colleghi hanno travolto di proposte di modifica il decreto omnibus di Monti. Elisa Bulgarelli, di San Lazzaro in provincia di Bologna, è prima firma di tutti gli emendamenti che propongono nuovi interventi finanziari nell'area del terremoto d'Emilia.

Il friulano Lorenzo Battista pensa ai fondi per Trieste, l'abruzzese Rosetta Enza Blundo convoglia i soldi pubblici su L'Aquila, il nutrito gruppo dei siciliani porta soldi a Palermo in genere per la gestione dei rifiuti, e così via. Interventi piccoli come gli 8 milioni per la manutenzione delle nuove case in Abruzzo, o più corposi come il contributo di un miliardo di euro all'anno a partire dal 2013 per la ricostruzione del centro storico del capoluogo abruzzese.

Per l'Emilia aggiunti 15 milioni di euro annui per la gestione rifiuti puliti, oltre a 50 milioni annui (e 10 per le province lombarde e venete toccate dal terremoto) per il ripristino delle condizioni di vita, oltre a una sessantina di milioni di euro per assunzioni pubbliche in parte a tempo determinato e in parte a tempo indeterminato.

Cifre consistenti, con poca fantasia però per le coperture: si usano sempre il rincaro delle tasse sul gioco d'azzardo e l'aumento dal 20 al 27% della tassazione sui capital gain. La stessa copertura che assiste l'unico disegno di legge economico presentato dal Movimento 5 stelle: quello sulla abolizione totale dell'Imu sulla prima casa. La coperta è la stessa, e non può essere naturalmente tirata da ogni parte.

 

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